{"id":39967,"date":"2017-11-19T12:27:31","date_gmt":"2017-11-19T10:27:31","guid":{"rendered":"http:\/\/www.imore.it\/rivista\/?p=39967"},"modified":"2019-05-08T16:25:57","modified_gmt":"2019-05-08T14:25:57","slug":"professione-art-director","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/professione-art-director\/","title":{"rendered":"Professione: Art Director"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><em>\u201cNon analizzo mai le mie scelte perch\u00e9 non sono un uomo di marketing, faccio solo quello che mi passa per la testa. Non potrei mai spiegare e contestualizzare le mie decisioni. L\u2019idea buona mi viene dopo mille prove e mille schizzi e quando ho deciso che funziona non torno indietro: preferisco sbagliare che scendere a compromessi\u201d<\/em>. Cos\u00ec parla di s\u00e9 <strong>Karl Lagerfeld<\/strong>, Amburgo 1933, figlio unico di una facoltosa famiglia (proprietaria di una banca d\u2019affari); ventenne si trasferisce a Parigi con sua madre dove vince un concorso per un cappotto e ottiene il suo primo lavoro da <strong>Balmain<\/strong>, seguir\u00e0 una breve esperienza da <strong>Jean Patou<\/strong> interrotta per noia e una lunga e autonoma carriera che lo vedr\u00e0 lanciare nel 1980 una propria linea e lavorare come fotografo e regista. <strong>Dal 1954 ad oggi \u00e8 al timone creativo di Chanel, e da diversi anni anche da Fendi.<\/strong><br \/>\nUomo dalla personalit\u00e0 indipendente, complessa, stravagante, poliedrica ed elitaria, ha commentato: <em>\u201cPreferisco essere considerato un evoluzionista che un rivoluzionario, uno a cui piace riformare le cose in modo costruttivo. I rivoluzionari puri non sono mai arrivati da nessuna parte, nemmeno nella moda\u201d.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Maria Grazia Chiuri,<\/strong> romana, classe 64\u2019, un diploma all\u2019Istituto Europeo di Design, una collaborazione da <strong>Fendi<\/strong>, e un relativamente lungo periodo da <strong>Valentino<\/strong> nel ruolo di direttore creativo condiviso con Pierpaolo Piccioli. <strong>Dallo scorso 18 luglio 2016 alla direzione creativa della casa di moda Dior<\/strong> fondata nel 1947 e prima donna a condurla dopo 69 anni di direzione maschile saldamente tenuta da cinque uomini successivi al suo fondatore. Una sfida raccolta e gestita egregiamente, tant&#8217;\u00e8 che allo scoccare del primo anno la stilista romana ha gi\u00e0 regalato all\u2019azienda un bel + 20% rispetto al precedente fatturato, con la presentazione di due collezioni pr\u00eat-\u00e0-porter, uno show Cruise a Los Angeles ed una collezione di Haute Couture.<br \/>\nIl suo mantra? \u201c<em>Per il prossimo anno ci organizziamo meglio<\/em>\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Anthony Vaccarello<\/strong>, italo-belga, classe 82\u2019, alle spalle una collaborazione con Karl Lagerfeld per <strong>Fendi<\/strong>, poi da <strong>Versace,<\/strong> e una sua linea.<br \/>\nDal 2016 alla direzione creativa di<strong> Yves Saint Laurent<\/strong>, in sostituzione all\u2019idolatrato Heidi Slimane, Vaccarello ha fatto irruzione in \u201cnero\u201d, con una collezione cesellata ad arte e dal piglio audace. Una delle novit\u00e0 post nomina? La riesumazione del logo a vista che il suo predecessore aveva accuratamente fatto scomparire.