{"id":30282,"date":"2013-12-04T11:50:57","date_gmt":"2013-12-04T09:50:57","guid":{"rendered":"http:\/\/www.imore.it\/rivista\/?p=30282"},"modified":"2013-12-04T11:50:57","modified_gmt":"2013-12-04T09:50:57","slug":"saper-di-buono-profumo-di-nuovo-e-di-antico-in-laguna","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/saper-di-buono-profumo-di-nuovo-e-di-antico-in-laguna\/","title":{"rendered":"Saper di buono: profumo di nuovo e di antico in Laguna"},"content":{"rendered":"<div id=\"attachment_30290\" style=\"width: 215px\" class=\"wp-caption alignleft\"><a href=\"http:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2013\/12\/Flacone-pendente-di-profumo.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-30290\" class=\"size-medium wp-image-30290\" alt=\"Flacone-pendente di profumo\" src=\"http:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2013\/12\/Flacone-pendente-di-profumo-205x300.jpg\" width=\"205\" height=\"300\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-30290\" class=\"wp-caption-text\">Flacone-pendente di profumo<\/p><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dopo nove mesi di lavori curati dall\u2019architetto-regista-scenografo-costumista di fama mondiale Pier Luigi Pizzi, \u00e8 stato restituito al suo splendore <strong>Palazzo Mocenigo<\/strong> a Venezia, superba dimora settecentesca sede del Centro Studi di Storia del Tessuto e del Costume. Arredato con tendaggi e tappezzerie di Rubelli (fedeli alle stoffe originali, ma con una cromatura cangiante) che gli conferiscono unit\u00e0 di stile e il fascino di un lusso antico, l\u2019ambiente riaperto al pubblico offre alcune intriganti novit\u00e0, tra cui una sezione dedicata alla storia del profumo e delle scienze, prima in Italia nel suo genere. L\u2019intervento ha anche permesso di riportare agli antichi fasti un\u00a0centinaio di dipinti e 150 tra abiti e tessuti, provenienti sia dalle\u00a0raccolte del Palazzo che dalle altre sedi della Fondazione Musei Civici di Venezia.\u00a0Inoltre sono esposti vetri originari del Museo di\u00a0Murano, ampolle e attrezzature di laboratorio del\u00a0Museo Correr, secolari merletti del Museo di Burano.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A proposito dello spazio riservato ai profumi, per realizzare una simile esposizione permanente interattiva, sono state investite ingenti risorse, ma il risultato conseguito ripaga ogni sforzo e rende onore pieno alla millenaria tradizione essenziaria veneziana. Oltre a una prima parte storica, con una rara collezione di strumenti del \u2019500, il percorso museale propone una seconda area modernissima, con l\u2019uso della multisensorialit\u00e0 e della didattica. Il visitatore, che spesso si trova a fianco dei pi\u00f9 famosi \u201cnasi\u201d dei maestri profumieri, pu\u00f2 seguire il funzionamento e la composizione della piramide olfattiva, e sperimentare essenze del passato, oggi dimenticate o sconosciute. Chiude il percorso la collezione dei Flaconi Storp, appartenuta ai proprietari della maison di essenze Drom, che partecipa al progetto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E\u2019 qui opportuno un cenno alla mitica storia profumiera della Serenissima, i cui scambi commerciali sin dalle origini coinvolsero la cosmesi orientale e bizantina. Attraverso il sistema delle mude \u2013 carovane navali che periodicamente venivano organizzate per i trasporti delle merci tra Oriente e Occidente \u2013 Venezia divenne rapidamente la capitale delle essenze: nuove tecniche di produzione, come quella di diluire le sostanze oleose in acquavite per renderle vaporizzabili, portarono ad un\u2019evoluzione del mercato in senso \u201ccapitalistico\u201d, al punto che i profumi veneziani \u201dconquistarono\u201d tutte le corti europee. Nel 