{"id":32597,"date":"2015-02-01T18:29:48","date_gmt":"2015-02-01T16:29:48","guid":{"rendered":"http:\/\/www.imore.it\/rivista\/?p=32597"},"modified":"2015-02-01T18:36:15","modified_gmt":"2015-02-01T16:36:15","slug":"divino-bon-ton","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/divino-bon-ton\/","title":{"rendered":"Divino Bon Ton"},"content":{"rendered":"<div id=\"attachment_32599\" style=\"width: 310px\" class=\"wp-caption alignleft\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-32599\" class=\"size-medium wp-image-32599 \" alt=\"Don Camillo e l'amico-nemico Peppone\" src=\"http:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2015\/02\/023-fernandel-theredlist-300x228.jpg\" width=\"300\" height=\"228\" \/><p id=\"caption-attachment-32599\" class=\"wp-caption-text\">Don Camillo e l&#8217;amico-nemico Peppone<\/p><\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un \u201cgalateo\u201d di nome e di fatto per i sacerdoti \u00e8 quello che il 34enne <strong>Michele Garini<\/strong>, vicario parrocchiale di Asola (MN), ha recentemente dato alle stampe suscitando, com\u2019era prevedibile, molta curiosit\u00e0. In un periodo in cui la popolarit\u00e0 del clero non \u00e8 proprio alle stelle &#8211; complici tanti scandali e un\u2019eccessiva autoreferenzialit\u00e0 &#8211; mentre papa Bergoglio non perde occasione per stigmatizzare il \u201cprete-farfalla\u201d, \u201cuntuoso\u201d, \u201cdevoto al dio Narciso\u201d (sic), don Garini ha pensato bene di impartire lezioni di stile a quanti scelgono di consacrare la propria vita. E\u2019 in questo \u201cstile\u201d infatti che si esprimono in concreto una pratica di fede e un tratto umano.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E\u2019 nato cos\u00ec <strong>\u201cGalateo per i preti e le loro comunit\u00e0\u201d<\/strong> (Edizioni Messaggero, Padova), un vademecum garbato e talora ironico che fa riflettere sull\u2019agire quotidiano dei sacerdoti (e non solo) partendo dall\u2019assunto che \u201cil prete \u00e8 sempre prete\u201d in tutto quello che fa (o non fa). L\u2019iniziativa \u00e8 fiorita non a caso nel nuovo clima dettato dalla sobriet\u00e0 \u201cfrancescana\u201d, nella convinzione che il recupero delle ragioni della vocazione passa anche attraverso le buone maniere, ovvero il vestire, l\u2019arredamento della canonica, la scelta dell\u2019auto, l\u2019amministrazione delle offerte, le vacanze con i gruppi giovanili, l\u2019impiego del tempo libero, le frequentazioni, ecc.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sottolineando la trascuratezza e la sciatteria di certi colleghi, don Michele arriva a ridefinire il ruolo dei preti in una societ\u00e0 nella quale al vecchio \u201cstatus\u201d sacerdotale di cura delle anime si \u00e8 andato affiancando sempre pi\u00f9 il rapporto con la \u201cmondanit\u00e0\u201d. In sostanza, non si tratta di insegnare quali posate usare per il pesce o come eseguire una perfetta reverenza, bens\u00ec di affrontare i nodi della vita pratica in parrocchia, magari resistendo all\u2019istinto di liquidare la questione come banale o secondaria. In effetti, a prescindere dalla liturgia e dalla catechesi, \u00e8 dal modo con cui viene vissuta la quotidianit\u00e0 che emerge la vera natura di un\u2019identit\u00e0 e di un ministero. Quindi l\u2019attenzione alla propria esteriorit\u00e0 identifica un prete che deve \u201cdare l\u2019esempio\u201d di equilibrio e buon senso: vivere nel secolo in modo corretto, seguendo il Vangelo, ma anche le regole del sano bon ton.