{"id":44958,"date":"2020-03-18T17:40:58","date_gmt":"2020-03-18T15:40:58","guid":{"rendered":"http:\/\/www.imore.it\/rivista\/?p=44958"},"modified":"2020-03-18T17:41:58","modified_gmt":"2020-03-18T15:41:58","slug":"plasmare-il-tempo-con-la-moda","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/plasmare-il-tempo-con-la-moda\/","title":{"rendered":"Plasmare il tempo con la moda"},"content":{"rendered":"<p>Un\u2019occasione speciale per riflettere sul rapporto tra la <strong>moda<\/strong>, effimera per definizione, e il <strong>tempo,<\/strong> che passa inesorabilmente, ma talvolta pu\u00f2 anche viaggiare su binari diversi. E\u2019 quello che il celebre <strong>MET &#8211; Metropolitan Museum of Art di New York<\/strong> &#8211; intende offrire al pubblico, nel 150\u00b0 anniversario della sua fondazione, con la mostra che sar\u00e0 aperta il 7 maggio dal titolo<strong> \u201cAbout Time: Fashion and Duration\u201d<\/strong>, esibendo gli abiti che hanno effettivamente generato associazioni temporali tra passato, presente e futuro.<\/p>\n<p>Articolata in due sezioni, la rassegna che attinge alle ricche collezioni del MET, vedr\u00e0 da un lato 60 abiti neri scelti per spiegare l\u2019evoluzione lineare del costume e dall\u2019altro 60 coppie in bianco e nero per comparare modelli di epoche diverse, dimostrando come il tempo nella moda sia spesso \u201ccircolare\u201d. La moda dunque \u00e8 s\u00ec transitoria, ma anche longeva (e sempre pi\u00f9 sostenibile) e rappresenta un barometro culturale di straordinaria sensibilit\u00e0: ad esempio un abito principesco del 1870 sar\u00e0 affiancato dall\u2019iconica gonna Bumster di Alexander McQueen del 1995.<\/p>\n<p><em>&#8220;La moda ci insegna a raccontare diversamente il tempo. Ci mostra che il tempo \u00e8 pi\u00f9 di quel che puoi contare sulle dita di una mano o sulle lancette dell&#8217;orologio&#8221;<\/em>, ha dichiarato il curatore <strong>Andrew Bolton<\/strong> presentando la mostra alla Fashion Week parigina, illustrandone la filosofia davanti all&#8217;enorme orologio del Mus\u00e9e d&#8217;Orsay.<\/p>\n<p>L&#8217;orologio avr\u00e0 due funzioni: raccontare il tempo che procede in una direzione, ma fare anche da cronometro per un tour che consentir\u00e0 ai visitatori di fare salti in avanti e all&#8217;indietro nella storia sull\u2019onda dei \u201critorni di moda nella moda\u201d. Due autori francesi con diverse visioni del tempo faranno da guida, il poeta Charles Baudelaire (\u201cBisogna sempre essere ubriachi. Tutto qui: \u00e8 l&#8217;unico problema. Per non sentire l&#8217;orribile fardello del Tempo che vi spezza la schiena e vi tiene a terra, dovete ubriacarvi senza tregua. Ma di che cosa? Di vino, poesia o di virt\u00f9: come vi pare. Ma ubriacatevi\u201d) e il filosofo Henri Bergson (\u201cUn&#8217;ora, non \u00e8 solo un&#8217;ora, \u00e8 un vaso colmo di profumi, di suoni, di progetti, di climi\u201d) come portatori di concetti rivali di temporalit\u00e0: il primo interessato all&#8217;accelerazione e compressione della percezione del tempo provocata da progressi industriali e tecnologici; l&#8217;altro teorico dell&#8217;illusoriet\u00e0 del nostro senso di successione temporale. A far avanzare la narrativa sar\u00e0 Virginia Woolf, secondo Bolton &#8220;la mediatrice ideale nella battaglia tra Baudelaire e Bergson&#8221;. Alla Woolf va infatti ascritto il merito di aver saputo restringere, condensare o dilatare all\u2019infinito il tempo (per la sua Mrs Dalloway \u201c\u00c8 in quell\u2019attimo, tra le sei e le sette, che i fiori \u2013 le rose, i garofani, gli iris, i lill\u00e0 \u2013 risplendono: bianco, violetto, rosso arancione\u201d).