{"id":38161,"date":"2017-04-07T13:44:52","date_gmt":"2017-04-07T11:44:52","guid":{"rendered":"http:\/\/www.imore.it\/rivista\/?p=38161"},"modified":"2017-04-07T15:06:21","modified_gmt":"2017-04-07T13:06:21","slug":"se-un-giorno-di-primavera-un-viaggiatore","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/se-un-giorno-di-primavera-un-viaggiatore\/","title":{"rendered":"Se un  giorno di primavera un viaggiatore\u2026"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">Non \u00e8 il caso di parafrasare il grande <strong>Italo Calvino<\/strong> vanamente, ma il viaggiatore, pi\u00f9 che il viaggio, \u00e8 l\u2019autentico protagonista di questo articolo. Infatti i primi tepori primaverili riaccendono la voglia di muoversi o perlomeno la sublimano in desiderio di tragitti verso mete \u201cin formato ridotto\u201d ma dal grande potenziale, che possono stillare cultura da ogni pietra e destare meraviglia ad ogni passo. Ecco allora tre proposte di percorsi a corto raggio verso localit\u00e0 forse sconosciute a molti, in grado di offrire piccoli incanti o comunque non deludere il viaggiatore curioso.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>A CASA DELLA<em> \u201c<\/em>DAMA CON L\u2019ERMELLINO\u201d<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Villa Medici del Vascello a San Giovanni in Croce<\/strong> (CR): una meta speciale per una visita di sicuro interesse storico, architettonico, botanico, tanto pi\u00f9 dopo i recenti restauri che l\u2019hanno consegnata al pubblico in un\u2019aura di rinnovato fascino.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Qui dimor\u00f2 la seducente <strong>Cecilia Gallerani<\/strong> che <strong>Leonardo da Vinci<\/strong> rese immortale nel celebre ritratto della<strong> \u201cDama con l\u2019ermellino\u201d<\/strong> (animale che pi\u00f9 probabilmente corrisponde ad un furetto), oggi a Cracovia nel Castello di Wawel: il dipinto sarebbe stato commissionato da Ludovico il Moro, duca di Milano, come regalo per le nozze della bella Cecilia, che era stata sua amante diletta (e da cui ebbe un figlio), con il Conte Ludovico Carminati, detto \u201cil Bergamino\u201d, celebrate nel Luglio 1492. La residenza della nobile coppia fu infatti stabilita a San Giovanni in Croce, in un\u2019originale residenza di campagna nel territorio cremonese, che da roccaforte eretta in posizione strategica a inizio \u2018400 (per volont\u00e0 del condottiero Cabrino Fondulo, Signore di Cremona) venne trasformata in villa e ingentilita nei connotati architettonici secondo i desideri della stessa Cecilia, che in essa fond\u00f2 una sorta di \u201csalotto intellettuale\u201d dell\u2019epoca. L\u2019aristocratica dama, che in questa dimora entr\u00f2 adolescente, vi rimase poi tutta la vita e alla sua morte venne sepolta, presumibilmente, nella locale Chiesa di San Zavedro.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In realt\u00e0 il maniero, dalle sue origini in avanti, and\u00f2 incontro a varie metamorfosi: inizialmente a pianta quadrangolare con una torre ad ogni angolo, ciascuna delle quali dotata di merlatura ghibellina a coda di rondine (dell\u2019antica struttura quattrocentesca restano la scarpa alla base delle pareti esterne e le torri angolari merlate nel fronte meridionale), si arricch\u00ec nei secoli successivi di un\u2019ampia loggia a serliane (trifore con apertura centrale ad arco a tutto sesto e le due laterali sormontate da un architrave) e di un terrazzo, oltre che di una torretta terminante con un fastigio. Nel frattempo il castello era divenuto sede di governanti spagnoli e quindi del capitano dello Stato milanese Alfonso Pimentel. Ma furono soprattutto i principi Soresina-Vidoni, nel \u2018600 e \u2018700, a contribuire nel modo pi\u00f9 