{"id":42466,"date":"2018-12-05T21:10:34","date_gmt":"2018-12-05T19:10:34","guid":{"rendered":"http:\/\/www.imore.it\/rivista\/?p=42466"},"modified":"2018-12-05T21:10:34","modified_gmt":"2018-12-05T19:10:34","slug":"lo-shopping-di-lusso-si-sposta-in-aeroporto-e-poi-vola-a-milano","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/lo-shopping-di-lusso-si-sposta-in-aeroporto-e-poi-vola-a-milano\/","title":{"rendered":"Lo shopping di lusso si sposta in aeroporto e poi vola a Milano"},"content":{"rendered":"<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dove sta andando il lusso? Fisicamente, intendo, sul territorio. Ebbene, dato per certo che gli affari si faranno sempre pi\u00f9 tramite l\u2019e-commerce \u2013 per inciso, \u00e8 bene ricordare che l\u2019ultimo \u201cWhite Paper\u201d del Gruppo Chalhoub, specializzato in ricerche sul retail nell\u2019opulenta area del Golfo Persico, ha evidenziato una marcata evoluzione della societ\u00e0 in un Medio Oriente sempre pi\u00f9 caratterizzato da una popolazione giovane, ricca, esperta di tecnologia e promotrice di una vera e propria rivoluzione digitale\/mobile, alla ricerca di esperienze e libert\u00e0 \u2013 osserviamo che da un punto di vista logistico, per non dire antropologico, il lusso tende di fatto a spostarsi in luoghi che<strong> Marc Aug\u00e9<\/strong>, celebre antropologo francese, definirebbe non-luoghi (ovvero spazi in cui miriadi di individui si affollano senza entrare in relazione, pressati dal bisogno di consumo e dalla fretta della vita moderna, anzi surmoderna, per dirla alla Aug\u00e9), come gli aeroporti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Johann Rupert,<\/strong> Presidente del colosso svizzero Richemont, aveva previsto questo trasferimento, che a molti sembrer\u00e0 sorprendente e perfino scandaloso, richiamando il profetico libro <strong>\u201cThe Second Machine Age\u201d<\/strong> (La seconda era delle macchine) di <strong>Erik Brynjolfsson e Andrew McAfee<\/strong>, due super-esperti informatici del Massachusetts Institute of Technology, secondo cui, grazie alla crescita esponenziale nella forza di certe macchine, alla quantit\u00e0 di informazioni digitali che pu\u00f2 generarsi e al numero di chip in \u201cdialogo\u201d costante tra loro, l\u2019economia del futuro sar\u00e0 fondata \u201csu una nuova realt\u00e0 di abbondanza il cui processo di comprensione \u00e8 appena iniziato\u201d. E a trarne vantaggio saranno soprattutto i consumatori, che avranno a disposizione di tutto e di pi\u00f9, a prezzi inferiori.<\/p>\n<div id=\"attachment_42470\" style=\"width: 310px\" class=\"wp-caption alignleft\"><a href=\"http:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2018\/12\/the-terminal-152286.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-42470\" class=\"size-medium wp-image-42470\" src=\"http:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2018\/12\/the-terminal-152286-300x225.jpg\" alt=\"&quot;The Terminal&quot;\" width=\"300\" height=\"225\" srcset=\"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2018\/12\/the-terminal-152286-300x225.jpg 300w, https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2018\/12\/the-terminal-152286-768x576.jpg 768w, https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2018\/12\/the-terminal-152286.jpg 1024w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-42470\" class=\"wp-caption-text\">&#8220;The Terminal&#8221;<\/p><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">In quest\u2019ottica, gli aeroporti sono destinati a diventare le nuove mecche del lusso per un crescente numero di viaggiatori spinti dall\u2019utilizzo pi\u00f9 frequente di intelligenze artificiali e robot che, se da un lato toglieranno lavoro ad alcuni, dall\u2019altro permetteranno a nuovi soggetti di aumentare il loro tempo\u00a0libero, quindi i viaggi e, conseguentemente, lo shopping. Pertanto, per l\u2019affluent society di domani saranno i terminal a divenire l\u2019ambiente pi\u00f9 familiare, dove trascorreranno ore e ore della loro esistenza. E forse finiranno per viverci proprio\u2026 come nel famoso film di<strong> Steven Spielberg \u201cThe Terminal\u201d con Tom Hanks<\/strong>.<br \/>\nNon a caso il lungimirante Rupert, che gestisce brand del lusso stellare come\u00a0Cartier, Van Cleef &amp; Arpels e\u00a0Montblanc, ha investito con convinzione in\u00a0Dufry, societ\u00e0 di Basilea che conta circa 1700 negozi tra aeroporti, navi da crociera, porti e aree turistiche.<br \/>\nRientra in questa strategia anche il recente ampliamento di <strong>Oriocenter<\/strong>, in terra bergamasca, che da Maggio 2017 \u00e8 il pi\u00f9 grande centro commerciale\u00a0italiano ed \u00e8 legato a filo doppio all\u2019aeroporto bergamasco di Orio al Serio, sebbene non sorga propriamente al suo interno. Realizzato dal Gruppo Percassi (tramite la societ\u00e0 immobiliare Arcus Real Estate), si estende su ben 105mila mq ed ospita 280 punti vendita, tra cui\u00a0Hugo Boss, Emporio Armani, Coach, nonch\u00e9 un multisala UCI con 14 hall.