{"id":29687,"date":"2013-09-26T19:38:33","date_gmt":"2013-09-26T17:38:33","guid":{"rendered":"http:\/\/www.imore.it\/rivista\/?p=29687"},"modified":"2016-12-20T21:26:44","modified_gmt":"2016-12-20T19:26:44","slug":"walter-bonatti-litaliano-che-vorremmo-essere","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/walter-bonatti-litaliano-che-vorremmo-essere\/","title":{"rendered":"Walter Bonatti, l&#8217;italiano che vorremmo essere"},"content":{"rendered":"<div id=\"attachment_29693\" style=\"width: 310px\" class=\"wp-caption alignleft\"><a href=\"http:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2013\/09\/walter-bonatti.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-29693\" class=\"size-medium wp-image-29693\" alt=\"Walter Bonatti\" src=\"http:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2013\/09\/walter-bonatti-300x170.jpg\" width=\"300\" height=\"170\" srcset=\"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2013\/09\/walter-bonatti-300x170.jpg 300w, https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2013\/09\/walter-bonatti.jpg 660w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-29693\" class=\"wp-caption-text\">Walter Bonatti<\/p><\/div>\n<p>Estate, tempo fausto alle escursioni in alta montagna, per chi pu\u00f2 anche di appassionanti arrampicate tra cielo e mare di roccia. Senza proterve ambizioni di \u201cconquista\u201d delle vette, ma lasciandosi conquistare dalla loro bellezza senza tempo, che sublima lo spirito e lo congiunge al divino. L\u2019aveva capito perfettamente <strong>Walter Bonatti<\/strong>, \u201cil pi\u00f9 grande alpinista del mondo\u201d, come lo defin\u00ec la rivista \u201cParis-Match\u201d nel 1955, a seguito della sua ascesa in solitaria sul pilastro Sudovest del Dru (splendida guglia del Monte Bianco sul versante francese), \u201cepicamente\u201d realizzata in sei giorni. Walter Bonatti: un uomo vero prima che un eroe della montagna.<\/p>\n<p>Morendo a Roma due anni fa, a \u201csoli\u201d 81 anni, egli ci ha consegnato l\u2019eredit\u00e0 pi\u00f9 preziosa che un \u201cmito\u201d possa costituire: l\u2019esempio di un\u2019etica severa fatta di principi genuini, a cominciare dal valore-guida della verit\u00e0. In effetti, la ricerca della verit\u00e0 fu per tutta la sua vita un costante riferimento morale, e ben lo dimostr\u00f2 la vicenda della conquista del K2 nel 1954, suggellata cinquant\u2019anni dopo dal riconoscimento da parte del CAI del fondamentale contributo dato da Bonatti al successo della spedizione italiana guidata da Ardito Desio.<\/p>\n<p>Pochi, in occasione delle celebrazioni per i 150 anni dell\u2019Unit\u00e0 d\u2019Italia, hanno sottolineato la straordinaria \u201citalianit\u00e0\u201d di Bonatti, nonch\u00e8 il prestigio che il suo modello positivo &#8211; intriso di valori alti e puri &#8211; port\u00f2 al nostro Paese nel mondo. Nato nel 1930 a Bergamo, egli fu il massimo rappresentante dell\u2019alpinismo estremo, fatto di sangue e sudore, ma mai scevro di senso del limite, nel quindicennio dal 1951 al 1965, anno &#8211; quest\u2019ultimo &#8211; dell\u2019inatteso ritiro dal mondo delle scalate. Tuttavia, per lui l\u2019avventura della montagna non fin\u00ec con quell\u2019addio; anzi, Bonatti nei decenni successivi divenne sempre pi\u00f9 uno strenuo paladino delle vette e della natura in genere, criticando aspramente gli eccessi del turismo, l\u2019invasione commerciale del mondo dello sport, il dilagare del business persino in alta quota.