{"id":43111,"date":"2019-03-04T17:56:15","date_gmt":"2019-03-04T15:56:15","guid":{"rendered":"http:\/\/www.imore.it\/rivista\/?p=43111"},"modified":"2019-03-09T12:36:23","modified_gmt":"2019-03-09T10:36:23","slug":"lultimo-cigno","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/lultimo-cigno\/","title":{"rendered":"L\u2019ultimo cigno"},"content":{"rendered":"<p>L\u2019attrice Marisa Laurito raccont\u00f2 una volta di essere stata invitata a cena da <strong>Marella Caracciolo<\/strong> e dal marito, l\u2019avvocato <strong>Gianni Agnelli<\/strong>, nella loro raffinata dimora a Torino. Erano i tempi del grande successo degli show televisivi di Renzo Arbore di cui la esuberante Laurito era indiscussa protagonista. Quest\u2019ultima si present\u00f2 a casa dell\u2019uomo allora pi\u00f9 potente d\u2019Italia indossando uno dei suoi eccentrici abiti dai colori accesi che ne esaltava le forme mediterranee, ulteriormente vivacizzato da un cappello con tanto di frutta sopra. Donna Marella, che invece portava un semplice e garbato capo in cashmere beige, non fece una piega di fronte a cotanta appariscenza e convers\u00f2 amabilmente con l\u2019estrosa attrice per tutta la serata. Questo per dare l\u2019idea di com\u2019era squisitamente gentile e autenticamente aristocratica &#8211; fino ad apparire assolutamente democratica &#8211; la signora Agnelli, scomparsa a 92 anni il 23 febbraio scorso.<\/p>\n<p><strong>Marella Caracciolo di Castagneto,<\/strong> nata a Firenze il 4 maggio 1927 da una famiglia della nobilt\u00e0 napoletana (padre diplomatico, madre americana), \u00e8 stata <strong>The Last Swan<\/strong>, l\u2019ultimo cigno, come l\u2019aveva soprannominata l\u2019amico scrittore <strong>Truman Capote<\/strong> per sottolinearne il fascino etereo e l\u2019eleganza unica, dopo averla ammirata ad una sua festa a New York nel 1966 (il sontuoso Black and White Ball al Plaza Hotel), in cui lei si present\u00f2 con indosso uno splendido caftano ricamato di Mila Sch\u00f6n e una maschera sul volto da cui si irradiavano lievi piume.<\/p>\n<p>Ritenuta una delle donne pi\u00f9 chic del pianeta, era provvista di assoluto buon gusto, grazia di portamento, pacatezza e cortesia, cos\u00ec come era dotata di un fisico magnifico che conferiva ai capi indossati una linea perfetta. Per farsene un\u2019idea, basta rivedere il ritratto fotografico che <strong>Richard Avedon<\/strong> le dedic\u00f2 nel 1953, in cui essa vi appariva come una dea inondata di luce, con il suo collo lunghissimo \u201calla Modigliani\u201d, in posa tre quarti.<\/p>\n<p>Divenuta icona di stile del Novecento, ebbe uno rapporto speciale soprattutto con i grandi atelier di moda italiani e francesi. Per <strong>Valentino Garavani<\/strong>, Marella Agnelli poteva essere uguagliata solo da Jacqueline Kennedy per classe innata, come dimostrano tutt\u2019oggi le foto delle due signore a spasso insieme per Amalfi con infradito ai piedi, pantaloni al polpaccio e una maglia a righe alla marinara. La medesima Marella dichiar\u00f2 che per lei la moda era <em>\u201cuna forma di espressione, ma anche uno scudo\u201d<\/em>, ovvero un modo per presentarsi al mondo piacevolmente<em> \u201ccon un\u2019immagine creata da un\u2019altra persona\u201d<\/em>. In definitiva, la sua moda emanava dalla sua stessa personalit\u00e0. Per questo forse Lady Agnelli scelse spesso un couturier come <strong>Cristobal Balenciaga<\/strong>, per i prodigi stilistici che sapeva compiere esaltando lo charme femminile senza mai derogare al bon ton, anzi giocando con la semplicit\u00e0 e l\u2019intelligenza piuttosto che con la sensualit\u00e0 e l\u2019ostentazione, al fine di creare perfezione estetica e indurre armonia interiore.