{"id":33298,"date":"2015-07-24T09:44:46","date_gmt":"2015-07-24T07:44:46","guid":{"rendered":"http:\/\/www.imore.it\/rivista\/?p=33298"},"modified":"2016-12-17T12:37:43","modified_gmt":"2016-12-17T10:37:43","slug":"grand-budapest-hotel-la-straordinaria-vena-inventiva-di-wes-anderson-e-milena-canonero","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/grand-budapest-hotel-la-straordinaria-vena-inventiva-di-wes-anderson-e-milena-canonero\/","title":{"rendered":"&#8220;Grand Budapest Hotel&#8221;: la straordinaria vena inventiva di Wes Anderson e Milena Canonero"},"content":{"rendered":"<p>&nbsp;<\/p>\n<div id=\"attachment_33296\" style=\"width: 310px\" class=\"wp-caption alignleft\"><a href=\"http:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2015\/07\/the-grand-budapest-hotel21.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-33296\" class=\"size-medium wp-image-33296\" alt=\"Zero, Madame D e Monsieur Gustave\" src=\"http:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2015\/07\/the-grand-budapest-hotel21-300x225.jpg\" width=\"300\" height=\"225\" srcset=\"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2015\/07\/the-grand-budapest-hotel21-300x225.jpg 300w, https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2015\/07\/the-grand-budapest-hotel21-768x577.jpg 768w, https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2015\/07\/the-grand-budapest-hotel21-1024x769.jpg 1024w, https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2015\/07\/the-grand-budapest-hotel21-1080x811.jpg 1080w, https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2015\/07\/the-grand-budapest-hotel21.jpg 1370w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-33296\" class=\"wp-caption-text\">Zero, Madame D e Monsieur Gustave<\/p><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">Sembra quasi che ci si sia stancati delle imponenti ricostruzioni storiche pi\u00f9 o meno accurate, sfarzose e dal gusto scenografico. Negli ultimi anni l&#8217;<i>Oscar<\/i> per i costumi \u00e8 stato conferito ad <i>\u201cAnna Karenina\u201d <\/i>(2012) di Joe Wright ed ad <i>\u201cIl grande Gatsby\u201d<\/i> (2013) di Baz Luhrmann, che hanno proposto un nuovo genere di sperimentazione: contaminare l&#8217;abbigliamento d&#8217;epoca con tendenze contemporanee, nel primo caso la Russia di fine Ottocento con l&#8217;alta moda parigina degli anni Cinquanta e nel secondo gli Stati Uniti degli anni Venti con le creazioni degli ultimi anni di Miuccia Prada. Non bisogna poi dimenticarsi dei fantasy, oramai parte sempre maggiore delle uscite cinematografiche annuali, sotto il predominio assoluto della <i>Disney<\/i>, dall&#8217;<i>Oscar<\/i> per <i>\u201cAlice in Wonderland\u201d<\/i> (2010) di Tim Burton fino alla presenza di ben due film su cinque tra le nomination di quest&#8217;anno, <i>\u201cInto the Woods\u201d<\/i> di Rob Marshall e <i>\u201cMaleficent\u201d<\/i> di Robert Stromberg, ed appare lecito supporre che l&#8217;anno prossimo uno dei favoriti sar\u00e0 <i>\u201cCenerentola\u201d<\/i> di Kenneth Branagh.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">Per creare un mondo di fantasia \u00e8 sempre necessario partire da basi storiche. Ma esistono solo i fantasy? Non \u00e8 possibile ideare un mondo immaginario dai tratti realistici o quantomeno verosimili ma la cui irrealt\u00e0 \u00e8 resa evidente da una serie di strumenti specifici come i costumi? Il regista Wes Anderson l&#8217;ha sempre fatto con i suoi film ed il suo ultimo lavoro, <i>\u201cGrand Budapest Hotel\u201d<\/i> (2014), ha ottenuto ben quattro premi <i>Oscar<\/i>, tra cui quello per i migliori costumi, andato all&#8217;italiana Milena Canonero. Classe 1946, la costumista ha ottenuto la sua nona nomination e vinto la sua quarta statuetta, coronando una carriera iniziata ben quarantacinque anni fa e ben lungi dal concludersi, in cui ha dimostrato di saper adattare il proprio talento e le proprie capacit\u00e0 a seconda del regista con cui si trova a collaborare.