{"id":43582,"date":"2019-06-04T15:28:47","date_gmt":"2019-06-04T13:28:47","guid":{"rendered":"http:\/\/www.imore.it\/rivista\/?p=43582"},"modified":"2019-06-06T10:35:34","modified_gmt":"2019-06-06T08:35:34","slug":"i-futuristi-e-la-moda","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/i-futuristi-e-la-moda\/","title":{"rendered":"I Futuristi e la moda"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">Fra i maestri del <strong>Movimento Futurista<\/strong>, <strong>Giacomo Balla<\/strong> \u00e8 colui che ha dedicato maggiore interesse all&#8217;abbigliamento. D&#8217;altro canto la &#8220;Ricostruzione futurista dell&#8217;Universo&#8221; non poteva non toccare anche l&#8217;abbigliamento, il pi\u00f9 quotidiano degli eventi, da affrontare nell&#8217;ottica di un rinnovamento radicale e rivoluzionario.<br \/>\nL&#8217;approccio dei futuristi alla moda muove dall\u2019 affermazione che la moda \u00e8 arte: \u00e8 qui che nasce l&#8217;opinione ancora oggi condivisa da molti creatori di moda di appartenere al mondo dell&#8217;arte.<br \/>\nUno dei postulati del Movimento Futurista si concreta nella volont\u00e0 di raggiungere un&#8217;arte totale. L\u2019arte, affermano, non deve rimanere all&#8217;interno di una \u00e9lite, ma deve rendersi capace di trasformare in senso estetico la societ\u00e0 intera: se la moda \u00e8 arte ecco che con essa l&#8217;obiettivo pu\u00f2 essere facilmente raggiungibile; con il vestito -che deve per\u00f2 seguire i canoni futuristi-, l&#8217;arte \u00e9 portata nelle strade. L\u2019abito di tutti i giorni, perch\u00e9 sia una forma estetica capace di soddisfare le esigenze degli assiomi futuristi, deve poter cambiare l&#8217;aspetto continuamente e lo far\u00e0 attraverso i &#8220;modificanti&#8221;-accessori, elementi geometrici di tessuto o colore- applicati secondo la creativit\u00e0 di ognuno. A ben guardare l&#8217;affermazione dei futuristi &#8220;la moda \u00e8 arte&#8221; \u00e8 un postulato teorico di difficile trasposizione nella pratica, alla stessa stregua dell&#8217;affermazione degli stilisti contemporanei di appartenere al mondo dell&#8217;arte. Ancora oggi di fatto si discute sulla possibilit\u00e0 di annoverare la moda tra le forme artistiche pure o se \u00e8 necessario parlare di moda solo come fatto estetico, accessorio corporeo di forte carica estetica. In realt\u00e0 solo alcune creazioni di Alta Moda possono essere avvicinate a forme artistiche e quindi viene da concludere che la moda che si avvicina all&#8217;arte \u00e8 quella pi\u00f9 lontana dalla quotidianit\u00e0, proprio in contrasto con la volont\u00e0 futurista di raggiungere un&#8217; arte totale attraverso il vestito.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ci\u00f2 che va riconosciuto ai futuristi \u00e8 che la progettazione e ricerca di un abbigliamento &#8220;antiborghese&#8221; come espressione artistica accessibile alla massa, \u00e8 stato il primo passo verso la democratizzazione della moda e quindi verso l&#8217;avvento del nostro pr\u00eat-\u00e0-porter.