{"id":41721,"date":"2018-06-26T10:15:10","date_gmt":"2018-06-26T08:15:10","guid":{"rendered":"http:\/\/www.imore.it\/rivista\/?p=41721"},"modified":"2018-06-27T16:36:35","modified_gmt":"2018-06-27T14:36:35","slug":"eolie-le-isole-degli-dei","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/eolie-le-isole-degli-dei\/","title":{"rendered":"EOLIE: le isole degli dei"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">Scrutandole all\u2019orizzonte dal mare, ti chiedi se siano vere o un miraggio. In quella vertigine di azzurro e di smeraldo inondata dal sole, avverti l\u2019eco di miti antichissimi e ti senti quasi sopraffatto da tanta bellezza, odorosa di ginestra e capperi. Le <strong>Eolie<\/strong>, chiamate anche Lipari, sono un arcipelago di sette isole (pi\u00f9 alcuni isolotti e monti sottomarini) disseminate a forma di ipsilon nel Mar Tirreno &#8211; a nord della Sicilia (di fronte alla costa messinese), lambite da acque cristalline ed un cielo terso, punteggiate di case bianche, innervate di vulcani ancora attivi, artefici di quel paesaggio tanto originale, fatto di spiagge di lava nera e finissima sabbia bianca, architettonici faraglioni e cale affascinanti, fondali \u201ccaraibici\u201d e fantasmagoriche rocce di pomice. Isole vaganti, le soprannominavano gli antichi. Qui dimorava <strong>Efesto<\/strong>, dio del fuoco, che nel ventre di Vulcano forgiava armi per numi ed eroi; ma questo era soprattutto il regno di <strong>Eolo<\/strong> (donde il nome Eolie), domatore dei venti, che aveva casa a Lipari, dove ospit\u00f2 Ulisse donandogli il famoso otre. Una leggenda narra poi che le sette \u201cperle\u201d eoliane erano gemme di un diadema posto in capo alla Sicilia dagli dei per renderla ancora pi\u00f9 bella.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Originate da terribili sconquassi geologici e catastrofiche eruzioni vulcaniche succedutesi in milioni di anni, le Eolie conservano le vestigia del loro Big Bang genetico nel vitalismo dei due vulcani (Stromboli e Vulcano), che ancora si esprime con fumarole e fanghi, fonti termali e odore di zolfo, cenere e lava. In effetti, \u00e8 anche in virt\u00f9 di questi eccezionali fenomeni che l\u2019Unesco ha proclamato tali isole patrimonio dell\u2019umanit\u00e0. Abitate fin dai tempi preistorici per l\u2019abbondante presenza di un minerale molto ricercato come l\u2019ossidiana (eruttata dal Monte Pelato a Lipari), oggetto di intensi scambi commerciali, le \u201csette sorelle\u201d godettero di grande prosperit\u00e0 grazie anche alla loro posizione favorevole lungo le rotte mercantili dei metalli, in primo luogo lo stagno di provenienza inglese. Colonizzate dai Greci nel VI secolo a.C., in epoca romana furono strategiche per il commercio di allume, zolfo, sale. Lipari fu pure teatro di un\u2019aspra battaglia tra Roma e Cartagine nel 260 a.C. Un altro cenno storico lo merita la circostanza per cui l\u2019isola di Vulcano in epoca borbonica fu trasformata in colonia penale per l\u2019estrazione forzata di minerali. Terra di naviganti, pescatori, contadini, commercianti, l\u2019arcipelago nei secoli \u00e8 stato frequentato anche da pirati, profughi, eremiti, monaci (basti pensare che fu l\u2019abate Ambrogio, nel 1095, ad emanare la charta denominata \u201cConstitutum\u201d, che stabiliva le regole della convivenza civile per tutti gli abitanti, basata su tre elementi fondamentali: la casa, la vigna, la cisterna). Oggi \u00e8 il turismo estivo a trionfare a tutto campo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La prima visione a rapirti, salpando da Milazzo, \u00e8 <strong>Vulcano<\/strong>, con i suoi eterni vapori che si alzano dal Gran Cratere, dando all\u2019ambiente l\u2019aspetto di un girone infernale, ingentilito per\u00f2 dalla solarit\u00e0 delle ginestre che trapuntano lo scenario isolano. I suoi pregiati fanghi termali, di cui ogni anno beneficiano migliaia di persone, sono ritenuti curativi per affezioni cutanee, articolari, respiratorie e ginecologiche.