{"id":30449,"date":"2014-01-24T13:48:25","date_gmt":"2014-01-24T11:48:25","guid":{"rendered":"http:\/\/www.imore.it\/rivista\/?p=30449"},"modified":"2016-12-18T17:11:14","modified_gmt":"2016-12-18T15:11:14","slug":"siamo-uomini-o-manichini","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/siamo-uomini-o-manichini\/","title":{"rendered":"Siamo uomini o manichini?"},"content":{"rendered":"<div id=\"attachment_30454\" style=\"width: 280px\" class=\"wp-caption alignleft\"><a href=\"http:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2014\/01\/manichini3_.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-30454\" class=\" wp-image-30454 \" alt=\"Manichini\" src=\"http:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2014\/01\/manichini3_-300x235.jpg\" width=\"270\" height=\"212\" srcset=\"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2014\/01\/manichini3_-300x235.jpg 300w, https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2014\/01\/manichini3_.jpg 550w\" sizes=\"(max-width: 270px) 100vw, 270px\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-30454\" class=\"wp-caption-text\">Manichini<\/p><\/div>\n<p>Ci pensiamo raramente o forse mai\u2026 Ma proviamo a considerare cosa sarebbe la moda senza <strong>manichini<\/strong> che facciano ben figurare abiti e accessori. Sotto il vestito niente\u2026 commenterebbe qualcuno. Misteriosi, metafisici, snelli ed essenziali, quei figurini neutri ed impersonali raccontano molto in realt\u00e0 dell\u2019estetica moderna (soprattutto femminile) e della sua evoluzione. Vogliamo quindi dedicare qualche considerazione anche a loro, cos\u00ec \u201cumili\u201d, ma cos\u00ec indispensabili e sempre pi\u00f9 versatili, come ha pure dimostrato una curiosa mostra svoltasi l\u2019estate corsa a Roma\u00a0 (<strong>\u201cManneken &#8211; Manichini artistici e di moda: creativit\u00e0 artigiana\u201d<\/strong>, col patrocinio di AltaRoma).<\/p>\n<p>Non crediamo che esista un solo tipo di manichino: eh no, c\u2019\u00e8 quello da sartoria (senza n\u00e9 testa n\u00e9 arti) per provare gli abiti mentre si confezionano, quello da vetrina (che riproduce la figura umana intera) per esporre capi di abbigliamento, quello artistico (con corpo e viso astratto, in genere caratterizzato da posture particolari) per esigenze speciali ad alta valenza estetica e professionale: chiamato anche manichino snodato, \u00e8 un modello in scala del corpo umano realizzato in legno con giunture che ne permettono il posizionamento in certe pose compatibili con la anatomia umana; viene utilizzato essenzialmente da pittori e scultori per produrre copie di figure in cui la posizione del corpo e degli arti risulti naturale.<\/p>\n<p>Ovviamente i manichini possono essere di varia taglia e vi sono pure modelli regolabili tramite congegni nascosti, di grande flessibilit\u00e0 operativa, che consentono di modificare le proporzioni. Cartapesta, legno, plastica, tessuto sono le materie prime con cui pi\u00f9 frequentemente vengono costruiti. Ad interessare maggiormente i modaioli \u00e8 certamente il manichino da vetrina, fabbricato con parti smontabili (per poter essere vestito) e ruotabili (per poter assumere pose diverse). Ne esistono in sostanza due tipi: quelli realistici, prodotti con lineamenti, colori e dettagli che imitano le persone, e quelli stilizzati, dove i colori e i tratti del viso non rispettano il dato oggettivo attingendo alla fantasia.<\/p>\n<p>La derivazione del vocabolo manichino \u00e8 olandese, da <strong><i>manneken<\/i> <\/strong>che significa \u201cpiccolo uomo\u201d. I primi fantocci di cui si abbia notizia risalgono a fine XVIII secolo, allorch\u00e9 tuttavia avevano dimensioni molto ridotte. Si trattava, infatti, di piccole bambole, alte circa cinquanta centimetri, sulle quali le grandi sarte francesi confezionavano copie in formato ridotto delle loro creazioni. Tali modellini venivano poi spediti da Parigi a tutte le corti europee, oltre che presso le pi\u00f9 ricche famiglie al di l\u00e0 dell\u2019oceano, in modo che le signore potessero scegliere i loro vestiti all&#8217;ultima moda. A Venezia queste bambole venivano folcloristicamente chiamate <i>\u201cpiavole de Franza\u201d<\/i>. Col tempo le dimensioni aumentarono, fino ad arrivare a quelle attuali. Il nome usato a Venezia in realt\u00e0 nacque a Mantova nel \u2019500 alla corte dei Gonzaga allorch\u00e9 Isabella d\u2019Este cre\u00f2 delle bambole vestite con gli abiti di corte da inviare a Parigi a Francesco I.