1555 in particolare venne pubblicato \u201cSecreti nobilissimi dell\u2019arte profumatoria\u201d, celebre ricettario di Giovanventura Rosetti \u2013 in mostra a Palazzo Mocenigo \u2013 con oltre 300 formule per prodotti di bellezza, tra cui saponi, acque odorifere per la casa e ciprie. Il volume, che \u00e8 il primo catalogo in Occidente ad essere compilato con approccio scientifico, \u00e8 da sempre propriet\u00e0 della famiglia Vidal (quella del \u201cPino silvestre\u201d), la cui societ\u00e0 Mavive ha stipulato un accordo con la Fondazione dei musei civici veneziani.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il Centro Studi di Storia del Tessuto e del Costume, istituito nel 1985, non solo conserva preziosi abiti e stoffe, ma custodisce anche un\u2019importante Biblioteca\u00a0specialistica sulla storia del tessile e dell\u2019abbigliamento. Si compone di ricche e articolate collezioni, materiali provenienti dal disciolto Centro Internazionale delle Arti e del Costume di Palazzo Grassi e dalle raccolte di Vittorio Cini, acquistate dal Comune di Venezia nei primi anni \u201980. Tutto ci\u00f2 si affianca alle preziose raccolte tessili dei Musei Civici di Venezia che, un tempo ospitate al Museo Correr e Ca\u2019 Rezzonico, hanno trovato sistemazione a Palazzo Mocenigo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A partire dal 1986 il Centro ha organizzato cicli di lezioni sui temi relativi la storia del tessuto e della moda (\u201cI tessuti nella storia\u201d, 1986; \u201cQuestioni di moda\u201d, 1987-88; \u201cArazzi\u201d, 1989; \u201cStoffe stampate\u201d, 1990; \u201cFantasia e tecnologia. Design e produzione dall\u2019Ottocento ad oggi\u201d, 1991; \u201cTessuti per l\u2019arredamento\u201d, 1992; \u201cLa moda a Venezia ai tempi di Carlo Goldoni\u201d, 1993; \u201cMotivi tessili tra simbologia e decorazione\u201d, 1994; \u201cLe trame del colore\u201d, 1995).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma come \u00e8 nato questo prestigioso centro, fiore all\u2019occhiello della moda in Laguna? Nel 1951 la societ\u00e0 milanese SNIA Viscosa inaugur\u00f2 a Venezia nella prestigiosa sede di Palazzo Grassi il Centro Internazionale delle Arti e del Costume. Nel 1966 funzionari della SNIA decisero di acquistare 7 tessuti copti e 25 produzioni derivanti dalla collezione Fortuny.\u00a0Negli anni tra il 1974 e il 1980, le collezioni di Palazzo Grassi acquisirono 200 abiti e accessori databili tra la fine del Cinquecento e il 1960, tra cui vesti italiane e orientali del Settecento e Ottocento, abiti ottocenteschi degli eredi Munaretti, l\u2019abito da cerimonia indossato dalla regina Margherita nel 1879 (donato dall\u2019ex re Umberto di Savoia), le donazioni di \u201ccappellini\u201d degli anni Trenta-Sessanta di Teresa Foscari e quella di modelli sartoriali e di alta moda di Anna Foscolo, Pia Sammartini Lanfranchi e Peggy Guggenheim.\u00a0Per quanto riguarda gli oltre 1.000 esemplari dell\u2019ex tessilteca di Palazzo Grassi, spiccano esemplari del VI e VII secolo riconducibili a manifatture egiziane e splendidi manufatti lucchesi dei secolo Tredicesimo e Quattordicesimo. Relativamente a questo nucleo, la sezione presenta un pregiato telo di lampasso broccato con decorazione animata da uccelli in trama d\u2019argento, nonch\u00e9 un altro telo di velluto tagliato anch\u2019esso ascrivibile alle manifatture che resero famosa la Serenissima. Per il Cinquecento ricordiamo un grande esemplare di damasco con motivo a melagrana di probabile fattura veneziana, dei pezzi fiorentini e velluti genovesi. Segue un consistente numero di tessuti del Seicento che ben rappresentano la variet\u00e0 di tecniche e tipologie decorative che distinsero Venezia in ambito europeo. Menzioniamo poi tra i tanti un piviale di velluto \u201csoprarizzo\u201d, un telo in velluto cesellato con gli strumenti della Passione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Di eccezionale valore storico ed artistico \u00e8 poi la raccolta di tessuti provenienti dalle\u00a0collezioni di Vittorio Cini: 172 tra\u00a0paramenti sacri, teli e parati\u00a0datati dal XV al XVIII secolo, di fattura veneziana, toscana e lionese, con alcuni esemplari di Fiandre \u00a0e Asia Minore.