{"id":40100,"date":"2017-12-10T14:24:10","date_gmt":"2017-12-10T12:24:10","guid":{"rendered":"http:\/\/www.imore.it\/rivista\/?p=40100"},"modified":"2017-12-10T16:24:00","modified_gmt":"2017-12-10T14:24:00","slug":"un-uomo-che-amava-le-donne","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/un-uomo-che-amava-le-donne\/","title":{"rendered":"Un uomo che amava le donne"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Azzedine Ala\u00efa<\/strong> amava la moda, non le mode, e l\u2019ha dimostrato seguendo un suo percorso creativo autonomo, facendosi guidare dal suo estro e dal suo straordinario talento sartoriale, senza lasciarsi influenzare da logiche che percepiva come aliene. Se n\u2019\u00e8 andato nel Novembre 2017 a Parigi lo stilista tunisino 77enne che era uno degli ultimi miti della <strong>haute couture francese<\/strong>, un uomo che amava le donne profondamente, con ammirazione e rispetto, omaggiandole sempre con capi raffinati, puliti e allo stesso tempo seducenti, di esecuzione impeccabile. Pensati per ciascuna \u201cdea\u201d nella sua singolare femminilit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I riflettori si accesero su Ala\u00efa, che veniva da una lunga gavetta presso <em>maison<\/em> blasonate come Christian Dior, Guy Laroche, Thierry Mugler, improvvisamente nel 1982 per merito di una sfilata a New York, apprezzatissima da pubblico e stampa per gli originali abiti <em>stretch,<\/em> i rivoluzionari tagli laser obliqui, le numerose zip, le fogge a spirale, sofisticate e super-sexy per esaltare la silhouette (effetto 3D, diremmo oggi), i colori stupendamente basici del nero, del cipria, del bianco. Nel 1984 il <em>couturier<\/em> di Tunisi venne nominato stilista dell&#8217;anno e cominci\u00f2 ad aprire boutique in tutto il mondo. Poi, nella prima met\u00e0 degli anni \u201890, intraprese collaborazioni speciali anche con artisti (in primis col pittore e regista <strong>Julian Schnabel<\/strong> per il marchio Tati). Amava ripetere: <em>\u201cLa mia ossessione \u00e8 rendere le donne belle. Quando crei con questo pensiero in mente, le cose non possono andare fuori moda\u201d<\/em>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tuttavia Azzedine Ala\u00efa si accorse ben presto di dove stava dirigendosi il fashion system sulla scorta delle sempre pi\u00f9 frequenti <em>liaisons dangereuses<\/em> con la finanza, tanto che egli dichiar\u00f2:<em> &#8220;Quando Jean-Paul Gaultier ha chiuso il suo pr\u00eat-\u00e0-porter, ho pensato: ha fatto bene. Come si possono sostenere i ritmi produttivi di oggi? \u00c8 impossibile essere creativi facendo dieci, dodici collezioni l&#8217;anno. Mi fa anche impressione la trasformazione del designer: da stilista \u00e8 diventato direttore creativo, praticamente una redattrice di moda evoluta che lavora per immagini, non per contenuti, e non c&#8217;\u00e8 pi\u00f9 alcuno studio sugli abiti. Forse, se si vuole di nuovo parlare di creativit\u00e0 e innovazione, bisogna tornare indietro. Ma non penso che voglia farlo nessuno&#8221;.<br \/>\n<\/em>Comunque, dagli anni \u201980 in poi il successo internazionale gli ha sempre arriso potentemente, fino all\u2019ultima sfilata parigina d\u2019alta moda che risale allo scorso Luglio, dove egli aveva deciso di tornare in grande stile dopo una lunga pausa a seguito della morte dell\u2019amatissima sorella gemella (sua preziosa collaboratrice e sua prima fonte di ispirazione fashion). In effetti, nella seconda met\u00e0 degli anni \u201990, di pari passo col suo abbandono della vita mondana, prefer\u00ec concentrarsi sulla linea pr\u00eat-\u00e0-porter, archiviando l\u2019haute couture.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Amico, prima ancora che pigmalione, di tante modelle entrate nell\u2019Olimpo delle passerelle (a cominciare da una giovanissima <strong>Naomi Campbell<\/strong> che lo chiamava \u201cpap\u00e0\u201d e una indomabile <strong>Grace Jones<\/strong> che solo lui sembrava capace di \u201caddomesticare\u201d), Azzedine Ala\u00efa incarn\u00f2 sempre la figura dello stilista outsider, che perseguiva la felicit\u00e0 del suo mestiere con il design accurato, l\u2019abilit\u00e0 del taglio, il gusto per le forme elegantemente innovative. Da Greta Garbo alla baronessa C\u00e9cile de Rothschild, le sue muse e clienti rappresentavano la cr\u00e8me dello chic di qua e di l\u00e0 dell\u2019oceano.