{"id":33506,"date":"2015-09-19T12:56:12","date_gmt":"2015-09-19T10:56:12","guid":{"rendered":"http:\/\/www.imore.it\/rivista\/?p=33506"},"modified":"2016-12-17T12:21:47","modified_gmt":"2016-12-17T10:21:47","slug":"moda-ecosostenibile-resoconto-di-un-corso-alla-central-saint-martins","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/moda-ecosostenibile-resoconto-di-un-corso-alla-central-saint-martins\/","title":{"rendered":"Moda ecosostenibile: resoconto di un corso alla Central Saint Martins"},"content":{"rendered":"<div id=\"attachment_33507\" style=\"width: 310px\" class=\"wp-caption alignleft\"><a href=\"http:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2015\/09\/central-saint-martins.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-33507\" class=\"size-medium wp-image-33507\" alt=\"La Central Saint Martins\" src=\"http:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2015\/09\/central-saint-martins-300x200.jpg\" width=\"300\" height=\"200\" srcset=\"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2015\/09\/central-saint-martins-300x200.jpg 300w, https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2015\/09\/central-saint-martins-768x512.jpg 768w, https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2015\/09\/central-saint-martins-1024x683.jpg 1024w, https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2015\/09\/central-saint-martins-1080x720.jpg 1080w, https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2015\/09\/central-saint-martins-600x400.jpg 600w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-33507\" class=\"wp-caption-text\">La Central Saint Martins<\/p><\/div>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"color: #232323;\"><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">Ho da sempre a cuore il benessere dell&#8217;ambiente e degli animali, fin da quando ero piccola, e sto cercando di rendere il mio stile di vita il pi\u00f9 sostenibile possibile.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"color: #232323;\"><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">A giugno ho ottenuto la laurea in Fashion Design presso l&#8217;Istituto Marangoni di Milano ed in futuro mi piacerebbe dedicarmi ad un&#8217;attivit\u00e0 che mi consenta di unire creativit\u00e0 e rispetto dell&#8217;ambiente. L&#8217;industria della moda \u00e8 quella che inquina maggiormente il pianeta, seconda solo a quella dei combustibili fossili, e la vista delle aule di modellistica dell&#8217;accademia con i pavimenti completamente ricoperti dalla carta velina dei cartamodelli e dagli avanzi dei tessuti, che si sarebbero potuti riutilizzare se non fossero stati calpestati ripetutamente, non ha fatto altro che confermarmelo.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"color: #232323;\"><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">Un gran numero di persone associano la moda eco-sostenibile a tessuti poveri e volumi informi, quando invece si tratta di un settore variegato in continuo sviluppo, con l&#8217;obiettivo di creare oggetti che siano al tempo stesso piacevoli alla vista, funzionali e dal basso impatto ambientale. Non esiste un solo modo di dedicarsi alla moda ecologica ed un marchio non pu\u00f2 permettersi di incorporare tutti i criteri di sostenibilit\u00e0 esistenti nella sua etica. La soluzione migliore \u00e8 scegliere alcuni aspetti e specializzarvisi, come la stilista inglese vegana Stella McCartney, che realizza prodotti in materiali biologici sostituitivi a quelli di origine animale.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"color: #232323;\"><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">Siccome durante il mio corso di studi questo argomento non \u00e8 stato quasi toccato, ho deciso di approfondirlo seguendo un breve corso presso la prestigiosa Central Saint Martins di Londra.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<div id=\"attachment_33508\" style=\"width: 210px\" class=\"wp-caption alignright\"><a href=\"http:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2015\/09\/central-saint-martins2-e1441698060194.