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<div id=\"attachment_33295\" style=\"width: 310px\" class=\"wp-caption alignright\"><a href=\"http:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2015\/07\/still-of-edward-norton-in-the-grand-budapest-hotel-2014-large-picture.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-33295\" class=\"size-medium wp-image-33295\" alt=\"L'ispettore Henckels con la sua pattuglia\" src=\"http:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2015\/07\/still-of-edward-norton-in-the-grand-budapest-hotel-2014-large-picture-300x199.jpg\" width=\"300\" height=\"199\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-33295\" class=\"wp-caption-text\">L&#8217;ispettore Henckels con la sua pattuglia<\/p><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0<span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">Estremamente accurata e precisa nel ricostruire un&#8217;epoca storica, ha vinto il suo primo <i>Oscar <\/i>assieme a <span style=\"color: #1c1c1c;\">Ulla-Britt S\u00f6derlund (1943-1985) <\/span>per <i>\u201cBarry Lyndon\u201d<\/i> (1975) di Stanley Kubrick (1928-1999), con cui ha esordito con <i>\u201cArancia Meccanica\u201d<\/i> (1971) e con cui ha lavorato anche per <i>\u201cShining\u201d<\/i> (1980). Per raccontare l\u2019ascesa sociale dell\u2019irlandese Barry Lyndon (Ryan O\u2019Neal) nell\u2019Inghilterra del XVIII secolo, il regista americano ha ricreato sullo schermo quadri realizzati da artisti del periodo come Jean-Antoine Watteau (1684-1721) e Thomas Gainsborough (1727-1788) attraverso la luce, le scenografie, le posizioni e gli atteggiamenti dei personaggi ed i costumi. Questi infatti sono basati sugli stessi dipinti e sull\u2019abbigliamento del periodo, alcuni addirittura risalgono veramente al Settecento e sono stati comprati all\u2019asta dalla costumista italiana.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">Nei decenni successivi le sue abilit\u00e0 vengono confermate da altre due statuette, per il dramma sportivo <i>\u201cMomenti di gloria\u201d<\/i> (1981) di Hugh Hudson, che narra la partecipazione alle Olimpiadi del 1924 dei velocisti inglesi Eric Liddell (Ian Charleson), cristiano, e Harold Abrahams (Ben Cross), ebreo, e per <i>\u201cMarie Antoinette\u201d<\/i> (2006) di Sofia Coppola, in cui si susseguono continuamente <span style=\"color: #232323;\">pizzi, fiocchi, nastri, volant, perle, piume e fiori finti su abiti, scarpe ed imponenti acconciature, con una netta predominanza di un vezzoso e bamboleggiante rosa confetto. Un&#8217;abbondanza di decorazioni artificiose e leggere, come prevedeva la moda settecentesca, che pone in maggiore evidenza la proverbiale frivolezza della <\/span>sovrana francese (1755-1793), interpretata da Kirsten Dunst, rappresentata tuttavia come <span style=\"color: #232323;\">una giovane donna schiacciata dal suo ruolo e terribilmente sola, che trova nei vestiti, nelle scarpe, nelle feste e nei cibi prelibati un modo per distrarsi dalla dura realt\u00e0. Come se non bastasse, una fugace inquadratura ad un paio di modernissime Converse azzurre sembra anticipare quella tendenza sperimentata di recente nei film di Wright e di Luhrmann.<\/span><\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><span style=\"color: #232323;\">Nel corso degli anni la Canonero ha lavorato anche <\/span>per l\u2019opera ed il balletto in alcuni dei pi\u00f9 importanti teatri del mondo ed ha collaborato con celebri registi cinematografici, da Warren Beatty a Roman Polanski, da Francis Ford Coppola, padre di Sofia, a Wes Anderson, per cui ha dato vita ai suoi mondi bizzarri in altre due pellicole, <i>\u201cLe avventure acquatiche di Steve Zissou\u201d<\/i> (2004) ed <i>\u201cIl treno per il Darjeeling<\/i>\u201d (2007).<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<div id=\"attachment_33289\" style=\"width: 310px\" class=\"wp-caption alignleft\"><a href=\"http:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2015\/07\/2513bcc-2.cached.