{"id":44789,"date":"2020-02-18T20:53:51","date_gmt":"2020-02-18T18:53:51","guid":{"rendered":"http:\/\/www.imore.it\/rivista\/?p=44789"},"modified":"2020-02-18T20:56:03","modified_gmt":"2020-02-18T18:56:03","slug":"luci-e-ombre-di-bellezza-george-de-la-tour-in-mostra-a-milano","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/luci-e-ombre-di-bellezza-george-de-la-tour-in-mostra-a-milano\/","title":{"rendered":"Luci e ombre di bellezza. George de la Tour in mostra a Milano"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">Un artista \u201cbipolare\u201d tanto affascinante quanto misterioso, che spazia dal trionfo della luce diurna alle tenebre pi\u00f9 atre della notte, dal crudo realismo della quotidianit\u00e0 alle tenere visioni oniriche a lume di candela. E\u2019 il francese <strong>Georges de La Tour<\/strong> (1593-1652) il protagonista dell\u2019eccezionale mostra in scena a Palazzo Reale a Milano sino al 7 giugno 2020 (<strong>\u201cGeorges de La Tour. L&#8217;Europa della luce\u201d<\/strong>), organizzata da MondoMostre Skira\u00a0con Comune di Milano-Cultura, Palazzo Reale,\u00a0a cura di Francesca Cappelletti\u00a0 con Thomas Clement Salomon (Comitato scientifico:\u00a0Pierre Rosenberg, gi\u00e0 direttore del Louvre, Gail Feigenbaum, direttrice del Getty Research Institute, Annick Lemoine, direttore del Mus\u00e9e Cognacq-Jay, Andres Ubeda, vice direttore del Museo del Prado).<br \/>\nPittore enigmatico, dicevamo, non solo per la cifra dei suoi dipinti ed i loro destinatari, ma anche per la vaga biografia, dato che non conosciamo di fatto quasi nulla della sua formazione e della sue vicende personali (incluso un ipotetico viaggio in Italia).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questa di Palazzo Reale \u00e8 la prima esposizione in Italia a lui interamente dedicata con oltre 30 opere, costruita sul confronto tra i suoi capolavori e quelli di altri sommi maestri dell\u2019epoca: da <strong>Gerrit van Honthorst (<\/strong>meglio noto come Gherardo Delle Notti) a <strong>Paulus Bor<\/strong>, da <strong>Trophime Bigot<\/strong> a <strong>Hendrick ter Brugghen<\/strong>, da <strong>Frans Hals<\/strong> a <strong>Jacques Callot<\/strong>. L\u2019obiettivo \u00e8 quello di offrire nuovi stimoli alla riflessione sulla pittura dal naturale e sulle sperimentazioni luministiche, per affrontare i grandi quesiti che tuttora avvolgono l&#8217;opera di Georges de La Tour.<br \/>\nLa rassegna (accompagnata da un pregevole catalogo Skira) si dipana tra immagini forti e poetiche allo stesso tempo, dominate da Maddalene penitenti e vecchi decrepiti, santi e mendicanti, scene di gioco e di rissa, notturni\u00a0raffinati e paesaggi inondati di sole. La Tour\u00a0ritrae angeli presi dal popolo, martiri senza aureola n\u00e9 attributi iconografici, pie vergini che somigliano a cortigiane, e\u00a0predilige soggetti colti dalla strada come gli accattoni. I pochi quadri riconosciuti autografi sono perlopi\u00f9 di formato piccolo, intimi, privi di sfondo paesaggistico, tenebrosi e, soprattutto nella presunta ultima fase artistica, quasi dei monocromi dalla struttura geometrica, semplice ma modernissima per quel tempo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il pi\u00f9 autorevole e originale pittore francese del Seicento, considerato una sorta di meteora nella pittura barocca con ascendenze caravaggesche, Georges de La Tour si rivela in questa retrospettiva come un artista quanto mai sfaccettato, in grado di smarcarsi da Caravaggio e di elaborare linguaggi autonomi, capace di sondare il mondo dell\u2019oscurit\u00e0 impastandola di luce e osservare con compassione l\u2019umile gente del popolo (si vedano Il denaro versato, La rissa tra musici mendicanti, I giocatori di dadi, Uomo anziano e Donna anziana). La sua cultura visiva non \u00e8 di ispirazione romana n\u00e9 i suoi dettagli formali sono derivati dal Merisi, ma nondimeno \u00e8 medesimo lo sguardo sul soggetto preso dalla vita quotidiana, che si esprime nella reclusione della figura umana in un interno, con le ombre che forgiano e riproducono le sagome.