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-33508\" class=\"size-medium wp-image-33508\" alt=\"La Central Saint Martins\" src=\"http:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2015\/09\/central-saint-martins2-e1441698060194-200x300.jpg\" width=\"200\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2015\/09\/central-saint-martins2-e1441698060194-200x300.jpg 200w, https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2015\/09\/central-saint-martins2-e1441698060194-768x1152.jpg 768w, https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2015\/09\/central-saint-martins2-e1441698060194-683x1024.jpg 683w, https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2015\/09\/central-saint-martins2-e1441698060194-1080x1620.jpg 1080w\" sizes=\"(max-width: 200px) 100vw, 200px\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-33508\" class=\"wp-caption-text\">La Central Saint Martins<\/p><\/div>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"color: #232323;\"><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">Non si \u00e8 trattato di lezioni frontali quanto di una vera e propria condivisione di opinioni, tra noi studentesse, diverse per et\u00e0, provenienza ed esperienza di vita, la tutor ed eventuali interventi di esperti del settore. Queste discussioni sono servite come punto di partenza per la presentazione di un progetto personale per un marchio di moda eco-sostenibile, da esporre alle altre l&#8217;ultimo giorno. Chiss\u00e0 quanti di questi in futuro diventeranno realt\u00e0.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"color: #232323;\"><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">Un&#8217;intera giornata \u00e8 stata dedicata ad una gita per negozi, ciascuno un differente esempio di eco-sostenibilit\u00e0. La prima tappa \u00e8 stata il negozio a Dalston di TRAID (106-108 Kingsland High Street; <\/span><\/span><\/span><a href=\"http:\/\/www.traid.org.uk\/\"><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif;\">http:\/\/www.traid.org.uk<\/span><\/a><span style=\"color: #232323;\"><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">), acronimo d<\/span><\/span><\/span><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">i <\/span><\/span><\/span><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">Textile Recycling for Aid and International Development, ossia \u201crecupero di tessuti per gli aiuti e lo sviluppo internazionale\u201d,<\/span><\/span><\/span><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"> associazione che si occupa della<\/span><\/span><\/span><span style=\"color: #232323;\"><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"> rivendita di capi d&#8217;abbigliamento usati, raccolti in appositi contenitori posizionati in giro per numerose citt\u00e0 del Regno Unito, attraverso una fitta rete di punti vendita (nella sola Londra ne \u00e8 presente una quantit\u00e0 innumerevole, collocati in differenti zone della citt\u00e0), ciascuno specializzato in una determinata gamma di prodotti. Ad esempio, a Dalston si vendono abiti, scarpe ed accessori per donna, uomo e bambino di seconda mano (gran parte degli articoli proviene da marchi della fast fashion come Zara, H&amp;M e Topshop) e vintage, oltre a libri, accessori per la casa, articoli da merceria e tessuti, sempre usati. \u00c8 poi possibile acquistare capi della loro linea TRAIDremade, realizzata in collaborazione con artisti e stilisti, che si serve unicamente di tessuti di scarto e non sfrutta i lavoratori. Infatti TRAID si impegna anche nella beneficienza, promuovendo campagne di sensibilizzazione presso scuole, universit\u00e0, comunit\u00e0 ed autorit\u00e0 locali e sostenendo progetti in paesi sottosviluppati in Africa ed Asia per migliorare le condizioni di vita e di lavoro dei lavoratori. <\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"color: #232323;\"><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">La fermata successiva \u00e8 stata Nudie Jeans a Shoreditch (19-29 Redchurch Street; <\/span><\/span><\/span><a