incisivo alla conversione della rocca in residenza nobiliare: ad essi si deve anche la realizzazione di una vasta corte con una scalinata che conduce al giardino e l&#8217;ampliamento del fronte settentrionale della rocca mediante l&#8217;inserimento di due ali rettangolari che inglobano le torri difensive. Con l\u2019estinzione del casato la villa pass\u00f2 ai veneziani Mocenigo-Soranzo, di cui fu ultima erede la marchesa Carla Medici del Vascello, morta tragicamente nel 1945, subito dopo la Liberazione, mentre fuggiva con il suo amante Roberto Farinacci, il temibile ras di Cremona (in quelle drammatiche circostanze scomparvero molti beni preziosi della nobildonna, tra cui gioielli e arredi di pregio, che non vennero mai rinvenuti).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In seguito, il signorile complesso di San Giovanni in Croce venne praticamente abbandonato e rischi\u00f2 il degrado totale fino a che, nel 2005, fu acquisito dal Comune che opportunamente ne decise il restauro e la valorizzazione come centro culturale e ricreativo, in grado di ospitare eventi ad ampio spettro, calamitando sempre numeroso pubblico.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Oggi il polo di attrazione principale di Villa Medici del Vascello \u00e8 indubbiamente l\u2019esteso giardino romantico all\u2019inglese (oltre 100mila mq di area), la cui concezione \u00e8 attribuibile al principe Giuseppe Antonio Vidoni-Soresina, realizzato nell\u2019800 su progetto forse di Luigi Voghera, forse di Giovanni Motta (specialmente per l\u2019apparato decorativo).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ne parco si trovano, oltre ad essenze vegetali pregiate, costruzioni bizzarre e scorci paesaggistici di ispirazione esotica e storica, tra cui spiccano una pagoda cinese, un tempio indiano, un padiglione rinascimentale, una sorta di gazebo giapponese, un tempietto in stile dorico con pronao tuscanico a 4 colonne,\u00a0 rovine di gusto neogotico, una capanna olandese, un laghetto nel quale un tempo si svolgevano suggestive regate. Inoltre \u00e8 presente una garzaia unica nel suo genere, una delle poche esistenti in centri abitati, dove nidifica una cinquantina di coppie di aironi di varie specie. Tra gli alberi del parco, alcuni plurisecolari come una colossale ginkgo biloba (tra i primi esemplari ad essere importati in Europa dalla Cina a inizio \u2018800), occorre segnalare meravigliosi \u201cgiganti verdi\u201d quali <em>magnolia grandiflora<\/em>, <em>fagus sylvatica<\/em>, <em>taxus baccata<\/em>, legittimi eredi del giardino delle origini, a cui col tempo si sono aggiunte diverse altre piante lussureggianti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Forse in questo eden sentiremo riecheggiare ancora i passi leggeri della \u201cDama con l\u2019ermellino\u201d\u2026<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Complesso Monumentale \u201cVILLA MEDICI DEL VASCELLO\u201d<br \/>\n<\/strong>Via Giuseppina 8, San Giovanni in Croce (CR)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Orari di apertura <\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">DAL 1\u00b0 APRILE AL 31 OTTOBRE<br \/>\nOgni domenica e giorni festivi dalle ore 10.00 alle ore 19.00 (da Maggio ad Agosto fino alle 20.00).<br \/>\nDal luned\u00ec al sabato dalle ore 10.00 alle ore 18.00 su prenotazione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">DAL 1\u00b0 NOVEMBRE AL 31 MARZO<br \/>\nSolo per gruppi su prenotazione.