<br \/>\nIn una recente intervista ha raccontato che nel processo di creazione della sua prima collezione per la Maison, l\u2019unica persona con la quale ha voluto confrontarsi \u00e8 stato Pierre Berg\u00e9, ex compagno di Saint Laurent che lo ha intimato a tenere bene a mente queste parole: <em>&#8220;Tu non sei Saint Laurent. Non provare a essere Yves Saint Laurent!&#8221;<\/em>\u00a0 e lo ha esortato ad esprimere se stesso evitando tentativi \u00a0di clonazione.<\/p>\n\r\n\t\t<style type='text\/css'>\r\n\t\t\t#gallery-1 {\r\n\t\t\t\tmargin: auto;\r\n\t\t\t}\r\n\t\t\t#gallery-1 .gallery-item {\r\n\t\t\t\tfloat: left;\r\n\t\t\t\tmargin-top: 10px;\r\n\t\t\t\ttext-align: center;\r\n\t\t\t\twidth: 33%;\r\n\t\t\t}\r\n\t\t\t#gallery-1 img {\r\n\t\t\t\tborder: 2px solid #cfcfcf;\r\n\t\t\t}\r\n\t\t\t#gallery-1 .gallery-caption {\r\n\t\t\t\tmargin-left: 0;\r\n\t\t\t}\r\n\t\t<\/style>\r\n\t\t<!-- see gallery_shortcode() in wp-includes\/media.php -->\n\t\t<div id='gallery-1' class='gallery galleryid-39967 gallery-columns-3 gallery-size-thumbnail gallery1'><script type=\"text\/javascript\">\r\n\/\/ <![CDATA[\r\n\tjQuery(document).ready(function () {\r\n\t\tjQuery(\".gallery1 a\").attr(\"rel\",\"gallery1\");\t\r\n\t\tjQuery('a[rel=\"gallery1\"]').colorbox({maxWidth:\"95%\", maxHeight:\"95%\",title: function(){ return jQuery(this).children().attr(\"alt\"); }, });\r\n\t});\r\n\/\/ ]]>\r\n<\/script>\n<dl class=\"gallery-item\">\n<dt class=\"gallery-icon\">\r\n<a href=\"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2017\/11\/Lagherfeld.jpg\" title=\"Karl Lagherfeld\" rel=\"gallery1\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2017\/11\/Lagherfeld-150x150.jpg\" width=\"150\" height=\"150\" alt=\"Karl Lagherfeld\" \/><\/a>\r\n<\/dt><dd class=\"gallery-caption\" id=\"caption39975\"><span class=\"imagecaption\">Karl Lagherfeld<\/span><br \/>\n<span class=\"imagedescription\">Karl Lagherfeld<\/span><br \/>\n<\/dd><\/dl><dl class=\"gallery-item\">\n<dt class=\"gallery-icon\">\r\n<a href=\"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2017\/11\/Maria-Grazia-Chiuri.jpg\" title=\"Maria Grazia Chiuri\" rel=\"gallery1\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2017\/11\/Maria-Grazia-Chiuri-150x150.jpg\" width=\"150\" height=\"150\" alt=\"Maria Grazia Chiuri\" \/><\/a>\r\n<\/dt><dd class=\"gallery-caption\" id=\"caption39976\"><span class=\"imagecaption\">Maria Grazia Chiuri<\/span><br \/>\n<span class=\"imagedescription\">Maria Grazia Chiuri<\/span><br \/>\n<\/dd><\/dl><dl class=\"gallery-item\">\n<dt class=\"gallery-icon\">\r\n<a href=\"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2017\/11\/Anthony-Vaccarello.jpg\" title=\"Anthony Vaccarello\" rel=\"gallery1\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2017\/11\/Anthony-Vaccarello-150x150.jpg\" width=\"150\" height=\"150\" alt=\"Anthony Vaccarello\" \/><\/a>\r\n<\/dt><dd class=\"gallery-caption\" id=\"caption39972\"><span class=\"imagecaption\">Anthony Vaccarello<\/span><br \/>\n<span class=\"imagedescription\">Anthony Vaccarello<\/span><br \/>\n<\/dd><\/dl><br style=\"clear: both\" \/>\r\n\t\t<\/div>\n\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Alessandro Michele<\/strong> romano, 45 anni, <strong>alla direzione creativa di Gucci<\/strong>: vulcano in piena. Ai vertici della classifica degli uomini pi\u00f9 influenti del planisfero moda, ha ricodificato -mischiando presente, passato e futuro-, gli estremi della Maison, rilanciandola a bomba. Il suo background? Studi all\u2019Accademia di Moda e Costume a Roma, un periodo da <strong>Fendi<\/strong>, poi a Londra, chiamato da Tom Ford per Gucci dove svolger\u00e0 vari ruoli fino ad essere proclamato nel 2015, responsabile di tutte le collezioni.