{"id":34501,"date":"2016-01-27T23:14:52","date_gmt":"2016-01-27T21:14:52","guid":{"rendered":"http:\/\/www.imore.it\/rivista\/?p=34501"},"modified":"2016-12-17T11:28:01","modified_gmt":"2016-12-17T09:28:01","slug":"e-lo-stilista-creo-la-donna","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/e-lo-stilista-creo-la-donna\/","title":{"rendered":"E lo stilista cre\u00f2 la donna"},"content":{"rendered":"<div id=\"attachment_34503\" style=\"width: 310px\" class=\"wp-caption alignleft\"><a href=\"http:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2016\/01\/Evoluzione-degli-stili.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-34503\" class=\"size-medium wp-image-34503\" alt=\"Evoluzione della silhouette\" src=\"http:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2016\/01\/Evoluzione-degli-stili-300x186.jpg\" width=\"300\" height=\"186\" srcset=\"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2016\/01\/Evoluzione-degli-stili-300x186.jpg 300w, https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2016\/01\/Evoluzione-degli-stili-768x477.jpg 768w, https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2016\/01\/Evoluzione-degli-stili.jpg 967w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-34503\" class=\"wp-caption-text\">Evoluzione della silhouette<\/p><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\" align=\"center\">Il <strong>corpo della donna<\/strong> \u00e8 una mera questione di design maschile. Nessuno si scandalizzi di una affermazione cos\u00ec perentoria. In effetti, se consideriamo quale idealit\u00e0 imperi nel fashion system (ed abbia sempre imperato dacch\u00e9 la moda moderna ha visto la luce come fenomeno culturale oltre che estetico), ci rendiamo conto che a dettar legge in atelier sono stati i maschi soprattutto. In sostanza, \u00e8 il modo di pensare di un uomo, \u00e8 il progetto di un uomo, \u00e8 la plateale invenzione di un uomo a forgiare, creare e ricreare ogni volta il corpo della donna. S\u00ec, perch\u00e9 la <strong><i>silhouette<\/i> femminile<\/strong> \u2013 questo \u00e8 un convincimento di molti couturier \u2013 \u00e8 imperfetta in s\u00e9!<\/p>\n<p>Ma solo qualcuno ha il coraggio di dichiararlo esplicitamente, senza pruriti dettati da istanze <i>politically correct<\/i>. Ad esempio, il grande stilista americano <strong>Charles James<\/strong> affermava che il corpo delle donne \u00e8 \u201cintrinsecamente sbagliato\u201d. Dunque lo considerava <strong>come un\u2019armatura<\/strong> (sic) su cui costruire abiti-scultura che pesavano sino a 15 chili! Obiettivo: riplasmare la forma per correggerne gli \u201cerrori\u201d congeniti.<\/p>\n<p>La realt\u00e0 \u00e8 che la moda quasi sempre \u00e8 stata concepita da maschi aventi come riferimento corpi immaginari: corpi che per\u00f2 essi impongono alle donne di possedere, costringendole quindi ad essere ci\u00f2 che non sono e che non potranno mai essere (o che potranno essere solo a costo di inauditi sforzi \u201cdeformanti\u201d), con tutte le conseguenze materiali e immateriali che ci\u00f2 comporta. Insieme ad un abito, infatti, viene forzosamente definita una soggettivit\u00e0, o meglio una personalit\u00e0 estranea.<\/p>\n<div id=\"attachment_34505\" style=\"width: 280px\" class=\"wp-caption alignright\"><a href=\"http:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2016\/01\/Evoluzione-degli-stili-Copia.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-34505\" class=\" wp-image-34505 \" alt=\"Evoluzione della silhouette\" src=\"http:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2016\/01\/Evoluzione-degli-stili-Copia-300x277.jpg\" width=\"270\" height=\"249\" srcset=\"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2016\/01\/Evoluzione-degli-stili-Copia-300x277.jpg 300w, https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2016\/01\/Evoluzione-degli-stili-Copia.jpg 649w\" sizes=\"(max-width: 270px) 100vw, 270px\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-34505\" class=\"wp-caption-text\">Evoluzione della silhouette<\/p><\/div>\n<p>E che dire della maniacale attenzione della moda per singole parti del corpo, cosicch\u00e9 una volta il focus si fissa sulle spalle, un\u2019altra volta sulle gambe, un\u2019altra sul seno, e via sezionando? A ben vedere, la narrazione della moda \u00e8 tutto un susseguirsi di corpi rimodellati con periodica ossessivit\u00e0 (od ossessiva periodicit\u00e0 che dir si voglia). Non a caso, \u00e8 stata coniata l\u2019espressione \u201czona erogena mutevole\u201d. Quindi\u2026 la donna \u00e8 mobile\u2026 o \u00e8 l\u2019immaginario maschile ad esserlo qual piuma al vento?