\u00a0La collezione di tessuti \u00e8 stata acquisita dal Conte Cini fra il 1936-1938, ma solo negli anni 1941-1942 Cini increment\u00f2 notevolmente la sua raccolta con l\u2019acquisto di cento manufatti dall\u2019antiquario Misano (teli, parati e paramenti sacri,\u00a0dalle dimensioni inusate, che rendono questa collezione unica in Italia). La raccolta ospita esemplari che vanno dal Quattrocento al Seicento: tra i tessuti appartenenti al primo periodo vanno segnalati i velluti ad \u201cinferriata\u201d o a \u201ccammino\u201d, a \u201cgriccia\u201d e da varie tipologie tecniche quali il velluto tagliato, il cesellato, l\u2019allucciolato. Tra i tessuti ascrivibili al Cinquecento si contano numerosi damaschi broccati di produzione fiorentina, velluti alto-bassi, paramenti sacri e strisce ricamate.<\/p>\n<div id=\"attachment_30285\" style=\"width: 310px\" class=\"wp-caption alignright\"><a href=\"http:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2013\/12\/Abito-da-Cerimonia-della-Regina-Margherita.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-30285\" class=\"size-medium wp-image-30285\" alt=\"abito da cerimonia indossato dalla regina Margherita\" src=\"http:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2013\/12\/Abito-da-Cerimonia-della-Regina-Margherita-300x225.jpg\" width=\"300\" height=\"225\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-30285\" class=\"wp-caption-text\">abito da cerimonia indossato dalla regina Margherita<\/p><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il Seicento \u00e8 invece rappresentato da due bei velluti a piccolo rapporto, da una lunga serie di tessuti decorati con il motivo del fiore a stelo ricurvo, da parati con modulo decorativo ad ampie dimensioni ed infine da tessuti broccati dove la decorazione prelude al dinamismo che investir\u00e0 la prima produzione tra il 1700 e il 1710. Sempre del Settecento sono presenti piviali e teli con motivi \u201cdentelle\u201d che imitano effetti tipici delle trine, numerose sete ornate con strani disegni detti \u201cbizzarre\u201d, una lunga serie di esemplari che rientrano nel naturalismo inaugurato da Revel, ed infine molti manufatti dove dominano le sinuosit\u00e0 della decorazione a \u201cmeandro\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ricche e varie sono pure le collezioni provenienti dal\u00a0Museo Correr, che comprendono materiali acquisiti essenzialmente negli anni tra Ottocento e Novecento quando, nell\u2019ambito della generale rivalutazione delle arti decorative, si diffuse l\u2019interesse per questo settore. Nel 1913 il nucleo originario di tessuti antichi si arricch\u00ec della collezione di Michelangelo Guggenheim. Alla formazione del fondo del Museo avevano concorso anche i collezionisti-antiquari Ricetti e Marcato per i tessili, mentre per i merletti ai numerosi esemplari donati da Guggenheim si aggiunsero quelli provenienti dalla ditta Jesurum, dai Levi Morenos e da Gerolamo Camerino.\u00a0La\u00a0raccolta di tessuti si compone di pi\u00f9 di 1.000 pezzi e conta 220 esemplari copti, stoffe e paramenti sacri datati tra il XIV e il XVII secolo, arazzi e merletti, tra cui alcuni tra i pi\u00f9 citati nei testi di storia dell\u2019arte tessile.