{"id":38305,"date":"2017-04-29T11:55:28","date_gmt":"2017-04-29T09:55:28","guid":{"rendered":"http:\/\/www.imore.it\/rivista\/?p=38305"},"modified":"2017-05-02T20:15:11","modified_gmt":"2017-05-02T18:15:11","slug":"italo-lupi-la-grandezza-di-un-uomo-appartato-pillole-di-saggezza-professionale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/italo-lupi-la-grandezza-di-un-uomo-appartato-pillole-di-saggezza-professionale\/","title":{"rendered":"ITALO LUPI, la grandezza di un uomo defilato: pillole di saggezza professionale."},"content":{"rendered":"<div id=\"attachment_38306\" style=\"width: 310px\" class=\"wp-caption alignleft\"><a href=\"http:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2017\/05\/Italo-Lupi.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-38306\" class=\"size-medium wp-image-38306\" src=\"http:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2017\/05\/Italo-Lupi-300x300.jpg\" alt=\"Italo Lupi\" width=\"300\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2017\/05\/Italo-Lupi-300x300.jpg 300w, https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2017\/05\/Italo-Lupi-150x150.jpg 150w, https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2017\/05\/Italo-Lupi-80x80.jpg 80w, https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2017\/05\/Italo-Lupi.jpg 655w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-38306\" class=\"wp-caption-text\">Italo Lupi<\/p><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Italo Lupi:<\/strong>\u00a0Architetto d\u2019interni, allestitore e graphic designer, scrittore con un passato da consulente di immagine per la Rinascente, IBM Italia e la Triennale di Milano, art director di <strong>&#8220;Domus&#8221;<\/strong> e art director e direttore di <strong>&#8220;Abitare&#8221;<\/strong>.<br \/>\nLaurea in architettura e laurea H. C. in design al Politecnico di Milano, Honorable Royal Designer a Londra, vincitore di tre <strong>&#8220;Compasso d\u2019oro&#8221;<\/strong> (uno alla carriera), del <strong>&#8220;German Design Award 2011&#8221;<\/strong> e, soprattutto, uomo straordinariamente gioviale ed ironico, dall\u2019eloquio generoso ed attento che solamente da un cuore gentile pu\u00f2 trapelare.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dopo mesi di corteggiamento, da lui definito ironicamente -quasi \u2013 vessatorio, la conversazione \u00e8 scivolata via placida e piacevole, come una gita in barca in un piccolo lago ombreggiato da tante sfumature di verde.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><em>E\u2019 stato art director della rivista Domus, di nuovo art director e poi direttore della rivista Abitare, cosa le piace ricordare di quei periodi?<\/em><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Direi il senso di dominio e di potere -lo dico per scherzo-, con emozioni che nascevano dalla grande libert\u00e0 di espressione riconosciutami.<br \/>\nIn generale sono stati periodi di forte impegno e divertimento. Ritrovare <strong>Mario Bellini<\/strong> a <strong>Domus<\/strong> con il quale avevo condiviso gli studi di architettura al Politecnico e il lavoro a <strong>La Rinascente<\/strong> \u00e8 stato molto bello.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em><strong>Come \u00e8 stato il passaggio \u00a0da una rivista di urbanistica ed architettura come &#8220;Domus&#8221;, ad una rivista di architettura d\u2019 interni e design, quale \u00e8 &#8220;Abitare&#8221;?<\/strong><\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E\u2019 stato un passaggio molto stimolante. &#8220;Abitare&#8221; ha una tradizione di grande seriet\u00e0, anche in senso politico con un occhio molto attento alle questioni sociali e al bene comune. &#8220;Abitare&#8221; ha avuto un supplemento <strong>\u201cSe\u201d<\/strong> molto radicale, che poteva sembrare un po\u2019 nevrotico a un primo impatto perch\u00e9 pareva contrastare con lo stile sofisticato ed elitario, ma in realt\u00e0 si armonizzava perfettamente con la rivista, la rendeva pi\u00f9 completa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em><strong>E il passaggio all\u2019interno della stessa rivista, da art director a direttore?<\/strong><\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il mutamento di posizione \u00e8 stato molto interessante cos\u00ec come lo \u00e8 stato lavorare con l\u2019editore <strong>Renato Minetto<\/strong>: uomo straordinario, grande amico e lavoratore entusiasta. Eravamo una redazione stupenda, con una forte collaborazione tra i redattori. Avevamo la possibilit\u00e0 di scegliere gli argomenti da trattare, di rivendicare questo diritto con assoluta autonomia sganciandoci dalle politiche pubblicitarie. Un nostro merito \u00e8 stato tra gli altri, quello di aver avuto il coraggio di dare spazio oltre che a nomi noti soprattutto a giovani talenti divenuti con gli anni professionisti affermati. Avevamo un occhio di riguardo per le cose che progettavano in Italia. Questo ci ha consentito di distinguerci dalle altre riviste di settore orientate perlopi\u00f9 a favorire le archistar e non i nuovi germogli.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sono rimasto ad &#8220;Abitare&#8221; per sedici anni. C\u2019e tutt\u2019ora grande affetto e stima con i miei compagni di lavoro, di allora, che sento e vedo spesso.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em><strong>Quale messaggio si cela dietro il suo modo\u00a0 di lavorare?<\/strong><\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nessun messaggio. C\u2019 \u00e8 disciplina \u2026 lavoro \u2026.\u00a0 e pi\u00f9 di tutto molta curiosit\u00e0 fanciullesca.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em><strong>Ha da poco pubblicato il libro \u201cItalo Lupi, Autobiografia Grafica\u201d vuole parlane ?