{"id":3969,"date":"2009-03-02T16:04:11","date_gmt":"2009-03-02T14:04:11","guid":{"rendered":"http:\/\/www.imore.it\/rivista\/?p=3969"},"modified":"2009-03-23T16:13:05","modified_gmt":"2009-03-23T14:13:05","slug":"il-sogno-americano-in-un-bijou","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/il-sogno-americano-in-un-bijou\/","title":{"rendered":"Il &#8220;sogno americano&#8221; in un bijou"},"content":{"rendered":"<p><strong><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-3972\" title=\"fabbrica20copy\" src=\"http:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2009\/03\/fabbrica20copy-300x151.gif\" alt=\"fabbrica20copy\" width=\"243\" height=\"122\" \/><\/strong><\/p>\n<p>A <strong>Casalmaggiore<\/strong>, vivace cittadina sul fiume Po al confine tra Lombardia ed Emilia, \u00e8 stato ideato un museo unico nel suo genere a livello mondiale, in quanto dedicato interamente ai <em><strong>bijoux<\/strong><\/em>, e in generale all&#8217;evoluzione dei gusti nella gioielleria moderna.<img decoding=\"async\" title=\"Continua...\" src=\"http:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-includes\/js\/tinymce\/plugins\/wordpress\/img\/trans.gif\" alt=\"\" \/><\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<p>La fortunata conservazione di buona parte dei campionari prodotti tra il 1890 ed il 1960-70 dalle aziende di bigiotteria locali permette, infatti, non solo l&#8217;analisi di questa particolare manifattura, ma anche la ricostruzione della storia dell&#8217;ornamento personale nel corso di tutto il Novecento. Inoltre, offre lo spunto per un lungo, straordinario viaggio nel mondo della creativit\u00e0 italiana, che investe i pi\u00f9 disparati campi d&#8217;indagine, dalla moda all&#8217;economia, dalla cultura alla societ\u00e0.<\/p>\n<div id=\"attachment_3971\" style=\"width: 219px\" class=\"wp-caption alignright\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-3971\" class=\"size-full wp-image-3971  \" title=\"interno-del-museo\" src=\"http:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2009\/03\/interno-del-museo.gif\" alt=\"Interno del Museo\" width=\"209\" height=\"122\" \/><p id=\"caption-attachment-3971\" class=\"wp-caption-text\">Interno del Museo<\/p><\/div>\n<p>Si tratta, dunque, di una realt\u00e0 museale specialistica, che adempie al suo compito non solo grazie all&#8217;abbondanza dei materiali disponibili, ma anche in virt\u00f9 degli impeccabili allestimenti, disposti con estremo ordine e chiarezza.<br \/>\nI 30.000 esemplari di &#8220;gioielli&#8221; in mostra nei loro <em>plateaux<\/em> consistono principalmente in spille, collane, bracciali, orecchini, anelli, medaglie, gemelli, realizzati con materiali preziosi, semi-preziosi o non preziosi, aventi funzione decorativa e destinati a mutare secondo l&#8217;estetica delle rispettive epoche. Alla singolare raccolta appartengono anche numerosi macchinari ed attrezzi da lavoro, nonch\u00e9 decine di foto, memoria storica del &#8220;secolo d&#8217;oro&#8221; della citt\u00e0 padana.<br \/>\nOltre al mercato nazionale ed europeo, le aree verso le quali si indirizzava prevalentemente la produzione di <em>bijoux<\/em> casalaschi &#8211; per lo pi\u00f9 destinati a clienti di fascia medio-alta &#8211; erano il Medio Oriente, il Sud e Centro America. A tali mercati rimanda con tutta evidenza la presenza negli espositori di articoli i cui modelli o le cui decorazioni riproducono particolari stilistici e simbolici completamente estranei alla tradizione europea. Questo tipo di prodotto, infatti, era concepito e realizzato espressamente per acquirenti delle colonie d&#8217;oltremare (lo sfruttamento di questo nuovo segmento \u00e8 un buon esempio <em>ante litteram<\/em> delle attuali analisi di mercato!).