{"id":40688,"date":"2018-02-03T13:29:47","date_gmt":"2018-02-03T11:29:47","guid":{"rendered":"http:\/\/www.imore.it\/rivista\/?p=40688"},"modified":"2018-02-03T13:29:47","modified_gmt":"2018-02-03T11:29:47","slug":"la-citta-con-la-stoffa-giusta","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/la-citta-con-la-stoffa-giusta\/","title":{"rendered":"La citt\u00e0 con la stoffa giusta"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">Un delizioso abitino in lana per una vezzosa bimba groenlandese del XIV secolo pu\u00f2 mirabilmente suggerire come \u00e8 nato il nostro concetto di moda. Si tratta sicuramente di uno dei pezzi forti esposti alla Galleria dell\u2019Accademia nel capoluogo toscano per l\u2019affascinante mostra<strong> \u201cTessuto e ricchezza a Firenze nel Trecento. Lana, seta, pittura\u201d<\/strong>, ideata e curata dalla direttrice <strong>Cecilie Hollberg<\/strong> (aperta sino al 18 Marzo).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E\u2019 un evento espositivo davvero imprescindibile questo, per arrivare a comprendere la straordinaria importanza dell\u2019arte tessile fiorentina nel XIV secolo dal punto di vista economico, artistico, sociale, ossia tale da influire significativamente sui costumi, le mode e le abitudini del tempo. E per capire il modo in cui \u00e8 nata l\u2019idea occidentale di gusto che ci pervade ancora oggi.<br \/>\nVi si possono ammirare opere preziosamente tessute e dipinte, in cui la lana, la seta, il velluto sono protagonisti insieme all\u2019arte pittorica pi\u00f9 raffinata. Oltre ai pregiati manufatti toscani, sono presenti anche sontuose stoffe provenienti dal Medio Oriente e altre regioni asiatiche, dalla Spagna, dalla Sicilia, dalla Boemia, dal Mar Baltico. A dimostrazione dell\u2019affermarsi di un linguaggio espressivo comune, una sorta di koin\u00e8 di quel tempo (caso mai credessimo che il fenomeno della globalizzazione economica e culturale caratterizzi solo l\u2019epoca contemporanea).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Di fatto, nel \u2018300 l\u2019artigianato tessile a Firenze raggiunse ineguagliati livelli di eccellenza e prestigio per la qualit\u00e0 delle materie prime e delle lavorazioni, malgrado gli elevati costi di lana, seta, pigmenti colorati che comunque, lungi dal rendere meno competitivi i prodotti toscani, ne accompagnarono il prepotente successo in tutta Europa. Anche nei periodi di guerre, pestilenze, rivolte sociali, ristrettezze economiche. Il lusso fiorentino, incorporato nelle sfarzose stoffe dagli incantevoli motivi decorativi, era un \u201cmust\u201d indiscusso ovunque.<br \/>\nL\u2019eccezionale fioritura della citt\u00e0 in questo secolo, che presentiva la formidabile stagione rinascimentale, era fondata proprio sulla manifattura dei tessuti, i cui proventi consentirono l\u2019accumularsi di capitali tanto ingenti da favorire il \u201cboom\u201d anche di altri settori <em>\u201chaut-de-gamme\u201d<\/em>, compreso quello dell\u2019arte (basti pensare alla costruzione di magnifici edifici come Palazzo Vecchio, una delle residenze civiche pi\u00f9 famose al mondo, o la magnifica cattedrale di S. Maria del Fiore, il maestoso duomo di Firenze).<br \/>\nSi aggiunga che le autorevolissime gilde cittadine dei lanaioli e dei setaioli (l\u2019Arte di Calimala e di Por Santa Maria), i cui membri erano uniti da forti vincoli associativi condividendo solidi interessi professionali, avevano raggiunto un peso economico tale da influire sensibilmente anche sulle dinamiche politiche del tempo. A queste corporazioni va tuttavia ascritto il merito di avere commissionato la realizzazione di squisite opere d\u2019arte.<br \/>\nGli artisti stessi si lasciavano ispirare dai fastosi tessuti dei maestri fiorentini, di cui riproducevano le trame nei loro dipinti, come ben documenta la mostra alla Galleria dell\u2019Accademia comparando capolavori del pennello e del telaio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Oltre allo squisito abitino per bimba (forse di tre anni) rinvenuto nel 1921 in scavi archeologici in Groenlandia (ed eccezionalmente concesso in prestito a Firenze dal National Museum di Copenhagen), un altro fiore all\u2019occhiello della mostra \u00e8 \u00a0costituito da uno scenografico piviale (pregiato paramento liturgico a foggia di mantello) proveniente dal Museo Nazionale del Bargello, a dimostrazione dell\u2019incredibile fastosit\u00e0\u00a0 toccata dagli artigiani-artisti locali nel campo della seta e dei velluti a cavallo tra Medioevo e Rinascimento.