{"id":36398,"date":"2016-10-14T17:57:46","date_gmt":"2016-10-14T15:57:46","guid":{"rendered":"http:\/\/www.imore.it\/rivista\/?p=36398"},"modified":"2017-02-04T17:22:47","modified_gmt":"2017-02-04T15:22:47","slug":"una-storia-tutta-al-femminile-la-maison-curiel","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/una-storia-tutta-al-femminile-la-maison-curiel\/","title":{"rendered":"Una storia tutta al femminile: la Maison Curiel"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: center;\">Una storia di eleganza, un domani di eleganze<br \/>\n\u00abIl futuro influenza il presente tanto quanto il passato\u00bb<br \/>\n(Friedrich Wilhelm Nietzsche)<\/p>\n<div id=\"attachment_36384\" style=\"width: 310px\" class=\"wp-caption alignleft\"><a href=\"http:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2016\/10\/\u201cCuriel-\u2013-History-and-Future\u201d-courtesy-Curiel-7.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-36384\" class=\"wp-image-36384 size-medium\" src=\"http:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2016\/10\/\u201cCuriel-\u2013-History-and-Future\u201d-courtesy-Curiel-7-300x200.jpg\" alt=\"Raffaella Curiel\" width=\"300\" height=\"200\" srcset=\"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2016\/10\/\u201cCuriel-\u2013-History-and-Future\u201d-courtesy-Curiel-7-300x200.jpg 300w, https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2016\/10\/\u201cCuriel-\u2013-History-and-Future\u201d-courtesy-Curiel-7-768x513.jpg 768w, https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2016\/10\/\u201cCuriel-\u2013-History-and-Future\u201d-courtesy-Curiel-7-1024x684.jpg 1024w, https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2016\/10\/\u201cCuriel-\u2013-History-and-Future\u201d-courtesy-Curiel-7-1080x721.jpg 1080w, https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2016\/10\/\u201cCuriel-\u2013-History-and-Future\u201d-courtesy-Curiel-7-600x400.jpg 600w, https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2016\/10\/\u201cCuriel-\u2013-History-and-Future\u201d-courtesy-Curiel-7.jpg 1331w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-36384\" class=\"wp-caption-text\">Raffaella Curiel<\/p><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">Di tutte le maison italiane, <strong>Curiel<\/strong> \u00e8 una di quelle che ha maggiormente inciso nelle vicende dell\u2019estetica \u00a0italiana con uno stile puntuale, sicuro, riconoscibile.<br \/>\nUn alfabeto visivo che si traduce in un linguaggio estetico fortemente connotato. E come\u00a0ogni linguaggio, lungo una linea temporale che riporta a pi\u00f9 di un secolo fa, si \u00e8\u00a0costantemente aggiornato, ha creato neologismi vestimentari e ha adottato formule nuove,\u00a0pur rimanendo fedele a se stesso.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Una vocazione: la multidisciplinariet\u00e0, ovvero la\u00a0connessione a discipline diverse, dalla storia dell\u2019arte alle culture d\u2019altrove. Una missione:\u00a0rendere belle le donne con una moda che esalti senza mai sopraffare, che valorizzi senza\u00a0mai esibire, che esprima raffinatezza senza mai essere leziosa. Non a caso <strong>Raffaella\u00a0Curiel<\/strong> cita spesso un pensiero di Ivan Bilibin, pittore russo del primo &#8216;900: \u00abChe cosa\u00a0rende attraente un vestito? Vi sono una quantit\u00e0 di cose come la bellezza del movimento e\u00a0la bellezza della serenit\u00e0\u00bb.<br \/>\nMovimento, bellezza, serenit\u00e0. Concetti che ritornano senza sosta nella saga, tutta al\u00a0femminile, di quattro generazioni. Dalla Trieste mitteleuropea di <strong>Ortensia Curiel<\/strong>, zia di\u00a0<strong>Gigliola Curiel<\/strong>, il cui atelier \u00e8 accanto alla libreria di Umberto Saba, nasce una sensibilit\u00e0\u00a0cosmopolita e un senso della leggiadria che coincide con la definizione che Italo Calvino,\u00a0nelle Lezioni americane, d\u00e0 della leggerezza: \u00abautorevolezza senza peso\u00bb.<br \/>\nDa lei arriva la nipote Gigliola, che fin da ragazza dimostra passione e intraprendenza,\u00a0tanto da aprire nel 1945 una sua sartoria a Milano, prima in via Durini, poi in via Borgogna.