<\/p>\n<div id=\"attachment_3970\" style=\"width: 204px\" class=\"wp-caption alignleft\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-3970\" class=\"size-full wp-image-3970 \" title=\"laboratorio\" src=\"http:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2009\/03\/laboratorio.jpg\" alt=\"Laboratorio\" width=\"194\" height=\"135\" \/><p id=\"caption-attachment-3970\" class=\"wp-caption-text\">Laboratorio<\/p><\/div>\n<p>Il fattore determinante, che rese possibile la trasformazione delle piccole botteghe artigiane locali in aziende importanti, fu la messa a punto di un processo tecnologico avanzato, vale a dire la produzione di lastre metalliche placcate con oro, arte di cui fu pioniere e massimo esperto mondiale l&#8217;industriale milanese Giulio Galluzzi, il quale appunto a Casalmaggiore avvi\u00f2 le prime imprese del genere.<br \/>\nIl materiale esposto nel Museo (che ha sede presso un magnifico ex-convento dei Barnabiti) parte cronologicamente dal periodo eduardiano: si possono quindi ammirare ornamenti in stile &#8220;ghirlanda&#8221;, delicati e leggeri come trine, nei quali prevalgono argento e strass per motivi raffiguranti animali, fiori, cesti, cuori. A questa tendenza, subentra poi, sul volgere del secolo, una nuova fonte d&#8217;ispirazione, uno stile freschissimo, l&#8217;Art Nouveau, le cui linee sinuose vengono applicate non solo ai gioielli, bens\u00ec anche all&#8217;architettura ed a molti altri oggetti d&#8217;uso. La premessa allo sbocciare dell&#8217;Art Nouveau \u00e8 il movimento inglese dell&#8217;Arts &amp; Crafts di William Morris, il quale favorisce, tra l&#8217;altro, il recupero dello smalto, non prezioso ma eccezionalmente duttile: varie sono a Casalmaggiore, infatti, le esemplificazioni di queste due tendenze, specie per quanto concerne gli influssi floreali.<\/p>\n<div id=\"attachment_3973\" style=\"width: 156px\" class=\"wp-caption alignright\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-3973\" class=\"size-full wp-image-3973\" title=\"laminatoio\" src=\"http:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2009\/03\/laminatoio.gif\" alt=\"Laminatoio\" width=\"146\" height=\"196\" \/><p id=\"caption-attachment-3973\" class=\"wp-caption-text\">Laminatoio<\/p><\/div>\n<p>Un nuovo forte impulso alla produzione di <em>bijoux<\/em> deriva, poi, dall&#8217;Art D\u00e9co definitivamente consacrata dalla Mostra Internazionale delle Arti Decorative ed Industriali Moderne, tenutasi a Parigi nel 1925: in virt\u00f9 di questo trend anche per i gioielli sorge una nuova concezione dei volumi, geometrica nelle forme e stilizzata nei motivi decorativi. A ci\u00f2 si abbina l&#8217;impiego di metalli insoliti come il ferro, il nichel ed il cromo, mentre materiali semi-preziosi o poveri vengono utilizzati per accessori femminili quali portacipria e portasigarette.<br \/>\nSuccessivamente, nel 1922 il rinvenimento archeologico in Egitto della tomba di Tutankhamon, ricchissima di gioielli, scatena la moda &#8220;faraonica&#8221;, visibile soprattutto nel nuovo modello del bracciale &#8220;alla schiava&#8221;.