{"id":29695,"date":"2013-09-27T15:38:03","date_gmt":"2013-09-27T13:38:03","guid":{"rendered":"http:\/\/www.imore.it\/rivista\/?p=29695"},"modified":"2016-12-22T17:21:32","modified_gmt":"2016-12-22T15:21:32","slug":"finalmente-una-camera-per-la-moda","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/finalmente-una-camera-per-la-moda\/","title":{"rendered":"Finalmente una camera per la moda!"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"http:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2013\/09\/camera-nazionale500.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-29698\" alt=\"camera-nazionale500\" src=\"http:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2013\/09\/camera-nazionale500-300x300.jpg\" width=\"300\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2013\/09\/camera-nazionale500-300x300.jpg 300w, https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2013\/09\/camera-nazionale500-150x150.jpg 150w, https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2013\/09\/camera-nazionale500.jpg 500w, https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2013\/09\/camera-nazionale500-80x80.jpg 80w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>Nulla si crea e nulla si distrugge. Ancora una volta \u00e8 sembrato questo il refrain dominante alla Milano <strong>Fashion Week<\/strong> da poco conclusasi. E\u2019 stata un\u2019edizione in cui di nuovo in passerella si \u00e8 visto davvero poco, imperando il pi\u00f9 prosaico \u201ccopia e incolla\u201d. Per carit\u00e0, nessun brivido d\u2019orrore ha percorso i defil\u00e9, piuttosto una fastidiosa sensazione di <i>dej\u00e0 vu<\/i> allorch\u00e9 si intuiva che lo stilista-star non si era nemmeno sforzato di rielaborare, ma si era limitato a \u201criportare\u201d. Vabb\u00e8, sar\u00e0 per un\u2019altra volta, in questa si \u00e8 dormicchiato un po\u2019 sugli allori.<\/p>\n<p>Nel piattume generalizzato quindi, malgrado i soliti lustrini e la solita canea mediatico-mondana un po\u2019 ovunque, non potevano non risaltare tre nomi per la qualit\u00e0 del loro apporto creativo: Bottega Veneta, Cavalli, Marni, sempre pi\u00f9 erti a paladini del lusso artigianale, dell\u2019esclusivit\u00e0, della classe. Almeno secondo la sottoscritta.<\/p>\n<p>Le grandi novit\u00e0 hanno riguardato, invece, il mondo istituzionale legato al<i> fashion system<\/i>. Il riferimento \u00e8 alla <strong>Camera della Moda<\/strong>, che col suo nuovo assetto si \u00e8 aggiudicata il plauso non solo dell\u2019amministrazione ambrosiana (in primis il Sindaco Giuliano Pisapia), ma anche della tanto potente quanto temuta <strong>Anna Wintour<\/strong>, direttore di \u201cVogue America\u201d, che ha angelicamente dichiarato: \u201cC&#8217;\u00e8 stato un grande cambiamento nella Camera della Moda e dovete esserne orgogliosi, dovete agire e aiutarvi l&#8217;un l&#8217;altro\u201d. Grazie al nuovo clima, forse per la prima volta la Fashion Week ha coinvolto tutta Milano in un comune desiderio di riscatto e rilancio. Innanzitutto le sfilate si sono aperte e chiuse in due luoghi simbolo della citt\u00e0 che il Comune ha messo a disposizione, ovvero il Teatro alla Scala con l\u2019esibizione del tenore Vittorio Grigolo ed il Palazzo Reale con il cocktail svoltosi nella sala delle Cariatidi in occasione dell\u2019inaugurazione della mostra \u201cPollock e gli irascibili\u201d.<\/p>\n<p>E che dire della nomina dell\u2019inglese<strong> Jane Reeve<\/strong> ad amministratore delegato della Camera della Moda? Una sorpresa che ha lasciato tutti senza fiato, chi per la malcelata delusione di non aver visto ascendere al vertice un nome italiano, chi per la soddisfazione della piega internazionale che sta prendendo l\u2019istituzione. La Reeve, che risiede in Italia da quasi un ventennio, \u00e8 una grande esperta di pubblicit\u00e0 e marketing e forse proprio per questo \u00e8 stata scelta: il suo obiettivo deve essere di \u201csvecchiare\u201d strutturalmente la moda italiana e \u201cvenderla\u201d meglio all\u2019estero anche in termini di immagine e reputazione. A darle manforte nel Consiglio della Camera (che \u2013 \u00e8 bene ricordarlo &#8211; include tutti i protagonisti del <i>fashion<\/i> tricolore, eccezion fatta per Armani e Dolce&amp;Gabbana) ci saranno 4 vicepresidenti che sono pezzi da novanta, quali Patrizio Bertelli, Gildo Zegna, Diego Della Valle, Angela Missoni.<\/p>\n<p>In sostanza, mentre per anni l\u2019ente \u00e8 stato un mero strumento al servizio dei singoli big, oggi si \u00e8 conquistato una propria identit\u00e0, imponendo un visione pi\u00f9 sistematica e meno individualistica. Non \u00e8 una rivoluzione da poco! In questo modo la Camera \u00e8 diventata il cuore pulsante di un organismo finora smembrato, che adesso torna a ricomporsi per un disegno comune. Ci\u00f2 significa che la sua missione non si esaurir\u00e0 \u00a0nelle fruste problematiche del calendario, ma assumer\u00e0 una valenza pi\u00f9 alta: quella di guida nobile della nostra moda a tutti gli effetti.<\/p>\n<p>In definitiva il compito che la Camera della Moda \u00e8 chiamata a svolgere \u00e8 di fungere da catalizzatore di forze e idee, avendo Milano come baricentro, stimolando contatti a 360\u00b0 e dialogando col mondo intero per aprire nuove strade di business a quello straordinario crogiolo di risorse e talenti che \u00e8 il sistema moda italiano.<\/p>\n\n\n\n\t<div class=\"dkpdf-button-container\" style=\" text-align:right \">\n\n\t\t<a class=\"dkpdf-button\" href=\"\/rivista\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/29695?pdf=29695\" target=\"_blank\"><span class=\"dkpdf-button-icon\"><i class=\"fa fa-file-pdf-o\"><\/i><\/span> PDF<\/a>\n\n\t<\/div>\n\n\n\n\n\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nulla si crea e nulla si distrugge. 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