<br \/>\nPer saperne di pi\u00f9 su biglietti di ingresso, visite guidate, laboratori scolastici e altro, contattare telefonicamente o per e-mail il Comune di San Giovanni in Croce:<br \/>\n0375.310279 \u2013 370.3379804 \u2013 <a href=\"mailto:villamedici@comune.sangiovanniincroce.cr.it\">villamedici@comune.sangiovanniincroce.cr.it<\/a><\/p>\n\r\n\t\t<style type='text\/css'>\r\n\t\t\t#gallery-1 {\r\n\t\t\t\tmargin: auto;\r\n\t\t\t}\r\n\t\t\t#gallery-1 .gallery-item {\r\n\t\t\t\tfloat: left;\r\n\t\t\t\tmargin-top: 10px;\r\n\t\t\t\ttext-align: center;\r\n\t\t\t\twidth: 33%;\r\n\t\t\t}\r\n\t\t\t#gallery-1 img {\r\n\t\t\t\tborder: 2px solid #cfcfcf;\r\n\t\t\t}\r\n\t\t\t#gallery-1 .gallery-caption {\r\n\t\t\t\tmargin-left: 0;\r\n\t\t\t}\r\n\t\t<\/style>\r\n\t\t<!-- see gallery_shortcode() in wp-includes\/media.php -->\n\t\t<div id='gallery-1' class='gallery galleryid-38161 gallery-columns-3 gallery-size-thumbnail gallery1'><script type=\"text\/javascript\">\r\n\/\/ <![CDATA[\r\n\tjQuery(document).ready(function () {\r\n\t\tjQuery(\".gallery1 a\").attr(\"rel\",\"gallery1\");\t\r\n\t\tjQuery('a[rel=\"gallery1\"]').colorbox({maxWidth:\"95%\", maxHeight:\"95%\",title: function(){ return jQuery(this).children().attr(\"alt\"); }, });\r\n\t});\r\n\/\/ ]]>\r\n<\/script>\n<dl class=\"gallery-item\">\n<dt class=\"gallery-icon\">\r\n<a href=\"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2017\/04\/Villa_Medici_del_Vascello_-_San_Giovanni_in_Croce-1.jpg\" title=\"Villa Medici del Vascello - S. Giovanni in Croce \" rel=\"gallery1\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2017\/04\/Villa_Medici_del_Vascello_-_San_Giovanni_in_Croce-1-150x150.jpg\" width=\"150\" height=\"150\" alt=\"Villa Medici del Vascello - S. Giovanni in Croce\" \/><\/a>\r\n<\/dt><dd class=\"gallery-caption\" id=\"caption38166\"><span class=\"imagecaption\">Villa Medici del Vascello - S. Giovanni in Croce <\/span><br \/>\n<span class=\"imagedescription\">Villa Medici del Vascello - S. Giovanni in Croce <\/span><br \/>\n<\/dd><\/dl><dl class=\"gallery-item\">\n<dt class=\"gallery-icon\">\r\n<a href=\"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2017\/04\/villa-medici-del-vascello.jpg\" title=\"Villa Medici del Vascello - S. 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Giovanni in Croce <\/span><br \/>\n<\/dd><\/dl><dl class=\"gallery-item\">\n<dt class=\"gallery-icon\">\r\n<a href=\"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2017\/04\/Leoonardo-da-Vinci-Dama-con-lermellino.jpg\" title=\"Leonardo da Vinci - Dama  con l&#039;ermellino\" rel=\"gallery1\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2017\/04\/Leoonardo-da-Vinci-Dama-con-lermellino-150x150.jpg\" width=\"150\" height=\"150\" alt=\"Leonardo da Vinci - Dama con l&#039;ermellino\" \/><\/a>\r\n<\/dt><dd class=\"gallery-caption\" id=\"caption38164\"><span class=\"imagecaption\">Leonardo da Vinci - Dama  con l'ermellino<\/span><br \/>\n<span class=\"imagedescription\">Leonardo da Vinci - Dama  con l'ermellino<\/span><br \/>\n<\/dd><\/dl><br style=\"clear: both\" \/>\r\n\t\t<\/div>\n\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>IL LABIRINTO DELLE DELIZIE <\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Labirinto come metafora della complessit\u00e0 dell\u2019universo e della condizione umana in particolare (si pensi alla poetica di Borges), ma anche raffigurazione utopica di un paradiso in Terra in cui \u00e8 bello perdere le proprie tracce per poi ritrovarle e ritrovarsi. Da sempre affascinato dall\u2019immagine del dedalo, il noto editore-esteta e squisito collezionista d\u2019arte <strong>Franco Maria Ricci<\/strong> ha pensato bene di realizzare a casa propria a <strong>Fontanellato<\/strong>, nel cuore della campagna parmense, il labirinto pi\u00f9 grande del mondo (per un totale di 8 ettari di superficie, edifici compresi) e forse anche il pi\u00f9 raffinato nonch\u00e9 il pi\u00f9 strabiliante, condividendone il progetto con gli architetti Pier Carlo Bontempi (per i singolari fabbricati) e Davide Dutto (per l\u2019incredibile parco). <em>Et voil\u00e0<\/em> il <strong>Labirinto della Masone,<\/strong> da cui il Minotauro \u00e8 rigorosamente bandito!