{"id":39040,"date":"2017-08-24T17:33:50","date_gmt":"2017-08-24T15:33:50","guid":{"rendered":"http:\/\/www.imore.it\/rivista\/?p=39040"},"modified":"2017-08-24T17:33:50","modified_gmt":"2017-08-24T15:33:50","slug":"la-moda-mette-il-turbo-con-i-pir","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/la-moda-mette-il-turbo-con-i-pir\/","title":{"rendered":"La moda mette il turbo con i PIR"},"content":{"rendered":"<p>Riusciranno i <strong>PIR<\/strong>, ovvero i <strong>Piani Individuali di Risparmio<\/strong> da pochi mesi introdotti nel nostro sistema finanziario, a iniettare cospicue risorse private nelle aziende della moda italiana e quindi a sostenerne la crescita? Le condizioni potrebbero esserci, dal momento che questi strumenti sono nati proprio per convogliare investimenti nel medio-lungo periodo verso imprese piccole e medie con buone opportunit\u00e0, e per renderli allettanti agli occhi dei risparmiatori sono previste interessanti agevolazioni fiscali. E\u2019il caso di ricordare che le societ\u00e0 fashion tricolori sono per lo pi\u00f9 di dimensioni ridotte, a conduzione familiare, storicamente radicate ai loro territori di origine: di esse il 40% ha un fatturato compreso tra 20 e 30 milioni di euro, mentre un altro 26,3% registra ricavi sotto i 50 milioni di euro.<\/p>\n<p>In uno scenario ancora venato di incertezza, in cui l\u2019Italia insegue la ripresa dopo anni difficili, sono queste realt\u00e0 minori ad esprimere di fatto le maggiori potenzialit\u00e0, prospettando tassi di sviluppo pi\u00f9 elevati rispetto alle grandi aziende. Non a caso i gruppi bancari italiani si sono gi\u00e0 attrezzati in questo senso, istituendo dei fondi di investimento specializzati nel mercato nazionale che prevedono Piani Individuali di Risparmio, mettendo cos\u00ec a disposizione dei clienti un metaforico \u201ctutor\u201d che pu\u00f2 investire in azioni di imprese nazionali tali da promettere performance brillanti nel prossimo futuro.<\/p>\n<p>Si tratta in sostanza di una nuova formula di investimento finanziario che vuole mobilitare il risparmio privato, portandolo nel mercato azionario nazionale, e tutto ci\u00f2 a vantaggio delle famiglie e del sistema economico del Paese, poich\u00e9 questi nuovi canali di finanziamento chiamati PIR &#8211; alternativi rispetto al credito bancario e quindi destinati a rivestire un ruolo di rilievo nei portafogli dei risparmiatori &#8211; consentono di beneficiare dell&#8217;esenzione fiscale che la legge garantisce agli investimenti fino a 30mila euro l&#8217;anno, per un massimo di 150mila in 5 anni.<\/p>\n<p>In effetti ci troviamo in una fase di accelerazione di cui le piccole e medie imprese possono avvantaggiarsi concretamente accedendo ad una dimensione di mercato infinita; ma per crescere in modo sano e regolato dal punto di vista reddituale e competitivo, esse devono essere accompagnate in un percorso attento e mirato. Intanto \u00e8 confortante notare come l&#8217;indice Pmi composito del nostro Paese, che monitora l&#8217;attivit\u00e0 dei settori manifatturiero e dei servizi, sta salendo ai massimi da quasi 10 anni, avendo ormai superato la soglia-spartiacque tra espansione e contrazione del ciclo, secondo quanto rilevato da Markit Adaci Economics.<\/p>\n<p>Come accennato, il limite massimo di investimento di 30mila euro annui \u00e8 riferito alla singola persona fisica, non al nucleo familiare. Per la precisione, al fine di usufruire delle agevolazioni fiscali previste \u00e8 necessario che almeno il 70% del patrimonio del PIR sia investito in strumenti finanziari emessi da societ\u00e0 italiane o da societ\u00e0 di stati membri dell\u2019UE o aderenti all\u2019accordo sullo Spazio Economico Europeo con stabile organizzazione in Italia; di questo 70%, almeno il 30% deve essere investito in strumenti di societ\u00e0 non inserite nell\u2019indice Ftse Mib che comprende i 40 titoli a maggiore capitalizzazione del listino italiano o in indici equivalenti. Per almeno il 21% del portafoglio occorre dunque selezionare titoli di media (mid-caps) e bassa capitalizzazione (small-caps): sul nostro mercato sono 270 societ\u00e0, dalla capitalizzazione complessiva di circa 100 miliardi e scambi pari a quasi il 9% del totale, secondo un rapporto di Intermonte Advisory e Gestione, il quale poi indica in 184 societ\u00e0 il potenziale universo investibile, che appare alquanto attraente sotto l\u2019aspetto dei fondamentali e della redditivit\u00e0.<\/p>\n<p>Inoltre uno studio effettuato dal dipartimento <strong>Baffi Carefin<\/strong> (<strong>Centre for Applied Research on International Markets, Banking, Finance and Regulation<\/strong>) dell\u2019<strong>Universit\u00e0 Bocconi<\/strong> in collaborazione con Equita Sim ha confermato che focalizzarsi sulle imprese di medie dimensioni appartenenti ai settori dell\u2019eccellenza industriale italiana, come moda o food&amp;beverage, \u00e8 in grado di assicurare agli investitori rendimenti interessanti.<\/p>\n<p>Unico rischio per i PIR potrebbe essere la scarsa liquidit\u00e0, che finora \u00e8 stata alla base del limitato sviluppo di quel mercato. Comunque, secondo uno studio di <strong>IrTop<\/strong>, i nuovi contenitori fiscali faranno affluire sull\u2019AIM \u2013 vale a dire il mercato di Piazza Affari concepito per promuovere le quotazioni delle Pmi &#8211; almeno 1,25 miliardi di euro in cinque anni. Considerato che il listino dei piccoli capitalizza 3,6 miliardi circa, si tratterebbe di un volano considerevole, perch\u00e9 grazie ai PIR arriveranno risorse tali da favorire la liquidit\u00e0 del mercato, le operazioni di IPO (offerta al pubblico dei titoli di societ\u00e0 che intendono quotarsi per la prima volta su un mercato regolamentato) e di mercato secondario. Del resto, forme di incentivazione simili ai PIR sono gi\u00e0 state adottate in altri Paesi. Con successo. Per tutti.<\/p>\n\n\n\n\t<div class=\"dkpdf-button-container\" style=\" text-align:right \">\n\n\t\t<a class=\"dkpdf-button\" href=\"\/rivista\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/39040?pdf=39040\" target=\"_blank\"><span class=\"dkpdf-button-icon\"><i class=\"fa fa-file-pdf-o\"><\/i><\/span> PDF<\/a>\n\n\t<\/div>\n\n\n\n\n\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Riusciranno i PIR, ovvero i Piani Individuali di Risparmio da pochi mesi introdotti nel nostro sistema finanziario, a iniettare cospicue risorse private nelle aziende della moda italiana e quindi a sostenerne la crescita? 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