{"id":44954,"date":"2020-03-17T18:55:34","date_gmt":"2020-03-17T16:55:34","guid":{"rendered":"http:\/\/www.imore.it\/rivista\/?p=44954"},"modified":"2020-03-17T18:57:46","modified_gmt":"2020-03-17T16:57:46","slug":"silenzio-parla-armani","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/silenzio-parla-armani\/","title":{"rendered":"Silenzio, parla Armani"},"content":{"rendered":"<p>Ci sono poche persone che possono permettersi di dire ci\u00f2 vogliono senza restare impigliate nelle maglie del <em>politically correct<\/em> e tra questi <em>happy few<\/em> c\u2019\u00e8 sicuramente <strong>Giorgio Armani.<\/strong> Specialmente quando i temi sono la moda e le donne.<br \/>\nForte del suo senso della decenza, che non lo ha mai abbandonato negli anni, della sua onest\u00e0 intellettuale, a cui non ha mai derogato per convenienza, e del suo rispetto innato per le persone, non solo di quelle che lui veste, King George si \u00e8 conquistato il diritto di esternare in libert\u00e0 pensieri e parole a dispetto dei benpensanti. Al punto che ci\u00f2 che egli dice rischia talvolta (come \u00e8 accaduto nell\u2019ultima Fashion Week milanese sconquassata dall\u2019allarme coronavirus) di mettere in secondo piano ci\u00f2 che egli fa, ovvero abiti stupendi che sanno valorizzare ogni donna, omaggiandone tanto la bellezza quanto la dignit\u00e0.<\/p>\n<p>Dunque \u00e8 dalle sue creazioni che volgiamo partire commentando la collezione <strong>Emporio Armani autunno\/inverno 2020\/2021<\/strong> che lo stilista piacentino ha presentato nel suo Sylos esortando le donne ad essere poesia, ma una poesia in versi liberi, senza metrica dettata dai couturier, fiere e determinate a crearsi da sole un proprio stile in modo eclettico, senza esitare ad indulgere nel dandismo purch\u00e9 raffinato.<\/p>\n<p>Questo invito dovrebbe significare per le donne costruirsi un guardaroba non tanto unisex, \u00a0\u201cibrido\u201d tra il genere maschile e quello femminile, bens\u00ec oscillante tra un polo e l\u2019altro: da un lato vagamente virili giacche allungate e stretti cardigan sportivi con abbottonatura alta, camicie bianche con foulard o trine e pantaloni morbidi con le pinces, tailleur-tunica con ai piedi calzature piatte; dall\u2019altro sbarazzini mini-abiti e shorts di raso per mettere in risalto belle gambe sforbicianti e vezzosi particolari come i merletti, le ruches, i ricami, i volant, i boa di maglia, sandali superfemminili sfavillanti di cristalli. Ad ogni donna la sua scelta in totale autonomia, senza soggiacere ai dettami dei trend che mutano continuamente e capricciosamente. Anche tessuti e tinte sono un inno all\u2019indipendenza dello stile, spaziando dalle lane ai velluti alle sete, dal bianco al nero al verde brillante della natura (declinato in vari toni), e oscillando tra rigorose fantasie a quadri, pied de poule e giochi monocromi o stampe cinesizzanti, tutto all\u2019insegna di un ritrovato romanticismo.<\/p>\n<p>E veniamo a quello che Giorgio Armani ha dichiarato a margine della sfilata, suscitando un certo clamore. <em>\u201cEvitiamo il ridicolo. Poi noi diciamo che le donne sono stuprate in un angolo. Ma le donne continuano ad essere stuprate dagli stilisti e mi ci metto anche io. Trovo sia indegno\u201d.<\/em> Ha quindi giustificato la sua affermazione cos\u00ec: \u201c<em>Per esempio, la signora che vede un manifesto con seni e sedere fuori su di una pubblicit\u00e0 gigantesca, pensa &#8211; anche io voglio mostrarmi cos\u00ec &#8211; Ecco per me questo significa violentare le donne ad essere quello che non vogliono o che non si addice loro\u201d<\/em>. \u201c<em>Le tendenze per me non esistono, non sono niente \u2013 ha sostenuto Armani &#8211; Ognuno faccia quello che sa fare. Bisogna cercare di migliorare la donna che vive adesso. Celebrare quelle del passato non mi appartiene. Quindi smettiamola con queste tendenze che non solo non ci sono, ma anche non ci devono essere. Non ci sto pi\u00f9. Ho la mia et\u00e0 e posso permettermi di dirlo. Evitiamo di rendere la gente ridicola\u201d.<\/em><\/p>\n<p>\u00c8 quindi un \u201ccanto libero\u201d quello intonato sulla passerella di Emporio Armani; un invito ad affrancarsi dagli andazzi che \u201cnon sono niente\u201d, mentre bisogna piuttosto \u201cmigliorare la donna che vive adesso\u201d. Ed ha esemplificato che <em>\u201cuna giacca gonfia non aiuta a essere snelle o sexy, ma a infagottarsi\u201d<\/em>, cos\u00ec come <em>\u201dchi ha un posteriore accentuato star\u00e0 meglio con un pantalone largo da uomo\u201d<\/em>. Queste battute di Re Giorgio che tanta eco hanno ottenuto nascono, come egli stesso ha rimarcato, <em>\u201cda una riflessione sulle imposizioni della moda che tolgono libert\u00e0 alle donne, a partire da quella di vestirsi secondo la propria et\u00e0, la propria conformazione, la propria mentalit\u00e0\u201d.<\/em><\/p>\n<p>Pare che ci volesse proprio lui per sancire che \u00e8 una violenza imporci di vestire con le tendenze, perch\u00e9 capita che rischiamo di renderci ridicole. Grazie ad Armani per avercelo ricordato.<\/p>\n\n\n\n\t<div class=\"dkpdf-button-container\" style=\" text-align:right \">\n\n\t\t<a class=\"dkpdf-button\" href=\"\/rivista\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/44954?pdf=44954\" target=\"_blank\"><span class=\"dkpdf-button-icon\"><i class=\"fa fa-file-pdf-o\"><\/i><\/span> PDF<\/a>\n\n\t<\/div>\n\n\n\n\n\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ci sono poche persone che possono permettersi di dire ci\u00f2 vogliono senza restare impigliate nelle maglie del politically correct e tra questi happy few c\u2019\u00e8 sicuramente Giorgio Armani. Specialmente quando i temi sono la moda e le donne. 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