{"id":32552,"date":"2015-01-17T20:02:28","date_gmt":"2015-01-17T18:02:28","guid":{"rendered":"http:\/\/www.imore.it\/rivista\/?p=32552"},"modified":"2016-12-17T13:18:06","modified_gmt":"2016-12-17T11:18:06","slug":"resa-dei-conti-in-sartoria","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/resa-dei-conti-in-sartoria\/","title":{"rendered":"Resa dei conti in sartoria"},"content":{"rendered":"<div id=\"attachment_32554\" style=\"width: 201px\" class=\"wp-caption alignleft\"><a href=\"http:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2015\/01\/cover-del-libro-di-D.-Buzzati.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-32554\" class=\"size-medium wp-image-32554\" alt=\"Cover del libro di D. Buzzati\" src=\"http:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2015\/01\/cover-del-libro-di-D.-Buzzati-191x300.jpg\" width=\"191\" height=\"300\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-32554\" class=\"wp-caption-text\">Cover del libro di D. Buzzati<\/p><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">L&#8217;<strong>economia sommersa<\/strong> e lo <strong>sfruttamento dei lavoratori<\/strong>, oltre a danneggiare le casse dello Stato, alterano le regole del mercato, creando un illecito vantaggio competitivo ai danni dei contribuenti onesti. A questi fenomeni sono legate diverse manifestazioni di illegalit\u00e0 che minano le fondamenta di un Paese civile come l\u2019Italia: basti dire che l\u2019anno scorso la Guardia di Finanza ha scoperto 19250 lavoratori irregolari, di cui 9252 completamente in nero. Non poche di queste realt\u00e0 hanno a che fare con la moda. Per tacere di quanto accade in luoghi molto distanti da noi, dove brand di prim\u2019ordine sono risultati committenti di capi di abbigliamento a laboratori che operano sottocosto abusando di povera gente, non di rado ragazzini. Sono questioni gi\u00e0 ben note purtroppo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Se riprendiamo l\u2019argomento, \u00e8 perch\u00e9 lo riteniamo sempre di pressante attualit\u00e0. Comunque lo vogliamo affrontare senza retorica o moralismi di sorta, ricorrendo ad una semplice \u201cfavola\u201d che il grande <strong>Dino Buzzati<\/strong> pubblic\u00f2 nel 1968 in <strong>\u201cLa boutique del mistero\u201d<\/strong>. Ecco cosa racconta la <strong>\u201cLa giacca stregata\u201d<\/strong> (questo il titolo del pezzo).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il protagonista (che chiameremo P per brevit\u00e0), una sera ad un ricevimento a Milano, conobbe un uomo di notevole garbo e perfetta eleganza, \u201cil quale letteralmente risplendeva per la bellezza, definitiva e pura, del vestito\u201d. Tuttavia lo circondava un alone di tristezza e di malessere. Conversando con lui, P non pot\u00e9 fare a meno di complimentarsi per il taglio magistrale del suo abito, chiedendogli anche chi ne fosse l\u2019artefice. \u201cQuasi nessuno lo conosce\u201d rispose quello \u201cper\u00f2 \u00e8 un gran maestro. E lavora solo quando gli gira. Per pochi iniziati\u2026 Si chiama Corticella, Alfonso Corticella, via Ferrara 17\u00bb. \u201cSar\u00e0 caro, immagino\u201d replic\u00f2 P, e l\u2019altro: \u201cLo presumo, ma giuro che non lo so. Quest&#8217;abito me l&#8217;ha fatto da tre anni e il conto non me l&#8217;ha ancora mandato\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Fatto sta che il nostro P si decise a recarsi da questo sarto, un vecchietto dai modi sgradevolmente melliflui, che accett\u00f2 di buon grado di cucirgli un vestito e, alla richiesta di un preventivo, rispose che \u201cnon c\u2019era fretta\u201d. Una volta ultimato, l\u2019abito si rivel\u00f2 un autentico capolavoro e a P stava a pennello. Questi, la prima volta che lo indoss\u00f2, si accorse che nella tasca destra c\u2019era una banconota da diecimila lire. L\u2019uomo concluse che doveva essere finita l\u00ec per una distrazione del Corticella, per cui si accinse a restituirgliela, ma poco dopo si rese conto che dalla stessa tasca usciva un altro biglietto. E cos\u00ec via in un crescendo senza fine. Quando poi si mise a contare il denaro, vide che si trattava di cinquantotto milioni abbondanti.<\/p>\n<div id=\"attachment_32555\" style=\"width: 201px\" class=\"wp-caption alignright\"><a href=\"http:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2015\/01\/Cover-racconto-in-formato-digitale.