{"id":35276,"date":"2016-04-13T17:47:49","date_gmt":"2016-04-13T15:47:49","guid":{"rendered":"http:\/\/www.imore.it\/rivista\/?p=35276"},"modified":"2016-12-17T10:42:31","modified_gmt":"2016-12-17T08:42:31","slug":"intervista-a-gilberto-petruccithe-king-of-paparazzi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/intervista-a-gilberto-petruccithe-king-of-paparazzi\/","title":{"rendered":"Intervista a Gilberto Petrucci:The King of Paparazzi"},"content":{"rendered":"<div id=\"attachment_35285\" style=\"width: 310px\" class=\"wp-caption alignleft\"><a href=\"http:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2016\/04\/Gilberto-Petrucci-e-la-dolce-vita.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-35285\" class=\"size-medium wp-image-35285\" alt=\"Gilberto Petrucci nella Galleria &quot;La dolce vita&quot;\" src=\"http:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2016\/04\/Gilberto-Petrucci-e-la-dolce-vita-300x135.jpg\" width=\"300\" height=\"135\" srcset=\"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2016\/04\/Gilberto-Petrucci-e-la-dolce-vita-300x135.jpg 300w, https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2016\/04\/Gilberto-Petrucci-e-la-dolce-vita.jpg 680w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-35285\" class=\"wp-caption-text\">Gilberto Petrucci nella Galleria &#8220;La dolce vita&#8221;<\/p><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">Lo chiamavano \u201c<b>paparazzetto\u201d,<\/b> perch\u00e9 il pi\u00f9 giovane di tutti, lui, <strong>Gilberto Petrucci<\/strong>, che assieme a<strong> Tazio Secchiaroli, Marcello Geppetti <\/strong>e<strong> Ivan Kroscenko<\/strong> fece la storia fotografica del periodo romano de <strong>\u201cLa dolce vita\u201d<\/strong>. Anni di feste e fasti, di passaggi in Cadillac e spensierate scorribande in cinquantino: tutti l\u00ec, a Rione Ludovisi, sparpagliati, in tenuta da <em>movida<\/em>, tra Doney e Rosati, l\u00ec dove pi\u00f9 di ogni altro luogo poteva saggiarsi una dimensione internazionale; dove, talvolta, bastava uno scatto ben riuscito per fare ottenere all\u2019ultima delle attricette, l\u2019agognata parte dal produttore hollywoodiano del momento.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Saluta col baciamano il signor Petrucci, uomo d\u2019altri tempi! Ha gli occhi vispi di un ragazzo appena un po&#8217; pi\u00f9 grande, l\u2019entusiasmo tra le labbra, e la mente piena di progetti. Eppure di vita ne ha vissuta: dalla sua se ne potrebbero forse ricavare anche altre due. Lo incontro nella<strong> Galleria \u201cLa Dolce Vita\u201d<\/strong>, che ha da poco aperto i battenti in via Palermo 41, a Roma. Lo spazio \u00e8 occupato da una mostra permanente dei click pi\u00f9 celebri dell\u2019epoca. Lui, dopo il suo rientro da New York, \u00e8 qui presenza costante, pietra miliare, soggetto preziosissimo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ci accomodiamo nella parte retrostante, quella dove sono soliti organizzare gli eventi. Ricorda la sala di un vecchio cabaret su cui sono calate le luci della notte; in fondo alla stanza un grande proiettore.\u00a0L\u2019orologio punta le ore 18.30 di un marted\u00ec di fine febbraio<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><b><i>Lei \u00e8 stato uno dei fotografi della dolce vita romana, come e quando \u00e8 cominciata la sua carriera? <\/i><\/b><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un giorno capitai all\u2019ambasciata messicana e c\u2019era l\u00ec un console, mi chiese se conoscessi un fotografo; ribattei -mentendo-, che io stesso lo ero, poi dissi che avrei potuto anche scattare, ma al momento mi trovavo sprovvisto di macchinetta \u2026.; replic\u00f2 \u201cnon preoccuparti, la procuro io!