\u00a0Si tratta di frammenti e guarnizioni di tuniche sovente decorate con motivi vegetali, geometrici o con piccole figurazioni di animali, putti, ninfe. Nella stessa collezione si possono incontrare sciamiti del XII e del XIII secolo, degli esemplari lucchesi del XIV secolo di ottima fattura, alcuni velluti appartenenti al XIV-XV secolo e un bellissimo lampasso lanciato del XV secolo raffigurante l\u2019Annunciazione.\u00a0Famoso \u00e8 un broccatello del XVI secolo decorato da un trofeo d\u2019armi, che insieme a molti altri esemplari coevi danno un quadro completo della migliore produzione del periodo. Nutrita \u00e8 altres\u00ec la serie di tessuti del XVII secolo: ricordiamo anche in questo caso i velluti, che qui presentano una raffinata rassegna di manufatti estremamente pregiati. Per il XVIII secolo la raccolta annovera notevolissimi esempi della produzione francese e veneziana, per quest\u2019ultima basti menzionare i famosissimi tessuti firmati dai fratelli Cavenezia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Di notevole interesse, infine, \u00e8 la\u00a0collezione di abiti e accessori provenienti dal Museo Correr e da Ca\u2019 Rezzonico, circa 800 pezzi che documentano per lo pi\u00f9 la moda del Settecento. Si tratta di un\u2019importante raccolta formatasi fra la fine dell\u2019Ottocento e l\u2019inizio del Novecento con le donazioni al museo cittadino da parte di famiglie, antiquari e collezionisti, tra i quali rammentiamo Valzer, Martinengo, Cantoni, Bold\u00f9, Costantini, Guggenheim, Levi. Fra i 175 accessori sono comprese borse, ventagli, cappelli, scarpe, guanti e altro, molti pezzi di ottima qualit\u00e0 se fattura; fra i tanti va ricordato il nucleo dei ventagli settecenteschi, mentre fra le calzature degni di nota sono i \u201ccalcagnetti\u201d del XV secolo.\u00a0Veramente ricca la collezione di costumi, con numerose \u201candrienne\u201d in buono stato di conservazione databili alla seconda met\u00e0 del XVIII secolo. Altrettanto numerosi sono i completi maschili riconducibili al medesimo periodo, mentre la splendida serie delle marsine ricamate \u00e8 ricca al punto che permette di tracciare il quadro completo dell\u2019evoluzione di questa tipologia di vestiario dal Settecento all\u2019Ottocento. Pi\u00f9 di un centinaio di bellissimi gilet costituiscono, poi, la sezione pi\u00f9 preziosa della collezione. Si trovano esemplari del 1740-1750, ma soprattutto innumerevoli articoli della seconda met\u00e0 del secolo di ottima fattura e particolare bellezza. Davvero speciale, da ultimo, \u00e8 il nucleo di abiti dell\u2019Ottocento con capi del periodo neoclassico, alcuni pezzi infantili del Settecento e soprattutto le vesti di \u201cprocuratore\u201d che per molto tempo furono esposte a Ca\u2019 Rezzonico.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tra i partecipanti al nuovo progetto museale veneziano ricordiamo che figurano anche <strong>Cosmetica Italia<\/strong> (ex Unipro), l\u2019associazione delle imprese italiane di cosmetica,\u00a0con il prestito del proprio fondo bibliotecario, la realizzazione di un video\u00a0documentario, il supporto didattico e il reperimento di materiale storico, la Camera di Commercio di Venezia, con un importante contributo economico, e il Master in Scienza e Tecnologia\u00a0Cosmetiche e Centro di Cosmetologia della Universit\u00e0 di Ferrara, che fornisce consulenza\u00a0scientifica e organizzer\u00e0 seminari e corsi olfattivi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Allora\u2026 tutti in Laguna a profumarci!<\/p>\n\r\n\t\t<style type='text\/css'>\r\n\t\t\t#gallery-1 {\r\n\t\t\t\tmargin: auto;\r\n\t\t\t}\r\n\t\t\t#gallery-1 .gallery-item {\r\n\t\t\t\tfloat: left;\r\n\t\t\t\tmargin-top: 10px;\r\n\t\t\t\ttext-align: center;\r\n\t\t\t\twidth: 25%;\r\n\t\t\t}\r\n\t\t\t#gallery-1 img {\r\n\t\t\t\tborder: 2px solid #cfcfcf;\r\n\t\t\t}\r\n\t\t\t#gallery-1 .gallery-caption {\r\n\t\t\t\tmargin-left: 0;\r\n\t\t\t}\r\n\t\t<\/style>\r\n\t\t<!