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Spigolando fra i temi contenuti del volume, segnaliamo: \u201cI sacerdoti scelgono gli abiti all\u2019interno di una gamma cromatica molto limitata: nero, grigio, blu azzurro chiaro. Non dovrebbe essere difficile azzeccare gli abbinamenti. Invece si vedono accostamenti improbabili, capi consunti o completamente fuori moda, taglie sbagliate\u201d. Ma \u00e8 soprattutto in Chiesa che l\u2019abito deve fare il monaco, per cui stonano palesemente i \u201ccamici che arrivano a malapena al ginocchio. Tonache consunte, con gli orli logori, oppure paramenti il cui odore rivela carente pulizia o conservazione\u201d. Sull\u2019altare non si deve \u201cappoggiarsi come fosse il bancone di un <i>saloon<\/i>, sbraitare le parole, asciugarsi il sudore con il corredo, entrare nel calice con le dita\u00bb.<\/p>\n<div id=\"attachment_32601\" style=\"width: 310px\" class=\"wp-caption alignright\"><a href=\"http:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2015\/02\/pdd_DonCamillo_Peppone_das_essen.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-32601\" class=\"size-medium wp-image-32601 \" alt=\"Don Camillo e l'amico-nemico Peppone\" src=\"http:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2015\/02\/pdd_DonCamillo_Peppone_das_essen-300x226.jpg\" width=\"300\" height=\"226\" srcset=\"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2015\/02\/pdd_DonCamillo_Peppone_das_essen-300x226.jpg 300w, https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2015\/02\/pdd_DonCamillo_Peppone_das_essen.jpg 738w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-32601\" class=\"wp-caption-text\">Don Camillo e l&#8217;amico-nemico Peppone<\/p><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">E per quanto concerne l\u2019alimentazione, vi \u00e8 \u201cchi non apparecchia neppure a tavola, mangia in piedi. Le suppellettili appaiono datate e scompagnate, spesso sbeccate. Tovaglie e tovaglioli logori, consunti e macchiati\u201d. In linea di massima don Garini suggerisce di usare misura e discrezione anche nel decoro personale: \u201cIl prete deve sapersi spogliare dal proprio abito ecclesiastico, per evitare che diventi una corazza e non farne l\u2019unica garanzia sicura della propria identit\u00e0. Ma allo stesso modo deve sapersi vestire del proprio abito, senza vergogna o falsi pudori\u201d.Don Garini, talvolta \u201cbacchettato\u201d anch\u2019egli per il suo abbigliamento informale (infradito e calzoni corti d\u2019estate), ha spiegato: \u201cL\u2019idea del libro \u00e8 nata trascrivendo brani di dialoghi ed esperienze personali. Mi sono reso conto che su noi sacerdoti si sono scritte tonnellate di carta, ma molto poco sulle dinamiche quotidiane, sul vissuto\u2026 Abbiamo a che fare quotidianamente con i grandi misteri della vita, la nascita, la morte, la fede,\u00a0 ma veniamo criticati magari perch\u00e9 andiamo a fare la spesa al supermercato. Dai modi con cui parliamo, abitiamo la casa, usiamo il nostro denaro, frequentiamo i locali pubblici, mangiamo e ci vestiamo pu\u00f2 dipendere nel bene e nel male molto della pastorale\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per quanto riguarda il rapporto con il denaro, qui i reverendi dovrebbero infrangere il galateo tradizionale che prescrive di non parlarne, dal momento che hanno l\u2019obbligo della trasparenza assoluta nei confronti delle loro comunit\u00e0. Invece, \u201ctroppo spesso le finanze parrocchiali (o diocesane) costituiscono agli occhi dei fedeli un misterioso enigma\u201d, ma \u201ci fedeli hanno il diritto di conoscere con una certa esattezza sia i bilanci sia l\u2019ammontare delle retribuzioni clericali\u201d, non lesinando eventuali appunti alle decisioni presbiteriali. D\u2019altro canto, sotto il profilo del bon ton abitativo, secondo don Garini bisogna evitare sia il modello della canonica-bunker, sia quello del porto di mare. Nella