{"id":34477,"date":"2016-01-20T21:00:33","date_gmt":"2016-01-20T19:00:33","guid":{"rendered":"http:\/\/www.imore.it\/rivista\/?p=34477"},"modified":"2016-12-17T11:29:34","modified_gmt":"2016-12-17T09:29:34","slug":"la-irresistibile-ascesa-delle-commerce","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/la-irresistibile-ascesa-delle-commerce\/","title":{"rendered":"La (ir)resistibile ascesa dell&#8217;e-commerce"},"content":{"rendered":"<div id=\"attachment_34479\" style=\"width: 310px\" class=\"wp-caption alignleft\"><a href=\"http:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2016\/01\/ecommerce-study-2015_001.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-34479\" class=\"size-medium wp-image-34479\" alt=\"e-commerce study 2015\" src=\"http:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2016\/01\/ecommerce-study-2015_001-300x203.jpg\" width=\"300\" height=\"203\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-34479\" class=\"wp-caption-text\">e-commerce study 2015<\/p><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\" align=\"center\">Il <strong>commercio on line<\/strong> della moda in Italia esce a tinte rosee dallo studio \u201c<strong>E-commerce &amp; Fashion 2015\u201d<\/strong>, a cura di <strong>ContactLab e SAP hybris,<\/strong> che ha indagato\u00a0dimensioni, caratteristiche e comportamenti degli acquirenti via web all\u2019interno dello scenario italiano e internazionale. I dati parlano chiaro: +36%, con 5,7 milioni di compratori online all\u2019anno, pari al 20% di tutti gli utenti internet italiani, la cui spesa media annuale \u00e8 attestata sui 400 euro.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In generale la ricerca (free download su http:\/\/www.contactlab.com\/it\/risorsa-in-evidenza\/edbs-ecommerce-and-fashion-2015-hybris-sap-contactlab\/) ha evidenziato che tutta l\u2019Europa sempre pi\u00f9 spesso sceglie il fashion online ed i\u00a0media sono al primo posto nell\u2019influenzare le preferenze, mentre\u00a0i primi driver di scelta pre-acquisto restano il sito web del marchio e la comunicazione via email.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nello specifico, i compratori Italiani presentano un profilo sociodemografico equilibrato e digitalmente qualificato, risultando ben distribuiti tra donne e uomini, presenti in tutte le aree geografiche, con una capacit\u00e0 di spesa online superiore alla media degli altri shopper. L\u2019adesione alle newsletter di moda \u00e8 cresciuta al 62% presso coloro che gi\u00e0 facevano acquisti, spinti dall\u2019interesse per promozioni, offerte speciali e vantaggi dedicati ai sottoscrittori. E\u2019 anche emerso che il 33% degli acquirenti si \u00e8 rivolto ai siti con un negozio fisico e il 26% ha finito col convergere sui siti delle marche.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Considerando che l\u2019e-commerce italiano \u00e8 ancora in una fase \u201cadolescenziale\u201d, \u00e8 ipotizzabile che le abitudini di acquisto possano variare in futuro a fronte del ruolo che giocheranno i diversi player.\u00a0E\u2019 importante quindi sottolineare alcune indicazioni che vengono dagli studi: bisogna offrire al consumatore un\u2019esperienza digitale unica e personalizzata, che si trasformi in valore ogni qualvolta egli decida di relazionarsi al marchio. Inoltre, il retailer che vuole avere successo sul mercato necessita sempre pi\u00f9 dell\u2019integrazione di tutti i canali, digitali e fisici e, allo stesso tempo, deve creare un\u2019esperienza unica per il consumatore. Oggi l\u2019azienda pu\u00f2 basarsi su una profilazione pi\u00f9 completa fornita dallo stesso utente, che in cambio chiede al brand messaggi pertinenti, per creare una customer experience esclusiva e ben definita.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tutto ci\u00f2 non fa dimenticare che l\u2019Italia, in complesso, \u00e8 ancora quartultima su 28 Paesi dell\u2019Unione Europea per lo shopping on line, con solo un quarto degli abitanti\u00a0(26%) che fa acquisti su internet, contro una media comunitaria di pi\u00f9 del doppio (53%). Lo rivelano i dati Eurostat, secondo cui peggio di noi fanno solo Romania (11%), Bulgaria (18%) e Cipro (23%). A guidare la classifica virtuale sono invece Gran Bretagna (81%), Danimarca (79%), Lussemburgo (78%), Germania (73%), Olanda, Finlandia e Svezia (tutte e tre al 71%). Sono le giovani generazioni ad acquistare di pi\u00f9 online: \u00e8 il 66% dei 16-24enni e il 70% dei 25-34enni a fare shopping su internet contro il 25% di chi ha tra i 65 e i 74 anni.<\/p>\n<div id=\"attachment_34480\" style=\"width: 310px\" class=\"wp-caption alignright\"><a href=\"http:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2016\/01\/moda-internet.