<br \/>\nL&#8217;abito inoltre sembrava ai teorici del Movimento un buon veicolo per propagandare tra i giovani il nuovo stile di vita, un ideale, e cio\u00e8 un patriottismo fortemente interventista nel conflitto della prima guerra mondiale: l&#8217;abito futurista deve essere come una bandiera, i suoi colori non possono che essere un tricolore bianco rosso e verde. Ben \u00e8 rappresentato tutto ci\u00f2 nell&#8217;opera esposta a Milano, su un fondo blu e azzurro i colori\u00a0del rosso, del bianco e del verde\u00a0formano figure geometriche\u00a0\u00a0che convergono verso una figura d&#8217;uomo dalla testa a stella,\u00a0simbolo dell\u2019Italia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L&#8217;aspirazione del Futurismo \u00e8 quella di trovare linguaggi nuovi, un codice di segni che significano ed esprimono i concetti di velocit\u00e0, luce, creativit\u00e0 sempre in trasformazione, emozioni in continua evoluzione, ecc. propri del Movimento. Dunque anche per l&#8217;abito \u00e8 necessario trovare le modalit\u00e0 opportune perch\u00e9 attraverso di esso si possa esprimere una perenne novit\u00e0: Balla del resto affermava &#8220;si pensa e si agisce come si veste&#8221;.<br \/>\nIl vestito \u00e8 il segno immediato, autorappresentativo del &#8220;nuovo&#8221;, segno ideologico dell&#8217;innovazione e dell&#8217;orientamento verso il futuro dei nuovi tempi, e deve perci\u00f2 essere dimostrativo del taglio netto con la tradizione. Gli studi di <strong>Roland Barthes,<\/strong> volti a interpretare gli abiti come portatori di linguaggio adatto a significare e comunicare qualcosa, sono molto posteriori. Va riconosciuto ai Futuristi di aver dato l&#8217;avvio all&#8217;interpretazione dell&#8217;abito come linguaggio, fonte di espressione e di comunicazione del s\u00e9 agli altri. Con i futuristi per\u00f2 ci troviamo su una posizione diversa da quella di Barthes che tenta di comprendere ci\u00f2 che l&#8217;abito pu\u00f2 dire; i Futuristi assegnano all&#8217;abito un compito, sono loro che affidano all\u2019abito le parole da comunicare, sono loro a trasformarlo in simbolo atto a significare ed esprimere i loro postulati teorici e lo stile di vita che l&#8217;avvento del futurismo doveva innestare sul vecchio mondo borghese e &#8220;passatista&#8221;.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel settembre del 1914 Balla pubblica <strong>il &#8220;Manifesto del Vestito Antineutrale&#8221;<\/strong>, trasposizione tutta italiana del primitivo Le v\u00eatement masculin futuriste, dove vengono enunciati i pilastri della moda futurista maschile. A questo seguiranno -come era consuetudine tra i futuristi per propagandare, pubblicizzare diremmo oggi, le loro idee-, altri manifesti: quello del &#8220;Cappello italiano&#8221; e poi quello della &#8220;Cravatta italiana&#8221;.<\/p>\n\r\n\t\t<style type='text\/css'>\r\n\t\t\t#gallery-1 {\r\n\t\t\t\tmargin: auto;\r\n\t\t\t}\r\n\t\t\t#gallery-1 .gallery-item {\r\n\t\t\t\tfloat: left;\r\n\t\t\t\tmargin-top: 10px;\r\n\t\t\t\ttext-align: center;\r\n\t\t\t\twidth: 33%;\r\n\t\t\t}\r\n\t\t\t#gallery-1 img {\r\n\t\t\t\tborder: 2px solid #cfcfcf;\r\n\t\t\t}\r\n\t\t\t#gallery-1 .gallery-caption {\r\n\t\t\t\tmargin-left: 0;\r\n\t\t\t}\r\n\t\t<\/style>\r\n\t\t<!-- see gallery_shortcode() in wp-includes\/media.php -->\n\t\t<div id='gallery-1' class='gallery galleryid-43582 gallery-columns-3 gallery-size-thumbnail gallery1'><script type=\"text\/javascript\">\r\n\/\/ <![CDATA[\r\n\tjQuery(document).ready(function () {\r\n\t\tjQuery(\".gallery1 a\").attr(\"rel\",\"gallery1\");\t\r\n\t\tjQuery('a[rel=\"gallery1\"]').colorbox({maxWidth:\"95%\", maxHeight:\"95%\",title: function(){ return jQuery(this).children().attr(\"alt\"); }, });\r\n\t});\r\n\/\/ ]]>\r\n<\/script>\n<dl class=\"gallery-item\">\n<dt class=\"gallery-icon\">\r\n<a href=\"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2019\/06\/Balla.jpg\" title=\"Giacomo Balla studio per abito maschile\" rel=\"gallery1\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2019\/06\/Balla-150x150.jpg\" width=\"150\" height=\"150\" alt=\"Giacomo