<\/p>\n\r\n\t\t<style type='text\/css'>\r\n\t\t\t#gallery-1 {\r\n\t\t\t\tmargin: auto;\r\n\t\t\t}\r\n\t\t\t#gallery-1 .gallery-item {\r\n\t\t\t\tfloat: left;\r\n\t\t\t\tmargin-top: 10px;\r\n\t\t\t\ttext-align: center;\r\n\t\t\t\twidth: 50%;\r\n\t\t\t}\r\n\t\t\t#gallery-1 img {\r\n\t\t\t\tborder: 2px solid #cfcfcf;\r\n\t\t\t}\r\n\t\t\t#gallery-1 .gallery-caption {\r\n\t\t\t\tmargin-left: 0;\r\n\t\t\t}\r\n\t\t<\/style>\r\n\t\t<!-- see gallery_shortcode() in wp-includes\/media.php -->\n\t\t<div id='gallery-1' class='gallery galleryid-43111 gallery-columns-2 gallery-size-thumbnail gallery1'><script type=\"text\/javascript\">\r\n\/\/ <![CDATA[\r\n\tjQuery(document).ready(function () {\r\n\t\tjQuery(\".gallery1 a\").attr(\"rel\",\"gallery1\");\t\r\n\t\tjQuery('a[rel=\"gallery1\"]').colorbox({maxWidth:\"95%\", maxHeight:\"95%\",title: function(){ return jQuery(this).children().attr(\"alt\"); }, });\r\n\t});\r\n\/\/ ]]>\r\n<\/script>\n<dl class=\"gallery-item\">\n<dt class=\"gallery-icon\">\r\n<a href=\"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2019\/03\/Marella-Agnelli-by-Richard-Avedon-1976.jpg\" title=\"Marella Agnelli ph Richard Avedon 1976\" rel=\"gallery1\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2019\/03\/Marella-Agnelli-by-Richard-Avedon-1976-150x150.jpg\" width=\"150\" height=\"150\" alt=\"Marella Agnelli ph Richard Avedon 1976\" \/><\/a>\r\n<\/dt><dd class=\"gallery-caption\" id=\"caption43113\"><span class=\"imagecaption\">Marella Agnelli ph Richard Avedon 1976<\/span><br \/>\n<span class=\"imagedescription\">Marella Agnelli ph Richard Avedon 1976<\/span><br \/>\n<\/dd><\/dl><dl class=\"gallery-item\">\n<dt class=\"gallery-icon\">\r\n<a href=\"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2019\/03\/Marella-Agnelli-photo-by-Blumenfeld.jpg\" title=\"Marella Agnelli ph Blumenfeld\" rel=\"gallery1\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2019\/03\/Marella-Agnelli-photo-by-Blumenfeld-150x150.jpg\" width=\"150\" height=\"150\" alt=\"Marella Agnelli ph Blumenfeld\" \/><\/a>\r\n<\/dt><dd class=\"gallery-caption\" id=\"caption43114\"><span class=\"imagecaption\">Marella Agnelli ph Blumenfeld<\/span><br \/>\n<span class=\"imagedescription\">Marella Agnelli ph Blumenfeld<\/span><br \/>\n<\/dd><\/dl><br style=\"clear: both\" \/>\r\n\t\t<\/div>\n\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel mondo fashion lavor\u00f2 anch\u2019essa come assistente del fotografo Erwin Blumenfeld, poi come redattrice e fotografa per Vogue, nonch\u00e9 come designer realizzando sofisticati disegni per tessuti d\u2019arredamento su richiesta della fabbrica svizzera Abraham Zumsteg e in seguito per l\u2019azienda Ratti di Como, la francese Steiner, le americane Martex e Marshall Field\u2019s (appassionata di arte e design, Donna Marella aveva frequentato `l\u2019Acad\u00e9mie des Beaux-Arts\u00b4 e `l\u2019Acad\u00e9mie Julian\u00b4 di Parigi), fino a conquistare in USA nel 1977 l\u2019Oscar del disegno con il premio `Product Design Award of the Resources Council Inc.