{"id":41113,"date":"2018-03-10T13:02:41","date_gmt":"2018-03-10T11:02:41","guid":{"rendered":"http:\/\/www.imore.it\/rivista\/?p=41113"},"modified":"2018-03-10T13:02:41","modified_gmt":"2018-03-10T11:02:41","slug":"il-mondo-in-una-perla","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/il-mondo-in-una-perla\/","title":{"rendered":"Il mondo in una perla"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">Manhattan val bene una perla, se \u00e8 vero che in cambio di alcune sferette di vetro i nativi americani proprietari dell\u2019isola da cui sorse New York decisero di venderla. Evoca storie curiose come questa e tante altre suggestioni la mostra<strong> &#8220;Il mondo in una perla. La Collezione di Perle del Museo del Vetro 1820-1890&#8221;<\/strong>, allestita al <strong>Museo del Vetro di Murano<\/strong> fino al 15 Aprile, ottimamente curata da<strong> Augusto Panini e Chiara Squarcina<\/strong>, che sono tra i messimi esperti della materia (a Panini si deve il primo catalogo dedicato a tali oggetti, sul quale ora si fonda la rassegna in esame).<br \/>\nE\u2019 davvero un mondo straordinario quello delle <strong>perle di vetro<\/strong> prodotte in Laguna, che nel corso del loro viaggio nei secoli hanno s\u00ec dato vita a monili e altri oggetti decorativi, ma hanno altres\u00ec rappresentato una ricercata merce di scambio che nel corso dell\u2019800 era oggetto di intenso export verso le colonie dell&#8217;Africa Occidentale, dell&#8217;India e delle Americhe.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La mostra muranese abbraccia una parte dell\u2019eccezionale collezione di 85 cartelle campionarie con 14182 perle e 3 pannelli di stoffa del 1863 donati dalla Societ\u00e0 delle Fabbriche Unite con 2015 perle e 266 mazzi di conterie, inoltre 91 mazzi di perle a lume, 8957 perle integre, 274 frammentate e 492 mazzi di conterie.<br \/>\nLe <strong>perle di vetro di Murano<\/strong> racchiudono in s\u00e9 non solo il valore della bellezza, ma anche quello dell\u2019arte, della tecnica artigianale pi\u00f9 sublime, per non parlare delle ricadute economiche del loro commercio. A Venezia questa manifattura (che \u00e8 tuttora fiorente) ebbe origine nel gi\u00e0 nel XIV secolo e una delle prime lavorazioni adottate fu quella a speo (spiedo), per cui una piccola quantit\u00e0 di vetro fuso veniva fatta ruotare sul fuoco e operata con un ago di ferro sino ad ottenere una perla forata. Nella seconda met\u00e0 del XV secolo si giunse a realizzare la molatura di perle da canna forata a pi\u00f9 strati, con sezione a stella (perla rosetta), e poi nel XVI secolo si mise a punto la rinomata tecnica delle perle alla lucerna o a lume, che prevedeva l\u2019uso di canne massicce.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tra i grandi vetrai veneziani del XIX secolo si ricordano Giovanni Battista Franchini, Domenico Bussolin, Benedetto Giorgio Barbaria, Antonio Salviati, Pietro Bigaglia e Giovanni Giacomuzzi, che generosamente e coscienziosamente donarono alla Citt\u00e0 il meglio della propria produzione a fini museali. Fu grazie a maestri geniali ed illuminati come loro che il museo muranese pot\u00e9 appunto vedere la luce e assurgere a \u201ctempio delle perle di vetro\u201d, tale da vantare un patrimonio inestimabile: basta pensare ai cosiddetti \u201cLavori in vetro alla Lucerna\u201d che includono le perle prodotte dalla famiglia Franchini dal 1820 al 1860, tra cui le Perle a Coste di Mellone e le Perle in cristallo animate, la Madre perla rosea e le Canne lavorate.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nelle collezioni museali muranesi si possono ammirare anche quelle che forse sono le prime perle millefiori prodotte in epoca moderna, tra il 1843 e il 1845 (originariamente concepite in epoca alessandrina e romana, poi realizzate fino \u00a0al XV secolo in Medio e Vicino Oriente). L\u2019assortimento di perle in mostra \u00e8 dunque veramente unico e comprende pure varie <strong>perle rosetta<\/strong> molate a rotina con strati di avventurina, con inserzioni di canne forate, fino a dieci strati, dai colori insoliti, a sottolineare il livello di virtuosismo e carica innovativa innestatisi sulla tradizione classica. Per la cronaca, fu <strong>Marina Barovier<\/strong> a inventare nel 1482 la perla rosetta, protagonista delle prime esportazioni nel Nuovo Mondo e in Africa tra la fine del 1400 e gli inizi del 1500. Dopo una lunga stasi, queste perle conobbero un revival tra il 1882 e il 1888, con un\u2019importante commessa di 251000 esemplari molati.