{"id":43812,"date":"2019-07-18T13:23:07","date_gmt":"2019-07-18T11:23:07","guid":{"rendered":"http:\/\/www.imore.it\/rivista\/?p=43812"},"modified":"2025-11-26T20:31:38","modified_gmt":"2025-11-26T18:31:38","slug":"il-vestir-destate","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/il-vestir-destate\/","title":{"rendered":"Il vestir d\u2019estate"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">Un vecchio testo di bon ton ricordava che ci\u00f2 che al bordo della piscina pu\u00f2 essere elegante, non lo \u00e8 pi\u00f9 man mano che ci si allontana dalla piscina stessa. Aforisma che si pu\u00f2 applicare alla spiaggia e alla citt\u00e0. Perch\u00e9 ci\u00f2 che in spiaggia \u00e8 tollerabile, non lo \u00e8 per fare shopping in citt\u00e0 e tanto meno per presentarsi sul posto di lavoro.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Perch\u00e9 l\u2019affermazione abbia un qualche senso, dobbiamo andare un po\u2019 indietro nel ragionamento. E iniziamo con una domanda: ci vestiamo per \u201capparire\u201d o per \u201cessere\u201d? In genere assegniamo alla parola \u2018apparire\u2019 un senso negativo, come di qualcosa che si mostra ma non \u00e8 ci\u00f2 che si mostra. In realt\u00e0 l\u2019apparire dovrebbe mostrare qualcosa fuori di noi \u2013un sorriso-, ma attraverso quel qualcosa palesare noi stessi, chi siamo, come siamo o come vorremmo essere.<br \/>\n<strong>Gillo Dorfles<\/strong>, professore di Estetica, oltre che critico d\u2019arte e pittore, negli ultimi anni del suo lavoro ripeteva che la forma deve tornare ad essere sostanza e lo diceva con riferimento all\u2019arte perch\u00e9 la bellezza \u00e8 l\u2019adeguatezza della forma al contenuto: la forma esterna, cio\u00e8 l\u2019apparire, deve legarsi ad un contenuto perch\u00e9 non sia pura formalit\u00e0 o pura apparenza. Se la forma si lega ad un contenuto, ad una sostanza, allora l\u2019apparire coincide con l\u2019essere: il sorriso coincide con l\u2019essere contenti.<\/p>\n<div id=\"attachment_43817\" style=\"width: 233px\" class=\"wp-caption alignleft\"><a href=\"http:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2019\/07\/tamara_de_lempicka_033_in_piena_estate-1.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-43817\" class=\"size-medium wp-image-43817\" src=\"http:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2019\/07\/tamara_de_lempicka_033_in_piena_estate-1-223x300.jpg\" alt=\"Tamara de Lempicka - In piena estate\" width=\"223\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2019\/07\/tamara_de_lempicka_033_in_piena_estate-1-223x300.jpg 223w, https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2019\/07\/tamara_de_lempicka_033_in_piena_estate-1.jpg 476w\" sizes=\"(max-width: 223px) 100vw, 223px\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-43817\" class=\"wp-caption-text\">Tamara de Lempicka &#8211; In piena estate<\/p><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">Noi ci occupiamo di abiti, di abbigliamento. Serve applicare a questo ambito l\u2019affermazione di Gillo Dorfles? Si, anzi \u00e8 utile farlo.<br \/>\nL\u2019abito \u00e8 una forma esterna e a prima vista \u00e8 solo apparenza: non ha relazione con chi lo indossa; \u00e8 fatto da altri; chi lo indossa spesso non pu\u00f2 dare suggerimenti a chi lo costruisce; \u00e8 inizialmente un oggetto estraneo. E\u2019 proprio cos\u00ec: \u00e8 un oggetto estraneo che troviamo in un posto estraneo \u2013un negozio-, su un manichino o appeso assieme ad altri abiti estranei a chi li guarda.