\u201d. Non appena ebbi in mano quell\u2019arnese mi recai di filato dal primo negozio specializzato e, con la scusa di acquistare dei rullini, mi feci spiegare l\u2019impossibile. Il console mi diede appuntamento l\u2019indomani alle nove; scattai le foto poi chiesi di avere le pellicole per ricontrollare, rispose che non c\u2019era tempo, port\u00f2 via con s\u00e9 il materiale e ripart\u00ec. Inquieto per il risultato, ogni mattina mi recavo dal portiere a chiedere se ci fossero novit\u00e0, se fosse arrivata una rivista per me \u2026. Dopo qualche settimana la copia giunse al mio domicilio. Lo ricordo come fosse ora, mi appartai in un angolino del cortile, con foga sfogliai le pagine fin quando finalmente il servizio mi apparve, le mie foto erano l\u00ec, stampate su carta, con sotto il mio nome.<br \/>\nQualche tempo dopo eravamo da Meo Patacca, sa, la famosa osteria trasteverina, ad un certo punto vidi una folla dimenarsi senza riuscire a capirne il motivo, poi realizzai: c\u2019era \u00a0la Soraya ! Sa, la principessa. Come un furetto mi divincolai tra la folla e rubai alcuni scatti. La mattina dopo immediatamente mi recai in testata con il materiale: lo proposi, lo acquistarono. Di nuovo il mio nome!<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ecco, posso dire che questi due episodi consacrarono l\u2019inizio della mia carriera. La realt\u00e0 \u00e8 che divenni fotografo molto prima, da bambino. La mia prima macchinetta fotografica fu una scatola di scarpe, e il mio primo obiettivo la lente degli occhiali di mio nonno. Vicino casa mia c\u2019era un rivenditore di pellicole, ne ebbi alcune, le studiai, trascorrevo le domeniche nei negozi di macchinette fotografiche, il mio primo scatto fu una natura morta \u2026<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><b><i>Che ricordo ha di Roma ai tempi della \u201cDolce vita\u201d?<\/i><\/b><\/p>\n<div id=\"attachment_35282\" style=\"width: 213px\" class=\"wp-caption alignright\"><a href=\"http:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2016\/04\/Gilberto-Petrucci-foto-dal-Diario1.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-35282\" class=\" wp-image-35282 \" alt=\"Gilberto Petrucci foto del Diario\" src=\"http:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2016\/04\/Gilberto-Petrucci-foto-dal-Diario1-225x300.jpg\" width=\"203\" height=\"270\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-35282\" class=\"wp-caption-text\">Gilberto Petrucci foto del Diario<\/p><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Via Veneto<\/strong> era uno spettacolo straordinario, alla sera i ristorati e i grandi alberghi erano gremiti\u00a0 di gente. Era interessante osservare come i clienti (noti o meno noti) dalle loro comode postazioni studiavano i passanti, e come a loro volta, i passanti, scrutavano con occhi colmi di avida curiosit\u00e0 i frequentatori dei caff\u00e8. Era la via mondana pi\u00f9 famosa al mondo, il sogno di chiunque, pi\u00f9 di Parigi, pi\u00f9 di Londra, pi\u00f9 di New York; qui si dava appuntamento il jet set internazionale, c\u2019erano attori, dive, nobili, letterati e persone in cerca di gloria.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Federico Fellini<\/strong> era spesso l\u00ec \u2026\u00a0 Una volta mi chiam\u00f2, \u201c Gilbert\u00ec, vi\u00e8 qua\u2019!, \u00a0che fate?\u201d. Replicai \u201c\u2026 e che facciamo ma\u00e8, stiamo qua!\u201d; \u201cah beh! senti un po\u2019 bello\u201d, domand\u00f2 \u201ccom\u2019\u00e8 che vi chiamate voialtri che scattate foto scandalistiche\u201d?, Ribattei \u00a0\u201c b\u00f2, ecchenneso\u2019 ma\u00e8, come ce chiamiamo \u2026.