<\/p>\n<p><em>&#8220;Volevamo ripensare la nostra collezione attraverso un concetto che ne riflettesse lo spirito del tempo. Negli ultimi anni il tempo ha dominato il dibattito nel settore della moda, tra produzione accelerata, circolazione, consumo nel mondo sincronizzato digitalmente del XXI secolo. Le aziende\u201d, <\/em>ha spiegato Bolton,<em> \u201channo tratto vantaggio dalla velocit\u00e0 24 ore su 24 del capitalismo digitale, ma gli stilisti si sono spesso sentiti limitati da questo dover lavorare continuamente. Per questo ci \u00e8 sembrato che fosse arrivato il momento di esplorare il carattere temporale della moda attraverso una prospettiva storica<\/em>&#8220;.<\/p>\n<p><strong>Michael Cunningham,<\/strong> che ha vinto il Pulitzer per il suo romanzo \u201cThe Hours\u201d, ispirato dal romanzo della Woolf \u201cMrs. Dalloway\u201d, e il cui film annoverava nel cast Meryl Streep, ha scritto un racconto breve per il catalogo della mostra sul tema della durata. Va detto che questo grande evento espositivo \u00e8 stato realizzato grazie al supporto della maison Louis Vuitton, il cui direttore creativo <strong>Nicolas Ghesqui\u00e8re<\/strong> ha affermato: <strong>\u201cLa moda non \u00e8 solo lo specchio dei tempi, ma serve anche a teorizzare e plasmare il futuro\u201d.<\/strong><\/p>\n<p>Questa riflessione sul tempo suggerita dalla mostra ci d\u00e0 il l\u00e0 per accennare che tra i potenziali trend del prossimo futuro, di cui anche il mondo fashion dovrebbe tenere conto, vi \u00e8 quello che i previsionisti di mercato chiamano \u201cl\u2019oggetto rallentante\u201d. Si tratta di qualcosa che evoca il piacere della lentezza nella privacy della nostra casa, del nostro corpo e della nostra mente. E questo potrebbe anche essere un abito, un articolo che indossiamo l\u2019intero giorno, in grado di lanciarci un messaggio silenzioso di fuga dall\u2019ossessione della fretta; in altre parole, di ricordarci l\u2019antico suggerimento del filosofo Seneca, il quale esortava a far riposare ogni tanto l\u2019animo per allentare la tensione e ancorare la mente ad un approdo rilassante.<\/p>\n<p>Ma come nasce un \u201coggetto quietante\u201d? A prescindere dal lavoro creativo dei designer, la questione non \u00e8 inventare qualcosa di nuovo, ma riscoprire qualcosa di antico, di dimenticato, riproponendone il linguaggio perduto. In questa prospettiva, la riflessione pi\u00f9 illuminante ce la fornisce un saggio di <strong>Ernst Junger<\/strong> dedicato alla storia della clessidra (<strong>\u201dIl libro dell\u2019orologio a polvere\u201d<\/strong>), un racconto davvero suggestionante. Dove c\u2019\u00e8 una clessidra \u2013 afferma Junger \u2013 il tempo scorre pi\u00f9 lento e noi \u2013 vicini a quell\u2019oggetto \u2013 non possiamo che immergerci in un clima di meditazione, fasciati da un senso rassicurante di pace e dall\u2019idea distensiva di un\u2019esistenza tranquilla. Contemplando il placido fluire della sabbia nell\u2019ampolla, sentiamo che il tempo non svanisce, ma si dilegua, cresce in profondit\u00e0. Tutti questo ci insegna molte cose: ci fa capire, prima di tutto, che per l\u2019uomo felice le ore non scoccano mai e che l\u2019intimit\u00e0 \u00e8 fondamentale per ciascuno.<\/p>\n<p>Gli analisti di mercato ritengono che sempre pi\u00f9 in futuro avremo bisogno di un \u201cangolo\u201d \u2013 sia esso in casa sia sul nostro corpo \u2013 in cui riporre qualcosa di silenzioso, discreto, raccolto, che ci aiuti a restare con noi stessi, a pensare, a distillarci, a riepilogarci. Un anti-televisore, insomma!<\/p>\n<p>Riusciremo a tradurre tutto ci\u00f2 in abiti?<\/p>\n\n\n\n\t<div class=\"dkpdf-button-container\" style=\" text-align:right \">\n\n\t\t<a class=\"dkpdf-button\" href=\"\/rivista\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/44958?pdf=44958\" target=\"_blank\"><span class=\"dkpdf-button-icon\"><i class=\"fa fa-file-pdf-o\"><\/i><\/span> PDF<\/a>\n\n\t<\/div>\n\n\n\n\n\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Un\u2019occasione speciale per riflettere sul rapporto tra la moda, effimera per definizione, e il tempo, che passa inesorabilmente, ma talvolta pu\u00f2 anche viaggiare su binari diversi. 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