{"id":43461,"date":"2019-04-20T11:28:47","date_gmt":"2019-04-20T09:28:47","guid":{"rendered":"http:\/\/www.imore.it\/rivista\/?p=43461"},"modified":"2019-04-21T12:43:06","modified_gmt":"2019-04-21T10:43:06","slug":"dove-vola-il-vero-lusso","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/dove-vola-il-vero-lusso\/","title":{"rendered":"Dove vola il vero lusso"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">In quali direzioni sta andando il<strong> consumatore di beni di lusso<\/strong>? E la distribuzione al dettaglio come sta evolvendo? A fotografare la situazione \u00e8 stata, anche quest\u2019anno, la ricerca<strong> \u201cAltagamma Consumer and Retail Insight\u201d<\/strong>, realizzata da <strong>Boston Consulting Group (BCG) e Bernstein<\/strong>, promossa da <strong>Fondazione Altagamma<\/strong> che dal 1992 riunisce le imprese dell\u2019alta industria culturale e creativa italiana, riconosciute come autentiche ambasciatrici dello stile italiano nel mondo (rappresentative dei settori moda, design, gioielleria, alimentare, ospitalit\u00e0, velocit\u00e0, wellness).<\/p>\n<div id=\"attachment_43465\" style=\"width: 209px\" class=\"wp-caption alignleft\"><a href=\"http:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/ALTAGAMMA-CONSUMERRETAIL-INSIGHT-2019.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-43465\" class=\"size-medium wp-image-43465\" src=\"http:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/ALTAGAMMA-CONSUMERRETAIL-INSIGHT-2019-199x300.jpg\" alt=\"ALTAGAMMA CONSUMER &amp; RETAIL INSIGHT 2019\" width=\"199\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/ALTAGAMMA-CONSUMERRETAIL-INSIGHT-2019-199x300.jpg 199w, https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/ALTAGAMMA-CONSUMERRETAIL-INSIGHT-2019-768x1160.jpg 768w, https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/ALTAGAMMA-CONSUMERRETAIL-INSIGHT-2019-678x1024.jpg 678w, https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/ALTAGAMMA-CONSUMERRETAIL-INSIGHT-2019.jpg 1060w\" sizes=\"(max-width: 199px) 100vw, 199px\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-43465\" class=\"wp-caption-text\">Microsoft Word &#8211; ALTAGAMMA CONSUMER &amp; RETAIL INSIGHT 2019<\/p><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sotto il profilo degli acquisti globali di beni di alta gamma, il focus<strong>\u00a0<em>True-Luxury Global Consumer Insigh<\/em>t<\/strong> a cura di <strong>Nicola Pianon<\/strong> (BCG) ha messo in evidenza 12 trend, tra cui i pi\u00f9 sorprendenti sono la crescita del mercato dei prodotti di seconda mano e l\u2019aumento delle collaborazioni creative tra brand. Il successo dell\u2019 \u201cusato\u201d di brand iconici va letto anche in chiave di attenzione al tema della sostenibilit\u00e0 ambientale, sociale ed economica, mentre le collaborazioni tra marchi &#8211; persino molto distanti tra loro come posizionamento (si pensi a Valentino e Birkenstock) &#8211; implica soprattutto la creazione di \u201cspecial edition\u201d per nicchie di consumatori (in particolare delle nuove generazioni asiatiche). La met\u00e0 dei consumatori True-Luxury ha acquistato prodotti realizzati in collaborazione tra marchi di lusso tradizionali e marchi di streetwear e artisti ed il 90% \u00e8 a conoscenza di queste collaborazioni. Le vendite sono trainate in particolare dai consumatori cinesi e dai pi\u00f9 giovani. Il mercato del lusso di seconda mano sta crescendo a doppia cifra, molto pi\u00f9 velocemente del mercato del lusso personale e nel 2021 raggiunger\u00e0 il 10% circa di questo. \u00c8 interessante notare che il 60% dei consumatori True-Luxury ha gi\u00e0 o vorrebbe acquistare oggetti di lusso di seconda mano, con 1 su 5 alla ricerca di prodotti sold-out, vintage o in edizione limitata.<br \/>\nAltre tendenze delineate dallo studio sono: consolidamento del <em>casualwear<\/em> ovvero dell\u2019abbigliamento informale (seppur in presenza di un revival del neoclassicismo in molti giovani), persistente importanza degli <em>influencer<\/em> (specialmente per alcuni marchi), conferma del potere dei social media (l\u201980% dei consumatori dialoga con brand e blogger), primi segni di rallentamento del tasso di crescita del commercio online, affermazione della multi-canalit\u00e0 (il che significa coerenza nell\u2019immagine, servizi integrati per la consegna, riconoscimento del proprio status di cliente privilegiato su tutti i canali), mono-brand store, made in (cresciuto come valore tra i <strong>Millenials<\/strong> ed i consumatori cinesi), <em>customization<\/em> ovvero la spinta alla personalizzazione degli acquisti (in cerca di esclusivit\u00e0, differenziazione e un legame