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-33289\" class=\"size-medium wp-image-33289\" alt=\"L'ingresso del Grand Budapest Hotel\" src=\"http:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2015\/07\/2513bcc-2.cached-300x199.jpg\" width=\"300\" height=\"199\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-33289\" class=\"wp-caption-text\">L&#8217;ingresso del Grand Budapest Hotel<\/p><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">Mentre questi due film presentavano un&#8217;ambientazione contemporanea, per quanto conforme alla stravaganza del regista americano, <i>\u201cGrand Budapest Hotel\u201d<\/i> \u00e8 ambientato in un periodo che potrebbe essere quello a cavallo tra le due guerre mondiali, in un immaginario paese dell&#8217;Europa dell&#8217;Est di nome Zubrowka, nell&#8217;albergo che d\u00e0 il nome al lungometraggio. Protagonisti sono il concierge, l&#8217;eccentrico e raffinato Monsieur Gustave H. (Ralph Fiennes), ed il giovane facchino che prende in simpatia, Zero Moustafa (Tony Revolori), che vivono una rocambolesca e bizzarra avventura in cui non mancano omicidi,\u00a0<\/span><\/span><\/span><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">inseguimenti ed il furto di una nota opera d&#8217;arte.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0<span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">Gran parte dell&#8217;azione riguarda i dipendenti dell&#8217;albergo, perci\u00f2 la costumista italiana ha realizzato delle uniformi fedeli alle tendenze degli anni Trenta, rendendole per\u00f2 uniche tingendole in un colore assolutamente inaspettato, il viola. Si passa cos\u00ec dai facchini, interamente in viola nelle loro inappuntabili giacche doppiopetto con rifiniture rosse chiuse con bottoni d&#8217;oro, pantaloni lunghi con una striscia rossa sui fianchi ed il caratteristico berretto tondo e piatto, a Monsieur Gustave, impeccabile nella sua giacca con revers viola con rifiniture rosse, sempre aperta per poter vedere la camicia di un bianco immacolato, portata con un papillon nero, ed il panciotto di un lilla sporco coordinato coi pantaloni. Si avverte quasi un certo divertimento da parte della Canonero nella loro creazione, tanto che nella sequenza in cui vediamo concierge di altri alberghi, tutti amici di Gustave, ognuno porta una divisa di un colore diverso, da quelli pi\u00f9 standard come il grigio a quelli inaspettati come l&#8217;arancione ed il verde chiaro.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0<span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><span style=\"color: #000000;\">Allo stesso modo, per le divise dei soldati e della polizia al tipico verde militare sono stati preferiti il grigio ed il nero e nella loro ideazione sono state amalgamate pi\u00f9 fonti militari, siccome era desiderio di Anderson l&#8217;accuratezza storica. Del loro abbigliamento fanno parte mantelle grigie con cappuccio e calzini alti grigi in cui infilano i pantaloni grigi per proteggersi dal freddo, berretti grigi per i soldati ed elmetti neri per i poliziotti, giacche grigie con diverse tasche, cinture nere e guanti neri. La lunga e pregiata pelliccia di astrakan grigia indossata dall&#8217;ispettore <\/span><span style=\"color: #1c1c1c;\">Henckels (Edward Norton) \u00e8 stata realizzata da Fendi, che ha rifornito il reparto costumi di tutte le pellicce usate per il film.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<div id=\"attachment_33290\" style=\"width: 310px\" class=\"wp-caption alignright\"><a href=\"http:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2015\/07\/fmt_85_24_143012985632.