<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Si tratta di un centro culturale <em>sui generis<\/em> per molti aspetti, che oltre alla cura botanica offre una ricca biblioteca (con 15mila volumi d\u2019arte, tra cui l\u2019intera collezione di libri stampati dal grande tipografo neoclassico Bodoni: oltre 1200 testi con preziosissime legature, raccolti negli anni da Ricci con passione) e un museo d\u2019arte dotato di 500 opere tra dipinti e sculture dal \u2018500 al \u2018900, spaziando da Carracci e Bernini a Savinio e Ligabue, solo per citarne alcuni. Eclettica e curiosa, la collezione rispecchia il gusto originale di Franco Maria Ricci, che abbraccia tanto la<br \/>\nscultura secentesca quanto la neoclassica, tanto le nature morte quanto busti e ritratti di epoca napoleonica, tanto la pittura romantica e popolare dell\u2019800 quanto le sciccherie di epoca D\u00e9co.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il complesso ospita anche la sede della casa editrice Franco Maria Ricci, fondata nel 1965, internazionalmente rinomata per l\u2019estetica aristocratica della sua produzione (non a caso Fellini la defin\u00ec \u201cla Perla nera\u201d), tra cui si ricordano le collane <em>I Segni dell\u2019uomo<\/em>, <em>La Biblioteca di Babele <\/em>(curata da Jorge Luis Borges), <em>Quadreria<\/em>, <em>Morgana<\/em>, <em>Le guide Impossibili<\/em>, Art FMR, l\u2019enciclopedia dell\u2019arte di Franco Maria Ricci, la ristampa dell\u2019<em>Encyclop\u00e9die <\/em>di Diderot e d\u2019Alembert, ma soprattutto la rivista d\u2019arte \u201cFMR\u201d, divenuta la pi\u00f9 prestigiosa e diffusa del mondo. Venduta nel 2004 proprio per sostenere finanziariamente il progetto \u201cdedalico\u201d, oggi la casa editrice rinasce <em>intra moenia<\/em>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A sorpresa ma non troppo, nel Labirinto della Masone si trovano anche spazi di ristoro \u201cgriffati\u201d dai celebri chef Fratelli Spigaroli, da cui non possono che venire proposte eno-gastronomiche d\u2019eccellenza, all\u2019insegna del territorio di Parma, ma aperte anche a suggestioni esterne. Non manca neppure un bistr\u00f2-caffetteria, n\u00e9 un \u201cangolo\u201d resort con due eleganti <em>suites<\/em> per visitatori esigenti, impreziosite da opere d\u2019arte e arredi di classe.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il Labirinto della Masone si rif\u00e0 a quello romano (suddiviso in quattro labirinti comunicanti tra loro), ma vi introduce alcune varianti come bivi e vicoli ciechi. La forma \u00e8 quella di una stella, che richiama il modello quattrocentesco del Filarete (adottato per primo da Vespasiano Gonzaga per la \u201ccitt\u00e0 ideale\u201d di Sabbioneta). All\u2019interno vi si trova anche una cappella piramidale (a memoria dell\u2019atavica simbologia sacra del labirinto) dove \u00e8 possibile celebrare cerimonie. La piazza al centro del Labirinto, concepita per accogliere mostre, eventi musicali, feste, ha un\u2019ampiezza di 2mila mq, attorno a cui si snodano 3 km di percorsi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I \u201cmattoni\u201d verdi che costituiscono il Labirinto della Masone sono i bamb\u00f9, di cui sono stati piantati 200mila esemplari di molteplici specie, da quelle nane a quelle giganti (fino a 5 metri di altezza). In effetti il bamb\u00f9 \u00e8 un albero eccezionale, esente da malattie e perdite di foglie, in grado di assorbire anidride carbonica e generoso produttore di ossigeno, quindi assai benefico per l\u2019ambiente. Con il suo legno \u00e8 stato addirittura realizzato il parquet che ricopre i pavimenti degli edifici.