pi\u00f9 personale con il prodotto), mix&amp;match che valorizza i prodotti di nicchia, sostenibilit\u00e0 come fattore critico e determinante nel 60% degli acquisti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel mondo ci sono 18,5 milioni di consumatori di elite (il 4% del totale) che assorbono il 30% dei consumi del lusso (920 miliardi di euro nel 2018). Le opportunit\u00e0 di crescita sono ancora straordinarie e il made in Italy pu\u00f2 giocare un ruolo primario, assicurando all\u2019Italia una leadership mondiale pi\u00f9 forte. Il suo percepito positivo aumenta in effetti rispetto a quello dei prodotti francesi, essendo preferito dalla categoria generazionale dei Millennials e da quella dei consumatori cinesi. Complessivamente, il 29% dei consumatori True-Luxury preferisce il Made in Italy, il 21% il Made in France e il 12% il Made in USA. Il<strong> Made in Italy<\/strong> continua a rafforzarsi in particolare nell\u2019abbigliamento, nelle borse e nelle scarpe, mentre il Made in France resta in testa nel settore profumo e cosmetica.In sintesi, l\u2019arrivo di nuovi consumatori \u2013 che stanno trainando la gran parte della crescita \u2013 impone ai marchi di essere pi\u00f9 coraggiosi e pi\u00f9 innovativi. I nuovi consumatori cercano prodotti ed esperienze diverse da quelle ambite vent\u2019anni fa dai loro genitori. Vogliono essere sorpresi da novit\u00e0, da nuovi negozi, da una nuova comunicazione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dal punto di vista del retail,<strong> Luca Solca<\/strong>, <strong>Senior Analyst di Bernstein<\/strong>, ha sottolineato che la competizione per le location pi\u00f9 ambite resta molto forte per tutti: mega-brand (avvantaggiati da logiche di scala), marchi di nicchia e brand di lusso accessibile. Il risultato \u00e8 una forte pressione su costi, investimenti e vendite. E poich\u00e9 in un mercato in cui esplodono i costi vince l\u2019economia di scala, questa pressione stressa soprattutto le aziende medio-piccole, che dispongono di meno capitali e sono pi\u00f9 esposte al mercato grigio e all\u2019wholesale.<br \/>\nLe chiavi del successo, in un\u2019industria in cui le forze del digital development e i nuovi consumatori stanno incidendo in modo sensibile, risiedono nell\u2019alta produttivit\u00e0 al metro quadrato e in soluzioni creative e differenzianti, come riassume Luca Solca: \u201cL\u2019industria del lusso sta vivendo un\u2019esplosione dei fronti su cui competere e dei costi per gestirli. Le aziende italiane \u2013 pi\u00f9 piccole \u2013 devono inventare per prime. E devono concentrarsi in maniera maniacale ed ostinata sulla produttivit\u00e0 dello spazio. Alte vendite al metro quadrato sono la via per rimanere in gioco\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le evidenze degli studi presentati al convegno di Fondazione Altagamma sono state commentate da\u00a0<strong>Carlo Alberto Beretta<\/strong>, Direttore Generale di Tod\u2019s,<strong> Claudio Marenzi<\/strong>, Presidente e CEO di Herno e Presidente di Confindustria Moda e\u00a0<strong>Giovanni Tamburi,<\/strong> Presidente e AD di Tamburi Investment Partners, <strong>Stefano Sassi<\/strong>, CEO di Valentino,\u00a0il quale ha aggiunto ai trend sopra citati la <em>loyalty<\/em> dei clienti, la brevit\u00e0 dei cicli operativi, la disintermediazione tra consumatori e aziende.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per\u00a0<strong>Andrea Illy<\/strong>, Presidente di Altagamma,\u00a0<em>\u201cdi fronte alle sfide poste dai\u00a0nuovi consumatori, le aziende italiane continuano a mostrare la resilienza necessaria per essere protagoniste in un mercato dinamico in cui si affermano nuove tendenze, tra cui le contaminazioni con streetwear e artisti e l\u2019attenzione crescente per la sostenibilit\u00e0. Il Made in Italy si conferma attrattivo nei confronti della clientela mondiale pi\u00f9 sofisticata e acquisisce la leadership nelle preferenze di consumatori cinesi e Millennials\u201d<\/em>.<\/p>\n<div id=\"attachment_43468\" style=\"width: 310px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"http:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/altagamma_logo-verticale.