Balla studio per abito maschile\" \/><\/a>\r\n<\/dt><dd class=\"gallery-caption\" id=\"caption43584\"><span class=\"imagecaption\">Giacomo Balla studio per abito maschile<\/span><br \/>\n<span class=\"imagedescription\">Giacomo Balla studio per abito maschile<\/span><br \/>\n<\/dd><\/dl><dl class=\"gallery-item\">\n<dt class=\"gallery-icon\">\r\n<a href=\"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2019\/06\/Giacomo-Balla-gilet-futurista.jpg\" title=\"Giacomo Balla Gilet futurista\" rel=\"gallery1\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2019\/06\/Giacomo-Balla-gilet-futurista-150x150.jpg\" width=\"150\" height=\"150\" alt=\"Giacomo Balla Gilet futurista\" \/><\/a>\r\n<\/dt><dd class=\"gallery-caption\" id=\"caption43588\"><span class=\"imagecaption\">Giacomo Balla Gilet futurista<\/span><br \/>\n<span class=\"imagedescription\">Giacomo Balla Gilet futurista<\/span><br \/>\n<\/dd><\/dl><dl class=\"gallery-item\">\n<dt class=\"gallery-icon\">\r\n<a href=\"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2019\/06\/Giacomo-Balla-abito-1930.jpg\" title=\"Giacomo Balla Abito 1930\" rel=\"gallery1\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2019\/06\/Giacomo-Balla-abito-1930-150x150.jpg\" width=\"150\" height=\"150\" alt=\"Giacomo Balla Abito 1930\" \/><\/a>\r\n<\/dt><dd class=\"gallery-caption\" id=\"caption43589\"><span class=\"imagecaption\">Giacomo Balla Abito 1930<\/span><br \/>\n<span class=\"imagedescription\">Giacomo Balla Abito 1930<\/span><br \/>\n<\/dd><\/dl><br style=\"clear: both\" \/>\r\n\t\t<\/div>\n\n<p style=\"text-align: justify;\">Per quanto riguarda l&#8217;abito femminile le indicazioni saranno posteriori. Non possiamo dimenticare l&#8217;iniziale e dichiarato &#8220;disprezzo della donna&#8221; da parte dei futuristi, che spiega l&#8217;oblio del riferimento femminile nelle prime dichiarazioni. Nel <strong>&#8220;Manifesto della Moda femminile futurista&#8221;<\/strong>, firmato da <strong>Volt<\/strong> alias <strong>Vincenzo Fani Ciotti<\/strong> nel 1920, si legge che la moda deve abbandonare <em>&#8220;le false insegne della distinzione e della sobriet\u00e0&#8221;<\/em>; bisogna spezzare<strong> &#8220;tutti i freni che le (alla moda) impediscono di correre, trasvolando sulle vertigini dentate dell&#8217;assurdo.La moda femminile non sar\u00e0 mai abbastanza stravagante. Anche qui, noi cominceremo con l&#8217;abolire la simmetria. Faremo dei d\u00e9collet\u00e9 a zig-zag, maniche diverse l&#8217;una dall&#8217;altra, scarpe di forma colore e altezza differenti<\/strong>&#8220;.E si affacciano alla nostra memoria le creazioni a noi contemporanee: gli abiti con maniche diverse di colore e di foggia o le scarpe con la sinistra diversa dalla destra.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L&#8217;elemento pi\u00f9 stravaganza, almeno nei manifesti, \u00e8 rappresentato dai materiali per confezionare l&#8217;abito. I futuristi si rivolgono &#8220;alla carta, al cartone, al vetro, alla stagnola, all&#8217;alluminio, alle maioliche, al caucci\u00f9, alla pelle di pesce, alla tela d&#8217;imballaggio, alla stoppa, alla canapa, ai gas, alle piante fresche e agli animali viventi.