{"id":40071,"date":"2017-11-28T18:29:22","date_gmt":"2017-11-28T16:29:22","guid":{"rendered":"http:\/\/www.imore.it\/rivista\/?p=40071"},"modified":"2017-12-04T18:30:46","modified_gmt":"2017-12-04T16:30:46","slug":"la-metamorfosi-dello-stile-dagli-anni-90-ai-giorni-nostri","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/la-metamorfosi-dello-stile-dagli-anni-90-ai-giorni-nostri\/","title":{"rendered":"La metamorfosi dello stile: dagli anni 90&#8242; ai giorni nostri"},"content":{"rendered":"<p>Il processo di globalizzazione dovuto, tra le altre cose, al diffondersi delle tecnologie digitali, ai mutamenti socio-politici e agli incalzanti flussi migratori, ha avuto un ruolo determinante nell\u2019evoluzione dello stile dagli anni novanta ad oggi. Se da\u00a0 un lato ne ha alterato purezza e identit\u00e0, omologandolo, dall\u2019altro ha favorito compenetrazioni estetiche e culturali rendendo quello della moda un linguaggio comune e trasversale, capace di dialogare globalmente e a pi\u00f9 livelli.<\/p>\n<div id=\"attachment_40072\" style=\"width: 310px\" class=\"wp-caption alignleft\"><a href=\"http:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2017\/12\/123.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-40072\" class=\"size-medium wp-image-40072\" src=\"http:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2017\/12\/123-300x203.jpg\" alt=\"Karl Lagerfeld per Chanel\" width=\"300\" height=\"203\" srcset=\"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2017\/12\/123-300x203.jpg 300w, https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2017\/12\/123.jpg 500w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-40072\" class=\"wp-caption-text\">Karl Lagerfeld per Chanel<\/p><\/div>\n<p>Nell\u2019ultimo ventennio, abbiamo assistito ed assistiamo -almeno nel mondo occidentale- alla consuetudine di \u201cfare moda\u201d orientata alla mescolanza e alla internazionalizzazione oltre che alla erotizzazione strumentale dell\u2019immagine e ad un esibizionismo sfrontato. Abbiamo riscontrato, la presenza di una esaltazione della promiscuit\u00e0 e della confusione di ruoli e di sessi.<br \/>\nLa spettacolarizzazione della griffe \u00e8, ed \u00e8 stata, l\u2019 obiettivo di quasi ogni \u00a0passerella; come nei casi delle creazioni impossibili da indossare o della stravagante <strong>campagna Gucci del 2003<\/strong>, che fece ritrarre una modella con i peli pubici acconciati come lettera \u201cG\u201d, per esaltare il logo del Brand.<br \/>\nL\u2019esibizionismo \u00e8 stato talvolta ai limiti della censura, per firme come <strong>Alexander Mc Quenn, DSquared e Sisley<\/strong>, nelle cui collezioni non \u00e8 raro intercettare accenni di aggressivit\u00e0; ma \u00e8 stato anche, oggetto di censura. Pensiamo alla campagna pubblicitaria per la collezione <strong>Cruise 2016 di Gucci<\/strong> messa al bando dall\u2019ASA , Advertising Standards Authority (l\u2019autorit\u00e0 inglese che monitora lo standard delle campagne pubblicitarie) per la condotta irresponsabile di proporre una modella troppo magra considerata non sana.\u00a0Pensiamo alla <strong>campagna di Miu Miu del 2015<\/strong> considerata \u201c irresponsabile e in grado di causare serio oltraggio\u201d per aver pubblicato l\u2019immagine di una ragazza dai lineamenti infantili semidistesa sul letto in posizione provocatoria ai limiti di un messaggio di pedofilia. Pensiamo a Tom Ford che ha pi\u00f9 volte dichiarato che il \u201csesso vende\u201d e ha associato nelle proprie campagne pubblicitarie immagini di zone intime del corpo femminile ai suoi prodotti.<\/p>\n<p>L\u2019universo maschile e femminile si sono fusi in capi sfacciatamente unisex, ne sono stati esempi i colli sciallati di pelliccia di <strong>Viktor &amp; Rolf<\/strong>, parecchie silhouette di Gucci il cui recente direttore artistico, <strong>Alessandro Michele<\/strong>, ha fatto sfilare giovani uomini dai tratti effeminati con indosso mise tipicamente femminili; <strong>Dior<\/strong> che proprio nell\u2019ultimo Fashion week di New York ha calcato le passerelle con modelli dai volti eterei con su outift declinati al femminile, borderline anche <strong>John Richmond<\/strong>. Ricordiamo poi le giacche- cravatta di <strong>Antonio Marras<\/strong> proposte qualche anno addietro. Vero \u00e8 anche, che stilisti come <strong>Armani, Ralph Lauren e Jil Sander<\/strong>, sebbene si siano prestati al gioco della seduzione, lo hanno fatto in modo soft, raffinato ed elegante, proponendo stili suadenti e sensuali s\u00ec, ma mai volgari o appariscenti, orientati sempre a conferire un allure di charme e distinzione.