-- see gallery_shortcode() in wp-includes\/media.php -->\n\t\t<div id='gallery-1' class='gallery galleryid-30282 gallery-columns-4 gallery-size-thumbnail gallery1'><script type=\"text\/javascript\">\r\n\/\/ <![CDATA[\r\n\tjQuery(document).ready(function () {\r\n\t\tjQuery(\".gallery1 a\").attr(\"rel\",\"gallery1\");\t\r\n\t\tjQuery('a[rel=\"gallery1\"]').colorbox({maxWidth:\"95%\", maxHeight:\"95%\",title: function(){ return jQuery(this).children().attr(\"alt\"); }, });\r\n\t});\r\n\/\/ ]]>\r\n<\/script>\n<dl class=\"gallery-item\">\n<dt class=\"gallery-icon\">\r\n<a href=\"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2013\/12\/Venice_PalazzoMocenigo.jpg\" title=\"Palazzo Mocenigo\" rel=\"gallery1\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2013\/12\/Venice_PalazzoMocenigo-150x150.jpg\" width=\"150\" height=\"150\" alt=\"Palazzo Mocenigo\" \/><\/a>\r\n<\/dt><dd class=\"gallery-caption\" id=\"caption30296\"><span class=\"imagecaption\">Palazzo Mocenigo<\/span><br \/>\n<span class=\"imagedescription\">Palazzo Mocenigo<\/span><br \/>\n<\/dd><\/dl><dl class=\"gallery-item\">\n<dt class=\"gallery-icon\">\r\n<a href=\"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2013\/12\/Flacone-pendente-di-profumo.jpg\" title=\"Flacone-pendente di profumo\" rel=\"gallery1\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2013\/12\/Flacone-pendente-di-profumo-150x150.jpg\" width=\"150\" height=\"150\" alt=\"Flacone-pendente di profumo\" \/><\/a>\r\n<\/dt><dd class=\"gallery-caption\" id=\"caption30290\"><span class=\"imagecaption\">Flacone-pendente di profumo<\/span><br \/>\n<span class=\"imagedescription\">Flacone-pendente di profumo<\/span><br \/>\n<\/dd><\/dl><dl class=\"gallery-item\">\n<dt class=\"gallery-icon\">\r\n<a href=\"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2013\/12\/Flacone-di-Profumo.jpg\" title=\"Flacone di Profumo\" rel=\"gallery1\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2013\/12\/Flacone-di-Profumo-150x150.jpg\" width=\"150\" height=\"150\" alt=\"Flacone di Profumo\" \/><\/a>\r\n<\/dt><dd class=\"gallery-caption\" id=\"caption30289\"><span class=\"imagecaption\">Flacone di Profumo<\/span><br \/>\n<span class=\"imagedescription\">Flacone di Profumo<\/span><br \/>\n<\/dd><\/dl><dl class=\"gallery-item\">\n<dt class=\"gallery-icon\">\r\n<a href=\"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2013\/12\/Il-percorso-del-profumo.jpg\" title=\"Il percorso del Profumo\" rel=\"gallery1\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2013\/12\/Il-percorso-del-profumo-150x150.jpg\" width=\"150\" height=\"150\" alt=\"Il percorso del Profumo\" \/><\/a>\r\n<\/dt><dd class=\"gallery-caption\" id=\"caption30292\"><span class=\"imagecaption\">Il percorso del Profumo<\/span><br \/>\n<\/dd><\/dl><br style=\"clear: both\" \/><dl class=\"gallery-item\">\n<dt class=\"gallery-icon\">\r\n<a href=\"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2013\/12\/Flaconi-di-essenze.jpg\" title=\"Flacone-pendente di profumo\" rel=\"gallery1\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2013\/12\/Flaconi-di-essenze-150x150.jpg\" width=\"150\" height=\"150\" alt=\"Flacone-pendente di profumo\" \/><\/a>\r\n<\/dt><dd class=\"gallery-caption\" id=\"caption30291\"><span class=\"imagecaption\">Flacone-pendente di profumo<\/span><br \/>\n<span class=\"imagedescription\">Flacone-pendente di profumo<\/span><br \/>\n<\/dd><\/dl><dl class=\"gallery-item\">\n<dt class=\"gallery-icon\">\r\n<a href=\"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2013\/12\/Percorsi-dedicati-al-profumo.jpg\" title=\"Il percorso del Profumo\" rel=\"gallery1\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2013\/12\/Percorsi-dedicati-al-profumo-150x150.jpg\" width=\"150\" height=\"150\" alt=\"Il