{"id":38046,"date":"2017-03-18T21:14:36","date_gmt":"2017-03-18T19:14:36","guid":{"rendered":"http:\/\/www.imore.it\/rivista\/?p=38046"},"modified":"2017-03-28T17:50:50","modified_gmt":"2017-03-28T15:50:50","slug":"fenomenologia-del-rossetto","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/fenomenologia-del-rossetto\/","title":{"rendered":"Fenomenologia del rossetto"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">\u201cNon sono capace di leggere un messaggio triste senza prima mettermi il rossetto\u201d ammetteva deliziosamente <strong>Audrey Hepburn<\/strong> nel film <strong>\u201cColazione da Tiffany&#8221;<\/strong>. Doveva pensarla cos\u00ec anche <strong>Ingrid Bergman<\/strong> protagonista di <strong>\u201cCasablanca\u201d,<\/strong> dove il pianista Sam cantava <strong>&#8220;A kiss is just a kiss&#8221;<\/strong>, mentre i due amanti si sussurravano malinconiche parole d\u2019addio,\u00a0 memori di ardenti baci\u2026 Chiss\u00e0 che sapore avevano gli smack della bella attrice svedese con le sue celebri labbra scolpite dal rossetto\u2026 Potrebbero saperne qualcosa i curatori dell\u2019estroso volume fotografico <strong>\u201cLipstick Flavor\u201d<\/strong> (edito da Damiani), ovvero\u00a0<strong>J\u00e9r\u00f4me Sans e Marla Hamburg Kennedy<\/strong>, i quali hanno voluto illustrare le opere di grandi fotografi contemporanei che si sono lasciati affascinare da questo cosmetico, divenuto simbolo della stessa femminilit\u00e0 (e non si dimentichi che fu proprio grazie al cinema che il rossetto nel dopoguerra si diffuse ampiamente in tutto il mondo).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ebbene, quali interpretazioni danno del rossetto le foto contenute in questo libro? Le pi\u00f9 varie, talvolta inimmaginabili. Il rossetto infatti pu\u00f2 alludere all\u2019eros, al fetish, all\u2019ironia, alla caricatura, al sublime. Del resto, basta pensare a quanti vocaboli usavano gli antichi Romani per designare quello che noi chiamiamo univocamente bacio: osculum per il bacio fraterno, basium per quello amoroso sulla bocca, suavium quello che forse oggi definiremmo \u201calla francese\u201d, con forte accezione erotica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sbavature e sfumature, tracce sulle tazzine, disegni perfetti lasciati dalle donne con le loro bocche, raccontati in tanti modi estremamente personali da una quarantina gli artisti di fama internazionale: il volume\u00a0 mette insieme le opere di, solo per menzionarne alcuni, Marina Abramovi\u0107, Maurizio Cattelan, Pierpaolo Ferrari, Ryan McGinley, Daido Moriyama, Martin Parr, Alex Prager, Sam Samore, Mikalene Thomas, Erwin Wurm, Nobuyoshi Araki, Hans-Peter Feldmann, Inez &amp; Vinoodh, Catherine Opie, Laurie Simmons.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tra le immagini che ci hanno colpito di pi\u00f9, scegliamo &#8220;Portrait of Qusuquzah&#8221; di Mickalene Thomas che raffigura una fascinosa ragazza nera dalle rosse labbra ammalianti, l\u2019autoritratto nudo con sigaretta e rossetto di Juergen Teller, la foto di una \u201cMatrona di Palm Beach in boa di struzzo\u201d scattata da Stephen Shore, l\u2019iconico collage fotografico di una donna con un ferro da stiro al posto della testa e bocche dipinte invece dei capezzoli: un lavoro firmato da Linder. Gli artefici del libro J\u00e9r\u00f4me Sans e Marla Hamburg Kennedy nell\u2019introduzione scrivono: &#8220;Il rossetto in definitiva \u00e8 un aspetto socio-culturale evocativo e provocatorio di una situazione, un modo per raccontare una storia senza voce, ma con un sapore persistente\u201d.<br \/>\nVa detto comunque che \u201cLipstick Flavor\u201d riecheggia palesemente <strong>\u201cLipstick Traces\u201d<\/strong> di <strong>Greil Marcus<\/strong> sulla generazione punk nella Londra della fine degli anni \u201970, ovvero un\u2019estetica concepita come ribellione contro le arti e la societ\u00e0 del passato, contro le istituzioni tradizionali e il buon gusto. Oggi di quello slancio vitale non \u00e8 rimasto forse granch\u00e9, se si eccettuano certe immagini esteticamente interessanti e capaci di stimolare la creativit\u00e0 in ottica futura.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Infine, una curiosit\u00e0: se pensate che il rossetto sia un\u2019invenzione contemporanea, vi sbagliate di grosso, dal momento che tale cosmetico \u00e8 in uso da almeno mezzo millennio: gi\u00e0 nell\u2019antica Mesopotamia, culla della civilt\u00e0 umana, era utilizzato sotto forma di gemme e metalli sminuzzati per essere applicati sulle labbra, nonch\u00e9 talvolta intorno agli occhi. Anche nella valle del fiume Indo le donne solevano tingersi le labbra per farsi belle; e Cleopatra, la celebre regina egizia, utilizzava un rossetto ricavato dai pigmenti dei coleotteri e delle formiche. Fu poi in Inghilterra nel \u2018500, in epoca elisabettiana, che questa sostanza, allora ottenuta dalla cera d\u2019api, divenne popolare presso un pubblico pi\u00f9 ampio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il finale lo lasciamo tutto a\u00a0Gwyneth Paltrow: \u201cLa bellezza, per me, \u00e8 sentirsi a proprio agio nella propria pelle. Questo o un rossetto rosso da urlo!\u201d.<\/p>\n\n\n\n\t<div class=\"dkpdf-button-container\" style=\" text-align:right \">\n\n\t\t<a class=\"dkpdf-button\" href=\"\/rivista\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/38046?pdf=38046\" target=\"_blank\"><span class=\"dkpdf-button-icon\"><i class=\"fa fa-file-pdf-o\"><\/i><\/span> PDF<\/a>\n\n\t<\/div>\n\n\n\n\n\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u201cNon sono capace di leggere un messaggio triste senza prima mettermi il rossetto\u201d ammetteva deliziosamente Audrey Hepburn nel film \u201cColazione da Tiffany&#8221;. 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