<br \/>\nNegli anni &#8217;30 \u00e8 l&#8217;America hollywoodiana a diventare modello di riferimento nel campo del <em>bijou<\/em> di fantasia: i motivi si fanno appariscenti ed esuberanti, le pietre sintetiche (specialmente a taglio <em>cabochon<\/em>) giocano un ruolo fondamentale e perfino le plastiche godono di strepitoso successo, adattandosi con estrema flessibilit\u00e0 al processo di lavorazione industriale. A Casalmaggiore, accanto ad una bella serie di oggetti in stile hollywoodiano, \u00e8 altres\u00ec presente un&#8217;originale collezione di ciondoli in materiale plastico riproducenti i primi personaggi dei fumetti, come il celeberrimo Signor Bonaventura, e dei neonati cartoni animati, nonch\u00e9 le targhette pubblicitarie smaltate. Arriva poi il momento delle spille patriottiche, segno di solidariet\u00e0 femminile per gli uomini impegnati in guerra, mentre con l&#8217;avvento del regime autarchico la produzione nazionale \u00e8 necessariamente indotta a privilegiare l&#8217;impiego di materiali &#8220;poveri&#8221;.<br \/>\nMa dopo gli anni angosciosi degli eventi bellici, si torna pi\u00f9 che mai alle frivolezze della moda, sebbene in tale campo sia la Francia la nazione egemone: sar\u00e0 proprio Christian Dior, in effetti, ad utilizzare per primo un nuovo tipo di pietra in cristallo creato da Swarovski, battezzata &#8220;Aurora Borealis&#8221; per i suoi colori iridescenti. Nel Museo di Casalmaggiore \u00e8 possibile visionare un&#8217;intera campionatura di questi cristalli dell&#8217;azienda austriaca che, all&#8217;epoca del massimo fulgore della bigiotteria casalasca, spediva nella cittadina lombarda vagoni e vagoni di vetri multicolori simulanti le pietre naturali e strass incolori ad imitazione del diamante.<br \/>\nIn seguito, con l&#8217;incalzare degli anni Cinquanta e Sessanta e la conseguente rapida evoluzione economica e sociale della realt\u00e0 italiana &#8211; mentre si assiste al trionfo del <em>bijou<\/em> <em>made in Italy<\/em> come prodotto di <em>haute couture<\/em> per merito di grandi firme del settore &#8211; il movimento <em>hippy<\/em> stimola la creazione di ornamenti pseudoetnici, di forme astratte e spaziali, che vengono realizzate con materie di scarso pregio, metallo o plastica. Anche la produzione casalasca si adegua alle nuove tendenze, bench\u00e9 sul suo ormai inesorabile calo di vendite incida, pi\u00f9 che la rivoluzione nel gusto, la forte concorrenza esercitata da Paesi stranieri emergenti, come India ed Estremo Oriente, che beneficiano dei bassi costi della manodopera.<br \/>\nL&#8217;industria casalasca del <em>bijou<\/em> tramonta cos\u00ec definitivamente negli anni &#8217;60, dopo aver incarnato per decenni l&#8217;ideale del sogno americano.<\/p>\n\n\n\n\t<div class=\"dkpdf-button-container\" style=\" text-align:right \">\n\n\t\t<a class=\"dkpdf-button\" href=\"\/rivista\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3969?pdf=3969\" target=\"_blank\"><span class=\"dkpdf-button-icon\"><i class=\"fa fa-file-pdf-o\"><\/i><\/span> PDF<\/a>\n\n\t<\/div>\n\n\n\n\n\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>A Casalmaggiore, vivace cittadina sul fiume Po al confine tra Lombardia ed Emilia, \u00e8 stato ideato un museo unico nel suo genere a livello mondiale, in quanto dedicato interamente ai bijoux, e in generale all&#8217;evoluzione dei gusti nella gioielleria moderna. \u00a0 PDF<\/p>\n","protected":false},"author":29,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[5],"tags":[380],"class_list":["post-3969","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-cultura","tag-museo-del-bijou-a-casalmaggiore"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3969"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-json\/wp\/v2\/users\/29"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=3969"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3969\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=3969"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=3969"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=3969"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}