<br \/>\nLe perle veneziane sono elementi decorativi di particolare fascino in ogni epoca e giustamente diversi studi recenti hanno contribuito a riscoprirle e valorizzarle, sottolineandone gli aspetti non solo estetici, ma anche economici e culturali tout court.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Specialmente nel periodo Liberty, assecondando i trend di moda, esse furono ampiamente utilizzate dalle \u201cmuse\u201d dello stile sia in Italia che all\u2019estero. A Venezia, allora, le manifatture pi\u00f9 significative ed innovative erano quelle dei Moretti e dei Franchini, gi\u00e0 citati, che andavano sperimentando creazioni sempre pi\u00f9 ardite e fantasiose, dal punto di vista sia cromatico sia artigianale. Nascevano cos\u00ec le celebri <strong>perle lavorate \u201ca lume\u201d<\/strong> con intarsi straordinari, spesso di soggetto floreale, impreziosite da \u201cfili buttati\u201d. Queste poi, negli anni \u201930, vennero utilizzate di frequente intercalate da elementi vitrei appiattiti (in genere monocromatici ed eseguiti con un semplice filo di vetro fuso attorcigliato attorno ad un perno centrale), che fungevano da distanziatori e, nello stesso tempo, facevano risaltare la bellezza delle perle stesse.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La vetreria veneziana, dopo l\u2019eclissi produttiva provocata dalla guerra, rifior\u00ec splendidamente negli anni \u201950, quando cominci\u00f2 a produrre le<strong> perle \u201cpezzate\u201d<\/strong>, realizzate con inserti in foglia d\u2019oro o d\u2019argento ricoperti con una breve colata di colore trasparente. A volte, queste perle venivano anche \u201cschiacciate\u201d con pinze speciali. E fecero la loro comparsa con successo anche perle di grandi dimensioni, in vetro soffiato: tra queste, attenzione particolare meritano i pezzi realizzati non con la tecnica del lume, bens\u00ec direttamente in fornace con una metodologia d\u2019esecuzione simile a quella impiegata per i \u201cfinali\u201d dei lampadari. Poi fu la volta delle <strong>perle ritorte<\/strong> (frutto di un semplice movimento compiuto con una pinza apposita), meglio conosciute come <strong>perle \u201ca sventola\u201d<\/strong>, in tutte le varianti cromatiche e di decoro.<br \/>\nIntanto, il progresso scientifico e tecnico portava ad un progressivo perfezionamento dei colori e vedevano la luce, cos\u00ec, mediante la fusione di canne vitree arrotolate a gomitolo su un filo di rame, le <strong>perle \u201cvenate\u201d<\/strong>, solitamente in sfumature pastello o alabastro. E nascevano le<strong> perle \u201ca marmorino\u201d,<\/strong> secondo metodi di colorazione a caldo in fornace. Inoltre, la perla veneziana si appropri\u00f2 di una tecnica tintoria di antica tradizione egizia e fenicia: sulla base colorata venivano \u201cbuttati\u201d fili sottili in nuance contrastante o in avventurina, poi tirati con un piccolo uncino. Queste murrine, che talvolta presentavano anche piccoli inserti a forma di fiore, erano dette \u201cstrasin\u00e0e\u201d (cio\u00e8 \u201ctrascinate\u201d). \u00a0Sul far degli anni \u201960, nelle vetrerie della Serenissima trionfarono soprattutto le perle soffiate a lume, in grado di offrire un\u2019amplissima gamma di soluzioni, dalla foglia d\u2019oro o argento alla mezza filigrana, alle canne dritte, all\u2019uso di inserti di murrine, al rigadin, al balot\u00f2n, nomi \u2013 questi ultimi, di per s\u00e9 eloquenti (rigato l\u2019uno, a palla l\u2019altro).<br \/>\nAi produttori di bijoux italiani e stranieri le perle giungevano direttamente dalla Laguna (e da fornaci dell\u2019entroterra veneto) sia sfuse, quindi da montare (di consueto su collane o bracciali) sia gi\u00e0 infilate in matasse e mazzi di fili. In quest\u2019ultimo caso, provenivano direttamente dalle abili mani delle cosiddette \u201cimpiraresse\u201d, le donne veneziane che infilavano le perle (gi\u00e0 selezionate per colore, dimensioni e tipologia). I loro canti a stornello sono tuttora rimasti in voga a Piazza San Marco, dove il business delle murrine continua ad essere pi\u00f9 che mai fiorente.