{"id":335,"date":"2008-08-27T09:18:56","date_gmt":"2008-08-27T07:18:56","guid":{"rendered":"http:\/\/www.imore.it\/rivista\/?p=335"},"modified":"2008-12-16T23:13:56","modified_gmt":"2008-12-16T21:13:56","slug":"lo-spettacolo-della-moda-una-tesi-di-laurea","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/lo-spettacolo-della-moda-una-tesi-di-laurea\/","title":{"rendered":"Lo spettacolo della Moda. Una tesi di laurea"},"content":{"rendered":"<p><span class=\"general_text\"> <\/span><\/p>\n<table border=\"0\" cellspacing=\"2\" cellpadding=\"0\" width=\"71\" align=\"left\">\n<tbody>\n<tr>\n<td><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"\/rivista\/artman\/uploads\/copia__di_logo_imore_2_.jpg\" border=\"1\" alt=\"\" width=\"71\" height=\"189\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p>Sono oramai molti gli studenti &#8211; si tratta quasi sempre di studentesse- che interpellano l&#8217;Associazione Moda e Modi o la rivista IMORE per avere suggerimenti per il loro lavoro di tesi. Siamo lieti di dare spazio a Luana Rosato.<br \/>\n<span class=\"general_text\"><span class=\"summary\">Ci offre  una breve sintesi del lavoro di ricerca che ci ha fatto pervenire.  <strong><em>LO SPETTACOLO DELLA MODA<\/em><\/strong><br \/>\n<em>Dagli Anni Ottanta ad oggi: le passerelle anonime si trasformano in fashion show<\/em>.<\/span><\/span><\/p>\n<p><span class=\"general_text\"><span class=\"article_text\">TESI DI LAUREA IN ALLESTIMENTO SCENOGRAFICO TEATRALE E CINEMATOGRAFICO di <strong>Luana Rosato <\/strong>UNIVERSIT\u00c3\u20ac DEL SALENTO: Facolt\u00e0 di Beni Culturali Corso di Laurea Triennale in Scienze e tecnologie delle arti figurative, della musica, della moda e dello spettacolo.<br \/>\nRelatore:  Prof. Donato Giancarlo DE PASCALIS<\/span><\/span><\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<table border=\"0\" cellspacing=\"2\" cellpadding=\"0\" width=\"200\" align=\"left\">\n<tbody>\n<tr>\n<td><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"\/rivista\/artman\/uploads\/blue_girl_w0809_0248.jpg\" border=\"1\" alt=\"\" width=\"200\" height=\"300\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td><span class=\"image_caption\">Blugerl A\/I &#8217;08-09 foto Paul de Graves <\/span><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p>I fantastici Anni Ottanta, trasgressivi, stravaganti e sregolati hanno radicalmente cambiato la societ\u00e0 italiana e, con essa, la moda: non pi\u00f9 solo sinonimo di creazioni sartoriali eleganti e raffinate, ma anche di luccichio e frastuono.<br \/>\nIl fashion system rispose ai desideri di narcisismo dell&#8217;epoca trasformando le sfilate, strumento di comunicazione prediletto, in momenti di vero e proprio spettacolo durante i quali irretire gli spettatori con luci abbaglianti, musiche assordanti e scenografie hollywoodiane, in luoghi fuori dal tempo dove il main character del catwalk non era pi\u00f9 solo ed esclusivamente l&#8217;abito.<\/p>\n<p>Cos\u00ec le sfilate divennero fenomeni mediatici, presi d&#8217;assalto da fotografi, cameramen, addetti ai lavori e aspiranti partecipanti allo showbiz, che si accalcavano agli ingressi di ex sale da ballo, tendoni da circo o<\/p>\n<table border=\"0\" cellspacing=\"2\" cellpadding=\"0\" width=\"156\" align=\"right\">\n<tbody>\n<tr>\n<td><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"\/rivista\/artman\/uploads\/gattinoni2_001.jpg\" border=\"1\" alt=\"\" width=\"156\" height=\"233\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td><span class=\"image_caption\">Gattinoni gennaio&#8217;08 courtesy Altaroma<\/span><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p>hangar espositivi trasformati per l&#8217;occasione in suggestive e incantevoli locations, pronte ad ospitare lo spettacolo della moda.