{"id":34269,"date":"2015-12-16T20:48:08","date_gmt":"2015-12-16T18:48:08","guid":{"rendered":"http:\/\/www.imore.it\/rivista\/?p=34269"},"modified":"2016-12-17T11:34:45","modified_gmt":"2016-12-17T09:34:45","slug":"per-un-pugno-di-bottoni","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/per-un-pugno-di-bottoni\/","title":{"rendered":"Per un pugno di bottoni"},"content":{"rendered":"<div id=\"attachment_34270\" style=\"width: 212px\" class=\"wp-caption alignleft\"><a href=\"http:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2015\/12\/cover-del-libro.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-34270\" class=\"size-full wp-image-34270\" alt=\"Cover del libro\" src=\"http:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2015\/12\/cover-del-libro.jpg\" width=\"202\" height=\"300\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-34270\" class=\"wp-caption-text\">Cover del libro<\/p><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">&#8220;C\u2019era una fila di bottoncini di raso che non abbottonavano nulla e che non potevano essere sbottonati\u201d. Questo intrigante cenno all\u2019abito della proustiana Odette de Crecy ci introduce ad un nuovo libro assai curioso, e pertanto irresistibile, di <strong>Margherita Di Fazio<\/strong>, saggista da sempre interessata ai rapporti fra testo e paratesto. Il titolo \u00e8 niente meno che <strong>\u201cBottoni, cappelli e&#8230; L&#8217;accessorio dell&#8217;abbigliamento fra moda e letteratura\u201d<\/strong> (editore:\u00a0Artemide).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La studiosa marchigiana, docente all\u2019Universit\u00e0 Roma Tre, parte dall\u2019osservazione che anche un elemento secondario come l\u2019accessorio, al pari di ogni oggetto del mondo reale, pu\u00f2 entrare nella <i>fiction<\/i>, ovvero nell&#8217;universo &#8220;finzionale&#8221; della letteratura. In quali forme? In quale rapporto con la trama del racconto?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La domanda allora si ramifica in un delta narrativo: quali funzioni svolgono all&#8217;interno dei rispettivi testi i sopraccitati bottoncini sull&#8217;abito di Odette, il cappello fiorito di romantici myosotis e gentili piante acquatiche della contessa lituana Prascovie Labinska descritta da Th\u00e9ophile Gautier in \u201cAvatar\u201d, il guanto dell&#8217;armatura e quello della sfida, gli occhiali del manzoniano don Abbondio, l&#8217;ombrello della super-tata Mary Poppins uscita dalla penna di Pamela Lyndon Travers, il ventaglio di Lady Windermere creatura di Oscar Wilde, il giglio di Francia tatuato sulla seducente spalla della perfida Milady di Dumas, ecc. ecc.?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La risposta \u00e8 che essi non vivono solo &#8220;mimeticamente&#8221; nella rappresentazione letteraria, come parte dell&#8217;abbigliamento dei personaggi, ma spesso concorrono in modo sostanziale al processo costruttivo in corso, diventando uno dei tasselli fondamentali nell\u2019animato mosaico della narrazione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il raffinato volume di Margherita Di Fazio, indagando i testi letterari europei (soprattutto italiani) dell&#8217;Ottocento e del Novecento, attraverso sette percorsi paradigmatici, esamina quindi la moda non esclusivamente nella sua dimensione estetica, ma anche nel suo ambito socio-psicologico, nella comunicazione doppia \u2013 figurativa e scritta \u2013 che instaura con il personaggio portatore dell\u2019accessorio e con il resto del mondo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Corredato da molte preziose immagini, \u201cBottoni, cappelli e&#8230;\u201d racconta le varie preferenze degli scrittori per gli accessori, a cominciare da quella per i bottoni. Da Flaubert a Balzac, da Pu\u0161kin a Pirandello, la predilezione per i dischetti da infilare nelle asole \u00e8 palese. Si pensi, solo per citare un esempio italiano, alla novella \u201cIl bottone della palandrana\u201d di Pirandello, in cui la perdita di un unico bottone incarna il collasso di un intero sistema di vita (\u201cMa, ormai, a che gli serviva pi\u00f9? Poteva bene andar per via con la palandrana sbottonata, e anche svoltata, con le maniche alla rovescia\u2026\u201d).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">D\u2019altro canto, se Flaubert un po\u2019 feticisticamente dichiara che \u201cnulla \u00e8 pi\u00f9 conturbante di una mano inguantata\u201d, Mallarm\u00e9 si focalizza sul ventaglio femminile (al quale ha dedicato oltre venti poesie), mentre al giorno d\u2019oggi l\u2019attenzione degli autori finisce sempre pi\u00f9 spesso per rivolgersi ad accessori sui generis come il tatuaggio ed il piercing, due elementi che \u201centrano\u201d materialmente nel corpo, alterandone la fisicit\u00e0: volendo trasmettere un\u2019idea di identit\u00e0 e di appartenenza, oltre che connotare un look, essi rivelano un\u2019esigenza individuale di esibizione tutt\u2019altro che naif, bens\u00ec calcolata a fini di simulazione e dissimulazione al medesimo tempo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Come insegnava nonno L\u00eb\u0161a al giovane Kolima, tatuatore in erba \u2013 alias lo scrittore Nicolai Lilin (russo naturalizzato italiano), autore di noti romanzi quali \u201cEducazione siberiana\u201d e \u201cStorie sulla pelle\u201d \u2013 \u201cEccoti la prima lezione, piede scalzo: le parole sono il cane che hai a casa, i disegni dei tatuaggi sono il lupo che incontri nel bosco. Non siamo noi a dominare i simboli, sono loro a muovere la nostra vita\u201d.<\/p>\n\n\n\n\t<div class=\"dkpdf-button-container\" style=\" text-align:right \">\n\n\t\t<a class=\"dkpdf-button\" href=\"\/rivista\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/34269?pdf=34269\" target=\"_blank\"><span class=\"dkpdf-button-icon\"><i class=\"fa fa-file-pdf-o\"><\/i><\/span> PDF<\/a>\n\n\t<\/div>\n\n\n\n\n\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&#8220;C\u2019era una fila di bottoncini di raso che non abbottonavano nulla e che non potevano essere sbottonati\u201d. Questo intrigante cenno all\u2019abito della proustiana Odette de Crecy ci introduce ad un nuovo libro assai curioso, e pertanto irresistibile, di Margherita Di Fazio, saggista da sempre interessata ai rapporti fra testo e paratesto. 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