&#8221;<br \/>\nAnche in questo ambito dobbiamo sottolineare la loro modernit\u00e0. Passeranno anni perch\u00e9 le loro idee coagulino in qualche realizzazione concreta; ma il tempo giocher\u00e0 a loro favore e potremo vedere sulle passerelle le placche metalliche, le plastiche e le maglie di acciaio, la latta e il rame utilizzati da Paco Rabanne e da Versace e pi\u00f9 recentemente le scaglie di pietra lavica, gli abiti in foglia di sughero, o in carta di Marella Ferrera. Realizzazione meno stravaganti, ma che sembra attingere ai suggerimenti futuristi, \u00e8 l&#8217;utilizzazione sempre pi\u00f9 diffusa di tanti materiali tecnologici, come il PVC o la lana di vetro o il neoprene mescolati a fibre nobili e naturali.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Se in ambito maschile le realizzazioni pi\u00f9 interessanti dei futuristi sono i gilet progettati da Balla, per l&#8217;ambito femminile bisogna rivolgere l&#8217;attenzione agli abiti e i<strong> tessuti simultain\u00e9s<\/strong> di <strong>Sonia Delaunay<\/strong> che trasciner\u00e0 in qualche modo il segno delle idee futuriste nell&#8217;alta moda francese del tempo, orientandola ancora in campo artistico e verso ricerche cromatiche cubiste.<br \/>\nSuccessivamente Balla si dedicher\u00e0 anche a progetti di abiti femminili. L&#8217;abito futurista femminile non ha caratteri specifici. La novit\u00e0 che anticipa i tempi \u00e8 l&#8217;eliminazione, partendo dal presupposto della emancipazione femminile, di tutto ci\u00f2 che poteva essere inteso come distintivo della femminilit\u00e0 e l&#8217;inserimento nell&#8217;abbigliamento femminile di elementi maschili come ad esempio la cravatta.<\/p>\n\r\n\t\t<style type='text\/css'>\r\n\t\t\t#gallery-2 {\r\n\t\t\t\tmargin: auto;\r\n\t\t\t}\r\n\t\t\t#gallery-2 .gallery-item {\r\n\t\t\t\tfloat: left;\r\n\t\t\t\tmargin-top: 10px;\r\n\t\t\t\ttext-align: center;\r\n\t\t\t\twidth: 25%;\r\n\t\t\t}\r\n\t\t\t#gallery-2 img {\r\n\t\t\t\tborder: 2px solid #cfcfcf;\r\n\t\t\t}\r\n\t\t\t#gallery-2 .gallery-caption {\r\n\t\t\t\tmargin-left: 0;\r\n\t\t\t}\r\n\t\t<\/style>\r\n\t\t<!-- see gallery_shortcode() in wp-includes\/media.php -->\n\t\t<div id='gallery-2' class='gallery galleryid-43582 gallery-columns-4 gallery-size-thumbnail gallery1'><script type=\"text\/javascript\">\r\n\/\/ <![CDATA[\r\n\tjQuery(document).ready(function () {\r\n\t\tjQuery(\".gallery1 a\").attr(\"rel\",\"gallery1\");\t\r\n\t\tjQuery('a[rel=\"gallery1\"]').colorbox({maxWidth:\"95%\", maxHeight:\"95%\",title: function(){ return jQuery(this).children().attr(\"alt\"); }, });\r\n\t});\r\n\/\/ ]]>\r\n<\/script>\n<dl class=\"gallery-item\">\n<dt class=\"gallery-icon\">\r\n<a href=\"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2019\/06\/sonia-delaunay-Abiti-1925.jpg\" title=\"Sonia Delaunay Abiti 1925\" rel=\"gallery1\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2019\/06\/sonia-delaunay-Abiti-1925-150x150.jpg\" width=\"150\" height=\"150\" alt=\"Sonia Delaunay Abiti 1925\" \/><\/a>\r\n<\/dt><dd class=\"gallery-caption\" id=\"caption43592\"><span class=\"imagecaption\">Sonia Delaunay Abiti 1925<\/span><br \/>\n<span class=\"imagedescription\">Sonia Delaunay Abiti 1925<\/span><br \/>\n<\/dd><\/dl><dl class=\"gallery-item\">\n<dt class=\"gallery-icon\">\r\n<a href=\"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2019\/06\/Abito-simultaneo-Sonia-Delaunay.jpg\" title=\"Abito simultaneo di Sonia Delaunay\" rel=\"gallery1\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2019\/06\/Abito-simultaneo-Sonia-Delaunay-150x150.jpg\" width=\"150\" height=\"150\" alt=\"Abito simultaneo di Sonia Delaunay\" \/><\/a>\r\n<\/dt><dd class=\"gallery-caption\" id=\"caption43583\"><span class=\"imagecaption\">Abito simultaneo di Sonia Delaunay<\/span><br \/>\n<span class=\"imagedescription\">Abito simultaneo di