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-33290\" class=\"size-medium wp-image-33290\" alt=\"Madame D a confronto con  il &quot;Ritratto di Adele Bloch-Bauer I&quot; (1907) di Gustav Klimt\" src=\"http:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2015\/07\/fmt_85_24_143012985632-300x198.jpg\" width=\"300\" height=\"198\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-33290\" class=\"wp-caption-text\">Madame D a confronto con il &#8220;Ritratto di Adele Bloch-Bauer I&#8221; (1907) di Gustav Klimt<\/p><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><span style=\"color: #1c1c1c;\">La costumista ha collaborato anche con Prada, che ha prodotto la giacca di pelle nera &#8211; tutti gli antagonisti del film sono vestiti unicamente di questo colore- che ha disegnato per Jopling (Willem Dafoe), il sicario che insegue i due protagonisti, aggiungendovi su richiesta del regista una tasca per il suo arsenale di armi. In una scena lo si vede fare uso di nocche d&#8217;argento, create appositamente per il film da un caro amico di Wes Anderson, <\/span><span style=\"color: #1c1c1c;\">Waris Ahluwalia, rinomato gioielliere ma anche attore, essendo apparso in diverse pellicole del regista \u2013 in \u201cGrand Budapest Hotel\u201d interpreta il concierge indiano.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">Il logo dei militari, due z affiancate simili a saette di colore rosa scuro su sfondo nero, di vaga suggestione nazista, \u00e8 opera di Anderson, con cui la Canonero ha lavorato fianco a fianco: nonostante la sua visione fosse estremamente creativa e precisa e la costumista si fosse lasciata immergere nel suo mondo, lui l&#8217;ha incoraggiata ad apportare il suo contributo creativo. A lui \u00e8 spettata comunque l&#8217;ultima parola, soprattutto per quanto riguarda trucco e capelli, a cui ha dato il suo tocco eccentrico.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<div id=\"attachment_33291\" style=\"width: 310px\" class=\"wp-caption alignleft\"><a href=\"http:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2015\/07\/Grand-Budapest-Still__259.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-33291\" class=\"size-medium wp-image-33291\" alt=\"Zero e Agatha\" src=\"http:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2015\/07\/Grand-Budapest-Still__259-300x220.jpg\" width=\"300\" height=\"220\" srcset=\"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2015\/07\/Grand-Budapest-Still__259-300x220.jpg 300w, https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2015\/07\/Grand-Budapest-Still__259-768x564.jpg 768w, https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2015\/07\/Grand-Budapest-Still__259-1024x753.jpg 1024w, https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2015\/07\/Grand-Budapest-Still__259-1080x794.jpg 1080w, https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2015\/07\/Grand-Budapest-Still__259.jpg 1388w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-33291\" class=\"wp-caption-text\">Zero e Agatha<\/p><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #232323;\"><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">I personaggi femminili principali sono due. Madame D (Tilda Swinton, invecchiata pesantemente grazie al trucco prostetico), una delle tanti amanti attempate di Monsieur Gustave, \u00e8 un&#8217;agiata collezionista d&#8217;arte, eccentrica ma elegante. Poich\u00e9 tra gli artisti che compongono la sua collezione Gustav Klimt occupa un posto privilegiato, le opere del pittore viennese (1862-1918) hanno costituito lo spunto principale per l&#8217;ideazione del suo abbigliamento, dai colori agli ornamenti, perfino per i suoi importanti gioielli \u2013 tra l&#8217;altro, la scelta del nome Gustave per il protagonista della pellicola \u00e8 un chiaro omaggio al celebre artista. Infatti i suoi capi sono decorati con motivi geometrici di ispirazione klimtiana, come l&#8217;abito giallo scuro accollato a maniche lunghe ed il cappotto di velluto rosso con bordatura blu, accompagnato da un cappello e da guanti dello stesso colore, le cui rifiniture sono in una pelliccia di visone nera fornita da Fendi. <\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #232323;\"><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">La