<br \/>\nTra le numerose opere in mostra, merita poi una segnalazione particolare il raffinatissimo grande Crocifisso di fine XIII secolo appositamente restaurato per questa esposizione (di propriet\u00e0 della medesima Galleria dell\u2019Accademia), che evidenzia con i suoi motivi ornamentali la dovizia degli antichi tessuti mediorientali, di cui \u00e8 rimasta una felice eco nell\u2019arte tessile spagnola del XIV secolo.<br \/>\nLa rassegna <strong>\u201cTessuto e ricchezza a Firenze nel Trecento. Lana, seta, pittura\u201d<\/strong> \u00e8 corredata da un dotto catalogo edito da Giunti, curato dalla stessa Cecilie Hollberg, ed \u00e8 promossa dal Ministero dei Beni e delle Attivit\u00e0 Culturali e del Turismo insieme alla stessa istituzione museale ospite.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ammirando questa mostra, ci rendiamo conto che probabilmente aveva ragione Baudelaire quando affermava che \u201cil lusso, la spensieratezza e lo spettacolo consueto della ricchezza\u201d rendono gli uomini pi\u00f9 belli.<\/p>\n\r\n\t\t<style type='text\/css'>\r\n\t\t\t#gallery-1 {\r\n\t\t\t\tmargin: auto;\r\n\t\t\t}\r\n\t\t\t#gallery-1 .gallery-item {\r\n\t\t\t\tfloat: left;\r\n\t\t\t\tmargin-top: 10px;\r\n\t\t\t\ttext-align: center;\r\n\t\t\t\twidth: 33%;\r\n\t\t\t}\r\n\t\t\t#gallery-1 img {\r\n\t\t\t\tborder: 2px solid #cfcfcf;\r\n\t\t\t}\r\n\t\t\t#gallery-1 .gallery-caption {\r\n\t\t\t\tmargin-left: 0;\r\n\t\t\t}\r\n\t\t<\/style>\r\n\t\t<!-- see gallery_shortcode() in wp-includes\/media.php -->\n\t\t<div id='gallery-1' class='gallery galleryid-40688 gallery-columns-3 gallery-size-thumbnail gallery1'><script type=\"text\/javascript\">\r\n\/\/ <![CDATA[\r\n\tjQuery(document).ready(function () {\r\n\t\tjQuery(\".gallery1 a\").attr(\"rel\",\"gallery1\");\t\r\n\t\tjQuery('a[rel=\"gallery1\"]').colorbox({maxWidth:\"95%\", maxHeight:\"95%\",title: function(){ return jQuery(this).children().attr(\"alt\"); }, });\r\n\t});\r\n\/\/ ]]>\r\n<\/script>\n<dl class=\"gallery-item\">\n<dt class=\"gallery-icon\">\r\n<a href=\"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2018\/02\/este-infantile.jpg\" title=\"\u201cTessuto e ricchezza a Firenze nel Trecento..&quot; Veste infantile Groenlandia XIV sec\" rel=\"gallery1\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2018\/02\/este-infantile-150x150.jpg\" width=\"150\" height=\"150\" alt=\"\u201cTessuto e ricchezza a Firenze nel Trecento..&quot; Veste infantile Groenlandia XIV sec\" \/><\/a>\r\n<\/dt><dd class=\"gallery-caption\" id=\"caption40695\"><span class=\"imagecaption\">\u201cTessuto e ricchezza a Firenze nel Trecento..\" Veste infantile Groenlandia XIV sec<\/span><br \/>\n<span class=\"imagedescription\">\u201cTessuto e ricchezza a Firenze nel Trecento..\" Veste infantile Groenlandia XIV sec<\/span><br \/>\n<\/dd><\/dl><dl class=\"gallery-item\">\n<dt class=\"gallery-icon\">\r\n<a href=\"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2018\/02\/Piviale-in-velluto.jpg\" title=\"\u201cTessuto e ricchezza a Firenze nel Trecento...&quot; Piviale in velluto \" rel=\"gallery1\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2018\/02\/Piviale-in-velluto-150x150.jpg\" width=\"150\" height=\"150\" alt=\"\u201cTessuto e ricchezza a Firenze nel Trecento...&quot; Piviale in velluto\" \/><\/a>\r\n<\/dt><dd class=\"gallery-caption\" id=\"caption40698\"><span class=\"imagecaption\">\u201cTessuto e ricchezza a Firenze nel Trecento...\" Piviale in velluto <\/span><br \/>\n<span class=\"imagedescription\">\u201cTessuto e ricchezza a Firenze nel Trecento...\" Piviale in velluto <\/span><br \/>\n<\/dd><\/dl><dl class=\"gallery-item\">\n<dt class=\"gallery-icon\">\r\n<a href=\"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2018\/02\/Iacopo-di-Cione-1372-1373.jpg\" title=\"\u201cTessuto e ricchezza a Firenze nel Trecento. 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