\u201d Mi disse \u201csai, sto girando un film intitolato <strong>\u201cLa dolce vita\u201d<\/strong>, e a voi, io, vi ho battezzato paparazzi. \u201c; \u201cbeh, se lo dice lei mae\u2019 allora ce chiameremo cos\u00ec \u2026\u201d Fellini coni\u00f2 il termine<strong> \u201cpaparazzo\u201d<\/strong> nell\u2019omonimo film. Da quel momento il vocabolo entr\u00f2 a far parte del linguaggio comune. Eleggemmo re dei paparazzi \u00a0Ivan Kroscenko, che nel 1964, don\u00f2 a me il suo titolo. Era divertente perch\u00e9 tra di noi ci chiamavamo con dei buffissimi soprannomi. Io ero \u201cpaparazzetto\u201d, perch\u00e9 il pi\u00f9 piccolo di et\u00e0, poi c\u2019erano: \u201cpoca luce\u201d perch\u00e8 ci vedeva poco; \u201cpeperoncino\u201d, perch\u00e9 anche quando indossava lo smoking teneva il peperoncino in tasca; \u201cil maratoneta\u201d perch\u00e9 gli correvano sempre dietro;\u00a0 \u201cGeppo\u201d, ossia<strong> Marcello Geppetti<\/strong>; \u201cil nobile\u201d perch\u00e9 era sempre in mezzo ai nobili; \u201cl\u2019affarista\u201d, perch\u00e9 arrivava tardi e acquistava le foto degli altri; \u201cFranco il lungo\u201d perch\u00e9 era alto \u2026<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><b><i>Signor Petrucci, nel corso della sua carriera ha fotografato molte donne. Ce n\u2019\u00e8 una che la colp\u00ec in modo particolare? \u00a0se s\u00ec, \u00a0perch\u00e9?<\/i><\/b><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Mi sono rimaste nel cuore due donne: la prima \u00e8 <strong>Giulietta Masina,<\/strong> la moglie di Federico Fellini; una donna di una dolcezza infinita. Una volta le dissi: \u201csai, cara Giulietta, mi sarebbe tanto piaciuto averti come mamma\u201d e lei replic\u00f2 \u201ce io, caro Guglielmo, sarei tanto orgogliosa di averti come figlio\u201d. La sua risposta mi colm\u00f2 di rara felicit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La seconda fu <strong>Ginger Rogers<\/strong>. Per un lungo periodo vissi a New York dove ebbi dei ristoranti. Un giorno venne a cercarmi, voleva conoscermi e avere una foto ricordo assieme a me; mi chiese se sapessi ballare il tango, ribattei: \u201cs\u00ec, signora Ginger, ma mica sono <strong>Fred Astaire<\/strong>!\u201d, facemmo un giro di ballo, ci divertimmo. Era una donna sicura di s\u00e9, allegra e piena di spirito, indimenticabile\u2026<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><b><i>Le donne nel corso degli ultimi anni hanno mutato notevolmente stile e costumi. Qual \u00e8 la differenza \u00a0tra una diva dei tempi andati e una donna di successo di oggi?<\/i><\/b><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Trovo che la differenza sia nei <strong>modi<\/strong>, nel comportamento; \u00e8 questo, credo, che genera distinzione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><b><i>Vuole raccontarci uno o pi\u00f9 episodi curiosi della sua vita da paparazzo?<\/i><\/b><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Mi ricordo un giorno all\u2019 Escargot, sull\u2019 Appia antica. Era il compleanno di <strong>Richard Burton<\/strong>, mi intrufolai non so neanche io come nella sala da pranzo e mi accorsi che lui e <strong>Liz Taylor<\/strong> si tenevano per mano di nascosto sotto il tavolo con accanto i rispettivi consorti. Sotto lo sguardo incredulo dei miei colleghi riuscii a rubare alcuni scatti: fui il primo a scoprire la loro relazione, e il primo a fotografarli assieme. All\u2019epoca la Taylor aveva una villa sull\u2019Appia Antica ad un paio di chilometri da Burton. Io mi postavo fuori, vestito da prete, con il breviario in mano infilandovi in mezzo la macchinetta fotografica. Il travestimento da religioso era perfetto, mai le guardie del corpo avrebbero chiamato la polizia; potevo fare avanti e indietro quanto volevo senza che nessuno si insospettisse della mia presenza. Un sacerdote pu\u00f2 farlo mentre recita le preghiere, chiunque altro, desterebbe sospetti.<\/p>\n<div id=\"attachment_35280\" style=\"width: 310px\" class=\"wp-caption alignleft\"><a href=\"http:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2016\/04\/Gilberto-Petrucci-e-i-Beatles.