{"id":37175,"date":"2016-11-20T13:18:03","date_gmt":"2016-11-20T11:18:03","guid":{"rendered":"http:\/\/www.imore.it\/rivista\/?p=37175"},"modified":"2017-02-04T14:40:53","modified_gmt":"2017-02-04T12:40:53","slug":"gli-anni-40-la-moda-razionata","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/gli-anni-40-la-moda-razionata\/","title":{"rendered":"Gli anni 40\u2019: la moda razionata"},"content":{"rendered":"<div id=\"attachment_37178\" style=\"width: 247px\" class=\"wp-caption alignleft\"><a href=\"http:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2017\/01\/Dior-1948.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-37178\" class=\"wp-image-37178 size-medium\" src=\"http:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2017\/01\/Dior-1948-237x300.jpg\" alt=\"Moda anni '40-Dior 1948\" width=\"237\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2017\/01\/Dior-1948-237x300.jpg 237w, https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2017\/01\/Dior-1948.jpg 650w\" sizes=\"(max-width: 237px) 100vw, 237px\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-37178\" class=\"wp-caption-text\">Moda anni &#8217;40-Dior 1948<\/p><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il secondo conflitto mondiale rec\u00f2 con s\u00e9 in una violenta recessione che lasciava\u00a0ben poco spazio alle frivolezze della moda. Essa assunse un carattere pratico, modesto e contenuto, anche a causa del razionamento delle stoffe imposto dai governi alle Maison; disposizione che signific\u00f2 la consegna di una tesserina che definiva la quantit\u00e0 massima di tessuto fruibile da ciascuna casa di moda. La necessit\u00e0 di risparmiare stoffa fece si che gli orli delle gonne si accorciassero, che i modelli consentiti fossero,talvolta lievemente svasati, raramente a pieghe, \u00a0abitualmente dritti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In America fu\u2019 espressamente vietato il modello ad \u201cA\u201d e di contro obbligatorio quello a matita. L\u2019ente per la Produzione Bellica U.S.A. emise l\u2019ordine di limitazione generale e defin\u00ec la produzione dell\u2019abbigliamento nei minimi dettagli, sottolineando l\u2019importanza di evitare sprechi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019emblema di questa drammatica epoca fu uno stile austero, dal piglio militare quasi a voler imitare le divise militari e solidarizzare con gli uomini al fronte. Una moda misera, fatta di gonne sormontate da camicette e giacche con spalle strutturate, dal punto vita segnato (vezzo possibile, perch\u00e9 totalmente economico), ma arricchite da una serie di pratiche tasche. In Gran Bretagna non ne concessero pi\u00f9 di tre, e il guardaroba delle donne inglesi doveva essere costituito da un solo tailleur, una sola giacca e una sola blusa, il tutto di buona qualit\u00e0 per durare pi\u00f9 a lungo. Sempre in Inghilterra fu\u2019 dato ordine espresso di realizzare prototipi di modelli di abiti da signora di tipo funzionale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In Italia, ma anche in altri paesi europei, circolavano\u00a0riviste di moda con indicazioni su come riciclare i tessuti. Dalle coperte nacquero capi spalla, dalle lenzuola camice, da un abito da sera si potevano ricavare ben dieci indumenti diversi. Si rimodern\u00f2, si riadatt\u00f2, si reinterpret\u00f2, si invent\u00f2! Mancava la materia prima per le calze? la riga disegnata sulle gambe era una buona illusione ottica!<\/p>\n<div id=\"attachment_37182\" style=\"width: 237px\" class=\"wp-caption alignright\"><a href=\"http:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2017\/01\/mise-anni-40-due.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-37182\" class=\"wp-image-37182 size-medium\" src=\"http:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2017\/01\/mise-anni-40-due-227x300.jpg\" alt=\"Moda anni '40\" width=\"227\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2017\/01\/mise-anni-40-due-227x300.jpg 227w, https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2017\/01\/mise-anni-40-due.jpg 736w\" sizes=\"(max-width: 227px) 100vw, 227px\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-37182\" class=\"wp-caption-text\">Moda anni &#8217;40<\/p><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">Da tutte queste restrizioni ne usc\u00ec salvo solo il copricapo; il tessuto usato per la sua confezione non fu\u2019 infatti soggetto a razionamento. Cos\u00ec cappelli femminili ed estrosi turbanti rinfrancavano da un lato chi li indossava, e dall\u2019altro rinvigorirono l\u2019estro dei modisti. Non fu ovviamente cos\u00ec per gli abiti da gran sera che quasi scomparvero di scena, sia per l\u2019impossibilit\u00e0 di uscire, dovuta al coprifuoco, ma anche per la rarit\u00e0 dei tessuti preziosi pressoch\u00e9 introvabili. Una categoria di donne riusc\u00ec ancora a vestire sontuosamente: le attrici sul set. L\u2019industria cinematografica ottenne deroghe al razionamento dei tessuti, racimolando per gli abiti delle dive quel poco di stoffe pregiate rimasto in circolazione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nacque