{"id":45231,"date":"2020-07-16T18:39:31","date_gmt":"2020-07-16T16:39:31","guid":{"rendered":"http:\/\/www.imore.it\/rivista\/?p=45231"},"modified":"2020-09-21T12:29:23","modified_gmt":"2020-09-21T10:29:23","slug":"milano-digital-fashion-week-alcune-considerazioni","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/milano-digital-fashion-week-alcune-considerazioni\/","title":{"rendered":"Milano digital Fashion Week. Alcune considerazioni"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">Dopo le prime giornate di <strong>Milano digital Fashion Week<\/strong> si affollano nella mente le analisi e le valutazioni su questa nuova esperienza. Lasciamo in chiaro che lo sforzo profuso dalla Camera della Moda \u00e8 stato notevole non solo per coordinare gli eventi relativi alle collezioni, ma anche per tutti gli slot che hanno popolato la piattaforma, di cui cercheremo, nella misura del possibile, di dare notizia, perch\u00e9 focalizzati sul fronte della ripresa e della promozione dei giovani.<br \/>\nLasciamo da parte anche quelle considerazioni che il periodo del lockdown ha portata alla luce a proposito della necessit\u00e0 di dare alla moda, agli stilisti in primis, ritmi di lavoro pi\u00f9 umani, tempi pi\u00f9 lunghi e riposati per sviluppare le idee creative senza rincorrere ogni stagione tante collezioni, pre-collezioni, capsule, cruise o resort, \u00a0ecc; dare ai produttori il tempo per consegnare un prodotto veramente ben fatto segno distintivo del Made in Italy; e al consumatore il tempo per \u201cindossare\u201d, godere riposatamente il capo acquistato.<br \/>\nIn questo momento, gi\u00e0 abbiamo scritto della natura dell\u2019evento e del calendario, vogliamo focalizzare l\u2019attenzione sulla presentazione delle collezioni della prima edizione della\u00a0<b>Milano\u00a0digital Fashion Week<\/b> dedicata a <strong>uomo donna pre-P\/E 2021<\/strong>. Mettiamo in evidenza che si tratta solo di pre-collezioni, eccetto qualche eccezione, quindi di una parziale visione del lavoro creativo del brand che vedremo in toto per la donna a settembre; quasi un test di ripartenza dopo i mesi di lockdown, un modo per rimettersi in moto e riaffacciarsi sulla scena del mondo della moda.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per evitare di dare valutazioni definitive inopportune, ci sembra di dover considerare questo evento come un esperimento sulla validit\u00e0 dell\u2019utilizzo della piattaforma virtuale. C\u2019\u00e8 chi ha optato -Etro, Dolce e Gabbana- per sfilate classiche live amplificate in streaming sulle piattaforme della maison in questione e di Cnmi; tutte le altre maison storiche e brand giovani hanno scelto esibizioni virtuali realizzate attraverso cortometraggi, veri fashion film che hanno presentato le collezioni ambientandole nei modi pi\u00f9 vari. Positivo il fatto che ogni evento, presentazione live o altro era fruibile sulla piattaforma della CNMI 24 ore su 24.<br \/>\nUna prima osservazione che ci sembra di dovere fare \u00e8 che la formula virtuale attraverso cortometraggi penalizza la valutazione del contenuto delle collezioni. L\u2019attenzione \u00e8 distratta dalla curiosit\u00e0 riguardo alla realizzazione del racconto, le immagini, l\u2019ambientazione, il contenuto culturale, piuttosto che il valore della collezione: il giudizio si sposta verso la creativit\u00e0 delle immagini virtuali piuttosto che sulla creativit\u00e0 espressa nella collezione. In alcuni casi la collezione era decisamente in secondo piano, cos\u00ec ci \u00e8 sembrata la scelta di <strong>Prada<\/strong> di affidare l\u2019espressione della collezione a creativi dell\u2019immagine e artisti di fama: cinque diverse ambientazioni dei medesimi capi che propongono ciascuna un aspetto, una propria visione dell\u2019uomo e della donna Prada. La visione completa e ripetuta dei vari capitoli filmati ci ha permesso di individuare l\u2019insieme della collezione, coerente con lo stile Prada minimale, rigoroso, espresso nei colori basici, bianco, nero beige e grigio tanto nell&#8217;uomo che nella donna che talvolta si \u00e8 arricchito di stampe tenue; i colori ad esempio li abbiamo apprezzati nel corto di Martine Syms.