<br \/>\n<em>\u201cCredo fermamente che per vivere il futuro devi avere l\u2019urgenza del presente. Se vuoi rappresentare qualcosa che sar\u00e0 non puoi essere nostalgico o ossessionato dal futuro. Il futuro \u00e8 il sintomo di quello che facciamo oggi, il futuro sono i sintomi del presente. Io rispetto la follia di chi riesce a immaginarsi qualcosa che non c\u2019\u00e8. Per\u00f2 quando devi produrre nel contemporaneo, come viene richiesto a uno stilista in un marchio come Gucci, \u00e8 impossibile non fare i conti con quello che esiste ed \u00e8 esistito. Per questo, io utilizzo il passato come fosse una tavolozza per dipingere il contemporaneo. \u00c8 come cercare gli indizi del futuro nel presente e nel passato.\u201d<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Pierpaolo Piccioli<\/strong> \u00a0divenuto \u201csingle\u201d <strong>al timone creativo di Valentino <\/strong>dopo la dipartita di Maria Grazia Chiuri, possiede una chiave di lettura profonda e a tratti esistenzialista fondata sull\u2019interiorit\u00e0 come fonte da cui partire per dar luogo ad un processo creativo sensato e coerente.<br \/>\nHa affermato in una intervista: <em>\u201cTanto per cominciare faccio moda. Ho tre figli. Vivo a Nettuno. Non faccio la vita dei designer, non giro tra feste e castelli eppure riesco a spingere la mia creativit\u00e0 oltre l\u2019immaginazione perch\u00e9 penso che possa pi\u00f9 la profondit\u00e0 che la mondanit\u00e0. Non soffro di machismo\u201d.E ancora, \u201cCredo che chi fa moda debba influenzare il mercato, stimolare il desiderio di qualcosa che prima non si sapeva che esistesse: l\u2019alta moda \u00e8 un prodotto costoso, ovviamente lo compra chi pu\u00f2 permetterselo. Sperando che capisca quello che indossa\u201d<\/em>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Demna Gvasalia<\/strong>, 36 anni, tedesco di origini georgiane, si \u00e8 diplomato presso la Royal Academy of Fine Arts di Anversa, ha lavorato da Maison <strong>Margiela<\/strong>, per le collezioni donna di <strong>Luis Vuitton<\/strong>, e ha fondato \u201cVetements\u201d, una griffe gender. <strong>Dal 2015 \u00e8 il nuovo art director di Balenciaga<\/strong> \u00a0al posto di Alexander Wang. Le sue collezioni sono cariche di contrasti e definiscono performance stilistiche fatte di linee scomposte e colori decisi e accostamenti arditi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Claire Waight \u00a0Keller<\/strong> inglese, 47 anni, <strong>sul trono di Givenchy da appena qualche mese\u00a0<\/strong>al posto di Riccardo Tisci . Alle spalle un passato da <strong>Calvin Klein, Ralph Lauren<\/strong> e <strong>Gucci<\/strong> e sei anni da <strong>Chlo\u00e9<\/strong> nel ruolo direttore artistico. La sua prima collezione per la \u201cnuova\u201d Maison? a Parigi nella prossima settimana della moda.