{"id":31340,"date":"2014-06-01T17:02:44","date_gmt":"2014-06-01T15:02:44","guid":{"rendered":"http:\/\/www.imore.it\/rivista\/?p=31340"},"modified":"2016-12-18T16:12:52","modified_gmt":"2016-12-18T14:12:52","slug":"la-nuova-moda-tra-500-e-600","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/la-nuova-moda-tra-500-e-600\/","title":{"rendered":"La nuova moda\u2026 Tra \u2018500 e \u2018600"},"content":{"rendered":"<div id=\"attachment_31343\" style=\"width: 310px\" class=\"wp-caption alignleft\"><a href=\"http:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2014\/06\/la-nuova-moda-tivoli-villa-deste.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-31343\" class=\"size-medium wp-image-31343\" alt=\"Locandina\" src=\"http:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2014\/06\/la-nuova-moda-tivoli-villa-deste-300x225.jpg\" width=\"300\" height=\"225\" srcset=\"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2014\/06\/la-nuova-moda-tivoli-villa-deste-300x225.jpg 300w, https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2014\/06\/la-nuova-moda-tivoli-villa-deste.jpg 750w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-31343\" class=\"wp-caption-text\">Locandina<\/p><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>\u201cLa Nuova Moda tra Cinquecento e Seicento\u201d<\/strong> \u00e8 il tema dell\u2019affascinante mostra in corso fino al <strong>19 Ottobre a Villa d\u2019Este di Tivoli<\/strong>. I tessuti selezionati per questa originale rassegna provengono dalla prestigiosa <strong>raccolta \u201cGandini\u201d di Modena<\/strong>, tra le collezioni pi\u00f9 importanti per la storia del costume italiano ed europeo dal Medioevo all\u2019800, provvista di oltre 2500 frammenti di tessuti d&#8217;abbigliamento e d&#8217;arredo. Comprende in effetti velluti, damaschi, broccati, lampassi, rasi, taffetas, tele stampate, ricami, merletti ad ago e a fuselli, passamanerie, nastri, galloni e frange, vari filati e abiti, oltre a numerosi documenti sulle tecniche e testi d\u2019epoca che testimoniano la diffusione dei modelli tramite la stampa\u2026 tutti acquisiti dal conte Luigi Alberto Gandini nel 1881-1882 e poi donati ai Musei Civici della citt\u00e0 emiliana.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I materiali in mostra a Tivoli offrono una significativa campionatura di quel momento, tra Cinque e Seicento, che assiste ad una netta separazione tra i tessuti per l\u2019arredo e quelli per l\u2019abbigliamento. Gli uni in realt\u00e0 conservano i fastosi disegni a grande rapporto in auge nel Rinascimento, gli altri vedono ridimensionarsi i motivi decorativi che, pur ispirandosi alla natura, si fanno sempre pi\u00f9 astratti. I damaschi e i velluti si coprono di minute serie parallele e sfalsate di tronchetti con foglie arricciate &#8211; le mazze o i bastoni spezzati &#8211; rigidamente incasellati all\u2019interno di maglie regolari, che talvolta prevalgono al punto da eliminare ogni elemento riconoscibile; rombi, quadrati, linee sinuose o zigzaganti si stagliano <i>ton sur ton<\/i> sfruttando il rilievo dato dai ceselli vellutati o il gioco lucido\/opaco del damasco.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"http:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2014\/06\/1Moda-500-600.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright size-medium wp-image-31342\" alt=\"1Moda 500-600\" src=\"http:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2014\/06\/1Moda-500-600-198x300.jpg\" width=\"198\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2014\/06\/1Moda-500-600-198x300.jpg 198w, https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2014\/06\/1Moda-500-600.jpg 209w\" sizes=\"(max-width: 198px) 100vw, 198px\" \/><\/a>Alle soglie del Cinquecento la moda degli abiti di corte &#8211; e con essi anche quelli di uso pi\u00f9 comune &#8211; cambia aspetto quasi totalmente: il taglio diviene pi\u00f9 confortevole e allo stesso tempo pi\u00f9 spettacolare, evidenziando alcune caratteristiche fisiche. Nei vestiti femminili \u00e8 accentuata l\u2019altezza del busto a differenza di quanto avveniva in passato, allorch\u00e9 il corpetto era sottolineato all\u2019altezza del seno; le gonne e le maniche sono rigonfie e voluminose, tuttavia lasciano scoperti collo e spalle. Per l\u2019uomo, invece, si definiscono vestiti dai tagli pi\u00f9 aderenti e si abbandona la consuetudine di utilizzare sopravvesti ampie e panneggiate.