{"id":42111,"date":"2018-10-04T17:40:34","date_gmt":"2018-10-04T15:40:34","guid":{"rendered":"http:\/\/www.imore.it\/rivista\/?p=42111"},"modified":"2018-10-04T17:40:34","modified_gmt":"2018-10-04T15:40:34","slug":"oh-mirabili-visioni","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/oh-mirabili-visioni\/","title":{"rendered":"Oh! Mirabili visioni"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">Il <strong>Museo del Bijou di Casalmaggiore<\/strong> vuole stupire e deliziare ancora una volta il suo pubblico proponendo una mostra davvero sofisticata e charmante, dedicata al grande bijoutier americano <strong>Kenneth Jay Lane<\/strong> (1932 \u20132017), ottimamente curata da Maria Teresa Cannizzaro con la collaborazione di Fiorella Operto (associazione Passato e Futuro). L\u2019accattivante titolo dell\u2019evento, che durer\u00e0 sino al 4 novembre, \u00e8: <strong>\u201cBrillanti illusioni &#8211; Omaggio a Kenneth Jay Lane\u201d<\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Amatissimi dal pubblico americano, i <strong>\u201cgioielli falsi\u201d<\/strong> (noti come <strong><em>costume jewels, fashion jewels, jewels of Hollywood<\/em><\/strong>) furono per molto tempo un classico prodotto d\u2019importazione in USA, ma col tempo divennero anche manufatti a stelle e strisce, fabbricati da esuli in fuga dall\u2019Europa sconvolta da fascismo e nazismo o da orafi americani colpiti dalla Grande Depressione, disposti a riciclare la loro arte per creare oggetti dal costo accessibile. In effetti non si pu\u00f2 comprendere pienamente il successo di Kenneth Jay Lane se non si conosce il contesto che lo ha preceduto e favorito. Ebbene la fortuna che arrise alla <strong>\u201cfake jewelry\u201d<\/strong> alleandosi con la storia volle che gli Stati Uniti al tempo della grave crisi bloccassero le importazioni di beni di lusso, incluse le stoffe stampate, per cui i sarti e gli stilisti d\u2019oltreoceano non poterono far altro che adottare abiti in tinta unita, ovvero i pi\u00f9 adatti ai bijoux fantasia, che si diffusero notevolmente (non a caso Elsa Schiaparelli e Coco Chanel amavano definire le loro collezioni \u201cvestiti per gioielli\u201d). Il successo di tali bijoux in USA crebbe ancora durante la guerra, dal momento che spesso le donne erano costrette a cucirsi abiti utilizzando i vestiti dei mariti al fronte ed i bijoux, quindi, erano l\u2019ideale per vivacizzare quei tessuti piuttosto tristi. Intanto, cominciavano a giungere sul mercato le sfavillanti pietre colorate prodotte da vetrai boemi e austriaci (il pensiero corre subito ai cristalli <strong>Swarovski<\/strong>, di cui giungevano a Casalmaggiore interi vagoni ferroviari destinati alle manifatture di bigiotteria) e la fabbricazione di bijoux ricevette un nuovo impulso. Questi \u201cfalsi\u201d continuarono ad essere indossati dalle signore americane anche nei difficili anni del periodo post-bellico, in cui le disponibilit\u00e0 economiche erano ancora ridotte. Poi, col ritorno alla tranquillit\u00e0 ed al benessere materiale, anche le gioie fancy tramontarono, lasciando il posto ai gioielli autentici ed alla voglia di ostentarli (solo all\u2019inizio degli anni Settanta, soprattutto per merito di produttori italiani, la moda decret\u00f2 un loro ritorno in auge).