href=\"http:\/\/www.nudiejeans.com\/\"><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif;\">http:\/\/www.nudiejeans.com<\/span><\/a><span style=\"color: #232323;\"><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">) repair store del brand svedese specializzato nella confezione di jeans venduti in tutto il mondo attraverso un&#8217;ampia rete di rivenditori. \u201cRepair Store\u201d indica i loro punti vendita dove, oltre ad acquistare i loro capi, \u00e8 possibile portare i propri jeans da riparare. <\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif;\"><span style=\"color: #232323;\"><span style=\"font-size: medium;\">Per finire, abbiamo girato per la Brick Lane, sempre a Shoreditch, nota per gli innumerevoli negozi di abbigliamento vintage. Il vintage non fa per tutti, tuttavia oggi si preferisce usare questa parola rispetto ad \u201cusato\u201d. Il boom che lo ha visto protagonista negli ultimi anni ha comportato un significativo aumento dei prezzi, ragione in pi\u00f9 per cui non \u00e8 visto come a portata di tutti. Inoltre \u00e8 una tendenza che varia enormemente da un paese all&#8217;altro: in Inghilterra esistono moltissimi negozi diversificati, anche nei prezzi, mentre in Italia non esiste una diffusione cos\u00ec ampia. <\/span><\/span><\/span><\/p>\n<div id=\"attachment_33510\" style=\"width: 210px\" class=\"wp-caption alignleft\"><a href=\"http:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2015\/09\/TC_POSTER_SML2.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-33510\" class=\"size-medium wp-image-33510\" alt=\"La locandina di &quot;The True Cost&quot;\" src=\"http:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2015\/09\/TC_POSTER_SML2-200x300.jpg\" width=\"200\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2015\/09\/TC_POSTER_SML2-200x300.jpg 200w, https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2015\/09\/TC_POSTER_SML2-768x1152.jpg 768w, https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2015\/09\/TC_POSTER_SML2-683x1024.jpg 683w, https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2015\/09\/TC_POSTER_SML2.jpg 1000w\" sizes=\"(max-width: 200px) 100vw, 200px\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-33510\" class=\"wp-caption-text\">La locandina di &#8220;The True Cost&#8221;<\/p><\/div>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"color: #232323;\"><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">Infine abbiamo visto il documentario di Andrew Morgan \u201cThe True Cost\u201d (2015), che prende come spunto il disastro provocato dal crollo del Rana Plaza di Savor a Dacca, capitale del Bangladesh, avvenuto il 24 aprile 2013, per analizzare il cosiddetto \u201cfashion system\u201d. Sebbene non sia stata la prima fabbrica di abbigliamento collassata in un paese sottosviluppato, provocando critiche e proteste nel mondo occidentale contro l&#8217;industria della moda, estintesi per\u00f2 nel giro di breve tempo, il disastro del Rana Plaza, coi suoi oltre 1.100 morti ed oltre il doppio dei feriti, \u00e8 stato uno dei pi\u00f9 gravi mai verificatisi e due anni e mezzo dopo fa ancora parlare di s\u00e9, scatenando movimenti di protesta come Fashion Revolution (http:\/\/fashionrevolution.org). Le condizioni di estremo disagio e povert\u00e0 in cui queste persone sono costrette a vivere e lavorare e l&#8217;enorme rete del lavoro minorile sono ben note da anni, ed in Occidente hanno portato pi\u00f9 di una volta alla formulazione di accordi per migliorare il loro stato, che puntualmente alcuni dei colossi mondiali della moda si sono rifiutati di firmare o non hanno rispettato. Il disastro del Rana Plaza assume tratti agghiaccianti se si pensa al boom che la fast fashion sta vivendo in questi ultimi anni: l&#8217;abbigliamento costa sempre meno, spingendo la clientela a comprare sempre pi\u00f9 capi, ed ogni settimana i negozi sono invasi da un&#8217;immensa quantit\u00e0 di nuovi arrivi, come se ogni anno ci fossero almeno cinquantadue stagioni. Non dovrebbe quindi stupire che i proprietari di marchi come Zara e H&amp;M siano tra le persone pi\u00f9 ricche del mondo. Le immagini della fiumana di gente che si