percorso del Profumo\" \/><\/a>\r\n<\/dt><dd class=\"gallery-caption\" id=\"caption30295\"><span class=\"imagecaption\">Il percorso del Profumo<\/span><br \/>\n<span class=\"imagedescription\">Il percorso del Profumo<\/span><br \/>\n<\/dd><\/dl><dl class=\"gallery-item\">\n<dt class=\"gallery-icon\">\r\n<a href=\"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2013\/12\/04-Palazzo-Mocenigo.jpg\" title=\"Centro Studi della Moda e del Costume\" rel=\"gallery1\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2013\/12\/04-Palazzo-Mocenigo-150x150.jpg\" width=\"150\" height=\"150\" alt=\"Centro Studi della Moda e del Costume\" \/><\/a>\r\n<\/dt><dd class=\"gallery-caption\" id=\"caption30284\"><span class=\"imagecaption\">Centro Studi della Moda e del Costume<\/span><br \/>\n<span class=\"imagedescription\">Centro Studi della Moda e del Costume<\/span><br \/>\n<\/dd><\/dl><dl class=\"gallery-item\">\n<dt class=\"gallery-icon\">\r\n<a href=\"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2013\/12\/Abito-da-Cerimonia-della-Regina-Margherita.jpg\" title=\"abito da cerimonia indossato dalla regina Margherita \" rel=\"gallery1\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" 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Costume\" \/><\/a>\r\n<\/dt><dd class=\"gallery-caption\" id=\"caption30286\"><span class=\"imagecaption\">Centro Studi della Moda e del Costume<\/span><br \/>\n<span class=\"imagedescription\">Centro Studi della Moda e del Costume<\/span><br \/>\n<\/dd><\/dl><dl class=\"gallery-item\">\n<dt class=\"gallery-icon\">\r\n<a href=\"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2013\/12\/Centro-Studi-della-Moda-e-del-Costume2.jpg\" title=\"Centro Studi della Moda e del Costume\" rel=\"gallery1\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2013\/12\/Centro-Studi-della-Moda-e-del-Costume2-150x150.jpg\" width=\"150\" height=\"150\" alt=\"Centro Studi della Moda e del Costume\" \/><\/a>\r\n<\/dt><dd class=\"gallery-caption\" id=\"caption30287\"><span class=\"imagecaption\">Centro Studi della Moda e del Costume<\/span><br \/>\n<span class=\"imagedescription\">Centro Studi della Moda e del Costume<\/span><br \/>\n<\/dd><\/dl><dl 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Mocenigo a Venezia, superba dimora settecentesca sede del Centro Studi di Storia del Tessuto e del Costume. Arredato con tendaggi e tappezzerie di Rubelli (fedeli alle stoffe originali, ma con una cromatura cangiante) che gli&#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":228,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[25],"tags":[6464,6461,6458,6459,6457,6460,6463,6455,6456,6462],"class_list":["post-30282","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-storia","tag-abito-da-cerimonia-indossato-dalla-regina-margherita","tag-arte-profumiera-veneziana","tag-centro-studi-di-storia-del-tessuto-e-del-costume","tag-cosmetica-italia","tag-flaconi-storp","tag-i-profumi-a-palazzo-mocenigo","tag-museo-del-merletto","tag-palazzo-mocenigo","tag-pier-luigi-pizzi","tag-ricettario-di-giovanventura-rosett"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/30282"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-json\/wp\/v2\/users\/228"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=30282"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/30282\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":30297,"href":"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/30282\/revisions\/30297"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=30282"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=30282"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=30282"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}