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-32555\" class=\"size-medium wp-image-32555\" alt=\"Cover racconto in formato digitale\" src=\"http:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2015\/01\/Cover-racconto-in-formato-digitale-191x300.jpg\" width=\"191\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2015\/01\/Cover-racconto-in-formato-digitale-191x300.jpg 191w, https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2015\/01\/Cover-racconto-in-formato-digitale.jpg 204w\" sizes=\"(max-width: 191px) 100vw, 191px\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-32555\" class=\"wp-caption-text\">Cover racconto in formato digitale<\/p><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u201cNon capivo se vivevo in un sogno, se ero felice o se invece stavo soffocando sotto il peso di una fatalit\u00e0 troppo grande. Per la strada, attraverso l&#8217;impermeabile, palpavo continuamente in corrispondenza della magica tasca. Ogni volta respiravo di sollievo. Sotto la stoffa rispondeva il confortante scricchiolio della carta moneta\u201d ammise tra s\u00e9 e s\u00e9 P.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma il suo gioioso delirio venne presto interrotto dalla notizia, pubblicata in prima pagina sui giornali, di una rapina in banca in cui era rimasto ucciso un passante ed erano stati sottratti cinquantotto milioni, proprio la cifra che lui aveva estratto dalla magica tasca. Ne rest\u00f2 turbato, \u201cma urgeva il miraggio di una vita di lussi sfrenati. E la sera stessa mi rimisi al lavoro\u2026 Altri centotrentacinque milioni si aggiunsero al tesoro precedente\u201d. Poche ore dopo, per\u00f2, gli giunse la terribile notizia di un incendio in cui erano periti due vigili del fuoco ed erano state distrutte le casseforti di un istituto contenenti centotrenta milioni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u201cDevo ora forse elencare uno per uno i miei delitti? S\u00ec, perch\u00e9 ormai sapevo che i soldi che la giacca mi procurava, venivano dal crimine, dal sangue, dalla disperazione, dalla morte, venivano dall&#8217;inferno. Ma c&#8217;era pure dentro di me l&#8217;insidia della ragione la quale, irridendo, rifiutava di ammettere una mia qualsiasi responsabilit\u00e0. E allora la tentazione riprendeva, e allora la mano &#8211; era cos\u00ec facile! &#8211; si infilava nella tasca e le dita, con rapidissima volutt\u00e0, stringevano i lembi del sempre nuovo biglietto. I soldi, i divini soldi!\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">P in definitiva comprese che, ogni volta che prelevava contanti dalla giacca, nel mondo accadeva qualcosa di tragico, per cui \u201cad ogni nuova riscossione, la coscienza mia si degradava, diventando sempre pi\u00f9 vile\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel frattempo P cerc\u00f2 pure di rintracciare il sarto per saldare il conto, ma invano: nessuno sapeva dove fosse finito. L\u2019uomo giunse ad un punto di disperazione tale che decise di distruggere la giacca stregata \u201cper non sprofondare fino al fondo dell&#8217;abisso\u201d. Quindi la cosparse di petrolio e le diede fuoco incenerendola. Tuttavia \u201call&#8217;ultimo guizzo delle fiamme, dietro di me risuon\u00f2 una voce umana: \u00abTroppo tardi, troppo tardi!\u00bb. Con quella giacca per\u00f2 scomparve tutto: la bella auto, la villa sontuosa, i depositi in banca, i pacchetti azionari\u2026<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il finale \u00e8 quasi scontato. Lasciamo comunque la parola a P: \u201cAdesso ho ripreso stentatamente a lavorare, me la cavo a mala pena, e, quello che \u00e8 pi\u00f9 strano, nessuno sembra meravigliarsi della mia improvvisa rovina. E so che non \u00e8 ancora finita. So che un giorno suoner\u00e0 il campanello della porta, io andr\u00f2 ad aprire e mi trover\u00f2 di fronte, col suo abbietto sorriso, a chiedere l&#8217;ultima resa dei conti, il sarto della malora\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Temo che di quello stesso sarto siano debitori in molti nella fashion community\u2026<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n\n\n\n\t<div class=\"dkpdf-button-container\" style=\" text-align:right \">\n\n\t\t<a class=\"dkpdf-button\" href=\"\/rivista\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/32552?pdf=32552\" target=\"_blank\"><span class=\"dkpdf-button-icon\"><i class=\"fa fa-file-pdf-o\"><\/i><\/span> PDF<\/a>\n\n\t<\/div>\n\n\n\n\n\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L&#8217;economia sommersa e lo sfruttamento dei lavoratori, oltre a danneggiare le casse dello Stato, alterano le regole del mercato, creando un illecito vantaggio competitivo ai danni dei contribuenti onesti. 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