{"id":34404,"date":"2015-12-30T15:30:10","date_gmt":"2015-12-30T13:30:10","guid":{"rendered":"http:\/\/www.imore.it\/rivista\/?p=34404"},"modified":"2016-12-17T11:32:51","modified_gmt":"2016-12-17T09:32:51","slug":"il-diavolo-veste-un-app","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/il-diavolo-veste-un-app\/","title":{"rendered":"Il diavolo veste un&#8217; app"},"content":{"rendered":"<div id=\"attachment_34407\" style=\"width: 195px\" class=\"wp-caption alignleft\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-34407\" class=\"size-medium wp-image-34407 \" alt=\"Cover del libro\" src=\"http:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2015\/12\/cover-1-185x300.jpg\" width=\"185\" height=\"300\" \/><p id=\"caption-attachment-34407\" class=\"wp-caption-text\">Cover del libro<\/p><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\" align=\"center\">A sorpresa le sfilate p\/e 2016 della fashion week milanese sono state escluse dalla top ten di <strong>Instagram<\/strong>. In altri termini, nessuna maison che abbia presentato le proprie collezioni nel capoluogo lombardo ha raggiunto un numero di interazioni tali da farla salire sul podio, come invece hanno fatto marchi quali <strong>Balmain<\/strong><b> <\/b>(sfilato a Parigi), il primo in assoluto, <strong>Givenchy<\/strong> (New York), <strong>Dior<\/strong> (Parigi), seguiti da<b> <\/b><strong>Chanel<\/strong>,<b> <\/b><strong>Diane von Furstenberg<\/strong>, <strong>Polo Ralph Lauren<\/strong>,<b> <\/b><strong>Burberry<\/strong>, <strong>Coach<\/strong>, <strong>Kanye West<\/strong>,<b> <\/b><strong>Jeremy Scott<\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E\u2019 indubbio che la tecnologia giochi un ruolo ormai fondamentale anche nell\u2019ambito della moda, dove blog e social network dettano legge come e pi\u00f9 di altri mezzi tradizionali. Queste considerazioni offrono l\u2019assist anche per accennare ad un recente romanzo che in USA \u00e8 diventato una sorta di caso letterario. Si tratta di <strong>\u201cAll\u2019inferno non c\u2019\u00e8 glamour\u201d di Lucy Sykes e Jo Piazza<\/strong> (ed. Piemme), definito una sorta di mix tra \u201cIl diavolo veste Prada\u201de \u201cIl diario di Bridget Jones\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il volume pone a confronto due giornaliste di generazioni diverse e con caratteri diversi, che arrivano a scontrarsi per le difformi visioni editoriali, ma che poi alla fine&#8230; (la fine non si racconta mai, naturalmente).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ecco una breve sintesi. La 42enne Imogen Tate, colta, raffinata, brillante, gentile, ha una felice vita familiare e professionale, vantando quasi 20 anni di carriera nel mondo della moda. Cresciuta con una \u201cmaestra\u201d del calibro di Anna Wintour, \u00e8 infatti caporedattrice della rivista patinata \u201cGlossy\u201d, stimata come una \u201cbibbia\u201d nel settore.\u00a0 A causa di un serio problema di salute, ad un certo punto Imogen \u00e8 costretta\u00a0 a prendersi un anno sabbatico, dopo il quale rientra al suo posto di lavoro con entusiasmo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel frattempo per\u00f2 qui si \u00e8 verificata un\u2019autentica rivoluzione digitale da cui \u00e8 nato Glossy.com con un\u2019app per dispositivi mobili. E chi si trova a capo del nuovo progetto hi-tech? Niente meno che la giovane ex-assistente di Imogen, Eve Morton, intraprendente e creativa, che sa tutto in materia di internet, social network, nuove strategie di marketing e pubblicit\u00e0 (a differenza della caporedattrice che ne \u00e8 al digiuno).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma Eve va oltre: ha tagliato personale e fondi, ha istituito il <i>Pink Friday<\/i> affinch\u00e9 tutti si vestano di rosa il venerd\u00ec, ha fatto predisporre uno spazio in redazione per i pisolini in modo che si possa stare al lavoro oltre l\u2019orario d\u2019ufficio\u2026 Imogen \u00e8 sconcertata e imbarazzata dinanzi a tutto ci\u00f2.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In poco tempo per\u00f2 le cose sembrano precipitare e la stessa \u201cGlossy\u201d rischia di andare a rotoli per sempre. Imogen allora, lungi dal perdersi d\u2019animo, impara ad usare la tecnologia e recupera velocemente il terreno, per cui diventa multicanale, \u201cmultisociale\u201d, twitta, whatsappa, posta su Instagram e Facebook\u2026 E conquista tutti con le sue doti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Cos\u00ec la strada dell\u2019alleanza fra le due donne sembra segnata\u2026<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ironico e chic, questo libro vuole \u2013 come hanno dichiarato le autrici \u2013 \u201crestituire credibilit\u00e0 alle donne che operano in questo settore anche se si prendono cos\u00ec sul serio\u201d.<\/p>\n\n\n\n\t<div class=\"dkpdf-button-container\" style=\" text-align:right \">\n\n\t\t<a class=\"dkpdf-button\" href=\"\/rivista\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/34404?pdf=34404\" target=\"_blank\"><span class=\"dkpdf-button-icon\"><i class=\"fa fa-file-pdf-o\"><\/i><\/span> PDF<\/a>\n\n\t<\/div>\n\n\n\n\n\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>A sorpresa le sfilate p\/e 2016 della fashion week milanese sono state escluse dalla top ten di Instagram. 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