dolce Agatha (Saoirse Ronan), la fidanzata di Zero, costituisce invece un personaggio completamente diverso, essendo un&#8217;apprendista pasticcera con una voglia a forma di Messico sulla guancia destra. Per lei la Canonero ha pensato di utilizzare tinte che si potessero abbinare ai dolcetti che crea, senza per\u00f2 dimenticarsela sua povert\u00e0: si vede che \u00e8 cresciuta dentro la divisa che porta sempre, con maniche corte leggermente arricciate, colletto tondo piatto, cintura in vita, gonna a pieghe e rifiniture rosa pastello, tutti vaghi riferimenti infantili, cos\u00ec consumata che la sua tonalit\u00e0 di rosa ormai si avvicina al grigio. I suoi capelli biondi sono sempre legati in una treccia che le circonda la testa, a cui Wes Anderson ha aggiunto ancora una volta il suo unico personale tocco: una spiga di grano.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n\r\n\t\t<style type='text\/css'>\r\n\t\t\t#gallery-1 {\r\n\t\t\t\tmargin: auto;\r\n\t\t\t}\r\n\t\t\t#gallery-1 .gallery-item {\r\n\t\t\t\tfloat: left;\r\n\t\t\t\tmargin-top: 10px;\r\n\t\t\t\ttext-align: center;\r\n\t\t\t\twidth: 33%;\r\n\t\t\t}\r\n\t\t\t#gallery-1 img {\r\n\t\t\t\tborder: 2px solid #cfcfcf;\r\n\t\t\t}\r\n\t\t\t#gallery-1 .gallery-caption {\r\n\t\t\t\tmargin-left: 0;\r\n\t\t\t}\r\n\t\t<\/style>\r\n\t\t<!-- see gallery_shortcode() in wp-includes\/media.php -->\n\t\t<div id='gallery-1' class='gallery galleryid-33298 gallery-columns-3 gallery-size-thumbnail gallery1'><script type=\"text\/javascript\">\r\n\/\/ <![CDATA[\r\n\tjQuery(document).ready(function () {\r\n\t\tjQuery(\".gallery1 a\").attr(\"rel\",\"gallery1\");\t\r\n\t\tjQuery('a[rel=\"gallery1\"]').colorbox({maxWidth:\"95%\", maxHeight:\"95%\",title: function(){ return jQuery(this).children().attr(\"alt\"); 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(1907) di Gustav Klimt\" rel=\"gallery1\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2015\/07\/fmt_85_24_143012985632-150x150.jpg\" width=\"150\" height=\"150\" alt=\"Madame D a confronto con  il &quot;Ritratto di Adele Bloch-Bauer I&quot; (1907) di Gustav Klimt\" \/><\/a>\r\n<\/dt><dd class=\"gallery-caption\" id=\"caption33290\"><span class=\"imagecaption\">Madame D a confronto con  il \"Ritratto di Adele Bloch-Bauer I\" (1907) di Gustav Klimt<\/span><br \/>\n<span class=\"imagedescription\">Madame D a confronto con  il \"Ritratto di Adele Bloch-Bauer I\" (1907) di Gustav Klimt<\/span><br \/>\n<\/dd><\/dl><dl class=\"gallery-item\">\n<dt class=\"gallery-icon\">\r\n<a href=\"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2015\/07\/Grand-Budapest-Still__259.jpg\" title=\"Zero e Agatha\" rel=\"gallery1\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2015\/07\/Grand-Budapest-Still__259-150x150.jpg\" width=\"150\" height=\"150\" alt=\"Zero e Agatha\" \/><\/a>\r\n<\/dt><dd class=\"gallery-caption\" id=\"caption33291\"><span class=\"imagecaption\">Zero e Agatha<\/span><br \/>\n<span class=\"imagedescription\">Zero e Agatha<\/span><br \/>\n<\/dd><\/dl><dl class=\"gallery-item\">\n<dt class=\"gallery-icon\">\r\n<a href=\"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2015\/07\/willem-1.jpg\" title=\"Jopling con la giacca di Prada e le nocche d&#039;argento di Waris Ahluwalia\" rel=\"gallery1\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2015\/07\/willem-1-150x150.jpg\" width=\"150\" height=\"150\" alt=\"Jopling con la giacca di Prada e le nocche d&#039;argento di Waris Ahluwalia\" \/><\/a>\r\n<\/dt><dd class=\"gallery-caption\" id=\"caption33297\"><span class=\"imagecaption\">Jopling con la giacca di Prada e le nocche d'argento di Waris Ahluwalia<\/span><br \/>\n<span class=\"imagedescription\">Jopling con la giacca di Prada e le nocche d'argento di Waris Ahluwalia<\/span><br \/>\n<\/dd><\/dl><br style=\"clear: both\" \/><dl class=\"gallery-item\">\n<dt class=\"gallery-icon\">\r\n<a href=\"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2015\/07\/lat-budapestpics-la0015086877-20140210.jpeg\" title=\"Gli