{"id":44584,"date":"2019-12-31T13:31:55","date_gmt":"2019-12-31T11:31:55","guid":{"rendered":"http:\/\/www.imore.it\/rivista\/?p=44584"},"modified":"2019-12-31T13:31:55","modified_gmt":"2019-12-31T11:31:55","slug":"lanno-che-verra","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/lanno-che-verra\/","title":{"rendered":"L&#8217;anno che verr\u00e0"},"content":{"rendered":"<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Come caldeggiava il grande <strong>Victor Hugo<\/strong>, \u201cSalutiamo insieme questo nuovo anno che invecchia la nostra amicizia senza invecchiare il nostro cuore\u201d.<\/p>\n<p><strong>Natale<\/strong> \u00e8 da poco trascorso e un altro anno sta per volgere alla sua foce, tra feste, incontri, riflessioni di fine viaggio.<\/p>\n<p>Ci restano i segni, per orientarci verso il futuro. E nessun simbolo, in questo periodo, ci sembra fuori contesto. L\u2019abete richiama il concetto di Cristo-Albero della Vita ed i decori che vi si appendono rappresentano la luce e l\u2019amore divini dispensati agli uomini. Le bacche rosse dell\u2019agrifoglio alludono al Sole-Bambino che rischiara l\u2019aurora delle origini. Del presepe sappiamo che venne allestito per la prima volta da San Francesco in una grotta di Greccio, forse nel 1223, ispirato alle rappresentazioni liturgiche descritte dai Vangeli. Babbo Natale &#8211; a prescindere dalla metamorfosi in rosso impostagli dalla Coca-Cola a fini commerciali &#8211; deriva dalla figura di San Nicola (Sanctus Nicolaus, donde Santa Claus), che fu vescovo di Mira in Asia Minore nel IV secolo, molto amato per la sua carit\u00e0 e benevolenza soprattutto nei confronti dei giovani. Anche il personaggio della Befana, la vecchina tanto brutta quanto generosa con i bambini, ha una lontana origine, identificandosi con un simbolo arcaico di madre natura, poi cristianizzato e celebrato in occasione della \u201cmanifestazione visibile di Cristo\u201d, ovvero l\u2019Epifania.<\/p>\n<p>Il <strong>Capodanno,<\/strong>\u00a0il cui folclore era gi\u00e0 consolidato agli albori dell\u2019Impero di Roma, era l\u2019occasione principe per lo scambio dei doni: il 1\u00b0 Gennaio infatti gli antichi Romani erano soliti invitare a pranzo gli amici e scambiarsi vasi bianchi contenenti miele con datteri e fichi accompagnati da rami d\u2019alloro come augurio di buona sorte per i dodici mesi a venire. Da questa felice consuetudine, quindi, \u00e8 derivata la nostra pratica di farci regali in questo periodo dell\u2019anno. Offrire qualcosa a qualcuno, insomma, \u00e8 un po\u2019 come dirgli che sappiamo cosa gli \u00e8 necessario e vogliamo soddisfare questo suo bisogno per renderlo felice. La moda, la pubblicit\u00e0, l\u2019abitudine, il dovere, dovrebbero agire solo a margine quando si sceglie un oggetto da regalare: il dono \u00e8 anche e soprattutto amore. Nel canto natalizio <strong>\u201cAdeste fideles\u201d<\/strong> c\u2019\u00e8 un\u2019espressione profonda: \u201cSic nos amantem quis non redamaret?\u201d (Come non riamare uno che ci ha amato tanto?).<\/p>\n<p>L\u2019amore ha bisogno di tradursi in gesti concreti. L\u2019incanto del Natale, in effetti, consiste anche nella scoperta, dentro di noi, di sentimenti che forse durante il resto dell&#8217;anno sono un po&#8217; trascurati, come la felicit\u00e0 di donare appunto, la solidariet\u00e0 verso chi ha dei problemi, l&#8217;affetto disinteressato. Quindi, anche se il Natale talvolta si riduce a mero trionfo del marketing e se il mostrarsi allegri sembra imposto quasi come un dovere mentre chi soffre prova ancora pi\u00f9 dolore e senso di abbandono, \u00e8 pur vero che, se davvero lo vogliamo, qualcosa pu\u00f2 essere diverso. In fondo, c&#8217;\u00e8 un po&#8217; in tutti voglia di pace, di recuperare certi ideali e sensazioni, di credere in qualcosa e pure di lasciarsi andare ai pi\u00f9 reconditi turbamenti.<\/p>\n<p>La gioia autentica del Natale in fondo \u00e8 tutta qui e pu\u00f2 irradiarsi a tutto il resto dell\u2019anno se non ci rassegniamo a vivere nelle tenebre del mondo.<\/p>\n<p>Come esortava <strong>Benjamin Franklin<\/strong>, <em>\u201cSii sempre in guerra con i tuoi vizi, in pace con i tuoi vicini, e lascia che ogni nuovo anno ti trovi un uomo migliore\u201d.<\/em><\/p>\n<p>Buon 2020 a tutti!<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n\n\n\n\t<div class=\"dkpdf-button-container\" style=\" text-align:right \">\n\n\t\t<a class=\"dkpdf-button\" href=\"\/rivista\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/44584?pdf=44584\" target=\"_blank\"><span class=\"dkpdf-button-icon\"><i class=\"fa fa-file-pdf-o\"><\/i><\/span> PDF<\/a>\n\n\t<\/div>\n\n\n\n\n\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&nbsp; Come caldeggiava il grande Victor Hugo, \u201cSalutiamo insieme questo nuovo anno che invecchia la nostra amicizia senza invecchiare il nostro cuore\u201d. 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