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le origini della perla come ornamento si perdono nella notte dei tempi. Sappiamo che a Venezia (specialmente a Murano) fu attorno all\u2019anno 1000 che inizi\u00f2 questo tipo di lavorazione con il vetro (molti vetrai veneti vi si erano rifugiati dall\u2019interno per sfuggire alle invasioni barbariche).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Da sempre esse sono eseguite secondo due metodi di base: da canna forata e da canna massiccia. Nel primo caso, si preleva un bolo di vetro, lo si sagoma, lo si fora longitudinalmente con pinze speciali in modo da ottenere una sorta di tubo. Il bolo viene poi ricoperto con altro vetro ed allungato, consentendo di ottenere sezioni circolari tanto pi\u00f9 sottili quanto maggiore \u00e8 l\u2019allungamento. A seconda, cos\u00ec, della sagomatura e degli strati di colore sovrapposti, si hanno perle a sezione multicolore e \u201cdisegnate\u201d come se fossero murrine forate (si veda la deliziosa \u201crosetta\u201d).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Partendo, invece, da una canna vitrea massiccia, si realizza la tecnica a lume: al calore di una lucerna, supportata da un mantice, il vetro rifonde e genera un filo che viene avvolto attorno ad un\u2019asta di metallo, formando un gomitolo, che viene lavorato con pinze e stampini fino ad ottenere la sagoma desiderata. Tra le varianti di questo tipo di tecnica, ricordiamo quella a foglia d\u2019oro o d\u2019argento, quella dell\u2019applicazione di murrine sul nucleo principale per creare perle \u201cmillefiori\u201d o \u201ca mosaico\u201d. La lavorazione pi\u00f9 caratteristica, per\u00f2, \u00e8 quella della perla \u201cfiorata\u201d, con il bolo principale decorato dal disegno realizzato con un sottile filo di vetro colato da una cannula.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le perle di vetro, che a Venezia erano generalmente chiamate \u201cconterie\u201d (dal latino \u201ccomptus\u201d, che significa conto, ornato) sono note con nomi diversi, a seconda del tipo: brovadini (specie di perle non ben arrotolate, di forma cilindrica), Bulgari (dal nome della celebre dinastia orafa romana; miscuglio di perle del medesimo colore e misura diversa), burattini (miscuglio di perle di vari colori e stessa misura), ceraspagna (perla tratta da una canna a due strati, uno interno giallo ed uno esterno in rubino all\u2019oro), corniole (al contrario delle precedenti, hanno lo strato interno bianco e quello esterno giallo o acquamarina o in rubino in selenio o in rubino all\u2019oro), perle \u201ccon la sottana\u201d (lo strato interno \u00e8 di qualit\u00e0 scadente, spesso nero, mentre quello esterno pregiato, solitamente rosso coppo).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Scriveva Karen Blixen: \u201cLe perle sono frutto del mistero e dell\u2019avventura: chi segue la carriera di una perla raccoglie tanto materiale da trarne cento favole\u201d.<\/p>\n\r\n\t\t<style type='text\/css'>\r\n\t\t\t#gallery-1 {\r\n\t\t\t\tmargin: auto;\r\n\t\t\t}\r\n\t\t\t#gallery-1 .gallery-item {\r\n\t\t\t\tfloat: left;\r\n\t\t\t\tmargin-top: 10px;\r\n\t\t\t\ttext-align: center;\r\n\t\t\t\twidth: 25%;\r\n\t\t\t}\r\n\t\t\t#gallery-1 img {\r\n\t\t\t\tborder: 2px solid #cfcfcf;\r\n\t\t\t}\r\n\t\t\t#gallery-1 .gallery-caption {\r\n\t\t\t\tmargin-left: 0;\r\n\t\t\t}\r\n\t\t<\/style>\r\n\t\t<!-- see gallery_shortcode() in wp-includes\/media.php -->\n\t\t<div id='gallery-1' class='gallery galleryid-41113 gallery-columns-4 gallery-size-thumbnail gallery1'><script type=\"text\/javascript\">\r\n\/\/ 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canna forata XIX sec.- courtesy Museo del Vetro di Murano <\/span><br \/>\n<span class=\"imagedescription\">Perle di vetro a canna forata XIX sec.- courtesy Museo del Vetro di Murano <\/span><br \/>\n<\/dd><\/dl><dl class=\"gallery-item\">\n<dt class=\"gallery-icon\">\r\n<a href=\"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/Perle-di-vetro-a-canna-forata-XIX-secolo.jpg\" title=\"Perle di vetro a canna forata XIX sec.