antagonisti del film\" rel=\"gallery1\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2015\/07\/lat-budapestpics-la0015086877-20140210-150x150.jpeg\" width=\"150\" height=\"150\" alt=\"Gli antagonisti del film\" \/><\/a>\r\n<\/dt><dd class=\"gallery-caption\" id=\"caption33300\"><span class=\"imagecaption\">Gli antagonisti del film<\/span><br \/>\n<span class=\"imagedescription\">Gli antagonisti del film<\/span><br \/>\n<\/dd><\/dl><dl class=\"gallery-item\">\n<dt class=\"gallery-icon\">\r\n<a href=\"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2015\/07\/lat-budapestpics-la0015086876-20140210.jpeg\" title=\"Bill Murray interpreta uno dei concierge amici di Monsieur Gustave\" rel=\"gallery1\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2015\/07\/lat-budapestpics-la0015086876-20140210-150x150.jpeg\" width=\"150\" height=\"150\" alt=\"Bill Murray interpreta uno dei concierge amici di Monsieur Gustave\" \/><\/a>\r\n<\/dt><dd class=\"gallery-caption\" id=\"caption33294\"><span class=\"imagecaption\">Bill Murray interpreta uno dei concierge amici di Monsieur Gustave<\/span><br \/>\n<span class=\"imagedescription\">Bill Murray interpreta uno dei concierge amici di Monsieur Gustave<\/span><br \/>\n<\/dd><\/dl><dl class=\"gallery-item\">\n<dt class=\"gallery-icon\">\r\n<a href=\"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2015\/07\/lat-budapestpics-la0015086851-20131111.jpeg\" title=\"Monsieur Gustave circondato dalle sue ricche amanti\" rel=\"gallery1\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2015\/07\/lat-budapestpics-la0015086851-20131111-150x150.jpeg\" width=\"150\" height=\"150\" alt=\"Monsieur Gustave circondato dalle sue ricche amanti\" \/><\/a>\r\n<\/dt><dd class=\"gallery-caption\" id=\"caption33293\"><span class=\"imagecaption\">Monsieur Gustave circondato dalle sue ricche amanti<\/span><br \/>\n<span class=\"imagedescription\">Monsieur Gustave circondato dalle sue ricche amanti<\/span><br \/>\n<\/dd><\/dl><br style=\"clear: both\" \/>\r\n\t\t<\/div>\n\n\n\n\n\t<div class=\"dkpdf-button-container\" style=\" text-align:right \">\n\n\t\t<a class=\"dkpdf-button\" href=\"\/rivista\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/33298?pdf=33298\" target=\"_blank\"><span class=\"dkpdf-button-icon\"><i class=\"fa fa-file-pdf-o\"><\/i><\/span> PDF<\/a>\n\n\t<\/div>\n\n\n\n\n\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&nbsp; Sembra quasi che ci si sia stancati delle imponenti ricostruzioni storiche pi\u00f9 o meno accurate, sfarzose e dal gusto scenografico. Negli ultimi anni l&#8217;Oscar per i costumi \u00e8 stato conferito ad \u201cAnna Karenina\u201d (2012) di Joe Wright ed ad \u201cIl grande Gatsby\u201d (2013) di Baz Luhrmann, che hanno proposto un nuovo genere di sperimentazione:&#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":188,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[2072],"tags":[7768,7777,1188,3170,7499,1189,7773,5669,7772,7774,7776,7767],"class_list":["post-33298","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-moda-e-cinema-cultura","tag-grand-budapest-hotel","tag-edward-norton","tag-fendi","tag-gustav-klimt","tag-milena-canonero","tag-prada","tag-ralph-fiennes","tag-saoirse-ronan","tag-tilda-swinton","tag-tony-revolori","tag-waris-ahluwalia","tag-wes-anderson"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/33298"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-json\/wp\/v2\/users\/188"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=33298"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/33298\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":36650,"href":"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/33298\/revisions\/36650"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=33298"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=33298"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=33298"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}