<br \/>\nMa nel momento in cui riveste il mio corpo non mi \u00e8 pi\u00f9 estraneo, non pu\u00f2 essere solo apparenza. Vestirsi non \u00e8 mettersi qualcosa addosso. Vestirsi \u00e8 rappresentarsi: presentarsi in pubblico. Cio\u00e8, seguendo l\u2019affermazione di Dorfles, il vestito che scelgo e che indosso, si carica, si \u201criveste\u201d della mia sostanza, di chi io sono, della mia identit\u00e0, del mio ruolo. Ma se vestirsi \u00e8 rappresentarsi in pubblico, il vestito non pu\u00f2 prescindere dal luogo e dalla circostanza per cui \u00e8 indossato. L\u2019abito di per s\u00e9 pu\u00f2 essere bello, sar\u00e0 elegante se una volta indossato, risponde alla mia dignit\u00e0, \u00e8 adeguato al mio corpo, ma anche alla situazione in cui il mio corpo si muove, cio\u00e8 adeguato a quello spazio sociale in cui mi trovo ad operare, spazio quindi non privato ma pubblico. L\u2019eleganza \u00e8 una forma di bellezza a cui concorre\u00a0certamente quella dell\u2019abito -espressa generalmente nel taglio, nei colori, nella costruzione, nel tessuto-, e quella che nasce dalla adeguatezza dell\u2019abito alle circostanze -mattino, sera, lavoro, momento di relax, in casa, ecc.-; a cui si aggiunge l&#8217; eleganza che nasce dal fatto che l\u2019abito \u00e8 adeguato alla mia persona, a chi io sono: alla mia et\u00e0, ruolo sociale e professionale. L\u2019adeguatezza dell\u2019abito alle circostanze \u00e8 il tema che ci ricollega all\u2019affermazione iniziale.<br \/>\nEleganza\u00a0significa vestire in modo adeguato alla propria identit\u00e0 e al luogo e circostanza in cui ci si muove. Si dovrebbe vestire diversamente in un luogo pubblico e in privato, in casa e al lavoro -e sul lavoro la funzione e la differenza di ruolo sono espresse dall\u2019abbigliamento: si vestono in modo diverso l\u2019usciere e il presidente del consiglio d&#8217;amministrazione-, per fare sport e in vacanza, per andare in un ristorante elegante o in trattoria. In realt\u00e0 questi canoni dell\u2019eleganza sembrano oggi dimenticati, la moda addirittura tenta di farci credere che averli dimenticati \u00e8 espressione di modernit\u00e0 e di libert\u00e0: basti pensare alle paillettes che erano un adorno per abito da sera e ora decorano il golfino con cui si va al mercato. Non meraviglia quindi che in citt\u00e0 e anche sul lavoro ai primi caldi, c\u2019\u00e8 chi si abbiglia come in riva al mare: short cortissimi che \u201cscoprono\u201d i glutei; top a fascia, vagamente rassomiglianti a un reggiseno; spalle scoperte fino al fondo schiena; trasparenze che permettono intravedere, se ancora la si porta, la minima espressione di biancheria intima lo slip, il perizona, il tanga; pantaloni sempre pi\u00f9 a vita bassa, ombelichi a vista, gonne cortissime, scollature \u2013si fa per dire- che lasciano ampiamente scoperto il seno, ecc.<\/p>\n<div id=\"attachment_43815\" style=\"width: 310px\" class=\"wp-caption alignright\"><a href=\"http:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2019\/07\/averin_alexander_013.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-43815\" class=\"size-medium wp-image-43815\" src=\"http:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2019\/07\/averin_alexander_013-300x199.jpg\" alt=\"Alexander Averin\" width=\"300\" height=\"199\" srcset=\"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2019\/07\/averin_alexander_013-300x199.jpg 300w, https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2019\/07\/averin_alexander_013-768x510.jpg 768w, https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2019\/07\/averin_alexander_013-600x400.jpg 600w, https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2019\/07\/averin_alexander_013.jpg 800w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-43815\" class=\"wp-caption-text\">Alexander Averin<\/p><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma \u00e8 sufficiente il caldo per giustificare un vestire cos\u00ec poco elegante ed esibizionista? No, non lo \u00e8 in citt\u00e0, e neppure sulla spiaggia o sul lungomare e la ragione \u00e8 semplice ma nello stesso tempo delicata perch\u00e9 tocca il valore antropologico che assegniamo al corpo.