\u00a0Ben presto diviene un imprescindibile punto di riferimento per le signore dell\u2019aristocrazia \u00a0e\u00a0dell\u2019alta borghesia che s\u2019innamorano di quegli abiti fluidi che emanano uno chic quieto ma\u00a0definito, esprimono estro e millimetrica tecnica sartoriale, irradiano quel piacere felice\u00a0delle cose che migliorano con il tempo. Nell\u2019Italia del boom economico dei tardi anni\u00a0Cinquanta e dei Sessanta, gli abiti Curiel sono protagonisti nelle prime alla Scala e nei\u00a0ritrovi dell\u2019alta societ\u00e0 durante i riti officiati nei luoghi pi\u00f9 prestigiosi e riservati della citt\u00e0. In\u00a0un certo senso, lo spirito e il carattere della milanesit\u00e0 &#8211; una categoria dell\u2019animo prima\u00a0che geografica, fatta di equilibrio, sobriet\u00e0 e un pizzico di follia &#8211; si riveste nei mitici \u00a0abiti\u00a0\u201cCuriellino\u201d. Abiti corti, svelti, mercuriali, \u00abfatti di nulla\u00bb e quasi sempre neri, virtuosismi di\u00a0couture sussurrata, sofisticatissimi nell\u2019apparente semplicit\u00e0. Sono modernissimi e dal\u00a0fascino senza tempo. Autrice di un Made in Italy prima che sia coniata l\u2019espressione\u00a0\u201cMade in Italy\u201d, Gigliola Curiel \u00e8 la prima stilista italiana a concedere un\u2019esclusiva al\u00a0prestigioso department store Bergdorf &amp; Goodman a New York e da Harrods a Londra.\u00a0Nel 1961 la raggiunge sua figlia Raffaella, meneghinamente detta \u201cLella\u201d. Solida\u00a0formazione culturale, dopo un periodo di studio da Balmain, gi\u00e0 nel \u201965 disegna la prima\u00a0collezione e cinque anni dopo, in seguito alla prematura scomparsa della madre, apre il\u00a0suo atelier in Corso Matteotti, dov\u2019\u00e8 tuttora. Si propone come stella dell\u2019allora nascente\u00a0pr\u00eat-\u00e0-porter, ma il successo \u00e8 tale che Raffaella decide di sfilare anche con una linea\u00a0couture. \u00c8 l\u201986 quando decide di affrontare anche la kermesse romana dell\u2019Alta Moda.<\/p>\n<div id=\"attachment_36401\" style=\"width: 235px\" class=\"wp-caption alignright\"><a href=\"http:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2016\/10\/Curiel-ph-Simona-Bersani-9.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-36401\" class=\"wp-image-36401 size-medium\" src=\"http:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2016\/10\/Curiel-ph-Simona-Bersani-9-225x300.jpg\" alt=\"Abito da sposa Curiel ph Simona Bersani\" width=\"225\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2016\/10\/Curiel-ph-Simona-Bersani-9-225x300.jpg 225w, https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2016\/10\/Curiel-ph-Simona-Bersani-9-768x1024.jpg 768w, https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2016\/10\/Curiel-ph-Simona-Bersani-9-1080x1440.jpg 1080w, https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2016\/10\/Curiel-ph-Simona-Bersani-9.jpg 1536w\" sizes=\"(max-width: 225px) 100vw, 225px\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-36401\" class=\"wp-caption-text\">Abito da sposa Curiel ph Simona Bersani<\/p><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le\u00a0sue clienti hanno nomi altisonanti, rappresentano il Gotha della mondanit\u00e0 globale, ma lei\u00a0si rifiuta di farne i nomi, \u00abnon sarebbe elegante\u00bb. Trapela, in quegli anni, una\u00a0convocazione da parte di Hillary Clinton che amerebbe molto vestire Curiel, ma non pu\u00f2\u00a0perch\u00e9 il protocollo delle First lady impone loro di vestire solo abiti di designer americani. \u00c8\u00a0proprio nel \u201claboratorio alchemico\u201d della couture che si concretizza l\u2019ossessione di unire\u00a0stimoli diversi che confluiscono in quella che lei ribattezza \u201cModa-Cultura\u201d. Ogni d\u00e9fil\u00e9 \u00e8 un\u00a0omaggio a pittori come Klimt, Goya, Velasquez, Van Gogh, Schiele, Beardsley, Depero,\u00a0Vermeer&#8230; Ma anche collezioni-tributi all\u2019arte africana, a quella russa, all\u2019Inghilterra dei\u00a0Tudor, all\u2019India dei Maharaja, al Messico di Frida Kahlo. Anticipatrice della tendenza\u00a0attuale a cogliere spunti e stimoli l\u00e0 dove si sente vibrare il bello in ogni manifestazione,\u00a0Raffaella Curiel raggiunge livelli sartoriali inimitabili: i pliss\u00e9, i ricami quasi in tre\u00a0dimensioni, le riproduzioni su sete pregiatissime di opere d\u2019arte diventano una sua cifra,\u00a0prima che stilistica, intellettuale.