riversa nei negozi il giorno del Black Friday (il giorno successivo al Ringraziamento, durante il quale i negozi di abbigliamento propongono sconti esorbitanti, aprendo la stagione dello shopping natalizio), dopo aver passato tutta la notte in attesa per essere i primi ad entrare, ed i video pubblicati su internet da giovani ragazze in cui fanno mostra al mondo dei loro ultimi acquisti, fanno raggelare il sangue se comparate alla miseria in cui si ritrovano a vivere le persone che confezionano questi prodotti. La qualit\u00e0 e la manodopera, cos\u00ec come l&#8217;applicazione di criteri in grado di ridurre al minimo l&#8217;impatto ambientale, hanno un costo: meno si paga un articolo, inferiori sono la sua qualit\u00e0 e la paga dell&#8217;operaio che l&#8217;ha realizzato. E poich\u00e9 una bassa qualit\u00e0 comporta una minore durata nel tempo, questi indumenti si consumano o si rompono con estrema facilit\u00e0, permettendo cos\u00ec che vengano rimpiazzati da altri identici. I dirigenti dei brand della fast fashion si difendono dicendo che in questo modo creano posti di lavoro, evitando alle persone di finire in strada a svolgere attivit\u00e0 illegali e permettendo alle donne di essere tenute in considerazione siccome portano a casa uno stipendio. Sembra quindi quasi una contraddizione che questi stessi pubblicizzino la propria linea ecologica od una propria etica aziendale volta al rispetto dell&#8217;ambiente, ma dimostrarsi sensibili a queste tematiche, di cui in questi ultimi anni si \u00e8 parlato tanto, potrebbe essere un tentativo di inserirsi in una tendenza che continua ad andare ed a venire.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"color: #232323;\"><span style=\"font-family: Palatino, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif;\">Il documentario di Morgan d\u00e0 spazio anche agli interventi di ben note personalit\u00e0, da Stella McCartney (<a href=\"http:\/\/www.stellamccartney.com\/\">http:\/\/www.stellamccartney.com<\/a>) a Livia Giuggioli Firth, ideatrice di Eco-Age (http:\/\/eco-age.com), compagnia che si occupa di aiutare diversi tipi di aziende, perlopi\u00f9 appartenenti al mercato del lusso, a rendersi maggiormente sostenibili, fino ad Orsola de Castro, fondatrice di FromSomewhere (http:\/\/fromsomewhere.co.uk), marchio specializzato nella confezione di indumenti, perlopi\u00f9 patchwork, a partire dagli scarti di tessuto prodotti dalle industrie. Si prosegue poi con Lucy Siegle, giornalista attiva nell&#8217;ambito delle questioni ambientali, autrice del saggio \u201cTo Die For: Is Fashion Wearing Out the World?\u201d (2011), e Safia Minney, fondatrice di People Tree (<a href=\"http:\/\/www.peopletree.co.uk\/\">http:\/\/www.peopletree.co.uk<\/a>), brand tra i pionieri nell&#8217;ambito della sostenibilit\u00e0, dedito alla coltivazione biologica di fibre naturali come il cotone ed alla realizzazione a mano di tessuti ed abiti di alta qualit\u00e0. Tutti questi processi avvengono in paesi in via di sviluppo, nel totale rispetto delle condizioni dei lavoratori e delle loro tradizioni tessili, permettendone cos\u00ec la conservazione e dando una spinta all&#8217;economia locale. L&#8217;azienda ha la propria base nel Regno Unito, ma i suoi prodotti vengono venduti in tutto il mondo attraverso il sito internet.<\/span><\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"color: #232323;\"><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">D&#8217;altra parte, la produzione locale \u00e8 una delle migliori opzioni per ridurre l&#8217;impatto ambientale e, pensando all&#8217;Italia, dobbiamo essere fieri della capacit\u00e0 delle industrie tessili di attirare stilisti rinomati in tutto il mondo, anche stranieri come Stella McCartney, per l&#8217;alta qualit\u00e0 e l&#8217;essere all&#8217;avanguardia nell&#8217;applicazione di criteri eco-sostenibili.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"color: #232323;\"><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">Alla fine, eravamo tutte concordi su un punto. Noi amiamo i vestiti. \u00c8 il fashion system che mettiamo in discussione.