casa parrocchiale infatti \u201cil prete non pu\u00f2 sentirsi un ospite, ma deve vivere come a casa propria tenendo sempre presente di non essere a casa propria\u201d; pi\u00f9 in concreto, in ogni canonica dovrebbero esserci luoghi mantenuti privati (camera, cucina, salotto) e altri invece che facilitano gli incontri (ufficio, segreteria, sale riunioni). Anche gli arredi devono rifuggire tanto dal lusso e dalla solennit\u00e0 che possono favorire nel prete l\u2019illusoria convinzione di prestigio sociale, quanto dallo squallore di un mobilio che sembra raccattato qua e l\u00e0, senza il minimo gusto.<\/p>\n<div id=\"attachment_32602\" style=\"width: 310px\" class=\"wp-caption alignleft\"><a href=\"http:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2015\/02\/bepponedoncamillo.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-32602\" class=\"size-medium wp-image-32602 \" alt=\"n Camillo e l'amico-nemico Peppone\" src=\"http:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2015\/02\/bepponedoncamillo-300x208.jpg\" width=\"300\" height=\"208\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-32602\" class=\"wp-caption-text\">n Camillo e l&#8217;amico-nemico Peppone<\/p><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel volume non manca neppure il galateo per le nuove tecnologie, dove la regola di fondo \u00e8 quella di non \u201cutilizzare i media come riempitivi delle giornate o come compagni con cui trascorrere il proprio tempo\u201d; si consiglia piuttosto: \u201cPerch\u00e9 non virare su altre scelte, di sicuro pi\u00f9 impegnative, ma capaci di dare contenuto e sapore al nostro tempo libero? Un libro, una rivista qualificata, un po\u2019 di attivit\u00e0 fisica, una visita a un amico\u2026\u201d. Si deduce da tutte queste piccole\/grandi norme come don Garini, moderno Mons. Della Casa, voglia andare oltre un mero modello di educazione \u201cborghese\u201d per operare un effettivo cambiamento di mentalit\u00e0 nei suoi confratelli, come risposta coerente alla missione sacerdotale pi\u00f9 autentica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E concludiamo con il decalogo del \u201cbuon pastore\u201d contemporaneo: 1) In chiesa non mettere le targhette dei prezzi a candele e immaginette, ma lascia l\u2019offerta libera. 2) Non vergognarti di sbrigare le faccende di casa o di fare la spesa al supermercato. 3) Sii sobrio nelle spese e riduci i consumi, ma non pagare nessuno in nero. 4) Leggi almeno un quotidiano al giorno e non perdere tempo con Facebook. 5) La cura per il vestire significa rispetto per se stessi e per coloro che incontriamo. 6) Essere prete non ti d\u00e0 diritto a sconti, regali o privilegi. 7) Apparecchia sempre la tavola, anche se mangi da solo. 8) Evita gli stereotipi \u201cda prete\u201d, soprattutto nei colloqui con le persone colpite da lutti o malattie. 9) Attento a non essere sgarbato, quando rispondi al telefono o al campanello della canonica. 10) Per le vacanze preferisci luoghi di cultura e natura, piuttosto che crociere e villaggi turistici. Cos\u00ec sia.<\/p>\n\n\n\n\t<div class=\"dkpdf-button-container\" style=\" text-align:right \">\n\n\t\t<a class=\"dkpdf-button\" href=\"\/rivista\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/32597?pdf=32597\" target=\"_blank\"><span class=\"dkpdf-button-icon\"><i class=\"fa fa-file-pdf-o\"><\/i><\/span> PDF<\/a>\n\n\t<\/div>\n\n\n\n\n\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&nbsp; Un \u201cgalateo\u201d di nome e di fatto per i sacerdoti \u00e8 quello che il 34enne Michele Garini, vicario parrocchiale di Asola (MN), ha recentemente dato alle stampe suscitando, com\u2019era prevedibile, molta curiosit\u00e0. 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