<br \/>\nApprezzato al suo tempo, ma poi caduto nell\u2019oblio e riscoperto solo nella prima met\u00e0 del Novecento dal tedesco Hermann Voss, oggi Georges de La Tour \u00e8 al centro di una profonda indagine, perch\u00e9 la sua arte ammalia sempre pi\u00f9 il pubblico e perch\u00e9 la sua figura resta avvolta nell\u2019arcano: in parte per le scarse informazioni sulla sua formazione, sui suoi spostamenti e sulla datazione delle opere, in parte per quell\u2019afflato contemporaneo che si sperimenta osservando i suoi lavori.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u201cDai documenti emerge un personaggio arrogante e dal carattere difficile\u201d,\u00a0 ha dichiarato la curatrice della mostra, \u201cma i suoi quadri sono commoventi, parlano all\u2019anima; sono definiti da una dimensione intima, poetica. Spesso i protagonisti sono ciechi e quindi spetta al pubblico entrare nel dipinto. \u00c8 un pittore della sintesi ma anche del dettaglio e si colloca sulla linea di ambiguit\u00e0 tra il sacro e il profano, tra la luce della candela e il buio delle tenebre, tra la pittura e la poesia\u201d. In particolare, proprio l\u2019elaborazione della scena notturna sembra mettere in crisi l\u2019immagine di La Tour come pittore della realt\u00e0. Opere come Giobbe deriso dalla moglie e l\u2019Educazione della vergine trascinano lo spettatore in una dimensione quasi metafisica, trascendente e sovrasensibile<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nato in Lorena da una famiglia di agiati fornai, divenuto nobile per matrimonio, ricco per talento, celebre per il favore di potenti protettori, La Tour venne nominato nel 1639 \u201cpittore ordinario del Re\u201d (Luigi XIII, che appese il suo San Sebastiano in camera da letto), stimato al punto da avere tra i clienti il sofisticato cardinale Richelieu (a cui vendette il San Gerolamo di Stoccolma).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Visit\u00f2 mai l\u2019Italia l\u2019artista lorenese? E\u2019 solo una supposizione, una vexata quaestio che da anni divide gli esperti. Fatto sta che nel nostro Paese non \u00e8 presente nessuna sua opera. Anche per questo la prima antologica italiana del Maestro ospitata a Milano \u00e8 un\u2019occasione unica per ammirarne da vicino le suggestive modalit\u00e0 di espressione.<\/p>\n\r\n\t\t<style type='text\/css'>\r\n\t\t\t#gallery-1 {\r\n\t\t\t\tmargin: auto;\r\n\t\t\t}\r\n\t\t\t#gallery-1 .gallery-item {\r\n\t\t\t\tfloat: left;\r\n\t\t\t\tmargin-top: 10px;\r\n\t\t\t\ttext-align: center;\r\n\t\t\t\twidth: 20%;\r\n\t\t\t}\r\n\t\t\t#gallery-1 img {\r\n\t\t\t\tborder: 2px solid #cfcfcf;\r\n\t\t\t}\r\n\t\t\t#gallery-1 .gallery-caption {\r\n\t\t\t\tmargin-left: 0;\r\n\t\t\t}\r\n\t\t<\/style>\r\n\t\t<!-- see gallery_shortcode() in wp-includes\/media.php -->\n\t\t<div id='gallery-1' class='gallery galleryid-44789 gallery-columns-5 gallery-size-thumbnail gallery1'><script type=\"text\/javascript\">\r\n\/\/ <![CDATA[\r\n\tjQuery(document).ready(function () {\r\n\t\tjQuery(\".gallery1 a\").attr(\"rel\",\"gallery1\");\t\r\n\t\tjQuery('a[rel=\"gallery1\"]').colorbox({maxWidth:\"95%\", maxHeight:\"95%\",title: function(){ return jQuery(this).children().attr(\"alt\"); 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