<br \/>\nLa nostra \u00e8 una societ\u00e0 dell\u2019immagine che tende alla spettacolarizzazione, anche del corpo, e inoltre l\u2019erotizzazione progressiva a cui stiamo assistendo, vorrebbe giustificare ed elevare a fatto di modernit\u00e0 e di libert\u00e0 l\u2019esibire quanto pi\u00f9 possibile il corpo scoperto. Ma c\u2019 \u00e8 ancora altro. L\u2019uomo\/donna di oggi affida alla libert\u00e0 personale e non alla realt\u00e0 e quindi alla verit\u00e0 il compito di decidere ci\u00f2 che \u00e8 bene o male. Ci\u00f2 rende fragile ogni riferimento alle esigenze basilari naturali derivanti dalla realt\u00e0 delle cose, e d\u00e0 ragione dello smarrimento dei valori a cui fare riferimento nel pensiero e nell\u2019azione. Anche nell\u2019ambito dell\u2019abbigliamento \u00e8 la libert\u00e0 (l\u2019esibizionismo, lo fanno tutti, l\u2019opinione personale, il giudizio soggettivo, il lasciarsi andare al sottile e non confessato desiderio di sedurre, ecc\u2026) e non la verit\u00e0 su chi \u00e8 l\u2019uomo\/la donna, la verit\u00e0 sulla sua dignit\u00e0, la verit\u00e0 del legame corpo persona a definire ci\u00f2 che \u00e8 portabile e dove \u00e8 portabile. \u201c<em>L&#8217;eleganza del nostro tempo<\/em> -affermava <strong>Leonardo Terzo<\/strong> professore all\u2019Universit\u00e0 di Pavia sul suo blog in un suo articolo del 2012- s<em>embra quindi orientarsi verso questi nuovi valori, che definirei \u2018proto-prostitutivi\u2019<\/em>&#8220;. Anche a voler minimizzarla, dato che risulta piuttosto cruda, l\u2019affermazione del prof. Terzo coglie nel segno e aggiunge una connotazione etica all&#8217;atteggiamento in questione, oltre a riaffermare che non \u00e8 elegante e tanto meno moderno esibire parti del corpo nudo. Il corpo scoperto, quello che volutamente viene spogliato, rivela da parte del soggetto una scarsa considerazione del valore del corpo, che viene offerto allo sguardo altrui come mero oggetto di godimento, ridotto a semplice manifestazione dell\u2019appartenenza sessuale. Il corpo non \u00e8 la persona, ma attraverso il corpo si coglie, si conosce la persona. Solo la personalizzazione del corpo, cio\u00e8 solo sottolineando l\u2019appartenenza del corpo ad una persona che esprime attraverso il corpo la sua ricchezza spirituale \u2013cultura, affetti, emozioni, pulsioni- si rende ragione della dignit\u00e0 del corpo. Il corpo non \u00e8 solamente portatore di una carica estetica, e neppure \u00e8 un semplice strumento di funzioni fisiche, biologiche o sessuale, perch\u00e9 a sua volta la persona investe il corpo della sua \u201cdignit\u00e0\u201d. Quando la dignit\u00e0 del corpo non \u00e8 percepita, o quando viene a mancare il legame tra corpo e persona, il sentimento del pudore viene a mancare e l\u2019individuo offre allo sguardo altrui il corpo nudo. Ci piace chiudere queste considerazioni dicendo che il pudore \u00e8 il sentimento di una necessaria protezione (coprire il corpo con l\u2019abito) di qualcosa, la dignit\u00e0 del corpo che \u00e8 al tempo stesso personale, intima, fragile.