{"id":448,"date":"2007-03-12T17:49:21","date_gmt":"2007-03-12T15:49:21","guid":{"rendered":"http:\/\/www.imore.it\/rivista\/?p=448"},"modified":"2008-12-17T01:18:56","modified_gmt":"2008-12-16T23:18:56","slug":"filosofia-della-moda","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/filosofia-della-moda\/","title":{"rendered":"Filosofia della moda"},"content":{"rendered":"<p><span class=\"general_text\"> <\/span><\/p>\n<table border=\"0\" cellspacing=\"2\" cellpadding=\"0\" width=\"110\" align=\"left\">\n<tbody>\n<tr>\n<td><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"\/rivista\/artman\/uploads\/fil_moda.jpg\" border=\"1\" alt=\"\" width=\"110\" height=\"187\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p>&#8220;Coltiviamo la superficie, viviamo in una realt\u00e0 sempre pi\u00f9 fittizia, abbiamo una identit\u00e0 sempre meno durevole&#8221;. Un interessante saggio giunge a queste conclusioni dopo un percorso di ricerca del rapporto tra moda e identit\u00e0 personale. Il volume consta di otto saggi di lettura indipendente ma legati dalla tematica dell&#8217;identit\u00e0. Autore il filosofo svedese Lars Fr. H. Svendsen. Titolo &#8220;Filosofia della Moda&#8221;. Ed. Guanda, Parma 2006. <!--more-->La moda \u00e8 stata studiata dalla sociologia, dalla psicologia, dalla storia.<br \/>\nPer quale ragione, -viene da chiedersi- non \u00e8 possibile trovare saggi di filosofia che ne parlino in modo esteso e profondo? Eppure \u00e8 un fenomeno che riguarda l&#8217;uomo, la percezione di s\u00e9, la persona e la sua identit\u00e0 sociale.<br \/>\nForse perch\u00e9 la filosofia \u00e8 la scienza degli universali e la moda \u00e8 il meno universale, -essendo il pi\u00f9 effimero- dei fenomeni che toccano l&#8217;uomo? Se \u00e8 cos\u00ec certamente non ha senso la ricerca filosofica sulla moda e tanto meno una ricerca che tenti di dare un inquadramento filosofico del fenomeno.<br \/>\nForse perch\u00e9 la filosofia dell&#8217;uomo, l&#8217;antropologia filosofica, \u00e8 scienza che cerca ci\u00f2 che \u00e8 universalmente radicato nella natura dell&#8217;uomo e la moda compare solo quando si danno nella storia dell&#8217;umanit\u00e0 alcune premesse di ordine economico e sociale?<br \/>\nInsomma tutto fa pensare che la moda non possa essere sottoposto ad un esame filosofico.<\/p>\n<p>Il tentativo di esame della moda da un punto di vista filosofico \u00e8 intrapreso da Lars Fr. H. Svendsen, giovane filosofo norvegese, con un testo dal titolo preciso &#8220;Filosofia della Moda&#8221;, edito dalla Ed. Guanda, Parma 2006. Il testo \u00e8 composto di 8 capitoli indipendenti tra loro, che prendono in esame il rapporto tra la moda e la modernit\u00e0, corpo, l&#8217;arte, il consumo, l&#8217;identit\u00e0.<\/p>\n<p>Nella prefazione l&#8217;autore giustifica il perch\u00e9 di un discorso filosofico sulla moda. Se la filosofia \u00e8 la disciplina che aiuta a comprendere se stessi, e se la comprensione del concetto di moda pu\u00f2 contribuire alla conoscenza di noi stessi e dei nostri comportamenti, allora la moda merita di &#8220;essere presa in seria considerazione quale oggetto di indagine filosofica&#8221; pag. 5.<\/p>\n<p>Pur nella variet\u00e0 di temi e nella conseguente frammentariet\u00e0 dello svolgimento, che rende anche di valore diverso i singoli capitoli, esiste un filo conduttore nell&#8217;indagine del filosofo svedese. Lo individuiamo nell&#8217;incipit del capitolo ottavo: &#8220;L&#8217;identit\u00e0 \u00e8 uno dei concetti chiave nella descrizione della funzione della moda. Si suppone infatti che la moda debba contribuire alla formazione dell&#8217;identit\u00e0&#8221; pag. 152.