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n\r\n\t\t<style type='text\/css'>\r\n\t\t\t#gallery-1 {\r\n\t\t\t\tmargin: auto;\r\n\t\t\t}\r\n\t\t\t#gallery-1 .gallery-item {\r\n\t\t\t\tfloat: left;\r\n\t\t\t\tmargin-top: 10px;\r\n\t\t\t\ttext-align: center;\r\n\t\t\t\twidth: 50%;\r\n\t\t\t}\r\n\t\t\t#gallery-1 img {\r\n\t\t\t\tborder: 2px solid #cfcfcf;\r\n\t\t\t}\r\n\t\t\t#gallery-1 .gallery-caption {\r\n\t\t\t\tmargin-left: 0;\r\n\t\t\t}\r\n\t\t<\/style>\r\n\t\t<!-- see gallery_shortcode() in wp-includes\/media.php -->\n\t\t<div id='gallery-1' class='gallery galleryid-33506 gallery-columns-2 gallery-size-thumbnail gallery1'><script type=\"text\/javascript\">\r\n\/\/ <![CDATA[\r\n\tjQuery(document).ready(function () {\r\n\t\tjQuery(\".gallery1 a\").attr(\"rel\",\"gallery1\");\t\r\n\t\tjQuery('a[rel=\"gallery1\"]').colorbox({maxWidth:\"95%\", maxHeight:\"95%\",title: function(){ return jQuery(this).children().attr(\"alt\"); }, 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repair store a Shoreditch<\/span><br \/>\n<span class=\"imagedescription\">Il Nudie Jeans repair store a Shoreditch<\/span><br \/>\n<\/dd><\/dl><dl class=\"gallery-item\">\n<dt class=\"gallery-icon\">\r\n<a href=\"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2015\/09\/TC_POSTER_SML2.jpg\" title=\"La locandina di &quot;The True Cost&quot;\" rel=\"gallery1\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2015\/09\/TC_POSTER_SML2-150x150.jpg\" width=\"150\" height=\"150\" alt=\"La locandina di &quot;The True Cost&quot;\" \/><\/a>\r\n<\/dt><dd class=\"gallery-caption\" id=\"caption33510\"><span class=\"imagecaption\">La locandina di \"The True Cost\"<\/span><br \/>\n<span class=\"imagedescription\">La locandina di \"The True Cost\"<\/span><br \/>\n<\/dd><\/dl><br style=\"clear: both\" \/><dl class=\"gallery-item\">\n<dt class=\"gallery-icon\">\r\n<a href=\"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2015\/09\/TRAID.jpg\" title=\"TRAID a Dalston\" rel=\"gallery1\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2015\/09\/TRAID-150x150.jpg\" width=\"150\" height=\"150\" alt=\"TRAID a Dalston\" \/><\/a>\r\n<\/dt><dd class=\"gallery-caption\" id=\"caption33511\"><span class=\"imagecaption\">TRAID a Dalston<\/span><br \/>\n<span class=\"imagedescription\">TRAID a Dalston<\/span><br \/>\n<\/dd><\/dl>\r\n\t\t\t<br style='clear: both' \/>\r\n\t\t<\/div>\n\n\n\n\n\t<div class=\"dkpdf-button-container\" style=\" text-align:right \">\n\n\t\t<a class=\"dkpdf-button\" href=\"\/rivista\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/33506?pdf=33506\" target=\"_blank\"><span class=\"dkpdf-button-icon\"><i class=\"fa fa-file-pdf-o\"><\/i><\/span> PDF<\/a>\n\n\t<\/div>\n\n\n\n\n\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La testimonianza della nostra giovane collaboratrice Cecilia Battaini dopo un approfondimento sulla moda eco-sostenibile a Londra presso prestigiosa Central Saint Martins.<\/p>\n","protected":false},"author":188,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[23],"tags":[7884,7881,4524,7883,318,7885,7882,3036,7887,5430,7886,625],"class_list":["post-33506","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-cultura-di-moda","tag-the-true-cost","tag-central-saint-martins","tag-livia-giuggioli-firth","tag-lucy-siegle","tag-moda-ecosostenibile-e-equo-solidale","tag-nudie-jeans","tag-orsola-de-castro","tag-people-tree","tag-safia-minney","tag-stella-mccartney","tag-traid","tag-vintage"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/33506"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-json\/wp\/v2\/users\/188"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=33506"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/33506\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":36632,"href":"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/33506\/revisions\/36632"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=33506"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=33506"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=33506"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}