<\/p>\n<p>Il futuro del manichino? Da vuoto bellimbusto ad agente di sicurezza: in effetti il modello si \u00e8 evoluto, giungendo niente meno che ad identificare i ladri nelle boutique di moda, oltre ai clienti.<\/p>\n<div id=\"attachment_30451\" style=\"width: 310px\" class=\"wp-caption alignright\"><a href=\"http:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2014\/01\/eyesee-mannequin.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-30451\" class=\"size-medium wp-image-30451\" alt=\"Eyesee-mannequin\" src=\"http:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2014\/01\/eyesee-mannequin-300x197.jpg\" width=\"300\" height=\"197\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-30451\" class=\"wp-caption-text\">Eyesee-mannequin<\/p><\/div>\n<p>Nome in codice: <strong>\u201cEyeSee\u201d<\/strong>. Basato su una tecnologia tutta italiana che si sta diffondendo nei grandi <i>store<\/i> dell\u2019intero pianeta. Esternamente sembra un normale fantoccio da vetrina, con un\u2019affusolata silhouette di polistirene, il bel volto inespressivo e la classica posa improbabile. All\u2019interno, dietro agli occhi, \u00e8 celata una fotocamera che registra, grazie a un software di riconoscimento facciale, et\u00e0, genere e razza dei passanti, inviando poi i dati ad un software analogo a quelli utilizzati dalla polizia o all\u2019aeroporto per individuare i criminali. Costo del manichino \u201ctruccato\u201d: non meno di 4 mila euro. La tecnologia che lo rende bionico venne lanciata nel 2010, dopo essere stata sviluppata dalla comense <strong>Almax Spa<\/strong> insieme a Kee Square, spinoff del Politecnico di Milano. Problemi di privacy? Pare di no, dato che le immagini registrate non vengono immagazzinate, ma solo analizzate. Le legislazioni europea e americana consentono l\u2019uso di telecamere a scopi di sicurezza, ma i clienti devono sapere che potrebbero essere filmati. E comunque riprenderli solo a scopo commerciale pu\u00f2 significare raccogliere dati senza il consenso. Cautela dunque. Almax ora sta testando una tecnologia per dare orecchie, oltre che occhi, ai propri manichini: presto quindi essi potranno registrare i commenti dei clienti sul loro look. Inoltre, l\u2019azienda lombarda pensa di aggiungere schermi su cui proiettare, al passaggio del cliente, immagini di prodotti che potrebbero interessare loro, una sorta di trasposizione dei <i>cookies <\/i>dal sito web alla vita reale.<\/p>\n<p>Ci sono poi <strong>manichini-robot<\/strong> che danno una mano a pigri, frettolosi e pignoli. Infatti, per chi fa acquisti online la parte pi\u00f9 difficile \u00e8 immaginare come il vestito figurer\u00e0 una volta indossato. Ecco allora un figurino che potrebbe risolvere il problema, contenendo al suo interno un marchingegno che allarga o restringe le forme sino alla taglia dell&#8217;acquirente, che pu\u00f2 cos\u00ec vedere l&#8217;effetto degli abiti sul proprio corpo. Ma il manichino robot potrebbe anche venire incontro ai clienti pi\u00f9 indolenti e a quelli sempre di corsa, che odiano perdere tempo a provare i vestiti prima di acquistarli. L&#8217;invenzione, messa a punto in Estonia dalla Tartu University e dalla Tallinn Technical University, \u00e8 stata gi\u00e0 adottata con successo a Londra.<\/p>\n<p>Leader nella produzione di manichini \u00e8 da sempre l\u2019azienda italiana <strong>Soldati di Rimini<\/strong>, che gi\u00e0 all\u2019inizio degli anni \u201960 proponeva in Romagna gli antesignani degli attuali display come busti e affini, nonch\u00e9 i primi manichini propriamente detti realizzati con testa in gesso e occhi in vetro. In occasione del cinquantennale dell\u2019attivit\u00e0 Soldati ha aperto al pubblico un centro espositivo ad hoc per offrire l\u2019opportunit\u00e0 di visionare tutta la sua storica prototipia vetrinistica.