{"id":32539,"date":"2015-01-17T12:44:47","date_gmt":"2015-01-17T10:44:47","guid":{"rendered":"http:\/\/www.imore.it\/rivista\/?p=32539"},"modified":"2016-12-17T13:18:38","modified_gmt":"2016-12-17T11:18:38","slug":"una-marcia-in-piu-per-il-lusso-italiano","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/una-marcia-in-piu-per-il-lusso-italiano\/","title":{"rendered":"Una marcia in pi\u00f9 per il lusso Italiano"},"content":{"rendered":"<p>&nbsp;<\/p>\n<div id=\"attachment_32541\" style=\"width: 310px\" class=\"wp-caption alignleft\"><a href=\"http:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2015\/01\/ferrari-logo.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-32541\" class=\"size-medium wp-image-32541\" alt=\"Logo Ferrari\" src=\"http:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2015\/01\/ferrari-logo-300x300.jpg\" width=\"300\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2015\/01\/ferrari-logo-300x300.jpg 300w, https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2015\/01\/ferrari-logo-150x150.jpg 150w, https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2015\/01\/ferrari-logo-80x80.jpg 80w, https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2015\/01\/ferrari-logo-640x640.jpg 640w, https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2015\/01\/ferrari-logo.jpg 717w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-32541\" class=\"wp-caption-text\">Logo Ferrari<\/p><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">A seguito della fuoriuscita di <strong>Luca Cordero di Montezemolo dalla Ferrari<\/strong> e con l\u2019assunzione della Presidenza della casa di Maranello da parte di <strong>Sergio Marchionne<\/strong>, volitivo amministratore delegato di FCA (Gruppo Fiat-Chrysler), si sono fatte insistenti le voci sulla possibile costituzione di un polo italiano del lusso che aggreghi, oltre al brand iconico del Cavallino Rampante, anche importanti nomi della moda e della manifattura tricolore d\u2019alta gamma.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per ora sembra solo fanta-economia, ma la business community continua a discutere questo rumor con grande eccitazione nella speranza che si traduca presto in realt\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Anche noi analisti, si <em>parva licet<\/em>, dovremmo salutare con entusiasmo un simile scenario che delinea un nuovo concetto di <strong>Made in Italy<\/strong> nascente sotto l\u2019egida della Ferrari, il marchio pi\u00f9 potente e famoso nel mondo (superiore perfino a Coca Cola o Rolex o Google), da cui potrebbe derivare una spinta propulsiva e acceleratrice, seppur in tempi non bevi, al processo di riassetto del nostro sistema produttivo: assumendo il ruolo di incubatore, per cos\u00ec dire, e poi di rampa di lancio del Made in Italy, la \u201crossa\u201d ci porterebbe a dimensioni e a scale che oggi appaiono solo un miraggio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dopo che Fiat con l\u2019operazione americana si \u00e8 proiettata decisamente nel mercato worldwide, di fatto oggi rappresenta un problema non trascurabile l\u2019esigenza di mantenere l&#8217;italianit\u00e0 di Ferrari (simbolo del know-how d\u2019eccellenza, della storica cultura artigianale, della perfetta sintesi di competenza e buon gusto del Belpaese). In parallelo, esiste un\u2019altra questione strategica che riguarda il futuro di alcune griffe di rilievo del Made in Italy, alcune delle quali ancora a solida gestione familiare. In proposito l\u2019esempio pi\u00f9 citato \u00e8 la maison di Giorgio Armani, il grande stilista ormai ottuagenario, per quanto in piena forma, sulla cui successione si sprecano voci: vender\u00e0, non vender\u00e0, si alleer\u00e0, con chi?<\/p>\n<div id=\"attachment_32542\" style=\"width: 280px\" class=\"wp-caption alignright\"><a href=\"http:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2015\/01\/Logo_Giorgio_Armani.