- courtesy Museo del Vetro di Murano \" rel=\"gallery1\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/Perle-di-vetro-a-canna-forata-XIX-secolo-150x150.jpg\" width=\"150\" height=\"150\" alt=\"Perle di vetro a canna forata XIX sec.- courtesy Museo del Vetro di Murano\" \/><\/a>\r\n<\/dt><dd class=\"gallery-caption\" id=\"caption41118\"><span class=\"imagecaption\">Perle di vetro a canna forata XIX sec.- courtesy Museo del Vetro di Murano <\/span><br \/>\n<span class=\"imagedescription\">Perle di vetro a canna forata XIX sec.- courtesy Museo del Vetro di Murano <\/span><br \/>\n<\/dd><\/dl><dl class=\"gallery-item\">\n<dt class=\"gallery-icon\">\r\n<a href=\"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/Perle-di-vetro-a-lume-a-inserzione-di-murrine-XIX-secolo.jpg\" title=\"Perle di vetro a lume XIX sec.- courtesy Museo del Vetro di Murano \" rel=\"gallery1\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/Perle-di-vetro-a-lume-a-inserzione-di-murrine-XIX-secolo-150x150.jpg\" width=\"150\" height=\"150\" alt=\"Perle di vetro a lume XIX sec.- courtesy Museo del Vetro di Murano\" \/><\/a>\r\n<\/dt><dd class=\"gallery-caption\" id=\"caption41119\"><span class=\"imagecaption\">Perle di vetro a lume XIX sec.- courtesy Museo del Vetro di Murano <\/span><br \/>\n<span class=\"imagedescription\">Perle di vetro a lume XIX sec.- courtesy Museo del Vetro di Murano <\/span><br \/>\n<\/dd><\/dl><dl class=\"gallery-item\">\n<dt class=\"gallery-icon\">\r\n<a href=\"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/Perle-di-vetro-a-lume-a-inserzione-di-murrine-XIX-secolo2.jpg\" title=\"Perle di vetro a lume XIX sec.- courtesy Museo del Vetro di Murano \" rel=\"gallery1\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/Perle-di-vetro-a-lume-a-inserzione-di-murrine-XIX-secolo2-150x150.jpg\" width=\"150\" height=\"150\" alt=\"Perle di vetro a lume XIX sec.- courtesy Museo del Vetro di Murano\" \/><\/a>\r\n<\/dt><dd class=\"gallery-caption\" id=\"caption41120\"><span class=\"imagecaption\">Perle di vetro a lume XIX sec.- courtesy Museo del Vetro di Murano <\/span><br \/>\n<span class=\"imagedescription\">Perle di vetro a lume XIX sec.- courtesy Museo del Vetro di Murano <\/span><br \/>\n<\/dd><\/dl><br style=\"clear: both\" \/><dl class=\"gallery-item\">\n<dt class=\"gallery-icon\">\r\n<a href=\"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/Perle-di-vetro-a-lume-XIX-secolo.jpg\" title=\"Perle di vetro a lume XIX sec.- courtesy Museo del Vetro di Murano \" rel=\"gallery1\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/Perle-di-vetro-a-lume-XIX-secolo-150x150.jpg\" width=\"150\" height=\"150\" alt=\"Perle di vetro a lume XIX sec.- courtesy Museo del Vetro di Murano\" \/><\/a>\r\n<\/dt><dd class=\"gallery-caption\" id=\"caption41121\"><span class=\"imagecaption\">Perle di vetro a lume XIX sec.- courtesy Museo del Vetro di Murano <\/span><br \/>\n<span class=\"imagedescription\">Perle di vetro a lume XIX sec.- courtesy Museo del Vetro di Murano <\/span><br \/>\n<\/dd><\/dl><dl class=\"gallery-item\">\n<dt class=\"gallery-icon\">\r\n<a href=\"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/Perle-di-vetro-a-lume-XIX-secolo2.jpg\" title=\"Perle di 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alt=\"Perle di vetro rosetta XIX sec. courtesy Museo del Vetro di Murano\" \/><\/a>\r\n<\/dt><dd class=\"gallery-caption\" id=\"caption41124\"><span class=\"imagecaption\">Perle di vetro rosetta XIX sec. - courtesy Museo del Vetro di Murano <\/span><br \/>\n<span class=\"imagedescription\">Perle di vetro rosetta XIX sec. courtesy Museo del Vetro di Murano <\/span><br \/>\n<\/dd><\/dl><br style=\"clear: both\" \/><dl class=\"gallery-item\">\n<dt class=\"gallery-icon\">\r\n<a href=\"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/Cartella-campionaria-di-perle-di-vetro-XIX-secolo.jpg\" title=\"Cartella campionaria di perle di vetro XIX sec.- courtesy Museo del Vetro di Murano\" rel=\"gallery1\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/Cartella-campionaria-di-perle-di-vetro-XIX-secolo-150x150.jpg\" width=\"150\" height=\"150\" alt=\"Cartella campionaria di perle di vetro XIX sec.- courtesy Museo del Vetro 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