<br \/>\n<strong>Alberta Ferretti<\/strong> sceglie di mostrare la sua creativit\u00e0 sovrapposta a immagini della \u201cBella Italia\u201d. La collezione porta il titolo di \u201cA tribute to Italy\u201d; didascalico il lavoro di montaggio delle immagini degli abiti con le modelle in movimento su immagini di monumenti di Venezia, Roma, Milano. Parleremo a parte della collezione.<\/p>\n\r\n\t\t<style type='text\/css'>\r\n\t\t\t#gallery-1 {\r\n\t\t\t\tmargin: auto;\r\n\t\t\t}\r\n\t\t\t#gallery-1 .gallery-item {\r\n\t\t\t\tfloat: left;\r\n\t\t\t\tmargin-top: 10px;\r\n\t\t\t\ttext-align: center;\r\n\t\t\t\twidth: 33%;\r\n\t\t\t}\r\n\t\t\t#gallery-1 img {\r\n\t\t\t\tborder: 2px solid #cfcfcf;\r\n\t\t\t}\r\n\t\t\t#gallery-1 .gallery-caption {\r\n\t\t\t\tmargin-left: 0;\r\n\t\t\t}\r\n\t\t<\/style>\r\n\t\t<!-- see gallery_shortcode() in wp-includes\/media.php -->\n\t\t<div id='gallery-1' class='gallery galleryid-45231 gallery-columns-3 gallery-size-thumbnail gallery1'><script type=\"text\/javascript\">\r\n\/\/ <![CDATA[\r\n\tjQuery(document).ready(function () {\r\n\t\tjQuery(\".gallery1 a\").attr(\"rel\",\"gallery1\");\t\r\n\t\tjQuery('a[rel=\"gallery1\"]').colorbox({maxWidth:\"95%\", maxHeight:\"95%\",title: function(){ return jQuery(this).children().attr(\"alt\"); }, });\r\n\t});\r\n\/\/ ]]>\r\n<\/script>\n<dl class=\"gallery-item\">\n<dt class=\"gallery-icon\">\r\n<a href=\"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/Prada.png\" title=\"MdFW Prada courtesy Prada \" rel=\"gallery1\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/Prada-150x150.png\" width=\"150\" height=\"150\" alt=\"MdFW Prada courtesy Prada\" \/><\/a>\r\n<\/dt><dd class=\"gallery-caption\" id=\"caption45236\"><span class=\"imagecaption\">MdFW Prada courtesy Prada <\/span><br \/>\n<span class=\"imagedescription\">MdFW Prada courtesy Prada <\/span><br \/>\n<\/dd><\/dl><dl class=\"gallery-item\">\n<dt class=\"gallery-icon\">\r\n<a href=\"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/alberta-ferretti.png\" title=\"MdFW Alberta Ferretti courtesy A. Ferretti\" rel=\"gallery1\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/alberta-ferretti-150x150.png\" width=\"150\" height=\"150\" alt=\"MdFW Alberta Ferretti courtesy A. Ferretti\" \/><\/a>\r\n<\/dt><dd class=\"gallery-caption\" id=\"caption45237\"><span class=\"imagecaption\">MdFW Alberta Ferretti courtesy A. Ferretti<\/span><br \/>\n<span class=\"imagedescription\">MdFW Alberta Ferretti courtesy A. Ferretti<\/span><br \/>\n<\/dd><\/dl><dl class=\"gallery-item\">\n<dt class=\"gallery-icon\">\r\n<a href=\"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/moschino.png\" title=\"MdFW Moschino courtesy Moschino \" rel=\"gallery1\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/moschino-150x150.png\" width=\"150\" height=\"150\" alt=\"MdFW Moschino courtesy Moschino\" \/><\/a>\r\n<\/dt><dd class=\"gallery-caption\" id=\"caption45238\"><span class=\"imagecaption\">MdFW Moschino courtesy Moschino <\/span><br \/>\n<span class=\"imagedescription\">MdFW Moschino courtesy Moschino <\/span><br \/>\n<\/dd><\/dl><br style=\"clear: both\" \/>\r\n\t\t<\/div>\n\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Fabio Quaranta<\/strong> ci porta quasi all\u2019origine dell\u2019universo tra meteoriti e gas solari da cui emergono, in meno di 50 secondi di rappresentazione, pochi e ripetitivi capi che finalmente possiamo valutare nel servizio fotografico da lookbook dove appunto gli indossatori per superare le tempeste solari si sono abbigliati come i tuareg del deserto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Altri brand hanno optato per luoghi geografici per ambientare la collezione. \u00a0<strong>Santoni<\/strong> colloca le sue scarpe tra i colori della sua terra le Marche. <strong>Matteo Landini<\/strong> sceglie un camping per fare muovere i suoi capi.