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-32542\" class=\" wp-image-32542 \" alt=\"Logo Giorgio Armani\" src=\"http:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2015\/01\/Logo_Giorgio_Armani-300x291.jpg\" width=\"270\" height=\"262\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-32542\" class=\"wp-caption-text\">Logo Giorgio Armani<\/p><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ebbene, alla luce di quanto ragionato sopra circa l\u2019eventuale nascita di un polo del lusso italiano targato Ferrari, il <strong>Gruppo Armani<\/strong> sarebbe il primo a trarre beneficio dall\u2019entrata in quest\u2019orbita sistemica in grado di riorganizzare e ristrutturare il capitalismo italiano in ottica evolutiva sana. Cos\u00ec aumenterebbero notevolmente le potenzialit\u00e0 della nostra manifattura di conquistare la leadership nelle filiere globali a pi\u00f9 alto valore aggiunto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ha scritto <strong>Paolo Bricco<\/strong> gi\u00e0 nel Settembre scorso sul <i>Sole-24 Ore<\/i>: \u201cUna ipotesi a cui molti guardano con la concupiscenza con cui si osserva la pelle degli interni della Ferrari \u00e8 basata sulla congettura della quotazione di quest&#8217;ultima. Prima considerazione dei banchieri d&#8217;affari: Chrysler e Fiat compongono un organismo industriale complementare e omogeneo; la Ferrari, ma anche la Maserati e l&#8217;Alfa Romeo, potrebbero benissimo sviluppare tutta la loro forza industriale e commerciale benefica in FCA, essendo per\u00f2 conferite a un&#8217;altra societ\u00e0, sempre da sottoporre a quotazione. In quella maniera, le auto icona sarebbero in grado di liberare nella misura pi\u00f9 estesa tutto il loro potenziale finanziario. A quel punto, in un ipotetico scambio di azioni Fiat contro azioni Ferrari, un pacchetto rilevante di quest&#8217;ultima andrebbe &#8211; in forma diretta o indiretta &#8211; sotto il controllo di Exor. E qui sul mercato le riflessioni si fanno parossistiche. Perch\u00e9, secondo alcuni, proprio il nocciolo duro di Ferrari potrebbe diventare il primo (prezioso) mattoncino su cui edificare una riorganizzazione sistemica del Made in Italy italiano\u201d. [Per i non addetti ai lavori, va precisato che<strong>\u00a0 EXOR\u00a0<\/strong>\u00e8 la holding finanziaria controllata dalla famiglia Agnelli].<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per realizzare questi desiderata occorreranno manager lungimiranti o meglio dalla visione globale, oltre che esperti e intelligenti. Il mondo fashion ha dimostrato che al suo interno non mancano e che possono guidare (anche) una fiammante Ferrari verso le mete pi\u00f9 lontane.<\/p>\n\n\n\n\t<div class=\"dkpdf-button-container\" style=\" text-align:right \">\n\n\t\t<a class=\"dkpdf-button\" href=\"\/rivista\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/32539?pdf=32539\" target=\"_blank\"><span class=\"dkpdf-button-icon\"><i class=\"fa fa-file-pdf-o\"><\/i><\/span> PDF<\/a>\n\n\t<\/div>\n\n\n\n\n\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&nbsp; A seguito della fuoriuscita di Luca Cordero di Montezemolo dalla Ferrari e con l\u2019assunzione della Presidenza della casa di Maranello da parte di Sergio Marchionne, volitivo amministratore delegato di FCA (Gruppo Fiat-Chrysler), si sono fatte insistenti le voci sulla possibile costituzione di un polo italiano del lusso che aggreghi, oltre al brand iconico del&#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":29,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[2009],"tags":[7393,974,7392,7389,102,7391,7390],"class_list":["post-32539","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-moda-e-consumi","tag-exor","tag-ferrari","tag-gruppo-armani","tag-luca-cordero-di-montezemolo","tag-made-in-italy","tag-polo-del-lusso-italiano","tag-sergio-marchionne"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/32539"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-json\/wp\/v2\/users\/29"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=32539"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/32539\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":36701,"href":"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/32539\/revisions\/36701"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=32539"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=32539"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=32539"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}