<\/p>\n\r\n\t\t<style type='text\/css'>\r\n\t\t\t#gallery-2 {\r\n\t\t\t\tmargin: auto;\r\n\t\t\t}\r\n\t\t\t#gallery-2 .gallery-item {\r\n\t\t\t\tfloat: left;\r\n\t\t\t\tmargin-top: 10px;\r\n\t\t\t\ttext-align: center;\r\n\t\t\t\twidth: 50%;\r\n\t\t\t}\r\n\t\t\t#gallery-2 img {\r\n\t\t\t\tborder: 2px solid #cfcfcf;\r\n\t\t\t}\r\n\t\t\t#gallery-2 .gallery-caption {\r\n\t\t\t\tmargin-left: 0;\r\n\t\t\t}\r\n\t\t<\/style>\r\n\t\t<!-- see gallery_shortcode() in wp-includes\/media.php -->\n\t\t<div id='gallery-2' class='gallery galleryid-39967 gallery-columns-2 gallery-size-thumbnail gallery1'><script type=\"text\/javascript\">\r\n\/\/ <![CDATA[\r\n\tjQuery(document).ready(function () {\r\n\t\tjQuery(\".gallery1 a\").attr(\"rel\",\"gallery1\");\t\r\n\t\tjQuery('a[rel=\"gallery1\"]').colorbox({maxWidth:\"95%\", maxHeight:\"95%\",title: function(){ return jQuery(this).children().attr(\"alt\"); }, });\r\n\t});\r\n\/\/ ]]>\r\n<\/script>\n<dl class=\"gallery-item\">\n<dt class=\"gallery-icon\">\r\n<a href=\"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2017\/11\/Desma-Gvasalia.jpg\" title=\"Desma Gvasalia\" rel=\"gallery1\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2017\/11\/Desma-Gvasalia-150x150.jpg\" width=\"150\" height=\"150\" alt=\"Desma Gvasalia\" \/><\/a>\r\n<\/dt><dd class=\"gallery-caption\" id=\"caption39974\"><span class=\"imagecaption\">Desma Gvasalia<\/span><br \/>\n<span class=\"imagedescription\">Desma Gvasalia<\/span><br \/>\n<\/dd><\/dl><dl class=\"gallery-item\">\n<dt class=\"gallery-icon\">\r\n<a href=\"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2017\/11\/Pier-Paolo-Piccioli.jpg\" title=\"Pier Paolo Piccioli\" rel=\"gallery1\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2017\/11\/Pier-Paolo-Piccioli-150x150.jpg\" width=\"150\" height=\"150\" alt=\"Pier Paolo Piccioli\" \/><\/a>\r\n<\/dt><dd class=\"gallery-caption\" id=\"caption39979\"><span class=\"imagecaption\">Pier Paolo Piccioli<\/span><br \/>\n<span class=\"imagedescription\">Pier Paolo Piccioli<\/span><br \/>\n<\/dd><\/dl><br style=\"clear: both\" \/>\r\n\t\t<\/div>\n\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Christopher Bailey<\/strong> (Yorkshire, 1971) nato da un pap\u00e0 carpentiere e una mamma vetrinista ha studiato al Royal College of Art del quale \u00e8 oggi membro onorario. Un passato da Donna Karan e attraverso <strong>Gucci<\/strong>\u00a0\u00e8 stato <strong>traghettato\u00a0nel 2001 da Burberry,<\/strong> di cui oggi ( e fino a marzo 2018, periodo previsto per la sua dipartita dalla Maison) \u00e8 il <strong>responsabile dell\u2019immagine sotto ogni profilo<\/strong>, non solo delle collezioni dunque, ma anche delle campagne pubblicitarie e dei punti vendita. Stimatissimo per aver risollevato le sorti dell\u2019azienda, \u00e8 stato nominato nel 2009 Membro dell\u2019Ordine dell\u2019Impero Britannico da sua Maest\u00e0 Regina Elisabetta II, per il servizio reso all\u2019industria della moda. E\u2019 stato vincitore di numerosi premi internazionale ed \u00e8 considerato uno degli uomini pi\u00f9 influenti, innovativi e sagaci del suo campo.<br \/>\nHa dichiarato: <em>\u201cParlo sempre di Burberry come di un\u2019impresa \u201cpiccola\/grande\u201d. Siamo grandi, ma siamo vivi.Cerchiamo di essere piccoli, dinamici, flessibili e ci\u00f2 ci permette di muoverci rapidamente. Il mondo si muove molto, molto velocemente. Dentro l\u2019azienda abbiamo qualcosa che chiamiamo \u201cwhat if\u201d: in sostanza ci riuniamo tutti i mesi in un gruppo piccolo e informale, chiudiamo le porte e sogniamo qualche ora. \u201cSe il mondo fosse cos\u00ec? Se il negozio fosse col\u00e0?