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Anche Milano si sta \u201cattrezzando\u201d \u00a0in questo senso, puntando sullo sviluppo ed il restyling degli scali di Malpensa e\u00a0Linate. In particolare, per quanto riguarda il periodo 2016-2020, per Malpensa sono stati stanziati 266\u00a0milioni di euro\u00a0allo scopo di migliorarne i servizi con interventi di ristrutturazione e riqualificazione, mentre a Linate sono stati destinati\u00a0313 milioni per l\u2019upgrading\u00a0funzionale e normativo del terminal passeggeri e del\u00a0sistema di gestione dei bagagli, oltre che per\u00a0la ristrutturazione della pista e del piazzale aeromobili.<\/p>\n<div id=\"attachment_42468\" style=\"width: 310px\" class=\"wp-caption alignright\"><a href=\"http:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2018\/12\/Hotel-Seven-Stars-Galleria-di-Milano.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-42468\" class=\"size-medium wp-image-42468\" src=\"http:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2018\/12\/Hotel-Seven-Stars-Galleria-di-Milano-300x154.jpg\" alt=\"Hotel Seven Stars Galleria Milano\" width=\"300\" height=\"154\" srcset=\"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2018\/12\/Hotel-Seven-Stars-Galleria-di-Milano-300x154.jpg 300w, https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2018\/12\/Hotel-Seven-Stars-Galleria-di-Milano-768x394.jpg 768w, https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2018\/12\/Hotel-Seven-Stars-Galleria-di-Milano.jpg 990w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-42468\" class=\"wp-caption-text\">Hotel Seven Stars Galleria Milano<\/p><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">La metropoli lombarda, in effetti, \u00e8 ormai unanimemente riconosciuta in qualit\u00e0 di \u201ccapitale del lusso mondiale\u201d, come dimostrano anche i massicci investimenti in strutture ricettive (a cominciare dagli hotel pluristellati) che si susseguono negli ultimi anni. Come certificato da Savills, provider globale di servizi immobiliari attivo sulla piazza londinese, Milano ha scalato la classifica delle mete pi\u00f9 appetibili per investimenti alberghieri (solo Dublino la supera in Europa) grazie alla comprovata capacit\u00e0 di conservare e incrementare il valore del capitale investito. Inoltre, l\u2019eccellente piazzamento in classifica del capoluogo lombardo si deve anche al numero di pernottamenti, alla crescita del Pil e al calo del tasso di disoccupazione.<br \/>\n<strong>Tim Stoyle<\/strong>, Head of \u00a0<strong>Hotels Valuation di Savills<\/strong>, ha sottolineato che nella citt\u00e0 della Madonnina gli investimenti sono trainati soprattutto da fondi di private equity e da proprietari di immobili\u00a0interessati ad hotel con elevata potenzialit\u00e0 in termini sia di sviluppo sia di\u00a0crescita dei margini. Questo dinamismo nel settore \u00e8 sintomatico, evidentemente, del fatto che la domanda di accoglienza haut-de-gamme a Milano \u00e8 ancora parzialmente scoperta sinora, per cui si favorisce un nuovo boom di strutture alberghiere differenziate,\u00a0indotto compreso. A conferma dell\u2019attrattivit\u00e0 della metropoli ambrosiana nel mondo, la Camera di Commercio ha reso noto che nel 2016 \u00e8 cresciuto dell&#8217;8% il valore dei prodotti \u201cMade in Milan\u201d, pari a 9 miliardi \u20ac tra food, fashion, design, cultura. I Paesi dove la citt\u00e0 meneghina \u00e8 pi\u00f9 appealing sono Giappone per il food (+388%), Hong Kong e USA per il fashion (+15%), Cina e Russia per mobili e design (+50%), USA per la cultura (+30% l&#8217;editoria). Qui gli stranieri stanno investendo massicciamente con l\u2019apertura di 52 filiali di imprese, che danno lavoro a 15mila addetti. Del resto, basta ricordare\u00a0una\u00a0ricerca di Pambianco Strategie di Impresa per Sea (2015) che attesta, dati alla mano, come Milano sia il luogo preferito per lo shopping internazionale: qui gli scontrini della spesa dei turisti si confermano in media pi\u00f9 alti per importo rispetto a quelli di tutte le altre capitali. Quale miglior imprimatur?<\/p>\n\n\n\n\t<div class=\"dkpdf-button-container\" style=\" text-align:right \">\n\n\t\t<a class=\"dkpdf-button\" href=\"\/rivista\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/42466?pdf=42466\" target=\"_blank\"><span class=\"dkpdf-button-icon\"><i class=\"fa fa-file-pdf-o\"><\/i><\/span> PDF<\/a>\n\n\t<\/div>\n\n\n\n\n\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&nbsp; Dove sta andando il lusso? Fisicamente, intendo, sul territorio. 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