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Franco Maria Ricci, letteralmente innamorato di questa trib\u00f9 di piante, non nasconde una grande aspirazione futuristica da perseguire per mezzo della Fondazione che porta il suo nome: \u201cSpero che fra qualche anno questa pianta diventi un elemento importante del paesaggio padano e che i nostri imprenditori accettino di mascherare i loro capannoni con le delicate cortine verdi delle mie canne. Cambiare il volto della Val Padana, restituendole una grazia perduta, \u00e8 oggi il pi\u00f9 ambizioso dei miei sogni. La Fondazione fornir\u00e0 le piante necessarie e un servizio di consulenza gratuita. Il costo dell\u2019operazione \u00e8 trascurabile, cento piante di bamb\u00f9 non costano pi\u00f9 di 2000 euro e si sviluppano senza difficolt\u00e0\u201d. La <strong>Fondazione Franco Maria Ricci<\/strong> si propone infatti, oltre alla conservazione dei libri e della collezione d\u2019arte del \u201cvisionario\u201d <em>patron<\/em>, anche di promuovere il restauro del paesaggio insieme a varie attivit\u00e0 culturali.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Dulcis in fundo<\/em>, \u00e8 il caso di ricordare che nelle vicinanze dello storico borgo di Fontanellato (che vale di per s\u00e9 una visita), vi \u00e8 la splendida Parma, citt\u00e0 d\u2019arte e tempio della buona cucina, ma anche un \u201cmuseo diffuso\u201d nella Bassa Padana dove le meraviglie artistiche si sposano con quelle paesaggistiche e sensoriali: un labirinto di stimoli culturali da esplorare col filo d\u2019Arianna della curiosit\u00e0 intellettuale e della sete di genuina bellezza.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>\u00a0Il Labirinto in numeri<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il Labirinto della Masone \u00e8 aperto ogni giorno dalle 10.30 alle 19.00 (chiuso il marted\u00ec).<br \/>\nIl biglietto intero costa 18 \u20ac. Ha valore per un giorno e permette l\u2019accesso a tutto il complesso, alle collezioni d\u2019arte e bibliofile. Sono previste riduzioni per gruppi superiori alle 15 persone e visite scolastiche. Il biglietto \u00e8 gratuito per un accompagnatore di persona disabile.<br \/>\nTutti i percorsi della struttura sono privi di barriere architettoniche e consentono l\u2019accesso in forma autonoma a persone diversamente abili.<br \/>\nPer ulteriori informazioni si pu\u00f2 visitare il sito http:\/\/www.labirintodifrancomariaricci.it\/.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per la prenotazione: tel. 0521 827081 \u2013 e-mail: <a href=\"mailto:labirinto@francomariaricci.com\">labirinto@francomariaricci.com<\/a><\/p>\n\r\n\t\t<style type='text\/css'>\r\n\t\t\t#gallery-2 {\r\n\t\t\t\tmargin: auto;\r\n\t\t\t}\r\n\t\t\t#gallery-2 .gallery-item {\r\n\t\t\t\tfloat: left;\r\n\t\t\t\tmargin-top: 10px;\r\n\t\t\t\ttext-align: center;\r\n\t\t\t\twidth: 33%;\r\n\t\t\t}\r\n\t\t\t#gallery-2 img {\r\n\t\t\t\tborder: 2px solid #cfcfcf;\r\n\t\t\t}\r\n\t\t\t#gallery-2 .gallery-caption {\r\n\t\t\t\tmargin-left: 0;\r\n\t\t\t}\r\n\t\t<\/style>\r\n\t\t<!-- see gallery_shortcode() in wp-includes\/media.php -->\n\t\t<div id='gallery-2' class='gallery galleryid-38161 gallery-columns-3 gallery-size-thumbnail gallery1'><script type=\"text\/javascript\">\r\n\/\/ <![CDATA[\r\n\tjQuery(document).ready(function () {\r\n\t\tjQuery(\".gallery1 a\").attr(\"rel\",\"gallery1\");\t\r\n\t\tjQuery('a[rel=\"gallery1\"]').colorbox({maxWidth:\"95%\", maxHeight:\"95%\",title: function(){ return jQuery(this).children().attr(\"alt\"); }, });\r\n\t});\r\n\/\/ ]]>\r\n<\/script>\n<dl class=\"gallery-item\">\n<dt class=\"gallery-icon\">\r\n<a href=\"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2017\/04\/Il-Labirinto-della-Masone.jpg\" title=\"Il