<br \/>\n\u00abCi\u00f2 che ha colpito particolarmente la mia fantasia, soprattutto nell\u2019ambito del mio lavoro,\u00a0\u00e8 stato il dilungarmi nei miei innumerevoli viaggi, a vedere \u201csfilare\u201d persone d\u2019infinite etnie,\u00a0di svariate provenienze, d\u2019incredibili differenze di costume\u00bb.<br \/>\nEppure rimane sempre se stessa e offre dei \u201cclassici\u201d \u2013 dai tailleur ai leggendari abiti da\u00a0sera \u2013 una rilettura innovativa. La storia la premia: nel 1984 \u00e8 nominata Commendatore,\u00a0nel 1985 Grande Ufficiale della Repubblica, nel 1995 riceve l\u2019Ambrogino d\u2019oro, nel 1997 il\u00a0Cavalierato di Gran Croce della Repubblica Italiana. Nel 2002, sfila a Roma a Palazzo\u00a0Farnese, con una collezione couture ispirata a Victor Hugo, unica stilista italiana invitata\u00a0all\u2019ambasciata di Francia in Italia.<br \/>\nNel \u201994 la figlia <strong>Gigliola Castellini Curiel<\/strong> comincia a lavorare con Raffaella in atelier. Studi\u00a0alla Bocconi in Economia e Commercio e contemporaneamente, una smisurata passione\u00a0per la concezione della moda trasmessa dalla mamma. Solo quattro anni dopo, debutta\u00a0con una linea di pr\u00eat-\u00e0-porter con molti punti vendita in Italia e all\u2019estero, dalle linee nitide\u00a0e dai materiali preziosi. Anche Gigliola riceve molti riconoscimenti: il premio \u201cModa sotto le\u00a0stelle\u201d ad Ascona nel 2006, un anno dopo il premio \u201cMilano Donna\u201d e nel 2009 il premio\u00a0internazionale \u201cAmici di Milano per i Giovani\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ora \u00e8 a fianco di Raffaella Curiel sia nella\u00a0parte creativa, sia in quella pi\u00f9 imprenditoriale: posizione che svilupper\u00e0 con ancora\u00a0maggior impegno nel ruolo di marketing supervisor del brand dopo l\u2019acquisizione da parte\u00a0del gruppo RedStone per perpetuarne la creativit\u00e0 e il \u201csaper fare\u201d. Un patrimonio da\u00a0arricchire e amplificare per estrarne visioni contemporanee. Sempre italiane. Anzi: sempre milanesi<\/p>\n\n\n\n\t<div class=\"dkpdf-button-container\" style=\" text-align:right \">\n\n\t\t<a class=\"dkpdf-button\" href=\"\/rivista\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/36398?pdf=36398\" target=\"_blank\"><span class=\"dkpdf-button-icon\"><i class=\"fa fa-file-pdf-o\"><\/i><\/span> PDF<\/a>\n\n\t<\/div>\n\n\n\n\n\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Trascriviamo la storia della Maison Curiel come \u00e8 stata preparata dal Press Office Italia (Negri Firman PR &#038; Communication) della newco Curiel Ltd in occasione della mostra \u201cCuriel \u2013 History and Future\u201d svoltasi a Milano durante la settimana della Moda  nello scorso settembre.<\/p>\n","protected":false},"author":228,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[25],"tags":[8746,8747,2967,8750,253],"class_list":["post-36398","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-storia","tag-curiellino","tag-gigliola-castellini-curiel","tag-gigliola-curiel","tag-ortensia-curiel","tag-raffaella-curiel"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/36398"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-json\/wp\/v2\/users\/228"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=36398"}],"version-history":[{"count":6,"href":"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/36398\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":37438,"href":"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/36398\/revisions\/37438"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=36398"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=36398"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=36398"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}