<\/p>\n<p>Manichini sono le \u201cmuse inquietanti\u201d di De Chirico, ombre di noi stessi, il nostro parallelo nello spazio e nel tempo, nel silenzio oracolare di quel grande teatro che \u00e8 la vita.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n\r\n\t\t<style type='text\/css'>\r\n\t\t\t#gallery-1 {\r\n\t\t\t\tmargin: auto;\r\n\t\t\t}\r\n\t\t\t#gallery-1 .gallery-item {\r\n\t\t\t\tfloat: left;\r\n\t\t\t\tmargin-top: 10px;\r\n\t\t\t\ttext-align: center;\r\n\t\t\t\twidth: 33%;\r\n\t\t\t}\r\n\t\t\t#gallery-1 img {\r\n\t\t\t\tborder: 2px solid #cfcfcf;\r\n\t\t\t}\r\n\t\t\t#gallery-1 .gallery-caption {\r\n\t\t\t\tmargin-left: 0;\r\n\t\t\t}\r\n\t\t<\/style>\r\n\t\t<!-- see gallery_shortcode() in wp-includes\/media.php -->\n\t\t<div id='gallery-1' class='gallery galleryid-30449 gallery-columns-3 gallery-size-thumbnail gallery1'><script type=\"text\/javascript\">\r\n\/\/ <![CDATA[\r\n\tjQuery(document).ready(function () {\r\n\t\tjQuery(\".gallery1 a\").attr(\"rel\",\"gallery1\");\t\r\n\t\tjQuery('a[rel=\"gallery1\"]').colorbox({maxWidth:\"95%\", maxHeight:\"95%\",title: function(){ return jQuery(this).children().attr(\"alt\"); }, });\r\n\t});\r\n\/\/ ]]>\r\n<\/script>\n<dl class=\"gallery-item\">\n<dt class=\"gallery-icon\">\r\n<a href=\"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2014\/01\/De-Chirico-Muse-Inquietanti.jpg\" title=\"De Chirico- Muse Inquietanti\" rel=\"gallery1\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2014\/01\/De-Chirico-Muse-Inquietanti-150x150.jpg\" width=\"150\" height=\"150\" alt=\"De Chirico- Muse Inquietanti\" \/><\/a>\r\n<\/dt><dd class=\"gallery-caption\" id=\"caption30450\"><span class=\"imagecaption\">De Chirico- Muse Inquietanti<\/span><br \/>\n<span class=\"imagedescription\">De Chirico- Muse Inquietanti<\/span><br \/>\n<\/dd><\/dl><dl class=\"gallery-item\">\n<dt class=\"gallery-icon\">\r\n<a href=\"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2014\/01\/eyesee-mannequin.jpg\" title=\"Eyesee-mannequin\" rel=\"gallery1\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2014\/01\/eyesee-mannequin-150x150.jpg\" width=\"150\" height=\"150\" alt=\"Eyesee-mannequin\" \/><\/a>\r\n<\/dt><dd class=\"gallery-caption\" id=\"caption30451\"><span class=\"imagecaption\">Eyesee-mannequin<\/span><br \/>\n<span class=\"imagedescription\">Eyesee-mannequin<\/span><br \/>\n<\/dd><\/dl><dl class=\"gallery-item\">\n<dt class=\"gallery-icon\">\r\n<a href=\"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2014\/01\/manichini.jpg\" title=\"Manichini\" rel=\"gallery1\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2014\/01\/manichini-150x150.jpg\" width=\"150\" height=\"150\" alt=\"Manichini\" \/><\/a>\r\n<\/dt><dd class=\"gallery-caption\" id=\"caption30453\"><span class=\"imagecaption\">Manichini<\/span><br \/>\n<span class=\"imagedescription\">Manichini<\/span><br \/>\n<\/dd><\/dl><br style=\"clear: both\" \/><dl class=\"gallery-item\">\n<dt class=\"gallery-icon\">\r\n<a href=\"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2014\/01\/manichini3_.jpg\" title=\"Manichini\" rel=\"gallery1\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2014\/01\/manichini3_-150x150.jpg\" width=\"150\" height=\"150\" alt=\"Manichini\" \/><\/a>\r\n<\/dt><dd class=\"gallery-caption\" id=\"caption30454\"><span class=\"imagecaption\">Manichini<\/span><br \/>\n<span class=\"imagedescription\">Manichini<\/span><br \/>\n<\/dd><\/dl>\r\n\t\t\t<br style='clear: both' \/>\r\n\t\t<\/div>\n\n\n\n\n\t<div class=\"dkpdf-button-container\" style=\" text-align:right \">\n\n\t\t<a class=\"dkpdf-button\" href=\"\/rivista\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/30449?pdf=30449\" target=\"_blank\"><span class=\"dkpdf-button-icon\"><i class=\"fa fa-file-pdf-o\"><\/i><\/span> PDF<\/a>\n\n\t<\/div>\n\n\n\n\n\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ci pensiamo raramente o forse mai\u2026 Ma proviamo a considerare cosa sarebbe la moda senza manichini che facciano ben figurare abiti e accessori. 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