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-34480\" class=\"size-medium wp-image-34480\" alt=\"moda-internet\" src=\"http:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2016\/01\/moda-internet-300x197.jpg\" width=\"300\" height=\"197\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-34480\" class=\"wp-caption-text\">moda-internet<\/p><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un tema interessante da affrontare, a questo punto, \u00e8 quello esaminato da ContactLab ed Exane BNP Paribas, che hanno\u00a0preso in considerazione 29 brand di lusso, tra cui 4 e-tailer per capire quanto \u00e8 adeguata la <strong>shopping experience su\u00a0internet<\/strong>\u00a0in caso di acquisto di un prodotto d\u2019alta gamma, e quanto fanno i big brand per rendere eccellente\u00a0anche la vendita tramite web. E\u2019 nato cos\u00ec il primo report al mondo che studia la relazione tra l\u2019esperienza di acquisto online del consumatore e il ciclo di vita del prodotto venduto online: <strong>\u201cThe Online Purchase Experience Ranking\u201d<\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019indagine ha dimostrato che i\u00a0marchi di alta moda rischiano di perdere clienti se non offrono una migliore esperienza di acquisto in rete: essi sono in grado di proporre al consumatore un\u2019esperienza di marca adeguata al posizionamento del brand solo nel 50% dei casi. Ha dichiarato<i> <\/i>il CEO di ContactLab <strong>Massimo Fubini<\/strong>:<i> <\/i><em>\u201cI consumatori spendono molti soldi per acquistare un bene di lusso e si aspettano che l\u2019intero processo abbia i connotati del lusso, a partire dall\u2019ordine online fino alla consegna a domicilio. Allo stato attuale, pochi brand secondo la nostra analisi raggiungono il loro pieno potenziale. Le case madri dovrebbero fare uno sforzo in pi\u00f9 per garantire all\u2019acquirente un\u2019esperienza di marca adeguata al posizionamento di lusso, perch\u00e9 dove questo non accade, il consumatore pu\u00f2 essere influenzato negativamente dalla mancanza di <\/em><em>luxury feeling<\/em><em> nell\u2019intero ciclo di vita del prodotto. Il nostro studio<\/em><i> <\/i><em>evidenzia che molti brand non prestano attenzione ai piccoli dettagli che fanno poi la differenza, ad esempio confezionano il prodotto con un pacco di carta standard, invece che consegnarlo in un modo pi\u00f9 lussuoso. Alcuni marchi come Fendi, Cartier, Tod\u2019s e Net-a- Porter eseguono le best practice nel processo di confezionamento, prestando attenzione nel mantenere i connotati del lusso in tutto il consumer journey. Il settore dell\u2019alta moda ha faticato, in passato, a trasferire i tratti del lusso dai negozi fisici all\u2019offerta online, ma concentrandosi sull\u2019intero percorso di shopping e offrendo un valore aggiunto ad ogni fase, i retailer potranno trarre vantaggio dalle possibilit\u00e0 che offre internet\u201d.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Lo studio ha poi rivelato che gli e-tailer si comportano meglio dei punti vendita monomarca, in particolare Net-a-Porter e Mr Porter \u2013 sono in ottima posizione sia per i punti d\u2019ingaggio fisici che per quelli online. I brand che utilizzano la piattaforma di Yoox Group per vendere online i loro prodotti procedono bene nei punti d\u2019ingaggio digitali, ma non altrettanto in quelli fisici. Tra questi figurano Zegna e i brand che fanno parte di Elite (joint venture tra Yoox e Kering) come Balenciaga, Saint Laurent e Bottega Veneta. La maggior parte dei brand, inoltre, invia e-mail di benvenuto, mentre soltanto Bulgari, Tiffany e Luisaviaroma inviano email di double-opt in. Dolce &amp; Gabbana \u00e8 l\u2019unico brand a mandare tutte e due le tipologie di email. Gli esperti hanno inoltre evidenziato che il 50% dei brand ingaggia i clienti in modo personalizzato usando il loro nome nelle email di benvenuto, insieme ad una formula di saluto differenziata in base al genere, mentre solo Armani cambia il contenuto dell\u2019email a seconda del sesso del cliente e Coach \u00e8 l\u2019unico marchio che profila in modo progressivo i clienti che ritornano sul sito per fare un altro acquisto. Infine, solo 6 brand inseriscono un link ad un \u201cTrova Negozi\u201d nelle loro email.<\/p>\n<p>Ha concluso<i> <\/i>Fubini:<i> <\/i>\u201c<em>Interagire con i clienti prima, dopo e durante il processo di acquisto, garantendo un\u2019esperienza fluida e facendo loro percepire che non vi sono barriere tra l\u2019online e l\u2019offline \u00e8 fondamentale per suscitare in loro la sensazione che stanno ricevendo non solo un prodotto di lusso, ma anche un servizio di alta classe\u201d.<\/em><\/p>\n<p>Con la speranza \u2013 aggiungo io &#8211; che le \u201cmagnifiche sorti e progressive\u201d dell\u2019e-commerce non soffochino del tutto le relazioni umane, cos\u00ec preziosi (anche) nel mercato.<\/p>\n\n\n\n\t<div class=\"dkpdf-button-container\" style=\" text-align:right \">\n\n\t\t<a class=\"dkpdf-button\" href=\"\/rivista\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/34477?pdf=34477\" target=\"_blank\"><span class=\"dkpdf-button-icon\"><i class=\"fa fa-file-pdf-o\"><\/i><\/span> PDF<\/a>\n\n\t<\/div>\n\n\n\n\n\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il commercio on line della moda in Italia esce a tinte rosee dallo studio \u201cE-commerce &amp; Fashion 2015\u201d, a cura di ContactLab e SAP hybris, che ha indagato\u00a0dimensioni, caratteristiche e comportamenti degli acquirenti via web all\u2019interno dello scenario italiano e internazionale. 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