<\/p>\n<p>Ha osservato acutamente <strong>Maria Luisa Frisa<\/strong> in un recente articolo sul settimanale \u201cl\u2019Espresso\u201d (n. 1, 7 Gennaio 2016), dal titolo quanto mai eloquente \u201cChe violenza la moda\u201d: \u201cNon c\u2019\u00e8 scampo, il corpo femminile \u00e8 un artificio culturale impastato di paure e desideri. Non \u00e8 un fatto recente: \u00e8 sempre stato cos\u00ec. L\u2019artificio \u00e8 affascinante\u201d.<\/p>\n<p>Negli ultimi anni, inoltre, stiamo assistendo ad un processo di convergenza tra le forme femminili e quelle maschili, nell\u2019ottica di un\u2019apparente esigenza di univocit\u00e0 basica che in verit\u00e0 lascia adito a parecchia ambiguit\u00e0 e altrettanta incertezza. La cosiddetta teoria del <i>gender<\/i> ha poi sublimato la confusione. La stessa Frisa ha sottolineato che due creativi di razza come Raf Simons e Hedi Slimane sono giunti ad assumere la direzione artistica di maison blasonate quali \u2013 rispettivamente \u2013 Dior e Saint-Laurent dopo aver sconvolto i codici estetici maschili; parimenti Alessandro Michele, rilevando il timone creativo di Gucci, \u00e8 parso rinnegare la connotazione erotica del brand per farlo evolvere verso nuovi stadi ancora da focalizzare con chiarezza.<\/p>\n<p>La conclusione \u00e8 che \u201cimprovvisamente lo<strong> stereotipo femminile<\/strong> imposto dai media: sesso e silicone, appare superato. Antiquato. Ma \u00e8 ancora una volta il disegno maschile a definire i contorni del corpo femminile\u201d.<\/p>\n<p>Con questo nostro articolo, scritto con intento <i>construens<\/i> e non <i>destruens<\/i>, ossia che non vuole tanto stigmatizzare l\u2019operato degli stilisti, quanto soffermarsi un attimo a razionalizzare le dinamiche creative, si \u00e8 cercato semplicemente di suggerire che non ha (pi\u00f9) senso porre ai designer la classica domanda sui loro tipi ideali di donna, perch\u00e9 a volte gli ideali possono nuocere gravemente alla salute! Molto meglio ancorarsi alla nuda realt\u00e0. Allora, ci piace congedarci con una citazione di una stilista donna, la mitica <strong>Coco Chanel<\/strong>, la quale affermava che \u201cuna donna dovrebbe vestirsi come la propria cameriera: semplicemente\u201d. Chi vuole intendere intenda.<\/p>\n\n\n\n\t<div class=\"dkpdf-button-container\" style=\" text-align:right \">\n\n\t\t<a class=\"dkpdf-button\" href=\"\/rivista\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/34501?pdf=34501\" target=\"_blank\"><span class=\"dkpdf-button-icon\"><i class=\"fa fa-file-pdf-o\"><\/i><\/span> PDF<\/a>\n\n\t<\/div>\n\n\n\n\n\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il corpo della donna \u00e8 una mera questione di design maschile. Nessuno si scandalizzi di una affermazione cos\u00ec perentoria. In effetti, se consideriamo quale idealit\u00e0 imperi nel fashion system (ed abbia sempre imperato dacch\u00e9 la moda moderna ha visto la luce come fenomeno culturale oltre che estetico), ci rendiamo conto che a dettar legge in&#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":29,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[6189],"tags":[6767,1827,8246,3062,8247,8248],"class_list":["post-34501","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-modaemodi","tag-charles-james","tag-coco-chanel","tag-corpo-della-donna","tag-maria-luisa-frisa","tag-silhouette-femminile","tag-stereotipo-femminile"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/34501"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-json\/wp\/v2\/users\/29"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=34501"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/34501\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":36577,"href":"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/34501\/revisions\/36577"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=34501"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=34501"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=34501"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}