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-43468\" class=\"size-medium wp-image-43468\" src=\"http:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/altagamma_logo-verticale-300x195.jpg\" alt=\"Altagamma\" width=\"300\" height=\"195\" srcset=\"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/altagamma_logo-verticale-300x195.jpg 300w, https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/altagamma_logo-verticale.jpg 640w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-43468\" class=\"wp-caption-text\">Altagamma<\/p><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">Molto interessante \u00e8 stato anche l\u2019intervento del Direttore Generale di Altagamma <strong>Stefania Lazzaroni,<\/strong> la quale ha messo in evidenza che il comparto dell\u2019alto di gamma \u2013 in crescita da 20 anni in modo stabile, con un tasso medio annuo del 5% circa &#8211; si sviluppa in un contesto complesso, dove:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00b7\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 l\u2019Italia affronta una recessione tecnica delicatissima (con l\u2019OCSE che ha stimato per il 2019 un calo del PIL dello 0,2%).<br \/>\n\u00b7\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 L\u2019Europa vive un momento delicato con la Brexit che rischia di porre le economie di fronte a scenari complicati e l\u2019Italia in particolare, esportatrice verso la Gran Bretagna per oltre 23 miliardi di euro.<br \/>\n\u00b7\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Infine, il mondo nel suo complesso sta vivendo una guerra dei dazi serrata che nega quel modello di mercato aperto in cui tutti abbiamo creduto fino a poco tempo fa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In questo contesto critico, anche disorientante,\u00a0l\u2019alto di gamma resta un elemento vitale e dinamico. Ed \u00e8 soprattutto un asset strategico per l\u2019Italia e l\u2019Europa. il nostro Continente in effetti:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00b7\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 \u00e8 il primo produttore di lusso\u00a0 &#8211; con 18 imprese europee sulle prime 25 al mondo;<br \/>\n\u00b7\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 \u00e8 il primo mercato del lusso\u00a0 &#8211; con il 34% del totale delle vendite del lusso effettuate nell\u2019Unione Europea;<br \/>\n\u00b7\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 \u00e8 il primo esportatore di lusso con\u00a0una quota del 75%;<br \/>\n\u00b7\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 \u00e8 un comparto che in Europa impiega circa 2 milioni di\u00a0 persone.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il mercato del lusso pu\u00f2 dunque diventare una leva strategica potente per il nostro posizionamento globale. Ma va protetto. Non pu\u00f2 essere dato per scontato e le sfide sono numerose. Tra di esse (oltre a quelle organiche dei cambiamenti del consumatore e dei modelli retail) vi sono anche quelle legate al patrimonio di competenze manifatturiere indispensabili, che oggi in Italia sono a rischio perch\u00e9 a fronte di un\u2019alta richiesta di figure professionali e tecniche (anche non laureati), si riscontra una certa difficolt\u00e0 a trovare giovani qualificati che abbiano vocazione per i lavori del <strong>\u201cSaper Fare\u201d italiano<\/strong>.<br \/>\nProprio a fine maggio Altagamma presenter\u00e0 su questo tema un rapporto speciale che fotografa le migliaia di posti di lavoro di cui necessitano le filiere della moda, del design, dell\u2019alimentare, dell\u2019automotive, dell\u2019ospitalit\u00e0 e dunque di tutti i settori che compongono il nostro alto di gamma.\u00a0Posti di lavoro senza i quali non si potr\u00e0 garantire la \u201ccrescita espansiva\u201d di questo comparto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In conclusione, dobbiamo fare i conti con il fatto che il patrimonio europeo in cui affonda le proprie radici l\u2019alto di gamma \u00e8 straordinario, ma anche fragile.\u00a0Pochi giorni fa Notre Dame bruciava e, sentendo pienamente la debolezza del nostro essere Europei, ci siamo resi conto della necessit\u00e0 di difendere quel patrimonio artistico. Allo stesso modo, dobbiamo difendere questo patrimonio di saperi e conoscenze &#8211; savoir faire &#8211; che sono essenziali, per la nostra industria. Un\u2019industria con\u00a0 un mercato di quasi 1.200 miliardi di euro, che secoli di storia ci hanno consegnato e che &#8211; in questo scenario globale &#8211; rappresenta\u00a0uno dei nostri pi\u00f9 preziosi asset competitivi.<\/p>\n\n\n\n\t<div class=\"dkpdf-button-container\" style=\" text-align:right \">\n\n\t\t<a class=\"dkpdf-button\" href=\"\/rivista\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/43461?pdf=43461\" target=\"_blank\"><span class=\"dkpdf-button-icon\"><i class=\"fa fa-file-pdf-o\"><\/i><\/span> PDF<\/a>\n\n\t<\/div>\n\n\n\n\n\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>In quali direzioni sta andando il consumatore di beni di lusso? E la distribuzione al dettaglio come sta evolvendo? 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