<br \/>\nAmava l\u2019arte, la scultura in particolare, ma si dilettava anche di studi scientifici, e da queste passioni aveva tratto il senso dei volumi, delle proporzioni, della \u201canatomia\u201d dei vestiti. Nel 1996 prese parte alla Biennale di Moda di Firenze che per la prima volta port\u00f2 il mondo fashion al museo; nel 2000 torn\u00f2 alla ribalta in virt\u00f9 di un accordo con Prada per la cessione delle licenze, mentre il 2002 fu l\u2019anno della sua rentr\u00e9e nell\u2019alta moda.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019eredit\u00e0 materiale e ideale che ci lascia Azzedine Ala\u00efa \u00e8 copiosa e forse l\u2019apprezzeremo ancora di pi\u00f9 con lo scorrere del tempo:<em> \u201cLa moda durer\u00e0 per sempre. Esister\u00e0 sempre. Esister\u00e0 a modo suo in ogni epoca. Vivi in questo momento\u201d.<\/em><\/p>\n\r\n\t\t<style type='text\/css'>\r\n\t\t\t#gallery-1 {\r\n\t\t\t\tmargin: auto;\r\n\t\t\t}\r\n\t\t\t#gallery-1 .gallery-item {\r\n\t\t\t\tfloat: left;\r\n\t\t\t\tmargin-top: 10px;\r\n\t\t\t\ttext-align: center;\r\n\t\t\t\twidth: 25%;\r\n\t\t\t}\r\n\t\t\t#gallery-1 img {\r\n\t\t\t\tborder: 2px solid #cfcfcf;\r\n\t\t\t}\r\n\t\t\t#gallery-1 .gallery-caption {\r\n\t\t\t\tmargin-left: 0;\r\n\t\t\t}\r\n\t\t<\/style>\r\n\t\t<!-- see gallery_shortcode() in wp-includes\/media.php -->\n\t\t<div id='gallery-1' class='gallery galleryid-40100 gallery-columns-4 gallery-size-thumbnail gallery1'><script type=\"text\/javascript\">\r\n\/\/ <![CDATA[\r\n\tjQuery(document).ready(function () {\r\n\t\tjQuery(\".gallery1 a\").attr(\"rel\",\"gallery1\");\t\r\n\t\tjQuery('a[rel=\"gallery1\"]').colorbox({maxWidth:\"95%\", maxHeight:\"95%\",title: function(){ return jQuery(this).children().attr(\"alt\"); }, });\r\n\t});\r\n\/\/ ]]>\r\n<\/script>\n<dl 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href=\"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2017\/12\/Azzedine-Alaia-ai-11-12.jpg\" title=\"Azzedine Ala\u00efa A\/I 2011-12\" rel=\"gallery1\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2017\/12\/Azzedine-Alaia-ai-11-12-150x150.jpg\" width=\"150\" height=\"150\" alt=\"Azzedine Ala\u00efa A\/I 2011-12\" \/><\/a>\r\n<\/dt><dd class=\"gallery-caption\" id=\"caption40104\"><span class=\"imagecaption\">Azzedine Ala\u00efa A\/I 2011-12<\/span><br \/>\n<span class=\"imagedescription\">Azzedine Ala\u00efa A\/I 2011-12<\/span><br \/>\n<\/dd><\/dl><dl class=\"gallery-item\">\n<dt class=\"gallery-icon\">\r\n<a href=\"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2017\/12\/Azzedine-Ala\u00efa-ph-Paolo-Roversi-per-Madame-Figaro-Magazine.png\" title=\"Azzedine Ala\u00efa ph Paolo Roverso, per Madame Figaro Magazine\" rel=\"gallery1\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" 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2015<\/span><br \/>\n<\/dd><\/dl><dl class=\"gallery-item\">\n<dt class=\"gallery-icon\">\r\n<a href=\"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2017\/12\/Naomi-Campbel-per-Azzedine-Aiala-ai-2017-18.jpg\" title=\"Naomi Campbel per Azzedine Ala\u00efa A\/I 2017-18\" rel=\"gallery1\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2017\/12\/Naomi-Campbel-per-Azzedine-Aiala-ai-2017-18-150x150.jpg\" width=\"150\" height=\"150\" alt=\"Naomi Campbel per Azzedine Ala\u00efa A\/I 2017-18\" \/><\/a>\r\n<\/dt><dd class=\"gallery-caption\" id=\"caption40108\"><span class=\"imagecaption\">Naomi Campbel per Azzedine Ala\u00efa A\/I 2017-18<\/span><br \/>\n<span class=\"imagedescription\">Naomi Campbel per Azzedine Ala\u00efa A\/I 2017-18<\/span><br \/>\n<\/dd><\/dl><br style=\"clear: both\" \/>\r\n\t\t<\/div>\n\n\n\n\n\t<div class=\"dkpdf-button-container\" style=\" text-align:right \">\n\n\t\t<a class=\"dkpdf-button\" 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