{"id":29995,"date":"2013-10-17T17:13:35","date_gmt":"2013-10-17T15:13:35","guid":{"rendered":"http:\/\/www.imore.it\/rivista\/?p=29995"},"modified":"2016-12-20T21:17:57","modified_gmt":"2016-12-20T19:17:57","slug":"la-grande-bellezza","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/la-grande-bellezza\/","title":{"rendered":"La grande bellezza"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"http:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2013\/10\/bellezza-1.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft  wp-image-29997\" alt=\"bellezza-1\" src=\"http:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2013\/10\/bellezza-1-300x296.jpg\" width=\"240\" height=\"237\" srcset=\"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2013\/10\/bellezza-1-300x296.jpg 300w, https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2013\/10\/bellezza-1-80x80.jpg 80w, https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2013\/10\/bellezza-1.jpg 500w\" sizes=\"(max-width: 240px) 100vw, 240px\" \/><\/a>Scriveva Oscar Wilde che \u201cla bellezza \u00e8 l\u2019unica cosa contro cui la forza del tempo \u00e8 vana\u2026 ci\u00f2 che \u00e9 bello \u00e9 una gioia per tutte le stagioni, ed\u00a0 un possesso per tutta l\u2019eternit\u00e0\u201d. Il poeta John Keats invece affermava che\u00a0 \u201cla bellezza \u00e8 la verit\u00e0, la verit\u00e0 \u00e8 la bellezza\u201c, mentre il nostro Mario Soldati ne coglieva l\u2019aspetto fugace precisando che \u201cquando riusciamo a vedere la bellezza, essa \u00e8 sempre perduta\u201d. S\u00ec, oggi ci occupiamo di bellezza, quella cosa che d\u00e0 piacere a chi la possiede e a chi la osserva (almeno su questo tutti concordano).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Mi \u00e8 capitato quasi per caso, infatti, di leggere la presentazione di una tesi di laurea intitolata \u201cLa bellezza femminile ieri e oggi\u201d, di cui \u00e8 autrice la viterbese Alice Caroli. L\u2019ho trovata molto interessante e vorrei darne conto in questo articolo.<br \/>\nSi tratta di un viaggio in quel microcosmo di luci ed ombre che \u00e8 il mondo della bellezza femminile, apparentemente dorato, ma spesso insidioso, nel quale in realt\u00e0 non esistono canoni di bellezza assoluti nel tempo e nello spazio. Nel corso dei secoli, infatti, il prototipo della bellezza femminile \u00e8 profondamente cambiato con i cicli e ricicli della storia, oltre che della moda.<br \/>\nIl lavoro della Caroli non \u00e8 solo una ricostruzione storica dei concetti estetici dalla preistoria ai giorni nostri, ma \u00e8 anche un forte <i>j\u2019accuse<\/i> contro l\u2019attuale societ\u00e0 dell\u2019immagine e dell\u2019effimero, quel culto della bellezza a cui vengono colpevolmente associati valori come successo, potere, ricchezza, prestigio sociale. Si innesca cos\u00ec un\u2019autentica ossessione della bellezza che spinge molte donne ad intervenire sul proprio corpo in modo anche aggressivo, con ferree diete dimagranti, ritocchi estetici, fino a veri e propri interventi chirurgici, pur di avvicinarsi ai modelli di presunta perfezione continuamente proposti dai media e dal mercato.<br \/>\nIl risultato \u00e8 che oggi le donne, anzich\u00e9 coltivare e valorizzare la loro unicit\u00e0, sono sempre pi\u00f9 schiave dell\u2019immagine, sempre pi\u00f9 omologate e sempre meno libere di essere se stesse, mentre il business della bellezza lucra sulla loro smania di piacere e di piacersi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"http:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2013\/10\/Bellezza2.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright size-medium wp-image-29998\" alt=\"Bellezza2\" src=\"http:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2013\/10\/Bellezza2-300x179.jpg\" width=\"300\" height=\"179\" \/><\/a>Non esiste una definizione univoca della bellezza: bello \u00e8 qualcosa che attrae, che colpisce, che spinge a soffermare lo sguardo senza reprimere un senso di meraviglia, addirittura di estasi. Da sempre le donne desiderano essere belle, ma mai come oggi, quando si \u00e8 imposta una \u201creligione\u201d del corpo, diventato oggetto di fanatismo, un obiettivo da raggiungere a tutti i costi. Va comunque rilevato che dai tempi pi\u00f9 remoti le donne si sottopongono a \u201ctorture\u201d per rientrare nei modelli estetici del momento: dai busti di stecche di balena usati nel Sette e Ottocento per avere un vitino di vespa, ai vertiginosi tacchi a spillo odierni indossati per rendere le gambe pi\u00f9 lunghe e slanciate. Pensiamo poi all\u2019antica tradizione cinese che induceva i genitori a spezzare l\u2019arco del piede delle proprie figlie per costringerlo in una bendatura strettissima e impedirne la crescita; oppure alle Giapponesi che si coloravano il volto con polvere di riso per renderlo bianchissimo; o alle dame barocche che usavano apporre finti nei sugli zigomi colorati di