{"id":32128,"date":"2014-10-02T12:07:16","date_gmt":"2014-10-02T10:07:16","guid":{"rendered":"http:\/\/www.imore.it\/rivista\/?p=32128"},"modified":"2016-12-18T13:27:22","modified_gmt":"2016-12-18T11:27:22","slug":"leggere-di-moda","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/leggere-di-moda\/","title":{"rendered":"Leggere di Moda"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">Autunno, tempo pensieroso. I primi freddi, le giornate brevi, i colori morbidi che si stemperano nelle brume invogliano a trascorrere pi\u00f9 tempo tra le pareti domestiche, ad assaporare il gusto dell\u2019intimit\u00e0 familiare, a ripiegarsi dolcemente sul proprio spirito. E a dedicare qualche momento in pi\u00f9 alla lettura. Il massimo per chi \u00e8 appassionato di stile, cultura e tendenze fashion \u00e8 poter sfogliare un volume intriso del <strong>fascino della moda<\/strong>. Ben vengano allora biografie di stilisti, icone di eleganza, cataloghi fotografici o di documentazione storica da consultare di tanto in tanto. Ecco qualche titolo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><b>Il futuro della moda comincia dall\u2019Africa<\/b><\/p>\n<div id=\"attachment_32131\" style=\"width: 199px\" class=\"wp-caption alignleft\"><a href=\"http:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2014\/10\/images.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-32131\" class=\"size-full wp-image-32131\" alt=\"Haute Africa\" src=\"http:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2014\/10\/images.jpg\" width=\"189\" height=\"240\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-32131\" class=\"wp-caption-text\">Haute Africa<\/p><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il fascino delle texture africane ha da tempo conquistato l\u2019estro creativo di molti stilisti, conferendo carattere a capi che vogliono richiamare i motivi della savana tropicale (si pensi alle tuniche \u201cterra\u201d di Donna Karan, ad esempio) e della foresta vergine (come non evocare Herm\u00e8s che si fa spesso suggestionare dai colori equatoriali del Continente Nero?). E l\u2019Africa \u00e8 ora protagonista della moda su scala planetaria nelle belle pagine del libro<strong> \u201c<i>Haute Africa. People, Photography Fashion<\/i>\u201d<\/strong><i> <\/i>di Christophe De Jaegher e Ramona Van Gansbeke<i> <\/i>(Lannoo Publishers), un\u2019opera potente e icastica che, senza manierismo neo-colonialista e senza farsi deviare da tentazioni paternalistiche, sposta il baricentro dell\u2019haute couture da Parigi, Milano, Londra e New York per proiettarlo nel cuore del gigante africano.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Lo fa creando un nuovo concetto di fashion che sfida le tradizionali idee preconcette sull\u2019Africa, mostrando una terra in cui la moda e il design riescono a generare ricchezza e progresso, una realt\u00e0 palpitante di vita e speranza, innervata da una borghesia che cresce a ritmo sostenuto, tanto che \u00e8 proprio da qui che si attendono le maggiori sorprese nei prossimi anni. Ecco perch\u00e9 il libro d\u00e0 molto spazio, oltre ai creativi ed ai loro linguaggi espressivi, agli imprenditori e ai fotografi che animano la scena della moda, contribuendo a loro modo a costruire una nuova identit\u00e0 africana attraverso la valorizzazione delle radici culturali, del paesaggio, della storia. \u201c<i>Haute Africa<\/i>\u201d \u00e8 quindi un volume prezioso non solo perch\u00e9 ci dischiude mondi per molti aspetti sconosciuti, ma soprattutto perch\u00e9 ci fa riflettere sui segni del presente, ponendoci domande pi\u00f9 che darci risposte.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><b>\u00a0<\/b><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><b>Mani preziose<\/b><\/p>\n<div id=\"attachment_32130\" style=\"width: 204px\" class=\"wp-caption alignleft\"><a href=\"http:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2014\/10\/Elogio-della-mano.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-32130\" class=\"size-full wp-image-32130\" alt=\"Elogio della mano\" src=\"http:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2014\/10\/Elogio-della-mano.jpg\" width=\"194\" height=\"241\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-32130\" class=\"wp-caption-text\">Elogio della mano<\/p><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">Al \u201cmito\u201d di <strong>Van Cleef &amp; Arpels<\/strong> Franco Cologni ha dedicato un prezioso libro \u2013 <strong>\u201cElogio della mano\u201d<\/strong>, edito da Marsilio e illustrato con dovizia &#8211; rendendo omaggio al lavoro, discreto ma essenziale, dei maestri d\u2019arte che hanno reso la maison parigina un\u2019icona mondiale dell\u2019alta gioielleria. Il volume \u00e8 un invito a compiere un viaggio affascinante tra i capolavori delle \u201cMains d\u2019Or\u201d da preservare con cura; in effetti ad ogni mestiere \u00e8 riservato un capitolo che ne\u00a0ripercorre le