<\/strong><\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">&#8220;Autobiografia Grafica&#8221; \u00e8 un volume che credo abbia cambiato il modo di fare libri di grafica progettati direttamente dai grafici. Il merito di questo libro \u00e8 che accanto al mio lavoro, ho riconosciuto giusti \u00a0tributi a coloro che con il loro operato hanno influenzato il mio, anche se magari lontani dal mio stile professionale: <strong>Vignelli, Glaser, Gregotti, Provinciali<\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em><strong>\u00c8 nato a cavallo tra le due guerre, l\u2019essere stato privato di cose, quale \u00a0influsso ha avuto su di lei?<\/strong><\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In quel periodo ci siamo rifugiati con la mia famiglia nella villa di mio nonno nelle Langhe, fui un privilegiato per questo. Ricordo nitidamente il terrore dei rastrellamenti durate il periodo della Resistenza, il senso di impotenza e la sofferenza della \u00a0gente. Ci\u00f2 che ho vissuto ha \u00a0influenzato il mio modo di guardare ai poveri e alle persone svantaggiate. Ho imparato l\u2019arte di stare con i pi\u00f9 deboli, mai con i pi\u00f9 forti. Ho imparato cosa vuol dire collaborazione e saggiato la generosit\u00e0 delle persone.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em><strong>Ha studiato al politecnico di Milano, cosa ricorda di quegli anni ?<\/strong><\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E\u2019 stato un periodo meraviglioso, ricordo il tempo trascorso con i miei compagni, <strong>Mario Bellini, Roberto Orefice, Carlo Segr\u00e8, Oscar Cagna<\/strong>, tutte persone di grande disciplina intellettuale. Avevo paura delle difficolt\u00e0 delle materie scientifiche, ma l\u2019entusiasmo di affrontare una materia che nessuno della mia famiglia aveva mai frequentato prima. Ho avuto un insegnamento severo e formativo, anche se non avanguardista. All\u2019epoca infatti, i professori pi\u00f9 \u201cmoderni\u201d si erano trasferiti dal Politecnico allo IUAV di Venezia, che raggiunse allora grande prestigio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em><strong>C\u2019\u00e8 stata una persona che ha assunto un ruolo determinante per la sua crescita professionale?<\/strong><\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Direi i fratelli Castiglioni: Pier Giacomo ed Achille. Tra i progettisti pi\u00f9 influenti del design Internazionale; con Achille iniziai una collaborazione dopo la morte del fratello Pier Giacomo. Ho lavorato con lui come grafico e come allestitore: era veloce, intuitivo, intelligente, anticonformista, un uomo straordinario. E poi per la fondazione delle basi culturali, il nostro Professore del Politecnico, <strong>Ernesto N. Rogers<\/strong>. Inoltre, aver avuto una casa a Londra per pi\u00f9 di quarant\u2019anni mi ha fatto amare quella cultura, in specie quella grafica, da cui ho molto imparato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em><strong>Un personaggio storico del mondo dell\u2019arte che la colpisce?<\/strong><\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Del passato innumerevoli. Pi\u00f9 vicino ai nostri tempi mi viene in mente <strong>Fausto Melotti<\/strong>, per il suo ingegno semplice, leggero e complesso al contempo. Nacque come ingegnere elettronico, fu un bravo musicista e successivamente si dedic\u00f2 con grande sensibilit\u00e0 alla scultura.\u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 <em><strong>Ha in passato lavorato per la Maison Prada; cosa ricorda di questa sua incursione nella moda?<\/strong><\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per <strong>Prada<\/strong> ho curato il design dei cataloghi in grande formato. E\u2019 stato interessante e piacevole lavorare con Miuccia e con la sua assistente e poi con Patrizio Bertelli. Alla fine degli anni cinquanta c\u2019era una rivista di gran moda magistralmente impaginata &#8211;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u2013, che mi aveva avvicinato alla moda. Spesso la acquistavo per il gusto di ammirare un lavoro cos\u00ec ben fatto. L\u2019art director era <strong>Bruno Munari<\/strong>. Quando ho fatto il direttore di &#8220;Abitare&#8221; misi a frutto quanto osservato e decisi assieme alla redazione di offrire uno spazio ai talenti emergenti della moda capaci di realizzare collezioni di forte qualit\u00e0 progettuale. Una di questi talenti \u00e8 la bergamasca <strong>Daniela Gregis<\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em><strong>Eleganza fa rima con?<\/strong><\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Intelligenza<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em><strong>Chi arriva primo vince sempre?<\/strong><\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">No, ma \u00e8 in buona posizione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em><strong>Progetti per il futuro?<\/strong><\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Continuare a lavorare. Non le dico quanti anni ho, ma le assicuro che lavoro come un quarantenne!<\/p>\n\n\n\n\t<div class=\"dkpdf-button-container\" style=\" text-align:right \">\n\n\t\t<a class=\"dkpdf-button\" href=\"\/rivista\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/38305?pdf=38305\" target=\"_blank\"><span class=\"dkpdf-button-icon\"><i class=\"fa fa-file-pdf-o\"><\/i><\/span> PDF<\/a>\n\n\t<\/div>\n\n\n\n\n\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Italo Lupi:\u00a0Architetto d\u2019interni, allestitore e graphic designer, scrittore con un passato da consulente di immagine per la Rinascente, IBM Italia e la Triennale di Milano, art director di &#8220;Domus&#8221; e art director e direttore di &#8220;Abitare&#8221;. Laurea in architettura e laurea H. 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