\u201d.\u00a0 Come si innova un\u2019impresa di grande tradizione? Se ci pensate Burberry \u00e8 stata fondata\u00a0 a partire dall\u2019innovazione: Thomas Burberry spendeva denaro per le nuove tecnologie. Il gabardine che lui cre\u00f2 fu il primo tessuto traspirante al mondo, era un innovatore e non fu radicale. Riusc\u00ec a comprendere il battito cardiaco dell\u2019impresa guardando ai suoi antenati che furono degli innovatori\u201d<\/em>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Natacha Ramsay-Levi, alla direzione creativa di Chlo\u00e9 dal 3 aprile scorso, <\/strong>francese, ha un passato da<strong> Balenciaga<\/strong> e da <strong>Luis Vuitton<\/strong> come responsabile creativa delle collezioni donna sotto la guida di Nicolas Ghesqui\u00e8re. La sua prima collezione? Ha appena debuttato al Paris Fashion Week.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Phoebe Philo<\/strong>, 44 anni, parigina trapiantata a Londra, studi alla Central Saint Martins; ha iniziato la sua carriera da <strong>Clho\u00e9<\/strong> come assistente di progettazione al fianco di Stella McCartney per poi assumere l\u2019attuale ruolo di <strong>direttrice creativa della casa di moda francese C\u00e9line.<\/strong> La Philo \u00e8 stata nominata \u201cUfficiale dell\u2019Ordine dell\u2019Impero Britannico\u201d nel 2014, per il suo contributo alla moda, due volte designer britannico dell\u2019anno, ed \u00e8 tra le cento persone pi\u00f9 influenti al mondo nel campo della moda.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E\u2019 <strong>Oliver Lapidus<\/strong> 59 anni, il <strong>nuovo direttore creativo alla corte di Lanvin:<\/strong> la casa di moda pi\u00f9 antica di Francia. Lo stilista ha sostituito Bouchra Jarrar, rimasta al timone della Maison solamente poco pi\u00f9 di un anno. Considerato il Micheal Kors francese, ha un passato nel ruolo di direttore artistico di <strong>Balmain<\/strong>, ha una sua linea, un orientamento flessibile innovativo e versatile, \u00e8 un\u2019avanguardista risoluto e un appassionato delle nuove tecnologie che dosa e mescola alla couture tant\u2019\u00e8, che ha definito la sua \u201cCreation Oliver Lapidus\u201d casa di moda da lui fondata, \u201cMaison de la couture digitale\u201d. Possa Lapidus risollevare le sorti della Maison Lanvin dal clima incerto insorto da quando Alber Elbaz, \u00a0ha abbandonato l\u2019azienda ad oggi.<\/p>\n\r\n\t\t<style type='text\/css'>\r\n\t\t\t#gallery-3 {\r\n\t\t\t\tmargin: auto;\r\n\t\t\t}\r\n\t\t\t#gallery-3 .gallery-item {\r\n\t\t\t\tfloat: left;\r\n\t\t\t\tmargin-top: 10px;\r\n\t\t\t\ttext-align: center;\r\n\t\t\t\twidth: 50%;\r\n\t\t\t}\r\n\t\t\t#gallery-3 img {\r\n\t\t\t\tborder: 2px solid #cfcfcf;\r\n\t\t\t}\r\n\t\t\t#gallery-3 .gallery-caption {\r\n\t\t\t\tmargin-left: 0;\r\n\t\t\t}\r\n\t\t<\/style>\r\n\t\t<!