{"id":3070,"date":"2008-11-27T17:32:48","date_gmt":"2008-11-27T15:32:48","guid":{"rendered":"http:\/\/www.imore.it\/rivista\/?p=3070"},"modified":"2009-01-28T19:20:41","modified_gmt":"2009-01-28T17:20:41","slug":"3070","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/3070\/","title":{"rendered":"Alla corte di re moda"},"content":{"rendered":"<div id=\"attachment_3069\" style=\"width: 168px\" class=\"wp-caption alignleft\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-3069\" class=\"size-full wp-image-3069\" title=\"cover\" src=\"http:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2009\/01\/cover.jpg\" alt=\"Cover del libro\" width=\"158\" height=\"230\" \/><p id=\"caption-attachment-3069\" class=\"wp-caption-text\">Cover del libro<\/p><\/div>\n<p>Il sistema della moda \u00e8 un palcoscenico sul quale si avvicendano molteplici attori e lo spettacolo finale \u00e8 frutto del lavoro di un&#8217;articolata regia che necessita di un coordinamento non sempre di facile attuazione. Dietro una sfilata, dietro le creazioni degli stilisti, dietro una particolare tendenza di stagione, c&#8217;\u00e8 un&#8217;industria in continuo fermento. E non ci si riferisce unicamente alle catene di produzione, ma anche e soprattutto al lavoro incessante di coloro che rimangono &#8220;dietro le quinte&#8221;.<\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<p>La recente pellicola de &#8220;Il Diavolo veste Prada&#8221; ha puntato i riflettori sul mondo dell&#8217;editoria di moda, indagando su vizi e virt\u00f9 di un settore che si rivela indubbiamente braccio destro ma anche arma a doppio taglio per il sistema moda. A conferma del grande successo ottenuto dal film, l&#8217;interesse per questo variegato e contraddittorio mondo \u00e8 cresciuto a dismisura. Ed ecco che due delle pi\u00f9 affermate giornaliste di moda del nostro Paese fanno outing, e ci rivelano i retro scena e le peculiarit\u00e0 di tale settore, visto dall&#8217;interno.<\/p>\n<p>Daniela Fedi e Lucia Serlenga arrivano in libreria con &#8220;Alla corte di re Moda&#8221;, decise a fare chiarezza e rendere giustizia ad un ramo del giornalismo troppo spesso preso sotto gamba e snobbato rispetto a &#8220;quegli importanti riflettori della societ\u00e0 che sono cinema e letteratura&#8221;.<\/p>\n<p>La critica al sistema italiano \u00e8 immediata e viene condotta attraverso un paragone con il mondo anglosassone: mentre in quest&#8217;ultimo l&#8217;editoria di moda \u00e8 considerata a tutti gli effetti un prodotto culturale, nel nostro Paese la strada per il definitivo riconoscimento \u00e8 ancora lunga e tortuosa. &#8221; Noi siamo ai confini dell&#8217;impero e purtroppo non riusciamo a spostarci da l\u00ec. Troppo individualisti per fare massa critica, soffriamo anche di un complesso d&#8217;inferiorit\u00e0 giustificato fino a un certo punto. Indubbiamente la loro idea della professione giornalistica \u00e8 pi\u00f9 alta della nostra&#8221;.<\/p>\n<p>Le parole delle due giornaliste sono sintomatiche di un malessere di fondo che caratterizza il ramo dell&#8217;editoria di moda, almeno in Italia. Fedi e Serlenga tengono a sottolineare che il potere \u00e8 nelle mani di pochi e che non sempre tale detenzione corrisponde ad effettive competenze. Dalla lettura di queste pagine vengono fuori scomode verit\u00e0;\u00a0 intrecci non sempre trasparenti si palesano come forze motrici dell&#8217;intero meccanismo. I rapporti con i media e la comunicazione, i ricatti pubblicitari, i &#8220;do ut des&#8221; delle griffe italiane e internazionali, i capricci e i privilegi dei direttori pi\u00f9 in vista. Insomma, da una prima lettura,\u00a0 sembrerebbe che il ramo della stampa modaiola ne esca davvero sconfitto, da un punto di vista etico e professionale.<\/p>\n<p>Proseguendo nella lettura, lo scenario si fa pi\u00f9 terso. Le autrici ci offrono una serie di ritratti dei direttori pi\u00f9 autorevoli e influenti del settore e molto spesso riconoscono loro doti e capacit\u00e0 invidiabili. Da Suzy Menkes a Cathy Horyn, da Hilary Alexander a Virginie Mouzat, da Anna Wintour a Franca Sozzani e Carine Roitfeld, il quadro \u00e8 completo e critiche ed encomi equamente bilanciati.<\/p>\n<p>L&#8217;ultima parte del libro \u00e8 dedicata ai &#8220;New media&#8221;, l&#8217;ultima frontiera dell&#8217;informazione: siti web, blog, riviste online che trattano a 360 gradi il fenomeno moda. La critica, seppur velata, si manifesta sottilmente attraverso parole volutamente e acutamente pungenti. E forse, da due esponenti della carta stampata, era da aspettarsi un atteggiamento di questo tipo.<\/p>\n<p>In definitiva, al di l\u00e0 degli innumerevoli pettegolezzi e dei non sempre significativi retro scena, &#8220;Alla corte di re Moda&#8221; apre uno spiraglio sulle mille sfaccettature della stampa modaiola che, a dispetto delle molteplici critiche, si impone ancora una volta come una delle principali forze trainanti del sistema moda.<\/p>\n\n\n\n\t<div class=\"dkpdf-button-container\" style=\" text-align:right \">\n\n\t\t<a class=\"dkpdf-button\" href=\"\/rivista\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3070?pdf=3070\" target=\"_blank\"><span class=\"dkpdf-button-icon\"><i class=\"fa fa-file-pdf-o\"><\/i><\/span> PDF<\/a>\n\n\t<\/div>\n\n\n\n\n\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il sistema della moda \u00e8 un palcoscenico sul quale si avvicendano molteplici attori e lo spettacolo finale \u00e8 frutto del lavoro di un&#8217;articolata regia che necessita di un coordinamento non sempre di facile attuazione. 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