<\/p>\n<p>Fu un impegno coltivato soprattutto per mezzo della scrittura, la sua \u201carma\u201d per continuare ad esercitare l\u2019ascendente morale di cui poteva legittimamente disporre. Walter Bonatti, infatti, va pure ricordato come un brillante esploratore e reporter di viaggio, autore di libri eccellenti (\u201cLe mie montagne\u201d, \u201cI giorni grandi\u201d, poi ripubblicati in un unico volume dall\u2019editore Dalai col titolo \u201cMontagne di una vita\u201d).<\/p>\n<div id=\"attachment_29692\" style=\"width: 240px\" class=\"wp-caption alignright\"><a href=\"http:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2013\/09\/walter-bonatti-versante-italiano-del-Monte-Nianco.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-29692\" class=\"size-medium wp-image-29692\" alt=\"Walter Bonatti-Versante italiano del monte Bianco\" src=\"http:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2013\/09\/walter-bonatti-versante-italiano-del-Monte-Nianco-230x300.jpg\" width=\"230\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2013\/09\/walter-bonatti-versante-italiano-del-Monte-Nianco-230x300.jpg 230w, https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2013\/09\/walter-bonatti-versante-italiano-del-Monte-Nianco.jpg 500w\" sizes=\"(max-width: 230px) 100vw, 230px\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-29692\" class=\"wp-caption-text\">Walter Bonatti-Versante italiano del monte Bianco<\/p><\/div>\n<p>Per lui la montagna era la vita: desiderio di scoperta dell\u2019assoluto, solidariet\u00e0, coraggio, sacrificio, lealt\u00e0, affermazione della dignit\u00e0 di ogni creatura animale-vegetale-minerale, rispetto, sana sfida competitiva prima di tutto con se stesso, patriottismo. S\u00ec, patriottismo:\u00a0 Bonatti si era formato sulle Grigne lecchesi negli anni del dopoguerra, allorch\u00e9 nell\u2019alpinismo si riflettevano i valori della ricostruzione e quindi del boom socio-economico. Del resto, quando era ancora un semplice operaio dell\u2019acciaieria Falck, aveva gi\u00e0 scalato la parete Est del Grand Capucin, nel massiccio del Bianco (assieme a Luciano Ghigo, impiegato alle Ferriere Fiat).<\/p>\n<p>Dalle Dolomiti al Monte Bianco, il suo fu spesso un alpinismo \u201cdrammatico\u201d, sofferto, segnato anche da insuccessi e tragedie, come nel fallito tentativo di scalare il Pilone centrale del Freney nel 1961, quando egli fu costretto alla ritirata per l\u2019infuriare di una tempesta e perse quattro compagni, portandone per\u00f2 in salvo altri due (tra cui Pierre Mazeaud, altro grande protagonista del mondo delle scalate ed anche della politica francese, che gli fu amico per tutta la vita).<\/p>\n<p>Il ritiro di Bonatti dalla \u201cdimensione verticale\u201d fu una sorpresa per tutti, tanto pi\u00f9 che egli aveva appena aperto una nuova via sulla parte Nord del Cervino, impresa solitaria compiuta in inverno. Fu una lezione di classe e di civilt\u00e0 anche questa: dopo l\u2019avventura della montagna, era giunto per lui il momento di cominciarne un\u2019altra, quella dell\u2019uomo maturo e cosciente di se stesso che decide di esprimere le sue passioni in altro modo, mettendosi pi\u00f9 concretamente al servizio degli altri, della natura, dei valori pi\u00f9 belli per cui tutti siamo venuti al mondo.<\/p>\n\n\n\n\t<div class=\"dkpdf-button-container\" style=\" text-align:right \">\n\n\t\t<a class=\"dkpdf-button\" href=\"\/rivista\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/29687?pdf=29687\" target=\"_blank\"><span class=\"dkpdf-button-icon\"><i class=\"fa fa-file-pdf-o\"><\/i><\/span> PDF<\/a>\n\n\t<\/div>\n\n\n\n\n\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Estate, tempo fausto alle escursioni in alta montagna, per chi pu\u00f2 anche di appassionanti arrampicate tra cielo e mare di roccia. 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