vicende e le peculiarit\u00e0. In questo modo viene indagata ogni tappa\u00a0della creazione\u00a0di un gioiello sublime, dal momento in cui esso viene ideato e disegnato fino alla sua realizzazione finale, per scoprirne non solo il valore intrinseco ed estetico, ma anche e soprattutto la sua straordinaria storia, fatta di maestria, di disciplina, di tante ore di studio e di lavoro. Fondata a Parigi nel 1896, Van Cleef &amp; Arpels svela in questo libro dell\u2019italiano Cologni, forse per la prima volta, tutti o quasi i suoi segreti. Scrive l&#8217;autore: &#8220;<em>L\u2019Alta Gioielleria \u00e8 l\u2019universo del sogno, del lusso autentico, della preziosit\u00e0 degli oggetti che la mano dell\u2019uomo riesce a foggiare partendo dai materiali pi\u00f9 nobili offerti dalla Terra. Ci\u00f2 nonostante, le numerose operazioni necessarie per la creazione di un pezzo d\u2019Alta Gioielleria non sono sempre conosciute e valorizzate, bench\u00e9 si tratti, secondo me, di un fattore importante. \u00c8 proprio la straordinaria abilit\u00e0 dei suoi artigiani che contribuisce alla distinzione di una Maison\u201d.<\/em> Cologni, gi\u00e0 top manager di Cartier (Gruppo Richemont), \u00e8 Presidente della omonima <strong>Fondazione dei Mestieri d&#8217;Arte <\/strong>(con sede a Milano) che ha fondato nel 1995 nell\u2019intento di salvaguardare e promuovere il patrimonio dell&#8217;artigianato artistico di eccellenza.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><b>La poesia contemporanea del fashion design<\/b><\/p>\n<div id=\"attachment_32132\" style=\"width: 160px\" class=\"wp-caption alignleft\"><a href=\"http:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2014\/10\/La-poesi-della-moda.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-32132\" class=\"size-full wp-image-32132\" alt=\"La poesia della moda\" src=\"http:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2014\/10\/La-poesi-della-moda.jpg\" width=\"150\" height=\"208\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-32132\" class=\"wp-caption-text\">La poesia della moda<\/p><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">La spagnola Paz Diman \u00e8 l\u2019autrice del curioso volume \u201cThe Poetry of Fashion Design: A Celebration of the World&#8217;s Most Interesting Fashion Designers\u201d, edito in italiano da Logos col titolo <strong>\u201cLa poesia della moda. 100 stilisti e le loro collezioni\u201d<\/strong>, il cui assunto di base \u00e8: la moda al pari della poesia \u00e8 composta da diversi elementi che narrano una storia con un ritmo ed uno slancio tendenti all\u2019armonia. L\u2019unica differenza \u00e8 che si tratta di una poesia in continuo cambiamento ed evoluzione. Allora ecco che il libro della Diman presenta 108 \u201csonetti\u201d (tanti quelli contenuti in \u201cAstrofel and Stella\u201d di Philip Sydney) che formano e definiscono il mondo della moda oggi e costituiscono una fonte unica di ispirazione per gli attuali designer e meri appassionati. Vi si trovano raccolte, in effetti, le opere di stilisti che non accettano di essere imbrigliati nei limiti di una definizione, ma vogliono esprimersi in modo creativo e sperimentale nelle loro multiformi collezioni. Cos\u00ec, accanto a nomi di primo piano, emergono giovani capaci di imporre una visione personale all&#8217;universo del fashion design: dallo stile esoticamente bamboleggiante di Aldo Lanzini agli outfit pi\u00f9 sofisticati di Deryck Walker, dalle leganti tenute da cavallerizza di Mary Wint To ai look da lottatore di Andrea Cammarosano. Perdono senso, in questo modo, parole come trend o ispirazione che banalizzano la moda, in ottica di visione sempre pi\u00f9 frammentaria e a breve termine del sistema. Come ben evidenzia Paz Diman nella sua carrellata di giovani designer, in futuro nessuno studioso del costume potr\u00e0 trarre un \u201csignificato comune\u201d dalle collezioni di questi creativi, mentre dovr\u00e0 sottolinearsi sempre pi\u00f9 la rete di connessioni con la musica, l\u2019arte e la narrativa. Ogni capo infatti racconta delle storie, comunica dei valori, certifica la propria autenticit\u00e0, secondo un processo di ibridazione in totale libert\u00e0.<\/p>\n\n\n\n\t<div class=\"dkpdf-button-container\" style=\" text-align:right \">\n\n\t\t<a class=\"dkpdf-button\" href=\"\/rivista\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/32128?pdf=32128\" target=\"_blank\"><span class=\"dkpdf-button-icon\"><i class=\"fa fa-file-pdf-o\"><\/i><\/span> PDF<\/a>\n\n\t<\/div>\n\n\n\n\n\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Autunno, tempo pensieroso. I primi freddi, le giornate brevi, i colori morbidi che si stemperano nelle brume invogliano a trascorrere pi\u00f9 tempo tra le pareti domestiche, ad assaporare il gusto dell\u2019intimit\u00e0 familiare, a ripiegarsi dolcemente sul proprio spirito. E a dedicare qualche momento in pi\u00f9 alla lettura. 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