Sonia Delaunay<\/span><br \/>\n<\/dd><\/dl><dl class=\"gallery-item\">\n<dt class=\"gallery-icon\">\r\n<a href=\"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2019\/06\/Tessuto-simultaneo-Sonia-Delaunay.jpg\" title=\"Tessuto simultaneo di Sonia Delaunay\" rel=\"gallery1\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2019\/06\/Tessuto-simultaneo-Sonia-Delaunay-150x150.jpg\" width=\"150\" height=\"150\" alt=\"Tessuto simultaneo di Sonia Delaunay\" \/><\/a>\r\n<\/dt><dd class=\"gallery-caption\" id=\"caption43594\"><span class=\"imagecaption\">Tessuto simultaneo di Sonia Delaunay<\/span><br \/>\n<span class=\"imagedescription\">Tessuto simultaneo di Sonia Delaunay<\/span><br \/>\n<\/dd><\/dl><dl class=\"gallery-item\">\n<dt class=\"gallery-icon\">\r\n<a href=\"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2019\/06\/Studio-per-tessuto-Sonia-Delaunay.jpg\" title=\"Studio per tessuto di Sonia Delaunay\" rel=\"gallery1\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2019\/06\/Studio-per-tessuto-Sonia-Delaunay-150x150.jpg\" width=\"150\" height=\"150\" alt=\"Studio per tessuto di Sonia Delaunay\" \/><\/a>\r\n<\/dt><dd class=\"gallery-caption\" id=\"caption43593\"><span class=\"imagecaption\">Studio per tessuto di Sonia Delaunay<\/span><br \/>\n<span class=\"imagedescription\">Studio per tessuto di Sonia Delaunay<\/span><br \/>\n<\/dd><\/dl><br style=\"clear: both\" \/>\r\n\t\t<\/div>\n\n<p style=\"text-align: justify;\">Quindi immaginiamo che anche l&#8217;abito femminile debba essere, come si legge nel manifesto di Balla<em> &#8220;dinamico, aggressivo, urtante, volitivo, violento, volante, agilizzante, gioioso, illuminante, fosforescente, semplice e comodo, di breve durata, igienico, variabile&#8221;<\/em>. Tutto ci\u00f2 non \u00e8 altro che la trasposizione dei principi del futurismo sulla porzione dell&#8217;universo rappresentato dall&#8217;abbigliamento.<br \/>\nVediamo come il Manifesto esprime, svolge alcuni dei termini sopra riportati. Il pi\u00f9 esteso \u00e8 il termine variabile, che riportiamo per primo, anche se nel Manifesto occupa l&#8217;ultima posizione, perch\u00e9 ci sembra riassumere i caratteri pi\u00f9 eccentrici del movimento. Gli abiti<br \/>\nfuturisti dovranno essere<br \/>\n&#8211;<em> &#8220;<strong>Variabili<\/strong>, per mezzo dei modificanti (applicazioni di stoffa, di ampiezza, spessori, disegni e colori diversi) da disporre quando si voglia e dove si voglia, su qualsiasi punto del vestito, mediante bottoni pneumatici. Ognuno pu\u00f2 cos\u00ec inventare ad ogni momento un nuovo vestito. Il modificante sar\u00e0 prepotente, urtante, stonante, decisivo, guerresco, ecc. Il cappello futurista sar\u00e0 asimmetrico e di colori aggressivi e festosi. Le scarpe futuriste saranno dinamiche, diverse l&#8217;una dall&#8217;altra, per forma e per colore, atte a prendere allegramente a calci tutti i neutralisti. Sar\u00e0 brutalmente esclusa l&#8217;unione del giallo col nero. Si pensa e si agisce come si veste. Poich\u00e9 la neutralit\u00e0 \u00e8 la sintesi di tutti i passatismi, noi futuristi sbandieriamo oggi questi vestiti antineutrali, cio\u00e8 festosamente bellicosi. Soltanto i podagrosi ci disapproveranno. Tutta la giovent\u00f9 italiana riconoscer\u00e0 in noi, che li portiamo, le sue viventi bandiere futuriste per la nostra grande guerra, necessaria, urgente.<\/em><br \/>\n<em> Se il Governo non deporr\u00e0 il suo vestito passatista di paura e d&#8217;indecisione, noi raddoppieremo, centuplicheremo il rosso del tricolore che vestiamo.