Labirinto della Masone\" rel=\"gallery1\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2017\/04\/Il-Labirinto-della-Masone-150x150.jpg\" width=\"150\" height=\"150\" alt=\"Il Labirinto della Masone\" \/><\/a>\r\n<\/dt><dd class=\"gallery-caption\" id=\"caption38170\"><span class=\"imagecaption\">Il Labirinto della Masone<\/span><br \/>\n<span class=\"imagedescription\">Il Labirinto della Masone<\/span><br \/>\n<\/dd><\/dl><dl class=\"gallery-item\">\n<dt class=\"gallery-icon\">\r\n<a href=\"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2017\/04\/Labirinto.jpg\" title=\"Il Labirinto della Masone\" rel=\"gallery1\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2017\/04\/Labirinto-150x150.jpg\" width=\"150\" height=\"150\" alt=\"Il Labirinto della Masone\" \/><\/a>\r\n<\/dt><dd class=\"gallery-caption\" id=\"caption38171\"><span class=\"imagecaption\">Il Labirinto della Masone<\/span><br \/>\n<span class=\"imagedescription\">Il Labirinto della Masone<\/span><br \/>\n<\/dd><\/dl><dl class=\"gallery-item\">\n<dt class=\"gallery-icon\">\r\n<a href=\"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2017\/04\/labirinto2.jpg\" title=\"Il Labirinto della Masone\" rel=\"gallery1\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2017\/04\/labirinto2-150x150.jpg\" width=\"150\" height=\"150\" alt=\"Il Labirinto della Masone\" \/><\/a>\r\n<\/dt><dd class=\"gallery-caption\" id=\"caption38172\"><span class=\"imagecaption\">Il Labirinto della Masone<\/span><br \/>\n<span class=\"imagedescription\">Il Labirinto della Masone<\/span><br \/>\n<\/dd><\/dl><br style=\"clear: both\" \/>\r\n\t\t<\/div>\n\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>UN CASTELLO DA MILLE E UNA NOTTE\u00a0<\/strong><strong>NEL CUORE DELLA TOSCANA<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non tutti sanno che nei dintorni di Reggello, a pochi chilometri da Firenze, si trova uno dei palazzi pi\u00f9 affascinanti del mondo, concepito per suscitare stupore: il <strong>Castello di Sammezzano<\/strong>. La sua <strong>Sala dei Pavoni<\/strong> vanta un soffitto classificato da <em>BBC Culture<\/em> tra i dieci soffitti pi\u00f9 belli del pianeta, in compagnia di luoghi \u201cmitici\u201d come il Tempio del Cielo di Pechino o la Moschea dello Sci\u00e0 di\u00a0Isfahan. In quella stanza degna di Sheherazade gli archi multi-colori evocano proprio le code dei vanitosi uccelli, mentre bizzarri oggetti suggestionano con le loro insolite forme, altamente ornamentali. Ma l\u2019effetto decorativo incantatore accompagna lungo tutto il percorso nelle varie sale (originalissime quelle d\u2019Ingresso e da Ballo, nonch\u00e9 il Corridoio delle Stalattiti e l\u2019incredibile Torre centrale).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Visitare questa arcana dimora (il che \u00e8 possibile solo rare volte all\u2019anno) \u00e8 un\u2019esperienza unica, onirica ed esotica, che trasporta in un\u2019atmosfera da \u201cmille e una notte\u201d in virt\u00f9 dello stile moresco-orientalista che vi aleggia, reso da sorprendenti arabeschi e decorazioni geometriche dai colori vivi e brillanti. E pensare che chi ide\u00f2 questo edificio visionario in pieno \u2018800, vale a dire il nobile fiorentino <strong>Ferdinando Panciatichi Ximenes d&#8217;Aragona\u00a0<\/strong>(1813-1897), non si era mai recato in Oriente! Ci\u00f2 nonostante egli, tra il 1843 ed il 1889, si trasform\u00f2 da autodidatta in architetto, ingegnere, botanico, per dare vita a questa creatura senza tempo, servendosi di maestranze locali, da lui personalmente guidate.