{"id":32930,"date":"2015-04-10T21:10:54","date_gmt":"2015-04-10T19:10:54","guid":{"rendered":"http:\/\/www.imore.it\/rivista\/?p=32930"},"modified":"2016-12-17T13:00:14","modified_gmt":"2016-12-17T11:00:14","slug":"alle-origini-della-moda-italiana-god-bless-america","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/alle-origini-della-moda-italiana-god-bless-america\/","title":{"rendered":"Alle origini della moda italiana: God bless America"},"content":{"rendered":"<div id=\"attachment_32932\" style=\"width: 212px\" class=\"wp-caption alignleft\"><a href=\"http:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2015\/04\/Ricostruire-Ita-1-400x594.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-32932\" class=\"size-medium wp-image-32932\" alt=\"Ricostruire la moda italiana di Nicola White\" src=\"http:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2015\/04\/Ricostruire-Ita-1-400x594-202x300.jpg\" width=\"202\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2015\/04\/Ricostruire-Ita-1-400x594-202x300.jpg 202w, https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2015\/04\/Ricostruire-Ita-1-400x594.jpg 400w\" sizes=\"(max-width: 202px) 100vw, 202px\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-32932\" class=\"wp-caption-text\">Ricostruire la moda italiana di Nicola White<\/p><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">Senso della<strong> bellezza, creativit\u00e0, cultura, abilit\u00e0 artigianale<\/strong>\u2026 sono alcuni degli ingredienti della \u201cmagica\u201d ricetta che ha prodotto il miracolo della moda italiana. Ma qual \u00e8 stato il fattore pi\u00f9 decisivo nella genesi di questo mito? La risposta \u00e8: gli Stati Uniti d\u2019America. E\u2019 la tesi contenuta nel libro dell\u2019inglese <strong>Nicola White<\/strong>, che \u00e8 stata docente e capo di dipartimento alla Central Saint Saint Martins<i> <\/i>di Londra, recentemente pubblicato in Italia da Deleyva Editore col titolo <em>\u201c<\/em><strong>Ricostruire la moda italiana. Il ruolo chiave degli Stati Uniti d\u2019America nello sviluppo del sistema industriale del Made in Italy<\/strong><em>\u201d<\/em><b> <\/b>(curato da Alessia Paola Roberta Rinaldi).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019analisi dell\u2019autrice parte dalla constatazione che il nostro settore tessile fu l\u2019unica industria passata quasi indenne attraverso la guerra, divenendo poi il principale beneficiario del piano Marshall per la ricostruzione post-bellica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019approccio\u00a0 alle nuove metodologie di produzione in serie, il contributo di tecnologie d\u2019avanguardia, l\u2019apertura del grande mercato a stelle e strisce ebbero un ruolo cardine nel favorire lo sviluppo della moda <i>made in Italy<\/i>. Gli Stati Uniti, in effetti, orientarono il gusto del pubblico verso la ricerca di uno stile elegante e al tempo stesso misurato, lontano dalle formalit\u00e0 dell\u2019altezzosa<i> couture<\/i> francese; intanto l\u2019alta moda italiana veniva scoperta da riviste come \u201cVogue\u201d che la resero una leggenda rappresentando gli ideali dell\u2019italianit\u00e0 nell\u2019immaginario collettivo dei consumatori d\u2019oltreoceano. L\u2019Italia, a sua volta, forgiava la propria <i>forma mentis<\/i> sognando il mito di Hollywood soprattutto attraverso la grafica di celebri illustratori come Gino Boccasile che, ispirandosi a Rita Hayworth ed altre splendide dive del cinema internazionale, aveva elaborato nuovi canoni femminili.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Secondo Nicola White, che ricordiamo anche come autrice del volume \u201cGiorgio Armani\u201d (Carlton Books, 2000),<i> <\/i>lo stile italiano costru\u00ec la propria identit\u00e0 come espressione della domanda di mercato della classe media americana. Le nostre collezioni di boutique sartoriali, i tessuti, la maglieria, la pelletteria, l\u2019abbigliamento sportivo, l\u2019alta moda, da Emilio Pucci alle Sorelle Fontana, da Germana Marucelli a Roberta di Camerino, da Ferragamo a Max Mara, seppero interpretare lo stile di vita <i>casual<\/i> americano inventando il <strong><i>pr\u00eat<\/i>&#8211;<i>\u00e0<\/i>&#8211;<i>porter<\/i><\/strong> di alta gamma, e cos\u00ec permisero il boom della nostra moda facendo dell\u2019Italia la meta preferita di un viaggio sentimentale nella terra del buon gusto, dell\u2019arte, della cultura, del bel vivere.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In questo modo, l\u2019Italia pot\u00e9 capitalizzare la fama conquistata a livello planetario. Ci avrebbe pensato poi la grande sfilata organizzata da Giovanni Battista Giorgini a Firenze, nel giorno di grazia 12 Febbraio 1951, a decretare la nascita ufficiale del <i>fashion system<\/i> tricolore, svincolandolo dalla sudditanza psicologica, prima ancora che materiale, di Parigi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma, per scendere pi\u00f9 a fondo nella disamina, quale fu la vera novit\u00e0 italiana agli occhi del mondo? Suoner\u00e0 un po\u2019 strano oggi, ma il <i>quid <\/i>fu il cambiamento di visuale, unito al coraggio e alla capacit\u00e0 di guardare lontano, senza dimenticare da dove si veniva\u2026 doti che forse oggi difettano nel nostro Paese. Teniamolo presente: il progetto dell\u2019abbigliamento\u00a0 &#8211; antico come l\u2019uomo \u2013 ha sempre raccontato molto di se stessi, di come si \u00e8 o si vuole apparire; in particolare ha saputo narrare di un\u2019Italia figlia di un gusto collettivo tramandatoci da una storia che ci pervade e ci plasma, \u201ccostringendoci\u201d a creare sempre cose belle e raffinate. Siamo fatti cos\u00ec\u2026<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Concludiamo con le parole di Nicola White: \u201cAll\u2019inizio di un nuovo millennio, in un\u2019epoca in cui le nazioni stanno lottando per conservare e sviluppare la loro identit\u00e0 culturale, \u00e8 importante che le radici della moda italiana (un settore che ora \u00e8 un\u2019icona rappresentativa di identit\u00e0 nazionale italiana) siano infine adeguatamente riconosciute e comprese\u201d. Ma noi siamo tutti consapevoli dell\u2019enorme patrimonio di cui disponiamo e del reale significato di <i>made In Italy<\/i>?<\/p>\n\n\n\n\t<div class=\"dkpdf-button-container\" style=\" text-align:right \">\n\n\t\t<a class=\"dkpdf-button\" href=\"\/rivista\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/32930?pdf=32930\" target=\"_blank\"><span class=\"dkpdf-button-icon\"><i class=\"fa fa-file-pdf-o\"><\/i><\/span> PDF<\/a>\n\n\t<\/div>\n\n\n\n\n\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Senso della bellezza, creativit\u00e0, cultura, abilit\u00e0 artigianale\u2026 sono alcuni degli ingredienti della \u201cmagica\u201d ricetta che ha prodotto il miracolo della moda italiana. Ma qual \u00e8 stato il fattore pi\u00f9 decisivo nella genesi di questo mito? La risposta \u00e8: gli Stati Uniti d\u2019America. 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