<strong> Sendar<\/strong> dopo una ambientazione nell\u2019atelier si sposta in un prato notturno e poi in piena luce. Questo scelte di comunicazione ci sembrano troppo simili ai servizi fotografici propri delle riviste, hanno la stessa atmosfera anche se le immagini sono in movimento.<br \/>\nPoco coinvolgente la presentazione di <strong>Valextra<\/strong> che parte da un esterno sul mare con barche dalle vele gonfie e variopinte, e ci trasporta all\u2019interno del negozio con la ripresa dell\u2019allestimento e posizionamento delle borse sui ripieni di esposizione priva di espressione.\u00a0 Ci\u00f2 permette ad ogni buon conto di apprezzare la variet\u00e0 dei colori in cui \u00e8 realizzato il prodotto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Philippe Plein<\/strong> al grido \u201cLa moda \u00e8 morta\u201d, espressione gi\u00e0 ampiamente dibattuta,\u00a0 celebra se stesso con un escursus della sua ascesa. Si auto-ritrae lavorando al suo prodotto e presentando la sua collezione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I marchi giovani ambientano le loro collezioni tra la natura come <strong>MSGM<\/strong> con il suo corto, \u201cNon so dove, ma insieme\u201d dedicato ai giovani\u00a0 per una collezione giovane o <strong>Everyone<\/strong> uno short movie che svela l&#8217;inspirazione dietro alla collezione PE 2021; \u00e8 il caso di Simona Marziali.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ci fermiamo qui. Quali le conclusioni? Certamente sembra necessario trovare una formula nuova per comunicare le collezioni: le sfilate sembrano obsolete popolate da gente, specie nelle prime file,\u00a0 interessata al proprio tablet, a fotografare indiscriminatamente i capi, pi\u00f9 che valutarli\u00a0 professionalmente: ma questo in genere \u00e8 colpa degli uffici stampa. Eppure il coinvolgimento emotivo della sfilata dal vivo per buyer e giornalisti non \u00e8 paragonabile, laddove i capi sono facilmente identificabili, alla visione di un cortometraggi che \u00e8 tanto fredda quanto osservare il lookbook.\u00a0Senza capacit\u00e0 di coinvolgimento e questo ci ha sorpreso persino il corto di <strong>Moschino <\/strong>donna e uomo, le sue sfilate dal vivo producono pi\u00f9 spettacolo. Si tratta di trovare il modo perch\u00e9 la collezione\u00a0possa essere valutata de visu, attraverso la presentazione in movimento o statica dove \u00e8 possibile vedere il capo, toccare il tessuto e valutare le lavorazioni. Pensiamo ad esempio quanto tutto ci\u00f2 possa facilitare il lavoro dei buyer. Ci\u00f2 non toglie l\u2019utilit\u00e0, e pensiamo a settembre, della possibilit\u00e0 la CNMI\u00a0sia disposta ad offrire la visione su piattaforma virtuale di tutte le sfilate e altri eventi fruibili anche in differita. Quindi la Milano digital Fashion Week va considerato un esperimento utile, ma anche un tema tutto da studiare ancora. Riteniamo inoltre che i cortometraggi possano essere utili ai vari marchi per il posizionamento del brand e rinforzo della comunicazione, ma non per un esame critico della collezione.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n\n\n\n\t<div class=\"dkpdf-button-container\" style=\" text-align:right \">\n\n\t\t<a class=\"dkpdf-button\" href=\"\/rivista\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/45231?pdf=45231\" target=\"_blank\"><span class=\"dkpdf-button-icon\"><i class=\"fa fa-file-pdf-o\"><\/i><\/span> PDF<\/a>\n\n\t<\/div>\n\n\n\n\n\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Dopo le prime giornate di Milano digital Fashion Week si affollano nella mente le analisi e le valutazioni su questa nuova esperienza. 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