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Lipari,<\/strong> il cui nome deriva dal leggendario re Liparo che la govern\u00f2 per primo, ti abbaglia con i fantastici lidi di pomice, pietra lavica leggerissima, coprente quasi un quarto dell\u2019isola. Al suo candore fa da contrasto la nera ossidiana delle Rocche Rosse e della Forgia Vecchia, che conferisce al luogo uno spettacolo di grande suggestione cromatica. Da qui si godono viste uniche, mentre il turismo culturale trova il suo appagamento nel Museo Archeologico Eoliano, uno dei pi\u00f9 importanti d\u2019Italia per dovizia di reperti (datati dal 4000 a.C. all\u2019epoca romana), che ha sede nel Castello, la fortezza naturale in cui gi\u00e0 l\u2019uomo neolitico trov\u00f2 rifugio. Vi si ammirano la torre greca del V secolo a.C., quattro Chiese, la Cattedrale e lo splendido chiostro normanno. Lipari, la sola delle Eolie che presenta un assetto urbano tradizionale, \u00e8 inoltre considerata un paradiso per i sub grazie ai fondali meravigliosi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Di <strong>Salina<\/strong> uno degli angoli pi\u00f9 fascinosi \u00e8 la baia di Pollara, un proscenio roccioso le cui pareti strapiombano in un mare che ha la limpidezza del diamante puro. Verde di vigneti di malvasia e piante di capperi, l\u2019isola si innalza in due vette \u201cgemelle\u201d, alte circa 1000 m ciascuna: Monte dei Porri e Fossa delle Felci. Da vedere nella frazione di Lingua \u00e8 il Museo Etno-antropologico, che espone una rassegna di strumenti impiegati nelle attivit\u00e0 agricole e nella pesca.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Panarea<\/strong>, la pi\u00f9 piccola delle Eolie e pure la pi\u00f9 antica, aureolata da sette isolotti (Basiluzzo, Dattilo, Lisca Bianca, Lisca Nera, Bottaro, Panarelli, Le Formiche), tesse intorno ai visitatori una trama di richiami naturalistici e letterari, incantando con l\u2019insenatura di cala Junco, le fumide scenografie del Timpone del Corvo e della Calcara, nonch\u00e9 Punta Milazzese, dove restano testimonianze di un villaggio preistorico con capanne a pianta ovale, macine e mortai di pietra.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel fumo e nel vento, ecco poi apparire<strong> Stromboli<\/strong>, la rotonda, che con i suoi boati e bagliori notturni funge da faro perenne per i marinai, essendo l\u2019unica a vantare un vulcano tuttora in eruzione. Un\u2019oasi di silenzio \u00e8, invece, l\u2019attigua isoletta di Ginostra, che si raggiunge solo in barca con un viaggio emozionante fino al piccolo porto di Pertuso.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Distanti in senso proprio e metaforico sono, infine, le due isole di <strong>Filicudi e Alicudi<\/strong>, forse ancora refrattarie al concetto di turismo massificato ed ai suoi codici. Qui a regnare \u00e8 la natura con la sua pace olimpica. <strong>Filicudi<\/strong> \u00e8 nota come l\u2019isola delle felci, perch\u00e9 queste piante nell\u2019antichit\u00e0 vi dominavano, ma deve la sua fama soprattutto alle interessanti grotte (in quella del Bue Marino un tempo abitava la foca monaca), nonch\u00e9 ai resti preistorici.