{"id":35589,"date":"2016-06-16T17:18:04","date_gmt":"2016-06-16T15:18:04","guid":{"rendered":"http:\/\/www.imore.it\/rivista\/?p=35589"},"modified":"2016-12-17T10:32:45","modified_gmt":"2016-12-17T08:32:45","slug":"il-diavolo-e-nel-dettaglio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/il-diavolo-e-nel-dettaglio\/","title":{"rendered":"Il diavolo \u00e8 nel dettaglio"},"content":{"rendered":"<div id=\"attachment_35592\" style=\"width: 310px\" class=\"wp-caption alignleft\"><a href=\"http:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2016\/06\/Armani-Priv\u00e9-P-E-2014.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-35592\" class=\"size-medium wp-image-35592\" alt=\"Giorgio Armani Priv\u00e9 Paris Alta Moda P\/E 2014\" src=\"http:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2016\/06\/Armani-Priv\u00e9-P-E-2014-300x199.jpg\" width=\"300\" height=\"199\" srcset=\"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2016\/06\/Armani-Priv\u00e9-P-E-2014-300x199.jpg 300w, https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2016\/06\/Armani-Priv\u00e9-P-E-2014.jpg 600w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-35592\" class=\"wp-caption-text\">Giorgio Armani Priv\u00e9 Paris Alta Moda P\/E 2014<\/p><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\" align=\"center\">Incantevoli le sfilate con il loro glamour, ma che esborsi comportano! Affascinanti i testimonial dei brand, ma che salasso il loro conto! Splendide le boutique del centro disegnate da archistar, ma che costi mantenerle!<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" align=\"center\">Viene da chiedersi se certe cifre ormai non siano davvero eccessive, ossia se il prezzo di quel tailleur griffato che si sta per acquistare vada a remunerare di pi\u00f9 chi l\u2019ha realizzato o l\u2019affitto stellare del negozio nel Quadrilatero. Insomma, oggi la situazione \u00e8 tale (leggi: la dismisura \u00e8 tale) che si impone una distribuzione dei margini pi\u00f9 bilanciata tra i vari operatori del sistema moda (in particolare chi offre un prodotto bello &amp; ben fatto e sa farlo apprezzare ai consumatori), con un rapporto pi\u00f9 equilibrato tra <strong>costo industriale del manufatto e prezzo al dettaglio<\/strong>. Altrimenti prima o poi scoppier\u00e0 una bolla assordante.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il fatto \u00e8 che negli ultimi vent\u2019anni in troppi sono scesi a valle per salire sul carro del vincitore, ovvero del dettaglio monomarca (controllato direttamente o in franchising), allettati dalle prospettive di ricarico, a scapito del retail indipendente, che ha visto contrarsi i fatturati un po\u2019 per volta. Questo modello gestionale ha senz\u2019altro consentito ai brand designer di comprendere meglio le dinamiche di vendita finale, di veicolare senza filtri i propri valori, la propria cultura, la propria esperienza, di conoscere meglio i clienti e di comunicare con loro in modo efficace, fidelizzandoli proficuamente.<\/p>\n<div id=\"attachment_35595\" style=\"width: 280px\" class=\"wp-caption alignright\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-35595\" class=\" wp-image-35595 \" alt=\"Louis Vuitton Roma arch.Peter Marino\" src=\"http:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2016\/06\/Louis-Vuitton-Etoile-Maison-by-Peter-Marino-Rome-300x212.jpg\" width=\"270\" height=\"191\" srcset=\"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2016\/06\/Louis-Vuitton-Etoile-Maison-by-Peter-Marino-Rome-300x212.jpg 300w, https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2016\/06\/Louis-Vuitton-Etoile-Maison-by-Peter-Marino-Rome.jpg 720w\" sizes=\"(max-width: 270px) 100vw, 270px\" \/><p id=\"caption-attachment-35595\" class=\"wp-caption-text\">Louis Vuitton Roma arch.Peter Marino<\/p><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma, d\u2019altro canto, ci\u00f2 ha fatto s\u00ec che certe vie cittadine si omogeneizzassero, tutte con gli stessi marchi e gli stessi prodotti. Ma soprattutto ha indotto la moda a caricarsi di strutture e sovrastrutture pesanti in termini di costi logistici, mentre in precedenza la distribuzione veniva affidata a partner (solo il \u201ccuore creativo\u201d pulsava all\u2019interno). Ha affermato<strong> Erica Corbellini<\/strong>, SDA Bocconi Professor of Strategic and Entrepreneurial Management: \u201cA fronte di affitti sempre pi\u00f9 elevati per superfici sempre pi\u00f9 grandi, le imprese hanno reagito dapprima in molti casi abbassando la qualit\u00e0 del prodotto, nella convinzione che a vendere fosse pi\u00f9 la scenografia creata dall\u2019archistar rispetto alla qualit\u00e0 delle materie prime o della manifattura; in una fase successiva buttandosi in una brand extension selvaggia per massimizzare la resa al metro quadro. Il risultato \u00e8 che oggi tutti offrono un po\u2019 di tutto\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Intanto i consumatori &#8211; sempre pi\u00f9 smaliziati, informati, ricercati \u2013 puntano solo ai prodotti veramente iconici. Cos\u00ec, alla fine, la logica retail ha portato tutti ad essere fast sulla falsariga di colossi mass market come Zara e H&amp;M, per cui da 2 collezioni all\u2019anno si \u00e8 passati a 4, poi a 6, per non parlare delle limited edition, delle capsule, dei flash.<\/p>\n<div id=\"attachment_35591\" style=\"width: 280px\" class=\"wp-caption alignleft\"><a href=\"http:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2016\/06\/Penelope-Cruz-per-Carpisa.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-35591\" class=\" wp-image-35591 \" alt=\"Penelope Cruz testimonial per Carpisa\" src=\"http:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2016\/06\/Penelope-Cruz-per-Carpisa-300x200.jpg\" width=\"270\" height=\"180\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-35591\" class=\"wp-caption-text\">Penelope Cruz testimonial per Carpisa<\/p><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019esito di queste pressioni continue \u00e8 sotto gli occhi di tutti: stilisti sull\u2019orlo di crisi nervose, con fulminei giri di poltrone negli ultimi mesi (Raf Simons ha lasciato Dior, Alber Elbaz ha salutato Lanvin, Frida Giannini \u00e8 uscita da Gucci, sostituita da Alessandro Michele, Alessandro Sartori ha detto addio a Berluti per passare a Zegna, Giornetti ha abbandonato Ferragamo, Slimane ha separato la sua strada da quella di YSL, ecc.).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ora \u00e8 necessario uscire da logiche standard, abbandonare i modelli di business delle catene fast fashion per tornare ad avere un prodotto creativo ed una visione del posizionamento del marchio unici e distintivi. Altrimenti, di troppo retail la moda morir\u00e0.<\/p>\n\n\n\n\t<div class=\"dkpdf-button-container\" style=\" text-align:right \">\n\n\t\t<a class=\"dkpdf-button\" href=\"\/rivista\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/35589?pdf=35589\" target=\"_blank\"><span class=\"dkpdf-button-icon\"><i class=\"fa fa-file-pdf-o\"><\/i><\/span> PDF<\/a>\n\n\t<\/div>\n\n\n\n\n\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Incantevoli le sfilate con il loro glamour, ma che esborsi comportano! Affascinanti i testimonial dei brand, ma che salasso il loro conto! Splendide le boutique del centro disegnate da archistar, ma che costi mantenerle! 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