{"id":446,"date":"2007-03-13T17:18:08","date_gmt":"2007-03-13T15:18:08","guid":{"rendered":"http:\/\/www.imore.it\/rivista\/?p=446"},"modified":"2008-12-17T01:18:06","modified_gmt":"2008-12-16T23:18:06","slug":"i-dettagli-cambiano-la-moda","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/i-dettagli-cambiano-la-moda\/","title":{"rendered":"I dettagli cambiano la Moda"},"content":{"rendered":"<p><span class=\"general_text\"> <\/span><\/p>\n<table border=\"0\" cellspacing=\"2\" cellpadding=\"0\" width=\"156\" align=\"left\">\n<tbody>\n<tr>\n<td><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"\/rivista\/artman\/uploads\/i_dettagli_cambiano_la_moda_cover.jpg\" border=\"1\" alt=\"\" width=\"156\" height=\"176\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td><span class=\"image_caption\">La copertina del libro<\/span><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p>&#8220;I dettagli cambiano la moda&#8221;, \u00e8 pubblicazione a cura della giornalista Lucia Serlenga. Il testo \u00e8 stato realizzato dalla Federazione Tessilvari, in collaborazione con il Ministero del Commercio Internazionale e l&#8217;Istituto Nazionale per il Commercio Estero.<!--more--><\/p>\n<p>d&#8217;approccio emozionale all&#8217;abito come strumento primario d&#8217;espressione di s\u00e9 e d&#8217;individualit\u00e0 -afferma Gianfranco Ferr\u00e9-, un dettaglio come per esempio la passamaneria \u00e8 l&#8217;elemento da cui scaturisce l&#8217;identit\u00e0 dell&#8217;abito stesso&#8221;<\/p>\n<p>Poi le immagini ci regalano un excursus tra gli stili di abbigliamento che proprio l&#8217;uso di rifiniture\/ ornamento sottolineano ed esaltano. E allora ammiriamo i dettagli che sembrano riaffiorare dal passato, o dettagli che colorano e rallegrano la mise, dettagli militari fatti di alamari, passamanerie dorate, stemmi ad ornare tasche o sulla camicia di pizzo. Non mancano i dettagli esotici o quelli preziosi o quelli tecnologici, i pizzi intagliati nella nappa, o le lavorazioni a pizzo sul vinile, ricami di caucci\u00f9 o di plastica. Per finire con i dettagli pop a tutto colore.<\/p>\n<table border=\"0\" cellspacing=\"2\" cellpadding=\"0\" width=\"204\" align=\"left\">\n<tbody>\n<tr>\n<td><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"\/rivista\/artman\/uploads\/pirola_giovanni_-_eccellenza.jpg\" border=\"1\" alt=\"\" width=\"204\" height=\"284\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td><span class=\"image_caption\">Giovanni Pirola<\/span><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p>Le immagini aiutano ad apprezzare il volume e costringono il lettore anche non esperto, ma incuriosito dai piccoli dettagli fotografati, ad addentrarsi nello scritto. Si scopre cos\u00ec questo &#8220;piccolo grande settore&#8221; dell&#8217;universo moda: il mondo degli accessori che sono ornamento\/rifinitura della produzione di pret-a-porter made in Italy. Oggi fanno da protagonisti ricami, pizzi, nastri, tulle e passamanerie a completare con una propria e particolare creativit\u00e0 il capo fashion.<\/p>\n<p>Si legge al titolo &#8220;I giacimenti dei saperi dell&#8217;industria Manifatturiera&#8221; a firma Marco Fortis &#8220;I microchip del tessile, cio\u00e8 i ricami e le passamanerie prodotti dalle imprese che fanno capo alla Tessilvari, sono, come i freni della Ferrari, i bulloni brianzoli, i pellami di Arzignano e le barre di ottone&#8221;\u00a6una delle tante risorse del made in Italy: un chiaro punto di incrocio tra le tendenze &#8220;neo-artigiana&#8221; e quella &#8220;neo-tecnologica&#8221;. &#8220;In tempi d&#8217;omologazione,<\/p>\n<table border=\"0\" cellspacing=\"2\" cellpadding=\"0\" width=\"204\" align=\"right\">\n<tbody>\n<tr>\n<td><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"\/rivista\/artman\/uploads\/copia_di_gianfranco_ferre.jpg\" border=\"1\" alt=\"\" width=\"204\" height=\"306\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td><span class=\"image_caption\">Gianfranco Ferr\u00e9<\/span><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p>Insomma capitolo per capitolo siamo portati all&#8217;interno di dettagli che veramente fanno la differenza. Ma ascoltiamo anche le opinioni di alcuni dei protagonisti creativi del Made in Italy, come Antonio Marras e Laura Lusuardi (fashion director di Max Mara).<\/p>\n<table border=\"0\" cellspacing=\"2\" cellpadding=\"0\" width=\"172\" align=\"left\">\n<tbody>\n<tr>\n<td><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"\/rivista\/artman\/uploads\/ricamificio_vanoni_-_eccellenza.jpg\" border=\"1\" alt=\"\" width=\"172\" height=\"238\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td><span class=\"image_caption\">Ricamificio Vanoni<\/span><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p>Il volume terminare con un omaggio ai &#8220;Magnifici del Made in Italy&#8221; 22 aziende tessili del piccolo dettaglio che rappresentano la creativit\u00e0, l&#8217;originalit\u00e0 la professionalit\u00e0 di un settore che contribuisce con un valore aggiunto alla qualit\u00e0, eccellenza ed eleganza del prodotto made in Italy. In effetti, quello che ha reso unica la realt\u00e0 del made in Italy -nell&#8217;opinione di Anna Molinari- \u00e8 stata &#8220;la scelta di mantenere, accanto a macchinari futuristi, antichi telai e una manodopera sempre pi\u00f9 ricercata, in grado insieme di arrivare l\u00e0 dove non pu\u00f2 la scienza, in un continuo e proficuo scambio tra capacit\u00e0 antiche e scoperte moderne&#8221;. &#8220;.<\/p>\n\n\n\n\t<div class=\"dkpdf-button-container\" style=\" text-align:right \">\n\n\t\t<a class=\"dkpdf-button\" href=\"\/rivista\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/446?pdf=446\" target=\"_blank\"><span class=\"dkpdf-button-icon\"><i class=\"fa fa-file-pdf-o\"><\/i><\/span> PDF<\/a>\n\n\t<\/div>\n\n\n\n\n\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&#8220;I dettagli cambiano la moda&#8221;\u009d, \u00e8 pubblicazione a cura della giornalista Lucia Serlenga. Il testo \u00e8 stato realizzato dalla Federazione Tessilvari, in collaborazione con il Ministero del Commercio Internazionale e l&#8217;Istituto Nazionale per il Commercio Estero.<\/p>\n","protected":false},"author":211,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[6],"tags":[],"class_list":["post-446","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-bibliografia"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/446"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-json\/wp\/v2\/users\/211"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=446"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/446\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=446"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=446"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=446"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}