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Quindi sono ragioni estetiche (l\u2019eleganza), ma ancora di pi\u00f9 ragioni antropologiche (la dignit\u00e0 del corpo), quelle che non giustificano la spettacolarizzazione della corporeit\u00e0 a cui assistiamo non solo sulla spiaggia, ma anche nelle vie dello shopping delle nostre citt\u00e0 e sulle belle montagne di casa nostra dove \u00e8 diventato abitudine prendere il sole come se si fosse in riva al mare.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Pu\u00f2 interessare leggere i seguenti altri articoli sull&#8217;argomento in questione.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.imore.it\/rivista\/identita-personale-corpo-e-moda\/\">http:\/\/www.imore.it\/rivista\/identita-personale-corpo-e-moda\/<\/a><\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.imore.it\/rivista\/sappi-prima-di-tutto-chi-sei-e-ornati-di-conseguenza\/\">http:\/\/www.imore.it\/rivista\/sappi-prima-di-tutto-chi-sei-e-ornati-di-conseguenza\/<\/a><\/p>\n<blockquote class=\"wp-embedded-content\" data-secret=\"gtmMElzhiC\"><p><a href=\"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/abito-e-corpo-un-dialogo-fondamentale\/\">Abito e corpo: un &#8220;dialogo&#8221; fondamentale<\/a><\/p><\/blockquote>\n<p><ul class=\"bxslider-vid\"><li><iframe loading=\"lazy\" class=\"wp-embedded-content\" sandbox=\"allow-scripts\" security=\"restricted\" style=\"position: absolute; visibility: hidden;\" title=\"&#8220;Abito e corpo: un &#8220;dialogo&#8221; fondamentale&#8221; &#8212; IMORE\" src=\"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/abito-e-corpo-un-dialogo-fondamentale\/embed\/#?secret=YulMD9jmrT#?secret=gtmMElzhiC\" data-secret=\"gtmMElzhiC\" width=\"600\" height=\"338\" frameborder=\"0\" marginwidth=\"0\" marginheight=\"0\" scrolling=\"no\"><\/iframe><\/li><\/ul><\/p>\n\n\n\n\t<div class=\"dkpdf-button-container\" style=\" text-align:right \">\n\n\t\t<a class=\"dkpdf-button\" href=\"\/rivista\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/43812?pdf=43812\" target=\"_blank\"><span class=\"dkpdf-button-icon\"><i class=\"fa fa-file-pdf-o\"><\/i><\/span> PDF<\/a>\n\n\t<\/div>\n\n\n\n\n\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Riproponiamo un articolo -pubblicato nel 2019 e che suscita ancora tanto interesse- sul tema identit\u00e0, corpo, moda, con l&#8217;attenzione posta sul significato del rapporto corpo abito. <\/p>\n","protected":false},"author":228,"featured_media":43816,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[5,23],"tags":[3619,10403,10400,157,1864,10364,10363,10402,10404,258,2149,84,10401,10366,2861],"class_list":["post-43812","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-cultura","category-cultura-di-moda","tag-abito","tag-alexander-averin","tag-apparire-ed-essere","tag-bellezza","tag-corpo","tag-corpo-svestito","tag-corpo-vestito","tag-dignita-personale","tag-edward-hopper","tag-eleganza","tag-estate","tag-gillo-dorfles","tag-leonardo-terzo","tag-pudore","tag-tamara-de-lempicka"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/43812"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-json\/wp\/v2\/users\/228"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=43812"}],"version-history":[{"count":17,"href":"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/43812\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":50050,"href":"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/43812\/revisions\/50050"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-json\/wp\/v2\/media\/43816"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=43812"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=43812"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=43812"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}