<\/em><br \/>\n<em> &#8211; <strong>Dinamici<\/strong>, pei disegni e i colori dinamici delle stoffe, (triangoli, coni, spirali, ellissi, circoli) che ispirino l&#8217;amore del pericolo, della velocit\u00e0 e dell&#8217;assalto, l&#8217;odio della pace e dell&#8217;immobilit\u00e0.<\/em><br \/>\n<em> &#8211; <strong>Semplici e comodi<\/strong>, cio\u00e8 facili a mettersi e togliersi, che ben si prestino per puntare il fucile, guadare i fiumi e lanciarsi a nuoto.<\/em><br \/>\n<em> &#8211; Igienici, cio\u00e8 tagliati in modo che ogni punto della pelle possa respirare nelle lunghe marce e nelle salite faticose.<\/em><br \/>\n<em> &#8211; <strong>Gioiosi<\/strong>. Stoffe di colori e iridescenze entusiasmanti. Impiegare i colori muscolari, violettissimi, rossissimi, turchinissimi, verdissimi, gialloni, arancioni, vermiglioni.<\/em><br \/>\n<em>&#8211; <strong>Illuminanti.<\/strong> Stoffe fosforescenti, che possono accendere la temerit\u00e0 in un&#8217;assemblea di paurosi, spandere luce intorno quando piove, e correggere il grigiore del crepuscolo nelle vie e nei nervi.<\/em><br \/>\n<em> &#8211; <strong>Volitivi<\/strong>. Disegni e colori violenti, imperiosi e impetuosi come comandi sul campo di battaglia.<\/em><br \/>\n<em> &#8211; <strong>Asimmetrici<\/strong>. Per esempio, l&#8217;estremit\u00e0 delle maniche e il davanti della giacca saranno a destra rotondi, a sinistra quadrati. Geniali controattacchi di linee.<\/em><br \/>\n<em> &#8211; <strong>Di breve durata<\/strong>, per rinnovare incessantemente il godimento e l&#8217;animazione irruente del corpo.&#8221;<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Come non riflettere sul fatto che le tendenze delle ultime stagioni sembrano tirate fuori da un cassetto futurista, basti pensare ai tagli asimmetrici degli orli e delle maniche, piuttosto che all&#8217;uso dei tessuti cangianti o iridescenti o fluorescenti; all&#8217;uso di colori accesi e degli strass per &#8220;spandere luce&#8221;. E cosa dire delle stampe dei tessuti dove le righe si mescolano con i quadri ed i colori sono accostati a casaccio. L&#8217;abito che la moda impone oggi \u00e8 di breve durata, ad ogni stagione ci propone altro; la ricerca nei tessuti tende a soddisfare le necessit\u00e0 del tempo presente e sono attualissimi i capi easy che non hanno bisogno di cure particolari dal jeans , ai jersey, dalla viscosa che ha sostituito la seta, all&#8217;elastico aggiunto al tessuto nobile per ottenere un effetto comfort, e come non menzionare i tessuti idrorepellenti, i tessuti no-stiro, ecc.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel passaggio alla pratica, l&#8217;abbigliamento futurista confiner\u00e0 con la stravaganza. Si trattava di enfatizzare attraverso asimmetrie e disarmonie il &#8220;cattivo gusto&#8221; come antidoto contro il mediocre &#8220;buon gusto&#8221; dei borghesi. Ed allora i &#8220;nostri eroi&#8221; sembrano trasformarsi in attori da avanspettacolo ed indosseranno quotidianamente gilet sgargianti in tessuti dal disegno incredibile; ridicoli copricapo; e scarpe di colore diverso; giacche con maniche dal taglio differente; cravatte di metallo e lampadine trasformate in cravatte e via di seguito per esprimere attraverso l&#8217;abito il pensiero futurista. E naturalmente tutto si spegner\u00e0 col passare del tempo. Restano per\u00f2 i segni di una svolta ed i semi di una modernit\u00e0, anche in campo moda, che abbiamo cercato di evidenziare.