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La mostra di Casalmaggiore, di fatto, consente di tuffarsi in questa storia della costume jewelry, nel suo legame con la moda, nella sua nobilitazione sociale, nella sua \u201cdemocratizzazione, nel ruolo da essa esercitato nell&#8217;emancipazione della donna, nel suo essere specchio degli eventi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019epopea di <strong>Kenneth Jay Lane<\/strong> \u00e8 frutto appunto di quelle vicende particolari, che gli permisero di diventare \u2013 in virt\u00f9 del suo indubbio talento, del suo estro vivace e della sua stupefacente inventiva &#8211; sinonimo di qualit\u00e0 top nel mondo della bigiotteria americana, con l\u2019impiego di disegni raffinati e delle migliori tecniche per la placcatura dei metalli, l\u2019utilizzo dei cristalli austriaci e delle pietre sintetiche pi\u00f9 belle tra quelle disponibili sul mercato.<br \/>\nNato a Detroit nel 1932, dopo gli studi a Providence e alcune importanti collaborazioni con Vogue e Dior, questo creativo personaggio approd\u00f2 al mondo della bigiotteria nel 1963 e la sua ascesa fu alquanto rapida. Infatti alcuni suoi disegni arrivarono all&#8217;attenzione di Wallis Simpson, duchessa di Windsor, che ne rest\u00f2 ammirata e lo raccomand\u00f2 agli amici, spianandogli cos\u00ec la strada verso il successo. La sua fu veramente una carriera eccezionale, fondata sulla maestria con cui sapeva riprodurre i gioielli dei marchi pi\u00f9 noti usando materiali non preziosi, ma anche alle sue doti di designer (nonch\u00e9 di manager), alla sua lungimiranza, alla cultura e alla curiosit\u00e0 di cui era dotato. Tra i suoi bijoux pi\u00f9 celebri vi sono gli iconici bangle o i grandi orecchini decorati con maxi-cristalli, i pezzi ispirati allo stile Deco o quelli animalier o, ancora, quelli pregni di suggestioni esotiche e multietniche che spaziavano tra spille, collane, anelli e orecchini di straordinaria bellezza e lucentezza.<br \/>\nMolte delle pi\u00f9 facoltose ed eleganti dame del pianeta vollero indossare le sue creazioni (alle quali venne persino dedicata una sala al Metropolitan Museum di New York) e tra di esse Jacqueline Kennedy, Liz Taylor, Lana Turner, Audrey Hepburn, Sofia Loren, Barbara Bush, Sarah Jessica Parker, Sofia Coppola, Brooke Shields, Beyonc\u00e8, Angelina Jolie.<br \/>\nKenneth Jay Lane, scomparso l\u2019anno scorso a 85 anni, ha lasciato al suo braccio destro Chris Sheppard il suo business, che quindi prosegue tutt\u2019oggi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sono centinaia i suoi bijoux da ammirare nella rassegna antologica \u201cBrillanti illusioni\u201d, messi a disposizione dalla associazione culturale Passato e Futuro di cui \u00e8 presidente Maria Teresa Cannizzaro, la quale da anni \u00e8 impegnata a studiare e valorizzare la storia della bigiotteria americana, dalle sue origini (a Providence), cos\u00ec legate all\u2019emigrazione dall\u2019Italia, all\u2019attuale collezionismo, organizzando conferenze, mostre, incontri fra l\u2019Italia e New York, promuovendo ricerche e pubblicando articoli e libri.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Diceva Salvador Dal\u00ec: \u201cLa differenza tra i falsi ricordi e quelli veri \u00e8 la stessa che per i gioielli: sono sempre quelli falsi che sembrano i pi\u00f9 reali, i pi\u00f9 brillanti\u201d.<\/p>\n\r\n\t\t<style type='text\/css'>\r\n\t\t\t#gallery-1 {\r\n\t\t\t\tmargin: auto;\r\n\t\t\t}\r\n\t\t\t#gallery-1 .gallery-item {\r\n\t\t\t\tfloat: left;\r\n\t\t\t\tmargin-top: 10px;\r\n\t\t\t\ttext-align: center;\r\n\t\t\t\twidth: 50%;\r\n\t\t\t}\r\n\t\t\t#gallery-1 img {\r\n\t\t\t\tborder: 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