\u00b4. Figur\u00f2 inoltre come modella su Vogue nel 1945 con un peplo bianco di Federico Forquet e successivamente nel 1948 con un abito principesco della sartoria Carosa. Fu musa e modella anche di noti artisti e fotografi oltre al gi\u00e0 citato Richard Avedon: Henry Clarke, Clifford Coffin, Andy Warhol, Horst P. Horst. Per il suo allure ed il suo stile entr\u00f2 di diritto nella Hall of Fame delle rivista Vanity Fair, insieme al marito Gianni Agnelli e al nipote Lapo Elkann.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Vogliamo ricordare Marella Agnelli, infine, come somma esperta di giardinaggio, tanto da pubblicare nel 1987 il best-seller <strong>`Giardini Italiani\u00b4<\/strong> della Weidenfeld e Nicholson, nel 1995 <strong>`Il Giardino di Ninfa\u00b4<\/strong>, nel 1998 <strong>`Giardino Segreto\u00b4<\/strong>, nel 2007 <strong>`Ninfa Ieri e Oggi\u00b4<\/strong>, nel 2014 <strong>`Ho coltivato il mio giardino\u00b4<\/strong> e nel 2015 <strong>`La Signora Goc\u00e0\u00b4<\/strong>. Lei stessa cur\u00f2 la progettazione di aree verdi nelle sue dimore: Villa Frescot e Villar Perosa nei pressi di Torino, e quella di Marrakech in Marocco, dove viveva in modo pressoch\u00e9 stabile dal 2005.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Mecenate delle arti e donna coltissima, Donna Marella \u00e8 stata membro dell&#8217;International Council del MOMA di New York, del Tate International Council di Londra, del Board degli Amici dei Giardini Botanici Hanbury; Presidente honoris causa della Riserva Naturalistica Torrente Chisone di Villar Perosa e Presidente dell&#8217;Associazione Amici Torinesi Arte Contemporanea. Grande collezionista d&#8217;arte insieme al marito, acquist\u00f2 dipinti di Canaletto, Bellotto, Canova, Manet, Renoir, Picasso, Matisse, Severini, Modigliani, oggi esposti per lo pi\u00f9 nella Pinacoteca del Lingotto, che rappresenta una delle maggiori raccolte italiane di arte moderna.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Se la vita non le risparmi\u00f2 cocenti dolori, pur tra le molte fortune che le dispens\u00f2, Donna Marella la attravers\u00f2 sempre con dinamismo e coraggio, senso del bello e del buono, gentilezza ed equilibrio, ripetendo spesso una frase dello stimato paesaggista inglese Russel Page: \u00ab<em>Occorre saper essere il servitore di qualcosa di pi\u00f9 alto, o si diventa schiavi di tutto ci\u00f2 che c\u2019\u00e8 di pi\u00f9 in basso\u201d<\/em>.<\/p>\n\n\n\n\t<div class=\"dkpdf-button-container\" style=\" text-align:right \">\n\n\t\t<a class=\"dkpdf-button\" href=\"\/rivista\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/43111?pdf=43111\" target=\"_blank\"><span class=\"dkpdf-button-icon\"><i class=\"fa fa-file-pdf-o\"><\/i><\/span> PDF<\/a>\n\n\t<\/div>\n\n\n\n\n\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L\u2019attrice Marisa Laurito raccont\u00f2 una volta di essere stata invitata a cena da Marella Caracciolo e dal marito, l\u2019avvocato Gianni Agnelli, nella loro raffinata dimora a Torino. 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