in quest\u2019epoca la consuetudine ad impiegare fibre sintetiche nelle confezioni, primo fra tutti il <strong>rayon<\/strong>, ma anche il<strong> nylon<\/strong>, brevettato da <strong>Du Pont<\/strong> nel 1937 con un apice di vendite altissimo nel 40\u2019 e una successiva battuta d\u2019arresto a causa della guerra, fino a dopo il 46\u2019. In Italia impazz\u00f2 il <strong>lanital<\/strong>, una fibra derivata dalla caseina, la proteina del latte, simile alla lana quanto a resa di calore ma poco resistente all\u2019usura; poi il <strong>mohair<\/strong>, tratto dal pelo delle capre d\u2019angora, e la <strong>viscosa<\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Fu ovunque un\u2019epoca di autarchia. Ad esempio, prima del conflitto gli americani acquistavano dai francesi i capi perch\u00e9 di pregio, a guerra in corso cominciarono a produrre in proprio sviluppando un\u2019 indotto interno al paese. Nulla a che vedere con l\u2019alta moda e \u2026 \u00a0novit\u00e0! Si inizi\u00f2 a produrre in serie.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le maison parigine finirono sul lastrico. La penuria di materie prime e la fuga della clientela si tradussero nella inutilit\u00e0 di presentare le collezioni. Parecchie furono costrette a chiudere, e le poche rimaste, si adattarono ad occuparsi del guardaroba delle donne degli alti gerarchi nazisti. I tedeschi tentarono di spostare il cuore della Haute Couture da Parigi a Berlino o a Vienna ma fallirono, e nonostante la grande depressione economica subito dopo la liberazione, nel 1944, la Ville Lumi\u00e8re si rimise al lavoro e torn\u00f2 a consacrarsi come capitale mondiale della moda.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La moda rinacque con la nascita del <strong>New look di Cristian Dior<\/strong> che nel 1946 stravolse completamente gli schemi, proponendo una silhouette a clessidra -modellata sulle curve della donna ad esaltazione della femminilit\u00e0 che vuole tornare a piacere dopo i razionamenti e gli abiti di foggia militare-, fatta di vita strizzatissima, gonna svasata e spalle strutturate. Se durante la guerra il metraggio di tessuto da usare per un abito non doveva superare i tre metri, a guerra finita Dior fu capace di usare fino a 50 metri di stoffa per una mise!<\/p>\n\r\n\t\t<style type='text\/css'>\r\n\t\t\t#gallery-1 {\r\n\t\t\t\tmargin: auto;\r\n\t\t\t}\r\n\t\t\t#gallery-1 .gallery-item {\r\n\t\t\t\tfloat: left;\r\n\t\t\t\tmargin-top: 10px;\r\n\t\t\t\ttext-align: center;\r\n\t\t\t\twidth: 33%;\r\n\t\t\t}\r\n\t\t\t#gallery-1 img {\r\n\t\t\t\tborder: 2px solid #cfcfcf;\r\n\t\t\t}\r\n\t\t\t#gallery-1 .gallery-caption {\r\n\t\t\t\tmargin-left: 0;\r\n\t\t\t}\r\n\t\t<\/style>\r\n\t\t<!-- see gallery_shortcode() in wp-includes\/media.php -->\n\t\t<div id='gallery-1' class='gallery galleryid-37175 gallery-columns-3 gallery-size-thumbnail gallery1'><script type=\"text\/javascript\">\r\n\/\/ <![CDATA[\r\n\tjQuery(document).ready(function () {\r\n\t\tjQuery(\".gallery1 a\").attr(\"rel\",\"gallery1\");\t\r\n\t\tjQuery('a[rel=\"gallery1\"]').colorbox({maxWidth:\"95%\", 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class=\"imagedescription\">New Look-Tailleur Bar-Christian Dior<\/span><br \/>\n<\/dd><\/dl><br style=\"clear: both\" \/><dl class=\"gallery-item\">\n<dt class=\"gallery-icon\">\r\n<a href=\"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2017\/01\/mise-anni-40.jpg\" title=\"Moda anni &#039;40\" rel=\"gallery1\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2017\/01\/mise-anni-40-150x150.jpg\" width=\"150\" height=\"150\" alt=\"Moda anni &#039;40\" \/><\/a>\r\n<\/dt><dd class=\"gallery-caption\" id=\"caption37183\"><span class=\"imagecaption\">Moda anni '40<\/span><br \/>\n<span class=\"imagedescription\">Moda anni '40<\/span><br \/>\n<\/dd><\/dl><dl class=\"gallery-item\">\n<dt class=\"gallery-icon\">\r\n<a href=\"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2017\/01\/mise-anni-40-due.jpg\" title=\"Moda anni &#039;40\" rel=\"gallery1\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" 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style=\"clear: both\" \/><dl class=\"gallery-item\">\n<dt class=\"gallery-icon\">\r\n<a href=\"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2017\/01\/donne-anni-40.jpg\" title=\"Moda anni &#039;40\" rel=\"gallery1\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2017\/01\/donne-anni-40-150x150.jpg\" width=\"150\" height=\"150\" alt=\"Moda anni &#039;40\" \/><\/a>\r\n<\/dt><dd class=\"gallery-caption\" id=\"caption37180\"><span class=\"imagecaption\">Moda anni '40<\/span><br \/>\n<span class=\"imagedescription\">Moda anni '40<\/span><br \/>\n<\/dd><\/dl><dl class=\"gallery-item\">\n<dt class=\"gallery-icon\">\r\n<a href=\"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2017\/01\/donna-anni-40.jpg\" title=\"Moda anni &#039;40\" rel=\"gallery1\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2017\/01\/donna-anni-40-150x150.jpg\" width=\"150\" height=\"150\" alt=\"Moda 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