<br \/>\nE&#8217; l&#8217;identit\u00e0 il concetto che emerge costantemente. Lo ritroviamo gi\u00e0 nel capitolo iniziale dedicato di individuare una definizione esaustiva del fenomeno moda. Rappresenta poi il sottofondo per la ricerca del principio della moda; l\u00ec dove vengono individuati nella moda gli stessi caratteri della modernit\u00e0: la soppressione della tradizione, il cambiamento, la ricerca del nuovo &#8220;inteso come costante corrente di \u00abnuovi\u00bb oggetti che ne sostituiscono altri, che a loro volta sono stati \u00abnuovi\u00bb ma che sono diventati \u00abvecchi\u00bb&#8221;pag. 25. Il cambiamento costante caratterizza il fenomeno della moda, ma a differenza del cambiamento insito nella modernit\u00e0, esso nella moda \u00e8 irrazionale, \u00e8 il cambiamento per il puro cambiamento, non \u00e8 mai finalizzato ad un miglioramento dell&#8217;oggetto, o a renderlo pi\u00f9 funzionale.<\/p>\n<p>Il concetto di identit\u00e0 e le modalit\u00e0 di realizzazione del s\u00e9 occupano le considerazioni de capitolo ottavo. Ricollegandosi tra l&#8217;altro al fatto che la modernit\u00e0 ha portato alla soppressione della tradizione e quindi della base su cui \u00e8 possibile costruire la propria identit\u00e0, il nostro autore si chiede quale ruolo pu\u00f2 giocare la moda nello sviluppo dell&#8217;identit\u00e0. La risposta al quesito la va costruendo con il contributo di altri autori, attraverso un&#8217;analisi critica delle posizioni di ognuno, da Simmel, a Giddes, a Bordieu, Foucault, Taylor, fino a Ricoeur; per terminare con una posizione critica nei confronti delle considerazioni di Gilles Lipovetsky.<br \/>\nAltro capitolo di interesse \u00e8 quello relativo al rapporto moda corpo: E&#8217; ancora alla luce del concetto di identit\u00e0 che va letto il capitolo, posto che &#8220;noi cerchiamo la nostra identit\u00e0 nel corpo e gli abiti ne sono l&#8217;immediata prosecuzione&#8221; pag. 84. Sono d&#8217;obbligo i riferimenti al tatuaggio, utilizzato nella societ\u00e0 occidentale moderna come affermazione della propria identit\u00e0; e alla chirurgia estetica, che sembra porsi oggi come strumento per modellare l&#8217;identit\u00e0 posto che &#8220;nell&#8217;et\u00e0 postmoderna la costruzione dell&#8217;identit\u00e0 personale \u00e8 in misura preponderante una progettazione del corpo&#8221; pag. 82.<br \/>\nUltima indicazione per la lettura, riguarda il capitolo su moda e consumo. A partire dal valore simbolico che gli oggetti hanno acquistato nella nostra cultura, ecco che Svendsen afferma &#8220;Mai come ora il valore simbolico delle cose \u00e8 determinante per la nostra identit\u00e0 e realizzazione sociale&#8221;\u00a6.Ci\u00f2 che si vende \u00e8 la rappresentazione di un prodotto, e come consumatori compriamo qualcosa che attiene a tale rappresentazione&#8221; pag. 134. In altro punto si chiede &#8221; Perch\u00e9 ci aggrappiamo al consumo dei simboli? La risposta pi\u00f9 comune \u00e8 che vogliamo formare la nostra identit\u00e0.&#8221; pag. 139<\/p>\n<p>Ma andiamo alle conclusioni. Cos\u00ec le formula l&#8217;autore. La moda non \u00e8 in grado di modellare le nostre vite, anche se in qualche momento ha avuto questa pretesa. Il pluralismo della moda, non ci fa pi\u00f9 liberi, per\u00f2 il viaggio all&#8217;interno della moda pu\u00f2 aiutarci a scoprire verit\u00e0 scomode che ci toccano da vicino. Quali? &#8220;Che coltiviamo la superficie, che viviamo in una realt\u00e0 sempre pi\u00f9 fittizia, che abbiamo una identit\u00e0 sempre meno durevole?&#8221; pag. 176.<\/p>\n\n\n\n\t<div class=\"dkpdf-button-container\" style=\" text-align:right \">\n\n\t\t<a class=\"dkpdf-button\" href=\"\/rivista\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/448?pdf=448\" target=\"_blank\"><span class=\"dkpdf-button-icon\"><i class=\"fa fa-file-pdf-o\"><\/i><\/span> PDF<\/a>\n\n\t<\/div>\n\n\n\n\n\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&#8220;Coltiviamo la superficie, viviamo in una realt\u00a0 sempre pi\u00f9 fittizia, abbiamo una identit\u00e0\u00a0 sempre meno durevole&#8221;\u009d. Un interessante saggio giunge a queste conclusioni dopo un percorso di ricerca del rapporto tra moda e identit\u00e0\u00a0 personale. Il volume consta di otto saggi di lettura indipendente ma legati dalla tematica dell&#8217;identit\u00e0\u00a0. Autore il filosofo svedese Lars Fr. H. Svendsen. 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