{"id":28964,"date":"2013-06-18T17:37:29","date_gmt":"2013-06-18T15:37:29","guid":{"rendered":"http:\/\/www.imore.it\/rivista\/?p=28964"},"modified":"2016-12-22T19:51:57","modified_gmt":"2016-12-22T17:51:57","slug":"qella-faccia-mi-e-proprio-nuova","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/qella-faccia-mi-e-proprio-nuova\/","title":{"rendered":"Qella faccia mi \u00e8 proprio nuova"},"content":{"rendered":"<div id=\"attachment_28970\" style=\"width: 162px\" class=\"wp-caption alignleft\"><a href=\"http:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2013\/06\/Pitturare-il-volto.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-28970\" class=\" wp-image-28970 \" alt=\"Cover di &quot;Pitturare il Volto&quot;\" src=\"http:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2013\/06\/Pitturare-il-volto-190x300.jpg\" width=\"152\" height=\"240\" srcset=\"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2013\/06\/Pitturare-il-volto-190x300.jpg 190w, https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2013\/06\/Pitturare-il-volto.jpg 480w\" sizes=\"(max-width: 152px) 100vw, 152px\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-28970\" class=\"wp-caption-text\">Cover di &#8220;Pitturare il Volto&#8221;<\/p><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u201cNon siamo stati noi a scegliere i nostri lineamenti!\u201d. Con questa perentoria affermazione si apre il nuovo libro della semiologa Patrizia Magli, docente alla facolt\u00e0 di Arti e Design dell\u2019Universit\u00e0 IUAV di Venezia: \u201cPitturare il volto\u201d (edito da Marsilio) esplora il mondo del trucco con cui donne e uomini proiettano agli altri la loro identit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dalle pitture tribali al \u201ccerone\u201d cinematografico, dal &#8220;velo&#8221; di cipria al velo come indumento religioso, fino alle ultime tendenze del maquillage contemporaneo, l\u2019autrice analizza acutamente il complesso intreccio di pratiche, mode, fattori culturali, che sostanziano il rito del trucco, rivelando il rapporto tutt\u2019altro che semplice tra il viso nudo e l&#8217;immagine che ciascuno vuol offrire di se stesso. Con le scarpe ed i vestiti, con i gioielli e l&#8217;acconciatura, il trucco costituisce un&#8217;unit\u00e0 visiva che ha un suo senso coerente da indagare con interesse accademico.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Come l&#8217;abito segue le vicende della moda, cos\u00ec il trucco, sensibile ai modelli proposti dalle tendenze del momento, esprime la sua vocazione all&#8217;integrazione sociale. Ci si trucca per mimetismo, per imitazione, per distinzione: il viso &#8220;pitturato&#8221;, imbellettato, &#8220;mascherato&#8221; ci racconta quanto \u00e8 difficile essere noi stessi. In particolare, il trucco \u00e8 sinonimo di piacere della variazione e desiderio di differenziazione individuale. Da ci\u00f2 scaturisce il tema della bellezza, \u201cma di una bellezza controversa, poich\u00e9 il maquillage si pone al servizio dell&#8217;espressivit\u00e0, contro la standardizzazione dei modelli\u201d, come si legge sulla quarta di copertina del volume.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"http:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2013\/06\/immagine-3.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" wp-image-28966 alignright\" alt=\"immagine 3\" src=\"http:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2013\/06\/immagine-3.jpg\" width=\"165\" height=\"248\" \/><\/a>Il fatto \u00e8 che l&#8217;individuo odierno rivendica il suo diritto a \u201cfarsi a proprio piacimento\u201d, a plasmare il corpo come se fosse di cera, quasi sfidando prometeicamente la natura con un atto di <i>ubris<\/i> di drammaturgica memoria. Poco importa ch\u00e9 tratti somatici abbiamo ereditato dai nostri genitori, ancor meno la storia familiare di cui siamo un anello, quel che conta \u00e8 la nostra volont\u00e0, anzi il nostro desiderio contingente per non dire capriccio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Donne e uomini hanno da sempre dipinto il loro volto per comunicare, per presenziare a riti, per sedurre, per spaventare. Ci\u00f2 che oggi interroga le nostre coscienze \u00e8 il significato che \u00e8 