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non abbiamo evidenziato come la pittura futurista continua ad essere fonte di ispirazioni di collezioni attuali, prima fra tutte le collezioni di Laura e oggi di Lavinia Biagiotti. Di seguito offriamo i link ad alcuni articoli di commento alle sfilate del brand romano.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"http:\/\/www.imore.it\/rivista\/ancora-tracce-di-futurismo-nella-collezione-pe-di-laura-biagiotti\/\">http:\/\/www.imore.it\/rivista\/ancora-tracce-di-futurismo-nella-collezione-pe-di-laura-biagiotti\/<\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<blockquote data-secret=\"5TTDm94IYS\" class=\"wp-embedded-content\"><p><a href=\"http:\/\/www.imore.it\/rivista\/la-collezione-futurista-di-laura-biagiotti\/\">La collezione futurista di Laura Biagiotti<\/a><\/p><\/blockquote>\n<p><ul class=\"bxslider-vid\"><li><iframe loading=\"lazy\" class=\"wp-embedded-content\" sandbox=\"allow-scripts\" security=\"restricted\" style=\"position: absolute; clip: rect(1px, 1px, 1px, 1px);\" src=\"http:\/\/www.imore.it\/rivista\/la-collezione-futurista-di-laura-biagiotti\/embed\/#?secret=5TTDm94IYS\" data-secret=\"5TTDm94IYS\" width=\"600\" height=\"338\" title=\"&#8220;La collezione futurista di Laura Biagiotti&#8221; &#8212; IMORE\" frameborder=\"0\" marginwidth=\"0\" marginheight=\"0\" scrolling=\"no\"><\/iframe><\/li><\/ul><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"http:\/\/www.imore.it\/rivista\/futurbiagiotti\/\">http:\/\/www.imore.it\/rivista\/futurbiagiotti\/<\/a><\/p>\n\n\n\n\t<div class=\"dkpdf-button-container\" style=\" text-align:right \">\n\n\t\t<a class=\"dkpdf-button\" href=\"\/rivista\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/43582?pdf=43582\" target=\"_blank\"><span class=\"dkpdf-button-icon\"><i class=\"fa fa-file-pdf-o\"><\/i><\/span> PDF<\/a>\n\n\t<\/div>\n\n\n\n\n\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L\u2019esposizione nelle Gallerie d\u2019Italia di Milano della grande opera \u201dGenio Futurista\u201d di Giacomo Balla \u2013un olio su tela d\u2019arazzo appartenente alla collezione Biagiotti- ci offre l\u2019occasione di riproporre, con qualche ritocco e aggiornamento, un articolo sul tema delle influenze del Futurismo sulla moda, redatto in occasione di una mostra di opere dell\u2019artista sempre a Milano nel 2008.<\/p>\n","protected":false},"author":228,"featured_media":43587,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[25],"tags":[549,10342,551,10029,1708,3364,10344,10343,553],"class_list":["post-43582","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-storia","tag-giacomo-balla","tag-il-manifesto-del-vestito-antineutrale","tag-manifesto-della-moda-femminile-futurista","tag-movimento-futurista","tag-roland-barthes","tag-sonia-delaunay","tag-tessuti-simultaines","tag-vincenzo-fani-ciotti","tag-volt"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/43582"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-json\/wp\/v2\/users\/228"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=43582"}],"version-history":[{"count":5,"href":"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/43582\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":43600,"href":"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/43582\/revisions\/43600"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-json\/wp\/v2\/media\/43587"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=43582"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=43582"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=43582"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}