{"id":34426,"date":"2016-01-07T17:36:18","date_gmt":"2016-01-07T15:36:18","guid":{"rendered":"http:\/\/www.imore.it\/rivista\/?p=34426"},"modified":"2016-12-17T11:31:26","modified_gmt":"2016-12-17T09:31:26","slug":"sfilate-di-moda-benvenuti-al-mercato-dei-sogni","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/sfilate-di-moda-benvenuti-al-mercato-dei-sogni\/","title":{"rendered":"Sfilate di Moda: benvenuti al mercato dei sogni"},"content":{"rendered":"<div id=\"attachment_34433\" style=\"width: 189px\" class=\"wp-caption alignleft\"><a href=\"http:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2016\/01\/STELLAJEAN-SS16-54.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-34433\" class=\" wp-image-34433 \" alt=\"Stella Jean P\/E 2016\" src=\"http:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2016\/01\/STELLAJEAN-SS16-54-199x300.jpg\" width=\"179\" height=\"270\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-34433\" class=\"wp-caption-text\">Stella Jean P\/E 2016<\/p><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\" align=\"center\">Febbraio\/Marzo sfilano le collezioni autunno\/inverno, a Settembre\/Ottobre quelle primavera\/estate. A prescindere dall\u2019effetto di straniamento che ci\u00f2 sovente genera nei consumatori, \u00e8 forse il caso chiedersi cosa siano oggi le passerelle di moda\u2026 se non dei grandi show dove business e immagine, teatro e mondanit\u00e0, affari e concettualismo, si fondono e confondono inscindibilmente&#8230; e misteriosamente.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nate a Parigi gi\u00e0 nell\u2019800, le sfilate di moda sono state concepite come occasioni per presentare le novit\u00e0 sartoriali e attirare l\u2019attenzione sulle nuove tendenze. Fino agli anni \u201960 del secolo scorso venivano organizzate per lo pi\u00f9 in boutique, poi passarono in spazi distinti, trasformati in set elaborati con elementi aggiuntivi come musica, componenti tecnologiche, installazioni artistiche, curati nei dettagli in modo parossistico. Obiettivo: comunicare al pubblico la peculiare idea di moda di uno stilista, lasciando che siano gli spettatori stessi ad interpretarla.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sulla <strong>fenomenologia delle sfilate<\/strong> ha effettuato un\u2019interessante analisi la sempre acuta <strong>Erica Corbellini<\/strong>, docente della Scuola di Direzione Aziendale dell\u2019Universit\u00e0 Bocconi, chiedendosi chi indosser\u00e0 gli abiti che sfilano in passerella. Talvolta la risposta \u00e8 nessuno. \u201cCerto, alcuni sono <i>outfit<\/i> da favola, meravigliosi abiti da sera che rimandano a un mondo principesco, o, semplicemente, eleganti look quotidiani da cui trarre ispirazione per le nostre giornate al lavoro. Nel migliore dei casi sono degli affreschi viventi, creazioni artistiche di cui ammirare la fantasia e la creativit\u00e0. Capita, tuttavia, di vedere abiti che superano i confini dell\u2019eccentricit\u00e0 per trasformarsi in parodia <i>trash<\/i>, o capi dalla vestibilit\u00e0 impossibile o look che semplicemente non donano. E se stanno male ad una modella, figuriamoci a noi donne comuni mortali\u201d osserva Corbellini.<\/p>\n<div id=\"attachment_34428\" style=\"width: 189px\" class=\"wp-caption alignright\"><a href=\"http:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2016\/01\/Alberta-Ferretti-PE-2016.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-34428\" class=\" wp-image-34428 \" alt=\"Alberta Ferretti P\/E 2016\" src=\"http:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2016\/01\/Alberta-Ferretti-PE-2016-199x300.jpg\" width=\"179\" height=\"270\" srcset=\"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2016\/01\/Alberta-Ferretti-PE-2016-199x300.jpg 199w, https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2016\/01\/Alberta-Ferretti-PE-2016.jpg 544w\" sizes=\"(max-width: 179px) 100vw, 179px\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-34428\" class=\"wp-caption-text\">Alberta Ferretti P\/E 2016<\/p><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">La missione delle sfilate insomma \u00e8 solo quella di \u201cfar sognare\u201d<b> <\/b>e creare l\u2019effetto notizia. Alla sfilata segue poi una campagna vendite: \u00e8 qui che i compratori vedono in <i>showroom<\/i> un\u2019offerta molto pi\u00f9 ampia rispetto a quella adocchiata in passerella. Solo gli articoli del campionario che raggiungeranno un certo numero di ordini saranno messi in produzione, gli altri verranno accantonati. In sostanza, i buyer sono ben consapevoli che dovranno vendere ci\u00f2 che acquistano e pertanto optano per capi indossabili, con un ragionevole rapporto qualit\u00e0\/prezzo, rappresentativi dello stile iconico del marchio che spesso sembra \u201cfare a pugni\u201d con alcune bizzarrie sul defil\u00e9 destinate a rimanere meri prototipi. C\u2019\u00e8 da annotare, inoltre, che spesso le aziende tendono ad anticipare le vendite con le cosiddette pre-collezioni (ci\u00f2 per esigenze di consegna),\u00a0cosicch\u00e9 la sfilata ormai rappresenta per molte maison solo una \u201cfiera delle vanit\u00e0\u201d ovvero una vetrina per l\u2019immagine.