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In verit\u00e0 quello su cui l\u2019aristocratico \u201cdemiurgo\u201d intervenne fu un edificio gi\u00e0 preesistente, che le fonti storiche fanno risalire addirittura all\u2019epoca romana (pare che qui sia transitato anche Carlo Magno nel 780). Nel tempo la vasta tenuta con il Castello di Sammezzano ha annoverato prestigiosi proprietari, dagli Altoviti a Giovanni Jacopo de\u2019 Medici, fino a Sebastiano Ximenes di cui, mediante complesse traversie ereditarie, fu ultimo successore Ferdinando.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Appassionato di botanica, l\u2019intraprendente Panciatichi Ximenes d&#8217;Aragona pens\u00f2 bene di sistemare da par suo anche l\u2019area intorno alla villa, ovvero i 65 ettari di Parco Storico, dove accanto ai lecci, cerri e roverelle autoctoni piant\u00f2 oltre 130 specie arboree rare di provenienza forestiera (tra cui sequoie della California, destinate ad entrare nel novero degli alberi monumentali d\u2019Italia), costituendo cos\u00ec un unicum storico-architettonico-ambientale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Che ne \u00e8 oggi di questo luogo da sogno? A seguito della scomparsa di Ferdinando e tra alterne vicende, il Castello di Sammezzano negli anni \u201970 del secolo scorso venne trasformato in hotel di lusso, finch\u00e9 negli anni \u201990 non venne ceduto ad una societ\u00e0 italo-inglese, anch\u2019essa operante in ambito turistico, che per\u00f2 poi incontr\u00f2 problemi finanziari, cosicch\u00e9 la struttura fin\u00ec all\u2019asta (sino ad ora gli incanti svoltisi sono andati deserti, per cui il destino dell\u2019illustre tenuta \u00e8 \u201csospeso\u201d).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Intanto nel 2013 si \u00e8 costituito il <strong>\u201cComitato FPXA\u201d<\/strong> che cerca di promuovere lo studio e la conoscenza del Castello e del Parco, a cominciare dalla \u201criscoperta\u201d di quel formidabile personaggio che fu Ferdinando Panciatichi Ximenes d&#8217;Aragona, versatile come pochi. Tra le varie attivit\u00e0 di quest\u2019uomo vi fu anche quella di politico, animato da idee liberali: nell\u2019Italia post-unitaria egli fu eletto due volte deputato, salvo poi dimettersi amareggiato dalla mala gestione del neo-Stato e dalla sua classe dirigente (nel Corridoio delle Stalattiti \u00e8 riportata una sua frase in latino che recita: \u201dMi vergogno a dirlo, ma \u00e8 vero: l\u2019Italia \u00e8 in mano a ladri, esattori, meretrici e mezzani che la controllano e la divorano. Non di questo per\u00f2 mi dolgo, ma del fatto che ce lo siamo meritati\u201d, 1870). Fu proprio in virt\u00f9 di questa delusione che egli decise di ritirarsi a Sammezzano per dare corpo alla sua utopia di ispirazione orientalista.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Membro dell\u2019Accademia dei Georgofili, Vicepresidente della Societ\u00e0 di Orticultura, Accademico onorario dell\u2019Accademia di Belle Arti, Ferdinando fu scienziato, collezionista, filantropo, mecenate, appassionato dell\u2019opera verdiana. Insomma fu un protagonista del suo tempo in pi\u00f9 campi, che da profano seppe eccellere ovunque percorrendo vie innovative e personalissime.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In attesa che le prossime aste decretino la sorte della tenuta di Sammezzano, con la speranza che possa continuare ad essere curata la sua manutenzione &#8211; nel frattempo il sito si \u00e8 classificato tra i pi\u00f9 votati &#8220;luoghi del cuore&#8221; del FAI &#8211; ricordiamo che il Castello \u00e8 visitabile solitamente in Maggio\/Giugno e Ottobre, grazie al lavoro delle associazioni di volontariato locali, in particolare del Comitato FPXA che ne promuove costantemente la conoscenza, tramandando la \u201cromantica\u201d storia del suo creatore.