{"id":32151,"date":"2014-10-16T17:25:09","date_gmt":"2014-10-16T15:25:09","guid":{"rendered":"http:\/\/www.imore.it\/rivista\/?p=32151"},"modified":"2016-12-18T13:20:24","modified_gmt":"2016-12-18T11:20:24","slug":"king-george-e-linsostenibile-leggerezza-dei-cretini","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/king-george-e-linsostenibile-leggerezza-dei-cretini\/","title":{"rendered":"KING GEORGE e l&#8217;insostenibile leggerezza dei cretini"},"content":{"rendered":"<div id=\"attachment_32153\" style=\"width: 310px\" class=\"wp-caption alignleft\"><a href=\"http:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2014\/10\/armani.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-32153\" class=\"size-medium wp-image-32153  \" alt=\"Giorgio Armani al lavoro\" src=\"http:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2014\/10\/armani-300x203.jpg\" width=\"300\" height=\"203\" srcset=\"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2014\/10\/armani-300x203.jpg 300w, https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2014\/10\/armani.jpg 468w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-32153\" class=\"wp-caption-text\">Giorgio Armani al lavoro<\/p><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">Con quella bocca pu\u00f2 dire ci\u00f2 che vuole\u2026 soprattutto ora che ha raggiunto il glorioso traguardo degli ottant\u2019anni. In effetti il <strong>Giorgio Armani<\/strong> opinionista non \u00e8 mai ricorso n\u00e9 a filtri n\u00e9 a perifrasi, ovvero non le ha mai mandate a dire quando le circostanze lo richiedevano, esprimendo con disarmante franchezza il suo pensiero a volte controcorrente, spesso provocatorio, sempre lucido e costruttivo, come quando in due parole ha distillato l\u2019essenza del ben-vestire: \u201cEleganza \u00e8 intelligenza e misura\u201d sentenzi\u00f2 in un\u2019intervista del 1989.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A restituirci in modo esauriente l\u2019Armani-pensiero ci ha pensato la giornalista di moda<strong> Paola Pollo<\/strong> con <strong>\u201cI cretini non sono mai eleganti\u201d<\/strong> (Rizzoli Etas), in cui ha ripercorso le tappe di vita e lavoro dello stilista icona del made in Italy, componendo un florilegio di citazioni dopo aver scandagliato una miriade di interviste da lui rilasciate in quasi quarant\u2019anni di carriera. L\u2019opera, quindi, pu\u00f2 classificarsi a pieno titolo come un\u2019autobiografia, dal momento che a parlare \u00e8 solo lui, spaziando tra ricordi (non di rado malinconici), confessioni (sovente divertite e divertenti), giudizi ironici che sembrano aforismi e idee rivoluzionarie come i suoi tagli. Emerge una personalit\u00e0 forte, la cui cifra distintiva resta comunque il senso dell\u2019equilibrio armonico, l\u2019avversione per gli eccessi, l\u2019anelito alla semplicit\u00e0 della perfezione, a cominciare dal suo consiglio basico: \u201cEliminate il superfluo, enfatizzate la comodit\u00e0 e riconoscete l\u2019eleganza del poco complicato\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il titolo del volume (che reca un\u2019affettuosa prefazione di <strong>Adriana Mulassano<\/strong>) \u00e8 tratto da un\u2019intervista che Armani concesse nel 1982 a <strong>Paolo Mosca<\/strong>, la cui versione completa suonava cos\u00ec: \u201cI cretini non sono mai eleganti. Gli intelligenti, invece, anche con due stracci addosso sono vestiti logicamente, quindi sono sempre eleganti\u201d. Poteva essere pi\u00f9 chiaro ed esaustivo? D\u2019altronde, egli ha sempre avuto i piedi ben piantati per terra e per lui la moda \u00e8 stata ed \u00e8 essenzialmente un \u201cfare vestiti\u201d. Tiene a precisare infatti: \u201cTrovo imbarazzante parlare di arte quando mi riferisco al mio lavoro, che \u00e8 di fatto un\u2019operazione molto democratica. Per questo non possiedo quadri esclusivi: non capisco chi colleziona e si vanta di possedere opere che gli altri non possono vedere\u201d. La sua \u201cfilosofia\u201d comunque sta tutta qui: \u201cBisogna accorgersi che sotto all\u2019abito c\u2019\u00e8 un corpo che pulsa, che sotto questi vestiti c\u2019\u00e8 un uomo che non \u00e8 pi\u00f9 a disagio se ha scoperto una piega, un\u2019imperfezione. I miei capi non richiedono prove e misurazioni. Si infilano e basta\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019infaticabile lavoratore che egli \u00e8, preciso,\u00a0 esigente, razionale<b> (<\/b>\u201cIl mio lavoro \u00e8 del tipo Ibm, tutto programmato. Le aziende che lavorano per me hanno precise scadenze che devo rispettare\u201d <i>ipse dixit<\/i>) \u00a0sembra non patire lo scorrere inesorabile del tempo, anche se a Cosmopolitan nel 1977 aveva confidato: \u201cMi d\u00e0 fastidio invecchiare. Sento un\u2019angoscia sottile quando il pensiero migliora e si affila, mentre il corpo lentamente decade. Vorrei fermare tutto a questa et\u00e0\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In fondo, possiamo concludere che c\u2019\u00e8 riuscito perfettamente a realizzare il suo ideale di moda a misura d\u2019uomo, rammentandoci in ogni sua creazione che la vera bellezza consiste nell\u2019 \u201cevitare tutto quello che \u00e8 evidente, il lusso sfrenato, per scoprire un lusso pi\u00f9 segreto, pi\u00f9 riservato, meno diffuso\u201d.