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-35280\" class=\"size-medium wp-image-35280\" alt=\"Gilberto Petrucci e i Beatles\" src=\"http:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2016\/04\/Gilberto-Petrucci-e-i-Beatles-300x179.jpg\" width=\"300\" height=\"179\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-35280\" class=\"wp-caption-text\">Gilberto Petrucci e i Beatles<\/p><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tempo dopo ero a Taormina per i <strong><i>Nastro d\u2019argento<\/i><\/strong>, c\u2019erano tutti: c\u2019era Sophia Loren, c\u2019era Claudia Cardinale; c\u2019era Alberto Sordi, c\u2019era Gregory Peck, e di nuovo Richard Burton. Da lontano mi riconobbe e mi chiam\u00f2 -era in compagnia di Liz Taylor-; mi chiese: \u201ccome sta tua madre?\u201d \u201cSta bene\u201d, risposi. Liz aveva in mano una bottiglietta di profumo e nonostante le sue proteste Burton gliela requis\u00ec e me la consegn\u00f2.\u00a0Poi disse: \u201ctieni, Gilberto, this is for your mother\u201d. Cos\u00ec facemmo pace. Io ho fatto sempre la pace con tutti, e tutti mi hanno poi voluto bene.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un\u2019altra volta i miei informatori mi avvisarono dell\u2019arrivo dei <strong>Beatles<\/strong>. Non si sapeva se avrebbero alloggiato all\u2019Excelsior oppure al Grand Hotel invece poi andarono al Parco dei Principi. Mi introdussi fingendomi il <i>newspaper boy<\/i>, avevo acquistato una copia del Daily News e la consegnai a <strong>Paul McCartney<\/strong>. Il giorno dopo tornai, lui mi riconobbe; c\u2019era una palla nel parco, e ci mettemmo a giocare fino alla una di notte. Furioso per il frastuono il portiere ci redargu\u00ec e Paul mi chiese di insegnargli una mala parola in italiano, giusto per ribattere. Dopo il concerto all\u2019Adriano, in sala stampa mi intercett\u00f2, mi disse di raggiungerlo e di sedere con loro, i Beatles; gli altri fotografi si infuriarono con me, allora prese parola e disse: \u201c Gilberto resta con noi! E&#8217; nostro amico\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un\u2019altra volta ancora ero con <strong>Rino Barillari<\/strong> all\u2019 Excelsior, c\u2019era <strong>Frank Sinatra<\/strong>. Avevo appena guadagnato uno scatto, uno dei suoi gorilla mi torse con foga il braccio per requisirmi il rullino, mi fece talmente male che dovettero chiamare la guardia medica. Resosi conto della gravit\u00e0 dell\u2019accaduto, mestamente venne da me Sinatra e mi chiese scusa poi, si lasci\u00f2 fotografare.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em><b>Ad un certo punto, complici le contestazioni studentesche del 68\u2019 e l\u2019autunno caldo del 69\u2019, la dolce vita cess\u00f2, tuttavia continu\u00f2 a lavorare come fotografo; stavolta, al seguito di uno dei personaggi pi\u00f9 amati dal pubblico italiano, Gianni Morandi. <\/b><\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Con <strong>Morandi<\/strong> fu amore a prima vista. And\u00f2 cos\u00ec. Mi chiamarono da \u201c<b>Tv Sorrisi e Canzoni\u201d<\/b> e mi dissero che c\u2019era un cantante emergente, un certo <strong>Gianni Morandi<\/strong> che in quei giorni si trovava con la moglie Laura a Fregene. Mi chiesero di fare un servizio e di muovermi perch\u00e9 l\u2019indomani mattina la coppia avrebbe preso un aereo per Milano. Presi di corsa la mia vespa e mi diressi verso il lido. Ero quasi arrivato e la vespa buc\u00f2. Percorsi a piedi il tragitto fino al primo meccanico aperto che sostitu\u00ec la ruota\u2026. Roba da non crederci: bucai di nuovo!. Allora decisi di raggiungere il luogo a passo svelto, tanto ormai ero l\u00ec; cercai l\u2019indirizzo in tasca e non lo trovai, nel mentre passarono due ragazze in bici, le fermai e chiesi loro se conoscessero un tale di nome \u2026.. \u00a0risposero si, che lo conoscevano, \u201c abita \u2026.