<br \/>\nPer accedervi \u00e8 obbligatoria la prenotazione on line: consultare il sito <a href=\"http:\/\/www.sammezzano.org\/\">www.sammezzano.org<\/a><\/p>\n\r\n\t\t<style type='text\/css'>\r\n\t\t\t#gallery-3 {\r\n\t\t\t\tmargin: auto;\r\n\t\t\t}\r\n\t\t\t#gallery-3 .gallery-item {\r\n\t\t\t\tfloat: left;\r\n\t\t\t\tmargin-top: 10px;\r\n\t\t\t\ttext-align: center;\r\n\t\t\t\twidth: 33%;\r\n\t\t\t}\r\n\t\t\t#gallery-3 img {\r\n\t\t\t\tborder: 2px solid #cfcfcf;\r\n\t\t\t}\r\n\t\t\t#gallery-3 .gallery-caption {\r\n\t\t\t\tmargin-left: 0;\r\n\t\t\t}\r\n\t\t<\/style>\r\n\t\t<!-- see gallery_shortcode() in wp-includes\/media.php -->\n\t\t<div id='gallery-3' class='gallery galleryid-38161 gallery-columns-3 gallery-size-thumbnail gallery1'><script type=\"text\/javascript\">\r\n\/\/ <![CDATA[\r\n\tjQuery(document).ready(function () {\r\n\t\tjQuery(\".gallery1 a\").attr(\"rel\",\"gallery1\");\t\r\n\t\tjQuery('a[rel=\"gallery1\"]').colorbox({maxWidth:\"95%\", maxHeight:\"95%\",title: function(){ return jQuery(this).children().attr(\"alt\"); }, });\r\n\t});\r\n\/\/ ]]>\r\n<\/script>\n<dl class=\"gallery-item\">\n<dt class=\"gallery-icon\">\r\n<a href=\"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2017\/04\/Il-Catello-di-Sammezzano-Sala-esterno.jpg\" title=\"Il Castello di Sammezzano-Esterno\" rel=\"gallery1\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2017\/04\/Il-Catello-di-Sammezzano-Sala-esterno-150x150.jpg\" width=\"150\" height=\"150\" alt=\"Il Castello di Sammezzano-Esterno\" \/><\/a>\r\n<\/dt><dd class=\"gallery-caption\" id=\"caption38173\"><span class=\"imagecaption\">Il Castello di Sammezzano-Esterno<\/span><br \/>\n<span class=\"imagedescription\">Il Castello di Sammezzano-Esterno<\/span><br \/>\n<\/dd><\/dl><dl class=\"gallery-item\">\n<dt class=\"gallery-icon\">\r\n<a href=\"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2017\/04\/Il-Catello-di-Sammezzano-Sala-dei-pavoni.jpg\" title=\"Il Castello di Sammezzano-Sala dei pavoni\" rel=\"gallery1\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2017\/04\/Il-Catello-di-Sammezzano-Sala-dei-pavoni-150x150.jpg\" width=\"150\" height=\"150\" alt=\"Il Castello di Sammezzano-Sala dei pavoni\" \/><\/a>\r\n<\/dt><dd class=\"gallery-caption\" id=\"caption38175\"><span class=\"imagecaption\">Il Castello di Sammezzano-Sala dei pavoni<\/span><br \/>\n<span class=\"imagedescription\">Il Castello di Sammezzano-Sala dei pavoni<\/span><br \/>\n<\/dd><\/dl><dl class=\"gallery-item\">\n<dt class=\"gallery-icon\">\r\n<a href=\"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2017\/04\/Il-castello-di-Sammezzano-sala-bianca.jpg\" title=\"Il Castello di Sammezzano-Sala Bianca\" rel=\"gallery1\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2017\/04\/Il-castello-di-Sammezzano-sala-bianca-150x150.jpg\" width=\"150\" height=\"150\" alt=\"Il Castello di Sammezzano-Sala Bianca\" \/><\/a>\r\n<\/dt><dd class=\"gallery-caption\" id=\"caption38174\"><span class=\"imagecaption\">Il Castello di Sammezzano-Sala Bianca<\/span><br \/>\n<span class=\"imagedescription\">Il Castello di Sammezzano-Sala Bianca<\/span><br \/>\n<\/dd><\/dl><br style=\"clear: both\" \/>\r\n\t\t<\/div>\n\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n\n\n\n\t<div class=\"dkpdf-button-container\" style=\" text-align:right \">\n\n\t\t<a class=\"dkpdf-button\" href=\"\/rivista\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/38161?pdf=38161\" target=\"_blank\"><span class=\"dkpdf-button-icon\"><i class=\"fa fa-file-pdf-o\"><\/i><\/span> PDF<\/a>\n\n\t<\/div>\n\n\n\n\n\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Non \u00e8 il caso di parafrasare il grande Italo Calvino vanamente, ma il viaggiatore, pi\u00f9 che il viaggio, \u00e8 l\u2019autentico protagonista di questo articolo. 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