<\/p>\n<p>Al disincanto, al pragmatismo, e al calo dei valori di questa epoca contorta e confusa, si sono opposte alternative come la New Age, quali forme di sollievo e compensazione rispetto a realt\u00e0 sempre pi\u00f9 pressanti e complicate.<br \/>\nLa cura edonistica del corpo e della mente che queste nuove dimensioni stimolano, ha portato le case di moda di alta gamma -si pensi a <em>maison<\/em> del lusso \u201cintelligente\u201d come <strong>Loro Piana, Hermes o Ballantyne<\/strong>&#8211; , a preoccuparsi di soddisfare con sempre maggior cura le richieste di una clientela attenta al proprio benessere psicofisico. In questo contesto l\u2019abito assume il ruolo di rispettare, confortare e proteggere l\u2019individuo oltre che valorizzarlo. Ci\u00f2 si \u00e8 tradotto in produzioni attente alle istanze dei fruitori, sensibili e avanguardiste.<\/p>\n<p>C\u2019\u00e8 da aggiungere che, complici i mutamenti socio-lavorativi, complici l\u2019aumento delle professioni libere e le tendenze americane progressiste, nasce in quest\u2019epoca l\u2019abitudine di mixare look da lavoro con quelli per il tempo libero, sollecitando il diffondersi dello stile casual-chic tipico di brand come Costume National, Jil Sander e Paul Smith il cui merito \u00e8 quello di proporre look all\u2019avanguardia, moderni, disinvolti e solenni al contempo. Sulla stessa scia ma con temperamento pi\u00f9 soft si colloca <strong>Brunello Cucinelli<\/strong> orientato ad uno stile sport-chic con un approccio sobrio ed elegante. A tal proposito va posto in evidenza come uno degli elementi caratterizzanti del periodo sia proprio la consuetudine di indossare look sportivi resi desiderabili dai brand sportswear, cosi che, anche l\u2019oufit da tempo libero diventa \u201csnob style\u201d.<\/p>\n<p>Concludendo, \u00e8 interessante osservare come la firma di moda, o logo che dir si voglia, \u00e8 divenuta negli anni un elemento strategico ai fini della diversificazione del prodotto, ci\u00f2 sta a significare che parecchi dei brand che firmavano unicamente abiti, hanno deciso di espandersi in vari altri settori di vita, dall\u2019architettura d\u2019interni, alle proposte beauty, ai ristoranti e agli alberghi di lusso. Tra i primi ad abbinare <strong>cibi e couture<\/strong> \u00e8 stato Trussardi, con il ristorante Trussardi alla scala, un altro \u00e8 stato Armani proprietario del ristorante <strong>Armani Nobu<\/strong>, al quale si \u00e8 successivamente aggiunto <strong>Emporio Armani Caf\u00e9<\/strong>; <strong>Bulgari<\/strong> ha rilevato un ex-convento in zona Brera e lo ha convertito in un Hotel di lusso; Prada ha rilevato la <strong>pasticceria Marchesi<\/strong> a Milano e ha, nella sede di Galleria Vittorio Emanuele II a Milano, aperto una caffetteria-pasticceria molto raffinata.<\/p>\n<p>Tutto ci\u00f2 esprime un concetto estremamente totalizzante di moda: la moda ovunque, sempre e comunque.<\/p>\n\n\n\n\t<div class=\"dkpdf-button-container\" style=\" text-align:right \">\n\n\t\t<a class=\"dkpdf-button\" href=\"\/rivista\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/40071?pdf=40071\" target=\"_blank\"><span class=\"dkpdf-button-icon\"><i class=\"fa fa-file-pdf-o\"><\/i><\/span> PDF<\/a>\n\n\t<\/div>\n\n\n\n\n\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il processo di globalizzazione dovuto, tra le altre cose, al diffondersi delle tecnologie digitali, ai mutamenti socio-politici e agli incalzanti flussi migratori, ha avuto un ruolo determinante nell\u2019evoluzione dello stile dagli anni novanta ad oggi. 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