<\/p>\n<div id=\"attachment_32158\" style=\"width: 310px\" class=\"wp-caption alignright\"><a href=\"http:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2014\/10\/Giorgio-Armani-and-models-Copia.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-32158\" class=\"size-medium wp-image-32158\" alt=\"Giorgio Armani P\/E 2015\" src=\"http:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2014\/10\/Giorgio-Armani-and-models-Copia-300x199.jpg\" width=\"300\" height=\"199\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-32158\" class=\"wp-caption-text\">Giorgio Armani P\/E 2015<\/p><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le sue muse infatti sono state donne come Greta Garbo, Charlotte Rampling, Jacqueline Kennedy Onassis, Diane Keaton, Katherine Hepburn, belle e soprattutto determinate, intelligenti, capaci di incarnare un ideale femminino di eleganza grintosa ma spontanea, in buona parte giocata su colori sobri e ponderati.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019epica carriera di Giorgio Armani inizi\u00f2 con Nino Cerruti per arrivare alla sua prima linea donna personale nel 1976, assolutamente innovativa per i tailleur e le giacche maschili, rispondente a criteri di somma razionalit\u00e0 ed equilibrio formale, per giungere poi alla consacrazione definitiva su scala planetaria nel 1980 con i \u201cmitici\u201d completi destrutturati portati sullo schermo dall\u2019\u00a0<strong><i>American Gigol\u00f2<\/i> <\/strong>Richard Gere. Fu quindi la volta della copertina di <i>Time<\/i> nel 1982 e, in un crescendo prodigioso, della mega-retrospettiva dedicatagli dal Guggenheim Museum di New York nel 2000 e tanti altri step importanti che valevano altrettanti trionfi: il debutto nell\u2019alta moda, il teatro milanese a lui intitolato, progettato dell\u2019architetto Tadao Ando, l\u2019esordio in grande stile nell\u2019hotellerie di prestigio, ecc.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u201cI cretini non sono mai eleganti\u201d non vuole tuttavia proporsi come una celebrazione o, peggio, una auto-consacrazione, ma tracciare a ritroso la via esistenziale e professionale di colui che ha rivoluzionato il nostro modo di pensare la moda e dunque di vestire, ossia colui che \u00e8 stato e resta uno degli ambasciatori pi\u00f9 autorevoli dello stile italiano nel mondo, sempre proteso nel futuro, ma radicato saldamente alle sue origini e genuino in modo totale, costantemente pronto a rinnovarsi per rimanere fedele a se stesso. Ecco perch\u00e9 non ha mai risparmiato critiche a chi \u2013 illustri colleghi compresi \u2013 col suo strafare finisce per atrofizzare la creativit\u00e0 e guastare il gusto. Dal libro della Pollo esce dunque il ritratto dell\u2019Armani uomo, stilista e imprenditore attraverso pensieri, dichiarazioni, battute, parole \u201cnaif\u201d che illuminano i tratti \u2013 la timidezza, la dedizione al lavoro, la passione, il rigore \u2013 del \u00a0forse pi\u00f9 riuscito esempio di couturier-manager. Una lezione magistrale per l\u2019avvenire dell\u2019impresa e della creativit\u00e0 italiana nel mondo.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n\n\n\n\t<div class=\"dkpdf-button-container\" style=\" text-align:right \">\n\n\t\t<a class=\"dkpdf-button\" href=\"\/rivista\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/32151?pdf=32151\" target=\"_blank\"><span class=\"dkpdf-button-icon\"><i class=\"fa fa-file-pdf-o\"><\/i><\/span> PDF<\/a>\n\n\t<\/div>\n\n\n\n\n\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Con quella bocca pu\u00f2 dire ci\u00f2 che vuole\u2026 soprattutto ora che ha raggiunto il glorioso traguardo degli ottant\u2019anni. In effetti il Giorgio Armani opinionista non \u00e8 mai ricorso n\u00e9 a filtri n\u00e9 a perifrasi, ovvero non le ha mai mandate a dire quando le circostanze lo richiedevano, esprimendo con disarmante franchezza il suo pensiero a&#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":29,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[6],"tags":[2892,1295,7145,258,70,6986,6987,7144],"class_list":["post-32151","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-bibliografia","tag-adriana-mulassano","tag-american-gigolo","tag-completi-destrutturati","tag-eleganza","tag-giorgio-armani","tag-i-cretini-non-sono-mai-eleganti","tag-paola-pollo","tag-paolo-mosca"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/32151"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-json\/wp\/v2\/users\/29"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=32151"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/32151\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":36737,"href":"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/32151\/revisions\/36737"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=32151"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=32151"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=32151"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}