-- see gallery_shortcode() in wp-includes\/media.php -->\n\t\t<div id='gallery-3' class='gallery galleryid-39967 gallery-columns-2 gallery-size-thumbnail gallery1'><script type=\"text\/javascript\">\r\n\/\/ <![CDATA[\r\n\tjQuery(document).ready(function () {\r\n\t\tjQuery(\".gallery1 a\").attr(\"rel\",\"gallery1\");\t\r\n\t\tjQuery('a[rel=\"gallery1\"]').colorbox({maxWidth:\"95%\", maxHeight:\"95%\",title: function(){ return jQuery(this).children().attr(\"alt\"); }, });\r\n\t});\r\n\/\/ ]]>\r\n<\/script>\n<dl class=\"gallery-item\">\n<dt class=\"gallery-icon\">\r\n<a href=\"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2017\/11\/Natacha-Ramsay-Levi.jpg\" title=\"Natacha Ramsay Levi \" rel=\"gallery1\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2017\/11\/Natacha-Ramsay-Levi-150x150.jpg\" width=\"150\" height=\"150\" alt=\"Natacha Ramsay Levi\" \/><\/a>\r\n<\/dt><dd class=\"gallery-caption\" id=\"caption39977\"><span class=\"imagecaption\">Natacha Ramsay Levi <\/span><br \/>\n<span class=\"imagedescription\">Natacha Ramsay Levi <\/span><br \/>\n<\/dd><\/dl><dl class=\"gallery-item\">\n<dt class=\"gallery-icon\">\r\n<a href=\"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2017\/11\/Oliver-Lapidus-e1511087587165.jpg\" title=\"Olivier Lapidus \" rel=\"gallery1\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2017\/11\/Oliver-Lapidus-150x150.jpg\" width=\"150\" height=\"150\" alt=\"Olivier Lapidus\" \/><\/a>\r\n<\/dt><dd class=\"gallery-caption\" id=\"caption39978\"><span class=\"imagecaption\">Olivier Lapidus <\/span><br \/>\n<span class=\"imagedescription\">Olivier Lapidus <\/span><br \/>\n<\/dd><\/dl><br style=\"clear: both\" \/>\r\n\t\t<\/div>\n\n\n\n\n\t<div class=\"dkpdf-button-container\" style=\" text-align:right \">\n\n\t\t<a class=\"dkpdf-button\" href=\"\/rivista\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/39967?pdf=39967\" target=\"_blank\"><span class=\"dkpdf-button-icon\"><i class=\"fa fa-file-pdf-o\"><\/i><\/span> PDF<\/a>\n\n\t<\/div>\n\n\n\n\n\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Una carrellata, non esaustiva, dei fashion designer pi\u00f9 importanti nel mondo della moda italiana e francese. Poche pennellate per  conoscerli, e sapere attualmente dove prestano la loro opera creativa.<\/p>\n","protected":false},"author":225,"featured_media":39978,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[26],"tags":[9425,3570,188,9429,9426,1366,4108,9427,9428,4109],"class_list":["post-39967","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-arte-e-mestiere","tag-alessandro-michele","tag-anthony-vaccarello","tag-christopher-bailey","tag-claire-waight-keller","tag-demna-gvasalia","tag-karl-lagerfeld","tag-maria-grazia-chiuri","tag-natacha-ramsay-levi","tag-phoebe-philo","tag-pierpaolo-piccioli"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/39967"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-json\/wp\/v2\/users\/225"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=39967"}],"version-history":[{"count":7,"href":"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/39967\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":43545,"href":"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/39967\/revisions\/43545"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-json\/wp\/v2\/media\/39978"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=39967"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=39967"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=39967"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}