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In definitiva, quando si svolgono le<strong> <i>fashion week<\/i><\/strong> i giochi sono gi\u00e0 fatti. La vera missione della sfilata \u00e8 dunque comunicare attirando l\u2019attenzione sul marchio ogni sei mesi, approfittando dell\u2019enorme visibilit\u00e0 mediatica di cui tale kermesse gode. &#8220;Ci sono anche marchi con una connotazione d\u2019avanguardia che si rivolgono a una nicchia di consumatori <strong><i>trend setter<\/i><\/strong>, sempre alla ricerca di novit\u00e0\u00a0eccentriche \u2013 nota Corbellini &#8211; ma la maggioranza delle case di moda realizza la gran parte del fatturato con vestiti cosiddetti commerciali perch\u00e9 pi\u00f9 facili e continuativi. Il look della sfilata serve a dare agli addetti ai lavori il punto di vista del designer sull\u2019evoluzione dello stile ma poi, spesso, anche la parte di novit\u00e0 viene alleggerita nel passaggio dalla passerella alla vendita, stemperando gli eccessi in un dettaglio, dicendo quindi la stessa cosa a bassa voce invece che gridando\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Comunque, la trasformazione in strumento d\u2019immagine sollecita alcune riflessioni: se la sfilata non serve pi\u00f9 per vendere, ai fini della comunicazione \u00e8 ancora corretta la tempistica sfasata di una stagione rispetto a quando i capi saranno acquistabili in negozio?\u00a0Ai fini delle vendite non sarebbe pi\u00f9 efficace se fosse possibile acquistare subito gli abiti che sfilano?<\/p>\n<div id=\"attachment_34430\" style=\"width: 189px\" class=\"wp-caption alignleft\"><a href=\"http:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2016\/01\/Moschino-Barbie.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-34430\" class=\" wp-image-34430 \" alt=\"Moschino - Barbie P\/E 2015\" src=\"http:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2016\/01\/Moschino-Barbie-199x300.jpg\" width=\"179\" height=\"270\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-34430\" class=\"wp-caption-text\">Moschino &#8211; Barbie P\/E 2015<\/p><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">In effetti, alcune griffe di moda stanno compiendo un esperimento in questo senso: l\u2019apripista \u00e8 stato Burberry che da qualche tempo rende disponibili, sul suo sito internet e in una serie di negozi monomarca selezionati, i capi in passerella per l\u2019acquisto con consegna in otto settimane. Qualcosa di simile ha fatto Moschino con la <strong>collezione autunno\/inverno 2014\/2015<\/strong>: l\u2019ispirazione <strong><i>fast food<\/i><\/strong> della sfilata di <strong>Jeremy Scott<\/strong> non \u00e8 stata solo una trovata da passerella; alla conclusione dello show \u00e8 stata diffusa la notizia che la <i>capsule collection<\/i> \u201c<strong>Fast Fashion \u2013 Next Day After The Runway\u201d<\/strong>, composta da 10 pezzi, era gi\u00e0 in vendita per un acquisto \u201cveloce\u201d sul sito del marchio e in alcuni punti vendita. Idem per la <strong>collezione Moschino primavera\/estate 201<a href=\"http:\/\/www.vogue.com\/fashion-shows\/spring-2015-ready-to-wear\/moschino\/slideshow\/collection\">5<\/a><\/strong>, i cui 28 capi ispirati alle <strong>Barbie<\/strong> sono stati messi in vendita in tempo reale. In fin dei conti, visto che il sistema non trover\u00e0 mai un accordo sul posticipo delle sfilate, sono le aziende ad anticipare le vendite!<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Da qui alla trasformazione dei defil\u00e9 in mega-show rivolti al pubblico di massa il passo pu\u00f2 essere breve. Conclude Corbellini: \u201cA New York l\u2019hanno capito gi\u00e0 in molti: dai luxury hotel ai siti di servizi VIP o di aste benefiche come charitybuzz.com, fino alla carta di credito American Express, esistono molteplici possibilit\u00e0 per comprare un biglietto conquistando l\u2019agognato ingresso allo show\u201d.<br \/>\nTuttavia bisogna riconoscere che, se le sfilate devono essere venditori di sogni, \u201cil sogno \u00e8 tale quando resta irrealizzabile, altrimenti si chiama realt\u00e0. La festa pi\u00f9 bella \u00e8 (quasi) sempre quella a cui non siamo stati ancora invitati\u201d.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n\n\n\n\t<div class=\"dkpdf-button-container\" style=\" text-align:right \">\n\n\t\t<a class=\"dkpdf-button\" href=\"\/rivista\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/34426?pdf=34426\" target=\"_blank\"><span class=\"dkpdf-button-icon\"><i class=\"fa fa-file-pdf-o\"><\/i><\/span> PDF<\/a>\n\n\t<\/div>\n\n\n\n\n\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Febbraio\/Marzo sfilano le collezioni autunno\/inverno, a Settembre\/Ottobre quelle primavera\/estate. A prescindere dall\u2019effetto di straniamento che ci\u00f2 sovente genera nei consumatori, \u00e8 forse il caso chiedersi cosa siano oggi le passerelle di moda\u2026 se non dei grandi show dove business e immagine, teatro e mondanit\u00e0, affari e concettualismo, si fondono e confondono inscindibilmente&#8230; e misteriosamente. 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