andata acquisendo questa pratica: cosa ci dice di noi e del tempo in cui viviamo. Il gesto \u00e8 lo stesso nel tempo, ma sono cambiati radicalmente i suoi segni. In sostanza, dall\u2019indagine semiotica emerge che anche il make up, al pari di molte altre azioni della vita attuale, \u00e8 diventato un comportamento autoreferenziale, un\u2019espressione di vanit\u00e0 e di delirio di onnipotenza. Gli altri diventano privi di interesse: importiamo solo noi e lo specchio che riflette la nostra immagine, con cui giochiamo all\u2019autoseduzione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La sociologa Gabriella Turnaturi, d\u2019altro canto, ha scritto commentando l\u2019analisi della Magli: \u201cLa soddisfazione di essere riusciti a ingrandire le proprie labbra grazie a un abile gioco di matite e rossetti, la gioia di aver trasformato occhi tondeggianti in occhi a mandorla come quelli di un bellezza thailandese, probabilmente procura pi\u00f9 piacere di qualsiasi conquista. La vera conquista \u00e8 essere riusciti nella trasformazione di s\u00e9, nell\u2019essersi ricreati. E per chi non possiede tecnica n\u00e9 abilit\u00e0 manuale, la ricreazione viene affidata alle abili mani dei nuovi demiurghi: i truccatori, i veri eroi del nostro tempo. A differenza dei tatuaggi o degli interventi chirurgici, il trucco \u00e8 solo temporaneo, \u00e8 effimero. Bastano poche lacrime o un latte detergente per cancellarlo. \u00c8 una ricreazione che pu\u00f2 essere ripetuta all&#8217;infinito procurando continuamente nuovi affanni, ma anche nuovi piaceri. Chi ama truccarsi diviene dipendente dai quei gesti, da quel rito, da quel piacere solitario. Ecco che allora il trucco proprio perch\u00e9 effimero fonda nella sua possibilit\u00e0 di ripetersi una nuova forma di dipendenza. Ebbene s\u00ec. Si diventa trucco-dipendenti\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"http:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2013\/06\/images-2.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-full wp-image-28968\" alt=\"images (2)\" src=\"http:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2013\/06\/images-2.jpg\" width=\"259\" height=\"194\" \/><\/a>Impressiona questo concetto di trucco-dipendenza che il libro ben descrive, ovvero il fatto che il pitturarsi non sia pi\u00f9 finalizzato, come un tempo, a stabilire in qualche modo una relazione \u201cestetica\u201d con l\u2019altro, ma si \u00e8 tramutato in una sorta di autoritratto, rivelando l&#8217;inquieto rapporto fra ci\u00f2 che siamo e ci\u00f2 che vorremmo essere.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u201cIl maquillage lungi dall&#8217;essere menzogna, diverrebbe una verit\u00e0 apparentemente paradossale perch\u00e9 ci si trucca proprio per essere pi\u00f9 simili a ci\u00f2 che ci sentiamo o vorremmo essere\u201d afferma la Magli. Quando esclamiamo smarrite che \u201cnon abbiamo niente da metterci\u201d davanti ai guardaroba traboccanti di abiti e accessori, dichiariamo in realt\u00e0 la nostra incapacit\u00e0 di manifestare ci\u00f2 che vorremmo essere in quell\u2019occasione. La nostra aspirazione pi\u00f9 profonda \u00e8 sempre quella di cancellare il <i>gap<\/i> tra essere e apparire, tanto nell\u2019abbigliamento quanto nel trucco.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il maquillage, quindi, \u00e8 simultaneamente esibizione e infingimento. L&#8217;autoritratto, in effetti, deve poter dar voce a tutte le nostre multiple identit\u00e0, alla nostra insaziabile voglia di trasformarci per placare l&#8217;inquietudine che suscita il viso al naturale, cos\u00ec umano e per questo cos\u00ec nudo, quasi impudico nella sua percepita vacuit\u00e0 di contenuti.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n\n\n\n\t<div class=\"dkpdf-button-container\" style=\" text-align:right \">\n\n\t\t<a class=\"dkpdf-button\" href=\"\/rivista\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/28964?pdf=28964\" target=\"_blank\"><span class=\"dkpdf-button-icon\"><i class=\"fa fa-file-pdf-o\"><\/i><\/span> PDF<\/a>\n\n\t<\/div>\n\n\n\n\n\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u201cNon siamo stati noi a scegliere i nostri lineamenti!\u201d. 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