<\/p>\n<p>Gli stilisti risposero alle richieste della bella epoque dell&#8217;immaginocrazia, smaniosa di trasgressione e unicit\u00e0, con spettacoli mirabolanti e di forte impatto emotivo. Moschino, l&#8217;enfant terrible del fashion system, sfrutt\u00f2 le potenzialit\u00e0 comunicative della sfilata per risvegliare quella societ\u00e0 vittima della moda, sottomessa ai suoi dettami ed incapace di reagire e dichiarare la propria libert\u00e0 di essere, proponendo sulle passerelle modelle che sfilavano carponi o interrompendo lo show con un blitz che metteva fine, con largo anticipo, all&#8217;evento. Ma, se Moschino decise di usare il catwalk come pungolo nei confronti di una societ\u00e0 pi\u00f9 attenta all&#8217;apparire che alla consistenza dell&#8217;essere, Versace scelse di soddisfare tali esigenze trasformando le sfilate in momenti in grado di catalizzare l&#8217;attenzione dei media: ospit\u00f2 Sting ed Elton John, riport\u00f2 gli insegnamenti appresi dalla collaborazione col coreografo B\u00e9jart sulla passerella, regalando alla sfilata una regia pi\u00f9 narrativa di chiara derivazione drammatica, ma, soprattutto, propose sul palcoscenico le top models, vere e proprie attrici in grado di interpretare differentemente ogni singola creazione.<\/p>\n<table border=\"0\" cellspacing=\"2\" cellpadding=\"0\" width=\"172\" align=\"left\">\n<tbody>\n<tr>\n<td><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"\/rivista\/artman\/uploads\/gaetano_navarra_w0809_0024ximore_001.jpg\" border=\"1\" alt=\"\" width=\"172\" height=\"258\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td><span class=\"image_caption\">G. Navarra A\/I &#8217;08-09 foto Paul de Graves <\/span><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p>Se alcuni stilisti scelsero di allinearsi, secondo il proprio stile e le proprie idee, al decennio barocco, altri, quali Armani e Ferr\u00e8 ,rimasero fedeli a s\u00e9 stessi, rifiutandosi di trasformare le presentazioni delle collezioni in momenti di sovreccitazione e frastuono. I loro shows erano dei riti privati, momenti durante i quali l&#8217;abito continu\u00f2 ad essere l&#8217;unico elemento da cui rimanere rapiti all&#8217;interno di spazi minimalisti, su passerelle lineari volte a rendere ogni creazione una sorta di divinit\u00e0.<br \/>\nLe sfilate divennero cos\u00ec degli eventi imperdibili, momenti di puro spettacolo durante i quali ammirare incantati abiti tempestati di strass o bluse geometriche, accessori stravaganti, maglie in metallo o tailleur sobri, che<\/p>\n<table border=\"0\" cellspacing=\"2\" cellpadding=\"0\" width=\"172\" align=\"right\">\n<tbody>\n<tr>\n<td><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"\/rivista\/artman\/uploads\/_mg_2893ximore_001.jpg\" border=\"1\" alt=\"\" width=\"172\" height=\"258\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td><span class=\"image_caption\">R. Cavalli A\/I &#8217;08-09 foto Paul de Graves <\/span><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p>incedevano avvolti in atmosfere fiabesche o rockettare accompagnati da musiche turbanti e luci sfolgoranti.<br \/>\nCos\u00ec i fashion shows concedevano, e continuano tuttora a farlo, istanti di trans, seducono ed incantano, stupiscono e stordiscono.<\/p>\n<p>Ancora oggi molti fashion designers ricorrono all&#8217;uso di effetti sorpresa, mescolano la moda con il cinema, il teatro e l&#8217;arte, recuperandone stili, espressioni e motivi, dando vita a shows brillanti e sofisticati, rumorosi e sorprendenti, perch\u00e9, cos\u00ec come ha affermato Lacroix, la moda influenza lo spettacolo e lo spettacolo nutre la moda.<\/p>\n\n\n\n\t<div class=\"dkpdf-button-container\" style=\" text-align:right \">\n\n\t\t<a class=\"dkpdf-button\" href=\"\/rivista\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/335?pdf=335\" target=\"_blank\"><span class=\"dkpdf-button-icon\"><i class=\"fa fa-file-pdf-o\"><\/i><\/span> PDF<\/a>\n\n\t<\/div>\n\n\n\n\n\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Sono oramai molti gli studenti &#8220;\u201c si tratta quasi sempre di studentesse- che interpellano l&#8217;Associazione Moda e Modi o la rivista IMORE per avere suggerimenti per il loro lavoro di tesi. Siamo lieti di dare spazio a Luana Rosato.<br \/>\nCi offre una breve sintesi del lavoro di ricerca che ci ha fatto pervenire. 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