\u201d; \u00a0le implorai di prestarmi il loro mezzo, furono generose, montai in sella, pedalai all\u2019impazzata, e finalmente grondante di sudore, giunsi a destinazione. Gianni mi disse che non c\u2019era tempo di fare foto \u201cstiamo uscendo per andare all\u2019 aeroporto\u201d, insistetti fin quando non riuscii a spuntarla; qualche giorno dopo il servizio usc\u00ec e i due furono felicissimi del risultato. Diventai il fotografo personale del cantante dal 1964 al 1978. Andai con lui in tutto il mondo, Parigi, Spagna, Australia, Giappone: cercavamo di mangiare nelle taverne invece che nei ristoranti di lusso per conoscere i sapori del cibo normale. Lui si divertiva a comportarsi da furbetto, cosa che in Italia non poteva fare. Faceva un sacco di scherzi, sai, come quello tipico di inzuppare al bar il proprio cornetto nel cappuccino di un\u2019altro o rubare di bocca la sigaretta a un passante, fare un tiro e poi restituirgliela. La gente rideva, lui si sentiva libero. Era molto legato a me, poi, quando anche questo periodo si concluse, venne tante volte a trovarmi nel mio ristorante a New York.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il signor Gilberto mi confessa che ha un sogno: organizzare la corsa delle bighe al Circo Massimo! lo ha anche brevettato e spera che qualcuno in futuro lo sponsorizzi. Trussardi in passato tent\u00f2 di proporgli un business, ma lui rifiut\u00f2. Non si tratta di fare affari ma di omaggiare Roma, la sua citt\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel frattempo, ogni marted\u00ec pomeriggio \u00e8 impegnato in Galleria a fornire pillole di saggezza sull\u2019avventurosa arte dello \u201cscatto matto\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Voi cosa ne dite, si fa un salto?<\/p>\n\r\n\t\t<style type='text\/css'>\r\n\t\t\t#gallery-1 {\r\n\t\t\t\tmargin: auto;\r\n\t\t\t}\r\n\t\t\t#gallery-1 .gallery-item {\r\n\t\t\t\tfloat: left;\r\n\t\t\t\tmargin-top: 10px;\r\n\t\t\t\ttext-align: center;\r\n\t\t\t\twidth: 33%;\r\n\t\t\t}\r\n\t\t\t#gallery-1 img {\r\n\t\t\t\tborder: 2px solid #cfcfcf;\r\n\t\t\t}\r\n\t\t\t#gallery-1 .gallery-caption {\r\n\t\t\t\tmargin-left: 0;\r\n\t\t\t}\r\n\t\t<\/style>\r\n\t\t<!-- see gallery_shortcode() in wp-includes\/media.php -->\n\t\t<div id='gallery-1' class='gallery galleryid-35276 gallery-columns-3 gallery-size-thumbnail gallery1'><script type=\"text\/javascript\">\r\n\/\/ <![CDATA[\r\n\tjQuery(document).ready(function () {\r\n\t\tjQuery(\".gallery1 a\").attr(\"rel\",\"gallery1\");\t\r\n\t\tjQuery('a[rel=\"gallery1\"]').colorbox({maxWidth:\"95%\", maxHeight:\"95%\",title: function(){ return jQuery(this).children().attr(\"alt\"); 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Anni di feste e fasti, di passaggi in Cadillac e spensierate scorribande in cinquantino: tutti l\u00ec, a Rione Ludovisi, sparpagliati, in tenuta&#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":225,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1973],"tags":[8431,8438,222,8437,8443,8460,8435,4350,8432,8459,8462,8434,1499,3144,8101,8461,8448,8441,8447,8433,8436],"class_list":["post-35276","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-intervistiamo-chi","tag-paparazzetto","tag-paparazzo","tag-beatles","tag-federico-fellini","tag-frank-sinatra","tag-fred-astaire","tag-galleria-la-dolce-vita","tag-gianni-morandi","tag-gilberto-petrucci","tag-ginger-rogers","tag-giulietta-masina","tag-ivan-kroscenko","tag-la-dolce-vita","tag-liz-taylor","tag-marcello-geppetti","tag-nastro-dargento","tag-paul-mccartney","tag-richard-burton","tag-rino-barillari","tag-tazio-secchiaroli","tag-via-veneto"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/35276"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-json\/wp\/v2\/users\/225"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=35276"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/35276\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":36546,"href":"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/35276\/revisions\/36546"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=35276"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=35276"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=35276"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}