\u00a0Poi, nel secondo decennio del Seicento, i disegni fini e ricercati come gemme cominciano ad ingrandirsi e a distaccarsi: mazzi di fiori, foglie e corolle caratterizzate singolarmente si allontanano tra loro, occupando campiture precise su fondi uniti, per incarnarsi in morbidi rasi e taffetas laminati e broccati, sempre in sintonia con le direttive di una moda ogni giorno pi\u00f9 libera dai diktat di un unico riferimento.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nella mostra ospitata nella magnifica cornice di Villa d\u2019Este sono esposti anche 20 dipinti circa raffiguranti abiti d\u2019antan, tra cui spiccano un\u2019opera di Luca Ferrari che ritrae una classica Giuditta mentre<i> <\/i>taglia la testa a Oloferne, e una scena matrimoniale di scuola veneta. Ottima scelta, dato che le vesti rappresentate in tali quadri sembrano dialogare armonicamente con i costumi di scena creati dalla storica \u201cSartoria Farani\u201d, da decenni al servizio del cinema e del teatro.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I dipinti selezionati per questa mostra provengono tutti da prestigiose collezioni (pubbliche e private), tra cui quelle della Galleria Estense, dell\u2019Accademia Nazionale di San Luca a Roma, del Castello Odescalchi di Bracciano, di Palazzo Chigi in Ariccia, del Museo Nazionale di Palazzo Venezia e della Galleria Nazionale d\u2019Arte Antica in Palazzo Corsini a Roma, del Museo di Palazzo Ducale a Mantova, oltre che dei gi\u00e0 citati Musei Civici di Modena. Tra i ritratti selezionati per l\u2019esposizione va rimarcata la presenza di opere di Sante Peranda, Lavinia Fontana, Giovanni Maria Morandi e Luca Ferrari, gi\u00e0 menzionato sopra.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Promossa dalla <strong>Soprintendenza per i Beni Architettonici e Paesaggistici<\/strong> per le Province di Roma, Frosinone, Latina, Rieti e Viterbo e realizzata dalla De Luca Editori d\u2019Arte, l\u2019esposizione \u00e8 curata dal professor Roberto Valeriani. Pregevole il catalogo, il quale fra l\u2019altro chiosa (nel saggio di Luigi Piccolo): \u201cPer raccontare l\u2019evoluzione della moda e del costume in Europa dagli inizi del Cinquecento al secolo successivo possiamo tracciare tre momenti ben definiti. Il primo \u00e8 caratterizzato dal Rinascimento italiano, il secolo che esalta la bellezza, la cultura e l\u2019armonia, regole vigenti nelle corti italiane, nelle quali si formano futuri papi, cavalieri di ventura e principi. La seconda parte del Cinquecento inizia con l\u2019avvento della Controriforma, il Concilio di Trento detta nuove regole e di conseguenza anche l\u2019abito diventa austero e molto meno appariscente.\u00a0Nella terza fase, con l\u2019avvento del Seicento, inizia lento, ma inesorabile, il declino dell\u2019Italia e della sua egemonia sulla moda. (\u2026) nei ritratti del Seicento i nobili vestono alla francese o alla spagnola, la moda italiana \u00e8 ormai un lontano ricordo\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Come accennato, a Tivoli sono esposti anche diversi costumi di scena ideati dai maggiori disegnatori italiani per il cinema, il piccolo schermo e il teatro lirico: a partire dalle serie televisive de <i>I Borgia<\/i> e dell\u2019ottimo <i>Leonardo<\/i> di Castellani fino a pellicole recenti o ai mirabili costumi di due diverse produzioni del <i>Don Carlos <\/i>di Giuseppe Verdi. In occasione della mostra l\u2019esperto di costume e ricostruzione storica, Luca Costigliolo ha ricreato, seguendo il modello del dipinto originale esposto a Villa d\u2019Este, l\u2019abito della regina Cristina di Svezia.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n\n\n\n\t<div class=\"dkpdf-button-container\" style=\" text-align:right \">\n\n\t\t<a class=\"dkpdf-button\" href=\"\/rivista\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/31340?pdf=31340\" target=\"_blank\"><span class=\"dkpdf-button-icon\"><i class=\"fa fa-file-pdf-o\"><\/i><\/span> PDF<\/a>\n\n\t<\/div>\n\n\n\n\n\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u201cLa Nuova Moda tra Cinquecento e Seicento\u201d \u00e8 il tema dell\u2019affascinante mostra in corso fino al 19 Ottobre a Villa d\u2019Este di Tivoli. 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