rosso vivo per esaltare la loro bellezza. Del resto Paul Val\u00e9ry affermava con ironia:<i> <\/i>\u201cDefinire il bello \u00e8 facile: \u00e8 ci\u00f2 che fa disperare\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A proposito del business della bellezza, Alice Caroli cita il poeta romanesco Gioacchino Belli che in un suo celebre sonetto aveva intuito tutte le potenzialit\u00e0 economiche di questa qualit\u00e0 (\u201cChe ggran dono de Ddio ch\u2019\u00e8 la bbellezza! \/ Sopra de li quadrini hai da tenella: \/ pe vvia che la ricchezza nun d\u00e0 cquella, \/ e cco cquella s\u2019acquista la ricchezza\u201d). Ricerche effettuate da vari studiosi hanno confermato che essere belli e magri aiuta a trovare lavoro, ovvero la bellezza paga. Ma ripaga ancor di pi\u00f9 quanti ne sfruttano il mito approfittando dell\u2019ansia di piacere e di piacersi. Intorno al settore bellezza, infatti, ruota un giro d\u2019affari di proporzioni esorbitanti: l\u2019industria delle diete, dei cosmetici, della chirurgia estetica, l\u2019attivit\u00e0 delle palestre, delle beauty farm, dei solarium, degli istituti di bellezza, dei centri fitness e delle cliniche private, il cui messaggio di fondo pu\u00f2 cos\u00ec sintetizzarsi: \u201cSe spendi, avrai il look e la forma giusta, quindi successo e felicit\u00e0!\u201d. E dinanzi al bisogno di farsi belle non c\u2019\u00e8 crisi che freni! Anzi, forse proprio quando le certezze diminuiscono, le persone pi\u00f9 deboli e insicure sono indotte a cercare gratificazioni nel farsi belle.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"http:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2013\/10\/bellezza4.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft  wp-image-29999\" alt=\"bellezza4\" src=\"http:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2013\/10\/bellezza4-300x224.jpg\" width=\"240\" height=\"179\" srcset=\"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2013\/10\/bellezza4-300x224.jpg 300w, https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2013\/10\/bellezza4.jpg 520w\" sizes=\"(max-width: 240px) 100vw, 240px\" \/><\/a>Tutti questi affari fanno leva sulla nostra frustrazione di non essere perfette e ci portano ad odiare il nostro corpo se non risponde ai canoni imposti, inducendoci a far di tutto pur di rientrare nel cosiddetto c.u.b.o., il canone unico di bellezza omologata. Da una recente indagine del Quality Life Institute, un\u2019agenzia di ricerca collegata con atenei di tutto il mondo, \u00e8 risultato che il mercato della bellezza ha un fatturato di oltre 20 miliardi di euro, coinvolge trasversalmente decine di settori ed interessa pi\u00f9 della met\u00e0 degli Italiani. Inoltre i suoi fatturati sono in continua espansione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La bellezza pu\u00f2 quindi diventare un\u2019arma a doppio taglio, come messo in evidenza dal celebre saggio\u00a0\u201cIl mito della bellezza\u201d, pubblicato nel 1991 dalla scrittrice americana Naomi Wolf\u00a0, la cui tesi appare quanto mai attuale: l\u2019ideale della bellezza non \u00e8 qualcosa di naturale ed innato nelle donne, bens\u00ec \u00e8 un canone appositamente costruito dal mercato per farle sentire sempre inadeguate, quindi per trarre profitto dalle loro insicurezze per scopi commerciali. Secondo la femminista Wolf, il mito della bellezza non sarebbe altro se non\u00a0 una grande menzogna approntata per necessit\u00e0 economiche.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In definitiva, la nostra societ\u00e0 ha creato un ideale estetico che \u00e8 quasi impossibile da raggiungere: le donne, nel tentativo di avvicinarsi a tale\u00a0 standard, continuano a dissipare preziose energie che potrebbero convogliarsi verso altri fini. E\u2019 questa la ragione per cui il mito della bellezza diventa spesso uno strumento per opprimerle, una \u201ccontroffensiva della societ\u00e0 maschile per contrastare il loro crescente potere\u201d. Poich\u00e9 le donne, con il loro talento, potevano e possono essere migliori degli uomini in molti campi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u201cLa vera bellezza, dopo tutto, consiste nella purezza del cuore\u201d (Mahatma Gandhi).<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n\n\n\n\t<div class=\"dkpdf-button-container\" style=\" text-align:right \">\n\n\t\t<a class=\"dkpdf-button\" href=\"\/rivista\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/29995?pdf=29995\" target=\"_blank\"><span class=\"dkpdf-button-icon\"><i class=\"fa fa-file-pdf-o\"><\/i><\/span> PDF<\/a>\n\n\t<\/div>\n\n\n\n\n\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Scriveva Oscar Wilde che \u201cla bellezza \u00e8 l\u2019unica cosa contro cui la forza del tempo \u00e8 vana\u2026 ci\u00f2 che \u00e9 bello \u00e9 una gioia per tutte le stagioni, ed\u00a0 un possesso per tutta l\u2019eternit\u00e0\u201d. 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