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La selvaggia e silente <strong>Alicudi<\/strong> \u00e8 invece l\u2019isola dell\u2019erica che ricopre copiosamente le alture, in una sorta di Eden pre-adamitico, dove \u00e8 la voce del mare a far da colonna sonora. E l\u2019asino resta il veicolo per eccellenza in questo luogo ai confini dell\u2019assoluto, che pure ha un certo rilievo archeologico. Da segnalare che il borgo di Bazzina, fino a qualche anno fa spopolato, si \u00e8 rianimato per merito di alcuni tedeschi amanti della vita frugale, che hanno deciso di trasferirsi nell\u2019ultimo solitario avamposto delle Eolie.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Queste isole hanno sempre ispirato la magia del racconto per immagini e parole a viaggiatori comuni e non, dallo scienziato D\u00e9odat de Dolomieu (donde il nome Dolomiti) allo scrittore Alexandre Dumas padre, dall\u2019Arciduca d\u2019Austria Ludwig Salvator d\u2019Asburgo allo scrittore Antonio Saltini, dagli artisti Jean Houel e Gaston Vuillier ai grandi fotografi che tutt\u2019oggi amano \u201cnarrare\u201d con i loro scatti tali luoghi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tra le mete turistiche italiane pi\u00f9 frequentate (anche da personaggi del jet-set internazionale), le Eolie devono gran parte della loro fama al cinema del dopoguerra, che vi ha ambientato importanti pellicole. Per citare qualche esempio: \u201cVulcano\u201d di William Dieterle, \u201cStromboli, terra di Dio\u201d di Roberto Rossellini, \u201cAvventura\u201d di Michelangelo Antonioni, \u201cCaro diario\u201d di Nanni Moretti, \u201cIl postino di Neruda\u201d di Massimo Troisi e Michael Radford. Per tacere dei tanti cortometraggi e documentari girati sull\u2019arcipelago.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Quindi le Eolie, il cui fuoco ardente sotto la crosta terrestre sembra propagarsi anche agli abitanti rendendoli molto ospitali, sanno conquistare, oltre che con la loro natura, anche con la cultura, di cui la cucina \u00e8 componente integrante. Basti pensare che propone s\u00ec i celeberrimi capperi, ma pure pregiate olive e Malvasia, pomodori \u201ccunzati\u201d, caponata eoliana, miele di zagare, granite, pasta paradiso con mandorle e cedro, \u201cnacatulli\u201d (sfogliate di mandorle profumate al mandarino e impastate con vino locale), limoncino, liquori ed il tipico amaro \u201cVulcano\u201d. Cos\u00ec, quando te ne vai dalle Eolie ti resta addosso una sorta di ancestrale stordimento, la sensazione d\u2019un colpo d\u2019ala improvviso che miete la luce ambrata di fine estate, un sibilo venuto dal passato col suono dolce del flauto di Pan che aggioga a quei luoghi del mito, dove \u201csorridere \u00e8 vivere come un\u2019onda\u201d (Cesare Pavese, \u201cDialoghi con Leuc\u00f2\u201d), e ti riprometti di tornare a perderti nell\u2019immensit\u00e0 di quello spirito terracqueo sospeso tra tra sogno e realt\u00e0, tra essere e divenire incessante.<\/p>\n\r\n\t\t<style type='text\/css'>\r\n\t\t\t#gallery-1 {\r\n\t\t\t\tmargin: auto;\r\n\t\t\t}\r\n\t\t\t#gallery-1 .gallery-item {\r\n\t\t\t\tfloat: left;\r\n\t\t\t\tmargin-top: 10px;\r\n\t\t\t\ttext-align: center;\r\n\t\t\t\twidth: 33%;\r\n\t\t\t}\r\n\t\t\t#gallery-1 img {\r\n\t\t\t\tborder: 2px solid #cfcfcf;\r\n\t\t\t}\r\n\t\t\t#gallery-1 .gallery-caption {\r\n\t\t\t\tmargin-left: 0;\r\n\t\t\t}\r\n\t\t<\/style>\r\n\t\t<!-- see gallery_shortcode() in wp-includes\/media.php -->\n\t\t<div id='gallery-1' class='gallery galleryid-41721 gallery-columns-3 gallery-size-thumbnail gallery1'><script type=\"text\/javascript\">\r\n\/\/ <![CDATA[\r\n\tjQuery(document).ready(function () {\r\n\t\tjQuery(\".gallery1 a\").attr(\"rel\",\"gallery1\");\t\r\n\t\tjQuery('a[rel=\"gallery1\"]').colorbox({maxWidth:\"95%\", maxHeight:\"95%\",title: function(){ return jQuery(this).children().attr(\"alt\"); 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